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  • Martedì 28 agosto 2012

Isaac adesso è un uragano

C'è grande allerta negli stati del Golfo dove arriveranno piogge e forti venti, si temono inondazioni e Obama ha invitato la popolazione a "non sfidare la sorte"

Aggiornamento delle 19
La tempesta tropicale Isaac che sta attraversando il Golfo del Messico, verso il sud degli Stati Uniti, ha raggiunto lo status di uragano di categoria 1 (nella scala di valori da 1 a 5). Sono quindi previste forti piogge con venti fino a 120 chilometri orari, ha comunicato il Centro Nazionale Uragani (NHC). L’uragano potrebbe colpire la costa a sud-est dello stato della Louisiana in serata, mentre le previsioni avevano ipotizzato il suo arrivo per domani mattina. Alle 11:20 locali (le 17:20), Isaac si trovava a circa 160 chilometri a sud-est rispetto New Orleans, la città colpita nel 2005 dall’uragano Katrina che provocò 1.008 morti. La tempesta ha già attraversato parte degli stati vicini del Mississippi e dell’Alabama.

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha avvertito i residenti delle zone a rischio del pericolo di inondazioni e di seguire le istruzioni dei funzionari locali. E di evacuare, se questo sarà l’ordine: «Ora non è il momento di sfidare la sorte, né di respingere gli avvertimenti ufficiali». Robert Bentley, il governatore dello stato dell’Alabama, ha invece revocato l’ordine di evacuazione di ieri. Il governatore aveva fatto evacuare i residenti sulla costa e le zone soggette a inondazioni. Oggi il Centro Nazionale Uragani ha rivisto al ribasso il livello d’impatto sull’Alabama.

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La tempesta tropicale Isaac ha guadagnato forza nel corso del suo passaggio attraverso il Golfo del Messico. Le prossime 24 ore saranno fondamentali per capire se sulle zone sud-orientali degli Stati Uniti porterà solamente piogge intense e forti venti o qualcosa di più distruttivo, trasformandosi in un uragano vero e proprio. Stando alle previsioni più recenti, la perturbazione si dovrebbe progressivamente spostare verso la zona di New Orleans, città su cui si sono concentrate le attenzioni dei mezzi di comunicazione e di chi deve gestire l’emergenza, e dove si vuole evitare che si verifichi un nuovo disastro come avvenne sette anni fa con l’uragano Katrina.

Il timore delle autorità nelle zone costiere del Golfo è che le nuove piogge possano portare a grandi inondazioni, specialmente nelle aree dove è già piovuto molto nel corso delle ultime settimane. Potrebbero esserci problemi sulle principali vie di comunicazione e si potrebbe verificare l’interruzione di alcuni servizi essenziali, come la fornitura di energia elettrica. Tra Louisiana, Alabama e Mississippi ci sono inoltre enormi aree di terreno coltivate e le inondazioni potrebbero rovinare i raccolti, specialmente di mais e cotone. Molti coltivatori più nell’entroterra confidano comunque nelle piogge che Isaac porterà sul territorio. Lontano dalle coste, infatti, è piovuto molto poco e la siccità prolungata di questa estate ha influito sulla resa dei campi e ha complicato la vita in molte aree del Sud degli Stati Uniti.

Secondo i meteorologi, Isaac potrebbe arrivare lungo le coste dopo essere passato da tempesta tropicale a uragano di categoria due (la classificazione degli uragani è da uno a cinque a seconda della loro intensità), con venti fino a 160 chilometri orari. L’arrivo sulla costa è previsto per domani in un’ampia area che comprende anche New Orleans. La perturbazione potrebbe comunque cambiare parzialmente la propria traiettoria nel corso delle prossime ore. Nei punti dove è più probabile l’arrivo di Isaac e nelle aree di territorio più basse è stata disposta l’evacuazione di migliaia di persone in via precauzionale. Molte scuole, università e diversi uffici pubblici rimarranno chiusi e le autorità hanno diramato inviti ad abbandonare le zone costiere.

L’attenzione è molto alta, ma va comunque ricordato che Isaac non è comparabile con la forza distruttiva che portò Katrina il 29 agosto del 2005. All’epoca l’uragano arrivò a raggiungere categoria 5 con venti fino a 250 chilometri orari. Quando giunse sulle coste era ancora di categoria 3 e causò grandi tempeste, con inondazioni e venti molto forti che furono tra le principali cause delle oltre 1.800 morti registrate nella zona. La città di New Orleans fu colta sostanzialmente impreparata e gli argini che l’avrebbero dovuta proteggere cedettero in diversi punti, portando a grandi inondazioni. Oggi le autorità cittadine spiegano che i nuovi argini sono stati realizzati per sopportare carichi d’acqua molto più consistenti di quelli che porterà Isaac. Alla popolazione è stato comunque consigliato di fare provviste e trovare riparo insieme nelle aree della città meno a rischio.

Nel pomeriggio di ieri (in Italia era notte), il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha disposto lo stato di emergenza in Louisiana. I governatori di Mississippi, Alabama e Florida hanno fatto altrettanto a livello locale per i loro stati. La perturbazione ha portato forti piogge in alcune aree della Florida e ha spinto gli organizzatori della Convention repubblicana, che si tiene a Tampa, a rivedere il programma della manifestazione rimandando diversi eventi a oggi. I governatori repubblicani degli stati coinvolti non parteciperanno alla Convention, che tra le altre cose nominerà ufficialmente Mitt Romney come candidato alle presidenziali del prossimo novembre.