Il Post
I cinquant'anni di David Fincher

I cinquant’anni di David Fincher

Da The Social Network ad Alien3: filmografia per trailer di un regista famosissimo, anche se ha fatto solo nove film

28 agosto 2012

David Fincher compie 50 anni e per essere uno che ha fatto solo nove film, può dirsi soddisfatto. Nato il 28 agosto del 1962, Fincher con il cinema ha cominciato presto, facendosi assumere da uno studio di produzione di cortometraggi a soli diciotto anni.

Nel 1983 è entrato alla Industrial Light & Magic, una società che si occupa di effetti speciali, e ha collaborato alla postproduzione di Indiana Jones e il tempio maledetto e Il ritorno dello Jedi (quando era piccolo, abitava accanto a George Lucas, d’altra parte).
Il passaggio definitivo alla regia è arrivato con l’ingresso alla Propaganda Films, una società di produzione di video musicali e pubblicitari, per cui hanno lavorato anche altri grandi registi come Spike Jonze e Michel Gondry.

Nel periodo alla Propaganda Films ha diretto video di Madonna, Aerosmith, Rolling Stones, Nine Inch Nails, George Michael e Michael Jackson. (Il famoso Vogue di Madonna è suo, ad esempio.) Nel 1992 è arrivato il vero cinema con il terzo capitolo di Alien, a cui poi sono seguiti solo otto film (più un documentario), ma che si fanno ricordare.

A parte Panic Room, che lo stesso Fincher ha riconosciuto più commerciale dei suoi altri lungometraggi, definendolo “un film da appuntamento” e “un buon film di serie b”, c’è qualcosa di memorabile e successivamente molto citato in quasi tutti i suoi lavori: la scena in cui l’alieno è vicinissimo alla faccia di Sigourney Weaver, lo sguardo di Brad Pitt nella scena della scatola di Seven, la regola numero uno e la regola numero due del Fight Club, la bellissima sequenza della notte in cui il giovane Mark Zuckerberg inventa Facebook mentre altrove tutti si divertono.

Con The Social Network all’Oscar è andato molto vicino, con la sfortuna di scontrarsi contro Il discorso del re, ma per quel premio c’è ancora tempo. Per ora però niente film: anche se pare abbia accettato di dirigere l’adattamento cinematografico di 20.000 leghe sotto i mari, e sembra stia prendendo in considerazione di dirigere gli altri due capitoli della trilogia di Millenium, al momento comunque è già impegnato: sta lavorando a una serie tv con Kevin Spacey, che parlerà di politica e si chiamerà House of Cards. La serie è prodotta da Netflix e andrà in onda nel 2013.

Millennium – Uomini che odiano le donne (2011)

The Social Network (2010)

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  • http://sgangheropoli.blogspot.com dalecooper

    Incomprensibile per me l’hype su David Fincher.
    Segue spiegone sentenzioso.
    - Millennium: non l’ho visto ma ho cestinato il libro dopo 100 pagine di insulsita’.
    - The social network: film biografico, ovvero un sottogenere, soprattutto se indulge, come fa, al guardonesco. Per fare un esempio un bel film biografico e’ Marie Antoinette della Coppola.
    - Fight Club: infantile. Target odioso.
    - Panic room: invece questo si salva, guarda un po’!
    - Zodiac: una storia vera (che noia) su un omicida seriale. L’ho trovato sconclusionato.
    - Benjami Button: terribile e telefonato (come un po’ tutti gli altri pero’).
    - The game: non l’ho visto.
    - Seven: sconclusionato e sanguinolento. Inutilmente dark.
    - Alien3: questo era buono.
    Scusate la saccenza.

  • jamesnach

    La vita senza Fincher sarebbe un po’ più brutta.
    Grazie David… ma magari facci qualche film in più!

  • umanile

    Comunque è Spike Jonze, non Spike Jones…

    Corretto, grazie.

  • totoro

    Dalecooper: bravo, hai detto tutto!

  • postpo

    mamma mia fincher…
    un giorno poi magari parlate di cinema…
    e meno male che ne ha fatti solo 9…

  • http://popolino.org Paolo Cosseddu

    Fight Club è solo uno dei film fondamentali degli ultimi vent’anni, ma fate voi.

  • simone losi

    di nove ne salvo tre: alien3, fight club e seven, il resto è noia.

  • schulz

    un talento quasi sempre sprecato. The Game e Seven erano ottimi, molto ben fatto The social network (fare un film biografico non è così banale come sostenuto da qualcuno più sopra), ma per il resto non venitemi a parlare di Fight Club, uno dei film più insopportabili e inutilmente pompati degli ultimi anni. Gli dai due frasi da citare all’infinito, due cazzotti, e il diciottenne alternativo è servito per tutta la vita. Che banalità, esattamente come il nuovo Batman, tanto per restare a registi di culto: passo indietro colossale, un trailer di due ore e mezza con clamorosi difetti di narrazione.

  • eugenioperotti

    Un piccolo appunto: “lo sguardo di Brad Pitt nella scatola di Seven”
    Brad Pitt non ha mai visto cosa c’era nella scatola, è stato Morgan Freeman ad aprirla.

  • postpo

    PAOLO COSSEDDU
    Fight Club è solo uno dei film fondamentali degli ultimi vent’anni?!
    Ti consiglio di iniziare a guardare del cinema…

  • eugenioperotti

    e aggiungo che il finale di social network è comunque clamoroso.

  • jimmyfc

    Beh i saccenti di cinema potranno anche criticarlo (e non dico che tutti i suoi film siano stupendi, alcuni non li ho sopportati) ma la capacità di creare tensione e di spiazzare lo spettatore di Fincher secondo me è notevole.
    Fight Club non sarà Quarto Potere o The Tree Of Life ma rimane una figata da vedere e rivedere..

  • novak

    Fight Club, Seven e Millennium li ho adorati, film spettacolari!
    Un gradino sotto Panic room, molto bello comunque; discreti Zodiac e TSN, noiosetti Benjamin Button e The game, non ho ancora visto Alien 3.
    Avercene di registi che su 9 film producono almeno 3 capolavori!

  • http://www.zingarate.com lowresolution

    @dalecooper, sorry, ma nccucdc.

  • warmduscher

    La scena di Zodiac dell’omicidio al lago e’ aggiacciante e stupenda (watch?v=MFN4Bb7wcog).

  • artikid

    Bravo regista Fincher.
    Mi sono piaciuti Fight Club,Alien3,Seven e The Social Network nonchè il video “Judith” per gli A Perfect Circle.
    Tendo a confonderlo con il regista de Il Corvo,Alex Proyas,forse perchè si affermarono più o meno nello stesso periodo.

  • kenzokabuto

    Alien3 è, in un certo modo, il più coraggioso. Cercare di dire qualcosa e di non rimanere schiacciato dove sono passati Scott e Cameron con due capolavori non era semplice. Eppure lui ci mise molta personalità. Alien3 è un piccolo gioiello che paga pesantemente solo in termini di effetti speciali, siamo agli albori del digitale e appare oggi molto più datato dei suoi predecessori in cui gli effetti erano di stampo “artigianale”.
    Il resto… è buono Seven mentre il tanto acclamato Fight alla fin dei conti è soprattutto un film furbetto, una macchina perfetta per accalappiare ragazzi.

  • http://www.camilorocca.net Bradipo

    Secondo me Fincher è un buon regista di cinema commerciale: quel cinema che quando non c’è nient’altro in giro e hai voglia di vedere un film su uno schermone grande in una sala buia con altra gente, sai che, anche se magari è un po’ una ca**ata, ti divertirai. Millennium è un buon esempio di quello che intendo: non è sicuramente il film dell’anno, ma è molto divertente. Come Fight Club, come Seven, come Alien3 – e per capire cosa intendo basta confrontare quest’ultimo con l’Alien di Ridley Scott. (E scusa Paolo, ma no, Fight Club NON è uno dei film fondamentali degli ultimi vent’anni).
    A me quello che è piaciuto di più è stato The Social Network :-)

  • raat

    Anche i miei 2 cents :-).
    - Alien³: come qualcuno già notava – schiacciato da Scott e Cameron, avariato dalle riscritture, umbratile, mediocre.
    - Seven: predominanza delle tinte scure e sporche, tante citazioni appena accennate, ma tutto funzionale ad un gran bel film. Grande Spacey.
    - The Game: non visto.
    - Fight Club: criticare un film in base al “target” (o meglio, chi crediamo che possa averlo visto e perchè) lo trovo fuorviante. Girare un film del genere nel 1999 era tutt’altro che scontato (e infatti passò quasi misconosciuto al cinema – anch’io lo vidi in una scassatissima sala di periferia – mentre si attirò una marea di critiche pretestuose). Il “messaggio” ne è stato volgarizzato, in certi passi l’esperienza videoclippara di Fincher sopravanza il suo talento registico, ma è sicuramente riuscito e molto interessante.
    - Panic Room: mi sono addormentato, lo ammetto.
    - Zodiac: tema difficile e ambizioni elevate, due ore e mezza di intreccio. Qualche appannamento qui e là, ma anche scene da antologia (concordo con WARMDUSCHER). Gran cast, compreso Robert Downey Jr (che fa Robert Downey Jr). Molto bello, si dimentica difficilmente.
    - Il curioso caso di Benjamin Button: non visto.
    - The Social Network: non so che pensarne. Sornione? Facile? Lucido? Comunque la mano di Sorkin è pesantissima.
    - Millennium: ma guarda!, medesima esperienza di DALECOOPER ;-).

    LBNL, auguri Mr. Fincher.

  • trentatre

    Fincher è comunque uno che sperimenta (http://www.youtube.com/watch?v=xW2xhBSfFps).
    guardate come ricostruisce la San Francisco anni ’70 in Zodiac. e poi, diciamo che gli attori se li sceglie bene, no?

  • http://sgangheropoli.blogspot.com dalecooper

    @lowresolution: grande! Nccucdc anche a te :)

  • http://www.anobii.com/davebowman/books davebowman

    Soprassedendo sull’uso del concetto di capolavoro (il modo migliore per far abortire una discussione sull’aspetto qualitativo dei film), ritengo Alien3 Zodiac Seven e The Social Network film superiori alla media.
    Nonostante questo, non ritengo Fincher degno di tutta questa attenzione,soprattutto in confronto all’attenzione praticamente nulla che dedicate al 99% del cinema esistente.Tanto per dire, non collocherei Fincher tra i migliori 10 registi viventi, per stare largo.
    Quanto alla frequenza della sua produzione, 8 film in 20 anni non mi sembrano pochi.