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Lonely Planet risponde alle critiche
— Cultura

Lonely Planet risponde alle critiche

La replica della casa editrice agli articoli usciti sulla stampa internazionale riguardo il suo atteggiamento con le dittature

17 agosto 2012

Mercoledì 15 agosto il Post ha raccontato delle accuse rivolte ad alcune guide turistiche di fama mondiale, Lonely Planet e Rough Guides, da un articolo di Michael Moynihan su Foreign Policy e da uno di Nick Cohen sullo Spectator. Il tema dei presunti pregiudizi ideologici e della veridicità di alcune guide era già stato sollevato altre volte in passato sulla stampa internazionale. Heather Carswell, capo della comunicazione di Lonely Planet, ci ha inviato una nota di risposta all’articolo di Foreign Policy, che pubblichiamo di seguito.

***

Lonely Planet è un’editrice apolitica di guide turistiche, che fornisce informazioni di viaggio obiettive ai suoi lettori. Il contesto storico, culturale e politico di una destinazione fa parte delle importanti informazioni di contesto che aiutano i viaggiatori a trarre il più possibile da un’esperienza di viaggio, a capire la destinazione che hanno deciso di visitare e ad apprezzare quello che accadrà loro una volta arrivati.

Rifiutiamo con fermezza qualsiasi insinuazione che, da parte nostra, ci siano pregiudizi o affiliazioni politiche, e in particolare che ci sia comprensione nei confronti di regimi repressivi. Nel corso dell’articolo si usano citazioni in modo selettivo e fuori dal loro contesto, e non si rappresenta adeguatamente l’ampio e bilanciato punto di vista di Lonely Planet.

Ad esempio, “Leftist Planet” [= l'articolo di Foreign Policy] dice che Lonely Planet vede in Kim Jong Il «pragmatismo e relativa apertura al cambiamento». Tuttavia, nella guida, l’espressione “relativa apertura” è usata chiaramente per mettere a confronto in particolare le politiche della Corea del Nord nel periodo della pubblicazione con quelle degli anni della precedente carestia, negli anni Novanta. Inoltre, “Leftist Planet” omette il fatto che Lonely Planet dica anche che «La Corea del Nord è uno stato di polizia con un rispetto dei diritti umani tra i peggiori del pianeta. Campi di concentramento, esecuzioni, terrore orchestrato dallo stato e controllo delle masse da parte del vasto apparato di propaganda qui fanno parte della realtà quotidiana di milioni di persone» e che «è difficile esagerare il livello di penetrazione di mezzo secolo di stalinismo – e non è un’esagerazione dire che la Corea del Nord è la nazione più chiusa e meno trasparente della Terra».

Le altre citazioni sono prese fuori dal loro contesto, e molte vengono da vecchie edizioni, non più in stampa o pubblicate prima che nelle destinazioni avvenissero grandi cambiamenti. Le edizioni su Libia e Siria risalgono a prima della Primavera araba dello scorso anno.

Foreign Policy ha scelto di non contattare Lonely Planet per avere commenti o verificare i fatti prima della pubblicazione. Invece di farlo, ha pubblicato un articolo che cita le guide Lonely Planet senza tenere conto del contesto: presenta così in modo errato i nostri contenuti e induce in errore i suoi lettori.

foto: i fondatori di Lonely Planet, Maureen e Tony Wheeler. (LAURENT FIEVET/AFP/Getty Images)

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  • gulliver65

    Ma perchè si chiama “lonely planet”? Qualcuno lo sa?

  • leguleio

    Le altre citazioni sono prese fuori dal loro contesto, e molte vengono da vecchie edizioni, non più in stampa o pubblicate prima che nelle destinazioni avvenissero grandi cambiamenti.
     
    Be’, non è che se una sciocchezza ora è fuori catalogo, non è più una sciocchezza. :-)
    L’articolo di Michael Moynihan su Foreign policy ha fatto male a omettere la circostanza, a non specificare che alcune guide sono cambiate nel frattempo; purché non si dimentichi che i caporedattori e i responsabili della Collana esistevano anche nelle vecchie edizioni.
     
    Le edizioni su Libia e Siria risalgono a prima della Primavera araba dello scorso anno.
     
    Ne siamo rincuorati. Perché prima che iniziasse il bagno di sangue, tutti ignoravano le condizioni politiche e sociali esistenti in quei due Paesi: in particolare le ignoravano gli autori delle guide (che si suppone abbiano soggiornato in quei Paesi, anche a lungo).

  • whiteyes

    @GULLIVER65
    Provo a indovinare: siccome la guida fu fondata, come riportato dal Post nel precedente articolo, da 2 hippie nel 1975, suppongo che potrebbe essere tradotto con “Per il mondo in solitudine” o “Vagabondare per il pianeta”, o qualcosa del genere…attendo critiche e smentite.

  • rand

    e certo prima della primavera araba, libia e siria erano esempi illuminati di democrazia.
    Ora ci dovremo solamente attendere mcdonalds in ogni città e distributori di coca cola e pepsi ad ogni angolo di strada, come segno della vittoria degli stati imperialisti

  • gulliver65

    @WHITEYES
    Secondo me ci hai preso, “per il mondo in solitudine” ci sta; io lo traducevo direttamente “mondo solitario”,e sembrava suggerire qualcosa.
    Ehm, oggi sono così, ma perche ti chiami whiteyes?

  • whiteyes

    @gulliver65
    Sono privo di iride e pupille…due palline da golf al posto degli occhi.
    Seriamente (o quasi) cercavo un nick e mi è saltato fuori quello dal subconscio, non c’è un motivo reale.
    Ma poi tutto sommato, oltre ad essere OT, chissenefrega.

  • gulliver65

    Speravo in una storia di spie, roba così.

  • yoknapatawpha

    Non vorrei sbagliarmi, ma mi pare di aver letto sul Mucchio di qualche secolo fa che il nome deriva da una canzone involontariamente storpiata, poi se ne sono accorti ma il nome l’han tenuto perché gli piaceva.

  • http://blog.terminologiaetc.it/ licia

    @Yoknapatawpha, ricordi bene. La canzone è Space Captain di Joe Cocker e la parola storpiata (un cosiddetto mondegreen) è lovely:
     
    Once while travelling across the sky
    This lovely planet caught my eye
    And being curious I flew close by
    And now I’m caught her
    Until I die…

     
    http://support.lonelyplanet.com/entries/466868-why-is-lonely-planet-called-lonely-planet

  • gulliver65

    Insomma, alla fine, quanta roba nasce dalle canzoni.
    Il peraltro direttore sará d’accordo, immagino

  • whiteyes

    Adesso mi aspetto che Guliiver65 chieda il perchè del nick a YOKNAPATAWPHA :D

  • gulliver65

    Nooo, figurati, sai a me cosa interessa. Al limite, così, per curiosità.
    Così, ehm, yoknapatawpha, e scusa se ti ho storpiato il nome, perchè?
    PERCHE’, IN NOME DI DIO??

  • yoknapatawpha

    [ultra OT]Si scusate, mi sono resa conto che come nick è scomodissimo. Ho provato a cercare di cambiarlo ma non credo si possa.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Yoknapatawpha :)
    [/ultra OT]

  • sascha

    Molti anni fa, quando ero giovane, ebbi l’occasione di visitare l’URSS quasi gratis, ospitato e spesato. Stupidamente, non lo feci: mai, mai avrei vissuto anche solo per poche settimane sotto una spietata dittatura! Mai, mai!
    Poi venne la libertà e la Russia divenne, negli anni Novanta, troppo pericolosa da visitare. Poi si calmò un po’ ma divenne troppo costosa, comunque fuori dalla mia portata. Forse un viaggetto a San Pietroburgo riuscirò a organizzarlo ma ho imparato la lezione: mai farsi distrarre da considerazioni moralistiche o ideologiche. Peggio per me.

  • whiteyes

    Ioknapatofa esisti davvero? Un giorno che mi trovo nei paraggi della contea, passo a trovarti.

  • gulliver65

    Attenta, yoknapatawpha, whiteyes è una spia. La storia del subconscio è una copertura, è chiaro

  • yoknapatawpha

    @WhiteEyes con piacere, se riesci a vedermi :)
    Per inciso, sono stata negli USA del sud (Tennessee, Louisiana, Mississippi etc) con la LP e non mi sono trovata male, anche se non ci siamo basati solo su quella per il viaggio.

  • whiteyes

    Ho raggiunto il record di commenti Off-Topic per un singolo articolo (grazie a dei buoni complici); al prossimo elimineranno il mio account su WordPress, sarò esiliato a yoknapatawpha e dovrò trovare un’altra copertura per reinfiltrarmi…
    Io sono stato in Bolivia con “Avventure Nel Mondo”, anche se avevamo la LP, non è servita a un granchè

  • zomarz

    Perché tutti si stupiscono che una guida turistica di un paese cerchi di spacciare un ribelle col mitragliatore per un genuino autoctono? Cosa volete che vi dica, di non andare a visitarlo?

  • quelloinfondo

    @Gulliver65, @Whiteyes, Hahahaha, grandi.
    @Yoknapatawpha, ci sono stato a Lafayette (Mississippi) (con un nome così non si poteva non andare): è un postaccio, violento e razzista. Sembrava giusto avvisarti.

  • quelloinfondo

    @Gulliver65, @Whiteyes, Hahahaha, grandi.
    @Yoknapatawpha, ci sono stato a Lafayette (nome troppo bello per non andarci): un postaccio, razzista e violento. Pareva giusto avvertirti.

  • epicuro

    “Whiteyes” viene chiaramente da “Occhi bianchi sul pianeta terra” (http://www.imdb.it/title/tt0067525/). In pratica trattasi di un tagliagole psicopatico affetto da mutazioni genetiche. Io non ci parlerei, ecco.

  • Wilson

    @leguleio: si, ma se uno scrive “questo è il peggiore posto del mondo, ma nel regno attuale è leggermente migliorato” e uno imbastisce una polemica tirando fuori “nel regno attuale è [...] migliorato” e sostenendo che sia la tesi di base è evidente che questo è in cattiva fede e chissà in quante altre cose ha mentito.
    A questo punto l’intero argomento non può che tornare nel limbo da cui proviene: ci sono un sacco di pubblicazioni che contengono sciocchezze peggiori e che meritano di essere criticate prima, sicuramente Foreign Policy.

  • leguleio

    Per Wilson

    @leguleio: si, ma se uno scrive “questo è il peggiore posto del mondo, ma nel regno attuale è leggermente migliorato” e uno imbastisce una polemica tirando fuori “nel regno attuale è [...] migliorato” e sostenendo che sia la tesi di base è evidente che questo è in cattiva fede
      
    Sul punto ti seguo. Tagliuzzando e rimettendo insieme frasi irrelate della Bibbia si ottiene un racconto porno. :-)
    Però, ahimè, temo che non sia il caso dei passi citati dall’inchiesta. Quelle frasi erano, per la maggior parte, sciocchezze da qualsiasi parte le si guardasse.
     
    A questo punto l’intero argomento non può che tornare nel limbo da cui proviene: ci sono un sacco di pubblicazioni che contengono sciocchezze peggiori e che meritano di essere criticate prima, sicuramente Foreign Policy.
     
    Non lo so com’è Foreign policy, so che come rivista ha vinto alcuni premi negli Usa. Un’inchiesta è stata fatta anche da Nick Cohen sullo Spectator, come indicato nell’articolo qui sopra. Ed è arrivata alla stessa conclusione.

  • Wilson

    @leguleio, il fatto è che abbiamo delle frasi ritagliate da ambo le parti, che sembrano sciocchezze (e possono non esserlo poi molto, citando il contesto, come quella sulla RPK). E i ritagliatori sono una casa di guide turistiche particolarmente rinomata e una rivista nota e vincitrice di premi.
    Nulla di tutto ciò aggiunge nulla a quanto si pensasse prima: restano solo pregiudizi e antipatie di ognuno. Personalmente preferisco esserne consapevole e cercare di dimenticare tutto quanto, visto che sembra proprio uno scambio di calunnie e non ho intenzione di far inquinare il mio giudizio dai loro problemi di relazione.

  • Wilson

    @leguleio (personale): il rivolgermi a te era strumentale, quello che mi premeva era sollevare il fatto che tutta la faccenda è inutile e sarebbe bene non cadere nella trappola mediatica della calunnia (questo vale pure per il Post, tutto sommato, col senno di poi forse questa polemica estiva non meritava questa visibilità).