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Le Pussy Riot sono state condannate
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Le Pussy Riot sono state condannate

Le tre musiciste russe sono state ritenute responsabili di teppismo aggravato dall'odio religioso e condannate a due anni di prigione

17 agosto 2012

Le tre ragazze delle Pussy Riot, il gruppo punk russo composto da sole donne e protagonista di una serie di proteste contro il governo e Putin, sono state giudicate colpevoli dal tribunale di Mosca per teppismo aggravato dall’odio religioso. Al termine di una lunghissima lettura della sentenza le tre ragazze sono state condannate ognuna a due anni di reclusione.

(le foto delle proteste contro la condanna in molte città europee)

Nadezhda Tolokonnikova, 23 anni, Maria Alekhina 24 anni, e Ekaterina Samutsevich, 29 anni, sono in carcere dall’inizio del mese di marzo a causa di un’esibizione del 21 febbraio che ha irritato il governo e la Chiesa ortodossa: durante una manifestazione contro il governo le tre erano salite sul presbiterio della Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca e avevano cominciato a cantare una specie di preghiera punk con il ritornello “Madonna, liberaci da Putin”.

Intanto fuori dal tribunale di Mosca ci sono proteste e fin da questa mattina le autorità russe hanno blindato la zona: l’accesso a pedoni e automobilisti è bloccato da barriere di acciaio e più di dieci autobus dei reparti antisommossa sono parcheggiati nelle vicinanze. I sostenitori delle ragazze hanno indetto una giornata di mobilitazione in tutto il mondo. A New York attori, scrittori e musicisti leggeranno a Times Square una serie di brani tratti dalle ultime parole delle imputate, mentre a Vilnius, in Lituania, verranno liberate nel cielo piccole mongolfiere a forma di passamontagna. A Praga verrà dedicato un festival musicale alle ragazze.

Nadia Tolokonnikova, considerata la leader del gruppo, ha scritto una lettera ai suoi sostenitori dicendo che «Qualunque sia il verdetto, noi e voi stiamo vincendo. Perché‚ abbiamo imparato ad essere arrabbiati e a dirlo politicamente». Nella sua dichiarazione di difesa la 22enne russa ha citato Pitagora, Dostoevsky e Solzhenitsyn e il New Yorker l’ha definita «un classico dell’antologia della resistenza». La notorietà del trio in questi giorni è cresciuta in modo esponenziale, tanto che l’edizione ucraina di Playboy ha chiesto a Tolokonnikova di posare nuda in copertina.

Dopo Madonna, che aveva dato il suo sostegno alle ragazze nel suo concerto a Mosca della settimana scorsa, ai sostenitori della band si è aggiunto anche Paul Mc Cartney: «Care Nadia, Katia e Masha, vi scrivo per mostrarvi il mio sostegno in questo momento difficile. Vorrei farvi sapere che spero davvero che le autorità russe appoggeranno il principio della libertà di espressione per tutti i loro cittadini e non sentiranno di dovervi punire per la vostra protesta – ha scritto in una lettera alla vigilia della sentenza l’ex Beatle – Restate forti. Credo che io e molti altri che come me credono nella libertà di parola, faremo tutto ciò che è in nostro potere per sostenere voi e l’idea della libertà artistica».

Nei giorni scorsi Pete Townshend degli Who, Alex Kapranos dei Franz Ferdinand, Jarvis Cocker dei Pulp, Neil Tennant dei Pet Shop Boys, Johnny Marr degli Smiths e molti altri cantanti e musicisti inglesi hanno pubblicato sul quotidiano inglese The Times una lettera di protesta per chiedere il rilascio delle tre ragazze.

Foto: Natalia Kolesnikova

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  • whiteyes

    E’ possibile sapere l’entità della pena?

  • rbx

    Se i Finley provassero a cantare l’inno del corpo sciolto sull’altare del duomo di milano, vestiti solo di perizoma, secondo voi cosa succede? Si tratterebbe di limitazione della libertà di espressione? Se per attaccare il potere politico si distruggono simboli religiosi (come si è visto nelle immagini di oggi al TG1, con una ragazza in perizoma che segava un crocifisso) è giusto o sbagliato usare la galera come metodo punitivo? Vorrei che qualcuno rispondesse a queste domande perché inizio a sentire un po’ di invidia nei confronti dell’Iran, e non è una bella sensazione.

  • Wilson

    E sicuramente sbagliato usare un qualsiasi metodo punitivo per la distruzione di un simbolo sacro o altri gesti blasfemi (ovviamente purché il distruttore lo detenga legalmente e non vi siano vincoli artistici).
    Questo include anche Calderoli e l’imbecille che in USA brucia copie del Corano per cercare di provocare una guerra.

  • nicoc1989

    @RBX fantastica l’immagine dei Finley, non riesco a togliermela dalla mente :D Comunque dei servizi del TG1 non mi fiderei molto, a prescindere…

  • whiteyes

    Hai ragione RBX. Loro stesse, se non erro, hanno ammesso di aver manifestato con modalità eccessive ed irriverenti.
    In uno stato democratico, credo e spero, nessuno è “costretto” a simili esibizioni per denunciare soprusi e perchè questi siano discussi pubblicamente.

  • flx1

    @RBX:
    - Succederebbe un caos incredibile, ma spero si prendano al massimo una multa (come se facessero un concerto non autorizzato in una biblioteca), di sicuro niente anni e anni di galera (poi cosa succederebbe davvero nella “cattolicissima” Italia, non so).
    - Se per attaccare il potere politico si distruggono simboli religiosi le conseguenze dipendono solo da chi è proprietario del simbolo. Se il crocifisso che distruggo è di mia proprietà ci faccio ciò che voglio, se la proprietà è di altri dovrò ripagarlo, come avverrebbe per qualsiasi oggetto (come se ti sfascio l’auto, per capirci).
    La galera per questi fatti è ovviamente esagerata e rende l’idea di quanto sia messa male la Russia di Putin.

  • flx1

    @Whiteyes:
    senza offesa, ma sono davvero incredibili i picchi che raggiunge l’ingenuità: ovviamente hanno “ammesso di aver manifestato con modalità eccessive ed irriverenti” per cercare di salvarsi almeno in parte nel processo farsa a cui sono sottoposte.

  • whiteyes

    Le scuse nei confronti della comunità ortodossa (non della “giustizia” russa, o del “clero ortodosso”) le ho ritentue sincere (mià ingenuità).

  • http://daldifuori.splinder.com luzmic

    Nel nostro codice penale (che risale al 1930, epoca fascista, patti lateranensi ecc.) esiste un intero capo intitolato “dei delitti contro le confessioni religiose”. In particolare l’art. 404 c.p. (offese a una confessione religiosa mediante vilipendio o danneggiamento di cose) prevede una multa da 1.000 a 5.000 euro per chi “in luogo destinato al culto, o in luogo pubblico o aperto al pubblico, offendendo una confessione religiosa, vilipende con espressioni ingiuriose cose che formino oggetto di culto, o siano consacrate al culto, o siano destinate necessariamente all’esercizio del culto, ovvero commette il fatto in occasione di funzioni religiose, compiute in luogo privato da un ministro del culto”. Il secondo comma prevede addirittura la reclusione fino a due anni per chi “pubblicamente e intenzionalmente distrugge, disperde, deteriora, rende inservibili o imbratta cose che formino oggetto di culto o siano consacrate al culto o siano destinate necessariamente all’esercizio del culto”.

    Da notare che originariamente nel codice penale si prevedeva la distinzione fra religione di Stato (cattolica) e altri culti ammessi; naturalmente le offese alla religione cattolica erano punite con pene maggiori. La Corte Costituzionale dal 2000 in poi ha abrogato diverse norme incidendo sulla discriminazione fra religione cattolica e altre religioni e nel 2006 è stata ridisciplinata con legge la materia parificando tutte le religioni e diminuendo le pene (per la cronaca, la legge del 2006, presentata da una deputata della Lega, era quella con cui sono state ridotte sensibilmente anche le pene per il reato di diffusione dell’odio razziale).

    Per fortuna, almeno a guardare le sentenza pubblicate sulle riviste, le norme in questione sono rimaste per lo più sulla carta. Però esistono, anche da noi.

  • lbb

    Però l’ipotesi di arrestare i Finley e proporli a Putin in cambio delle Pussy Riot non la butterei via :)

  • whiteyes

    Grazie Luzmic
    Quindi nell’art. 404 c.p. comma 2 ricadrebbe il tipo che ha distrutto la statua della Madonna a Roma nella manifestazione degli indignati dell’ottobre scorso.
    Qualcuno sa è stato identificato o a che punto è, se ancora in corso, l’indagine?

  • spago

    @RBX Sì ma lì c’è un potere contro cui non è che puoi manifestare liberamente e democraticamente, quindi il paragone coi Finley non regge perchè il contesto è diverso.. Inoltre la chiesa ortodossa è come minimo connivente con quel potere.. Non credo che abbiano offeso Dio.. hanno offeso Putin, le gerarchie ecclesiastiche e quella parte di russi che li sostengono. Che pena sarebbe giusta per loro? Nessuna. Nessuna pena comminata da un regime ingiusto che non ci dovrebbe neppure essere e da una chiesa connivente può essere giusta. Prima vada in galera chi fa sparire i giornalisti e chi benedice questi criminali, poi ci occupiamo di chi fa le seghe ai crocifissi per dare risalto alle sue giuste proteste!

  • paolo192

    @ Spago
    Ragionamento ineccepibile.

  • flx1

    d’accordo con Spago e un grazie a Luzmic.

  • irob78

    Venuto a conoscenza della notizia, l’amico Silvio ha chiamato Putin offrendosi come volontario per convertire la pena detentiva delle ragazze in PENE alternativo nel suo lettone ad Arcore…

  • lefkandi

    @Whiteyes: 3 anni

    La condanna è assurda, i giornali inglesi la chiamano per “hooliganism driven by religious hatred” ma come nella maggior parte dei casi di questo tipo è evidentemente una montatura. Che dietro ci sia un reato, è indubbio, il problema è: le leggi sono giuste? Le pene sono adeguate? In questi mesi il governo russo ha stretto moltissimo sulle forme di protesta in generale (http://italian.ruvr.ru/2012_06_08/77543225/) e come causa e conseguenza le manifestazioni delle Pussy Riot sono aumentate, così come il loro consenso nazionale. Tra l’altro non hanno mai usato parole offensive o aggressive nei confronti della Chiesa, anzi, credo che alcune di loro siano ortodosse praticanti, quindi non è quello il problema. Forse entrare in una Chiesa e cantare può anche essere un reato in Russia, ma possibile che si debbano scontare 3 anni di carcere per questo?

  • lostella

    ma di che stiamo parlando, laggiù c’è una situazione inimmaginabile, qui i finley li porterebbero in caserma, tre ceffoni e a casa com’è giusto che sia, punto. non si arresta la gente perché è scema, si arresta perché commette un reato, e la pena dev’essere proporzionale al reato, stop. grazie putin per ricordarmi ogni volta quanto peggio potrebbe andarci

  • http://nononoeno.wordpress.com/ akiro

    @RBX, ti prego: ripigliati! te ed i Finley!

  • giovanni

    “grazie putin per ricordarmi ogni volta quanto peggio potrebbe andarci”

    art. 278 CP ITALIANO
    Chiunque offende l’onore o il prestigio del presidente della Repubblica, è punito con la reclusione da uno a CINQUE anni.

  • giovanni

    “La condanna è assurda, i giornali inglesi la chiamano per “hooliganism driven by religious hatred””

    e cosa dicono i giornali inglesi della strage di minatori fatta dalla polizia per difendere la miniera di platino dell’inglesissima Lonmin? O della volontà del governo inglese di invadere l’ambasciata dell?Ecuador per far finire Assange a Guantanamo (dopo il processo farsa in Svezia)?
    O dei tre anni a cui è stato condannato proprio ieri Nabeel Rajab in BAhrein, per proteste molto più serie delle PR?
    Ne parlano poco e niente, vero? Chissà perchè….

  • flx1

    @Giovanni:
    - quindi la situazione in Italia e in Russia sono uguali? O, visto che c’è una legge stupida in Italia, è giusto che anche in Russia ci siano molte leggi stupide?
    - quindi, visto che non parlano di altri casi di repressione, i giornali inglesi non dovrebbero parlare nemmeno delle Pussy Riot?

  • splarz

    Se i Finaley facessero una cosa del genere l’ultima cosa cui penserei è la galera, al limite qualche ammenda per disturbo alla quiete pubblica (e attentato alla vista: in perizoma? Mioddio). Quanto al crocifisso: se è di loro proprietà possono farci quello che vogliono.
    Checchè ne dica il codice penale, il duomo è un luogo aperto al pubblico e il crocifisso solo un oggetto, nè più nè meno.

  • gianmarco

    Non vorrei sbagliarmi, ma la tizia che ha segato la croce e’ in ucraina, del gruppo femen: non c’entra nulla con il processo alle pussy riot (a parte il fatto che e’ stato fatto in sostegno delle stesse). Comunque una croce, una bandiera, una statua della Madonna sono oggetti, simbolici, ma oggetti: religioni e sentimenti patriottici dovrebbero aver basi più solide.

  • giovanni

    “visto che c’è una legge stupida in Italia, è giusto che anche in Russia ci siano molte leggi stupide?”
    no, è giusto che non si strepiti di ritorno dello stalinismo per una condanna che rientra nei limiti delle leggi di qualsiasi sedicente democrazia occidentale.
    “quindi, visto che non parlano di altri casi di repressione, i giornali inglesi non dovrebbero parlare nemmeno delle Pussy Riot?”
    chi non parla della repressione nel proprio paese, non può parlare di quella altrui, altrimenti non sta informando, sta facendo PROPAGANDA, che è appunto quella che si fa nei regimi.

  • LAzy

    Una volta un tizio entrò in un tempio e si rese colpevole di “hooliganism” nei confronti di alcuni mercanti dicendo che non li voleva nella casa di suo padre. Alla fine condannarono anche lui, più per quello che disse che per quello che fece.

    A volte idee rivoluzionarie causano problemi ai propri promotori ma, se forti e condivisibili, col tempo si affermeranno.

  • lefkandi

    @Giovanni se vuoi parliamo dell’Inghilterra anche se mi sembra vagamente fuori luogo, citavo i termini inglesi perché purtroppo non conosco il russo e quindi cercavo il modo più internazionalmente comprensibile per definire la pena.
    @Lazy sono d’accordo con te, citi l’esempio più antico che conosciamo, per parlare di eventi più recenti anche il punk ha fatto la sua storia da un bel pezzo. Eppure in questo momento sembra l’unica corrente che in qualche modo smuove le coscienze, con la differenza rispetto agli anni ’80 che l’intento politico è abbastanza preciso e l’estetica diversa, comunque pop. Loro tre sono dei personaggi, non voglio dire una montatura commerciale, ma se serve a smuovere l’interesse nazionale e internazionale…

  • epicuro

    Cari giudici russi: se e quando la pena inflitta alle ragazze dovesse per caso essere convertita in una cosa tipo “Affido a una casa famiglia”, mi rendo ampiamente disponibile ad ospitare la terza, quella con la maglietta “no pasaran”.
    Distinti saluti.

  • artikid

    Tutto questo baccano per dei riots a favore della “free pussy”.

  • diegoghi

    performance politiche in luogo pubblico punite con severità esagerata? Ce l’abbiamo anche noi: http://it.wikipedia.org/wiki/Serenissimi