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I neri sono più veloci dei bianchi?

I neri sono più veloci dei bianchi?

di Giovanni Zagni

Può stupire, ma è come chiedersi se gli ebrei sono più bravi a basket

8 agosto 2012

Il record mondiale di velocità sui 100 metri piani è detenuto da atleti neri dal 1968, e anche guardando le ultime Olimpiadi tutti si saranno chiesti almeno una volta perché le batterie dei 100 e dei 200 metri sono dominate da atleti neri. Il primo e unico atleta bianco ad aver corso i 100 metri in meno di 10 secondi, nel 2010, è il francese Cristophe Lemaitre.

(La storia dei 100 metri piani)

E quindi, perché i neri sono più veloci dei bianchi? Tra l’altro la domanda è collegata ad altre molto simili: perché i corridori che vincono sulle lunghe distanze sono spesso keniani o etiopi? Perché i nuotatori sono quasi sempre bianchi? Nello sport sembrano esserci alcune differenze evidenti nelle capacità, basate sull’appartenenza etnica. Si tratta di una questione difficile da risolvere e con poche risposte certe, ma qualcosa si può dire. Guardando a quello che è successo in passato emergono anche diverse sorprese e si sfatano alcuni miti.

La questione e il razzismo
Precisazione necessaria: si tratta di un argomento molto spinoso e spesso non affrontato, anche deliberatamente, dato che negli ultimi anni si è dato molto spazio all’evidenza scientifica sull’inconsistenza del concetto di “razza”, e in secondo luogo dato che avanzare la possibilità che i bianchi o gli orientali o i neri abbiano differenze sul piano fisico può aprire la strada, come è stato fatto in passato in modo discriminatorio, a considerare differenze anche sul piano psicologico.

Nelle rappresentazioni razziste europee e americane, che durarono secoli, fino a tutta la prima metà del Novecento, l’opposizione che veniva fatta abitualmente era tra la “forza bruta” delle popolazioni nere africane e invece l’intelligenza dell’uomo bianco. Ma come ha scritto un giornalista statunitense, John Entine, in un libro importante sul tema della diversità etnica nello sport – molto discusso e intitolato non a caso Taboo – le differenze genetiche sul piano fisico non c’entrano nulla con la genetica dell’intelligenza. Oltre a questo, i fattori ambientali come l’educazione, la famiglia, il contesto sociale sono potenzialmente in grado di annullare benissimo gli effetti che vengono dai geni. Fatte queste precisazioni, possiamo continuare.

Le tradizioni sociali
La prima osservazione è che nella pratica sportiva c’è sempre un elemento storico, sociale e geografico: negli stati in cui c’è una grande diversità etnica, in primo luogo negli Stati Uniti, alcuni sport sono oggi tradizionalmente più praticati dai bianchi, come il golf o la pallavolo (nella nazionale statunitense di pallavolo alle Olimpiadi di Londra non c’è nessun nero).

Altri sport sono più diffusi in alcune zone del mondo e non praticati o quasi in altre (qualcuno ha detto India?), ma il tutto, bisogna aggiungere, dipende anche dal periodo storico e quelle divisioni possono cambiare. Per fare uno degli esempi più notevoli, negli anni Trenta si credeva che il basket fosse uno sport da ebrei, e si sosteneva questo dato di fatto – i migliori giocatori del tempo erano effettivamente ebrei, mentre oggi l’80 per cento dei giocatori dell’NBA sono neri – con pseudomotivazioni psicologiche e biologiche (maggior equilibrio, maggiore velocità, vista migliore rispetto agli altri, “scaltrezza”). Le motivazioni erano molto probabilmente altre, dato che il basket è uno sport “cittadino” e allora le città statunitensi avevano un alto numero di immigrati di origine ebraica, ma diversità fisiche, all’occorrenza, si trovavano anche allora.

Oggi come allora, le eccezioni notevoli si notano, e anche il valore di “esempio” che si pensa che abbiano queste eccezioni si dimostra meno forte di tradizioni consolidate. Prendiamo il caso di Tiger Woods, il golfista nero che è stato per anni uno degli sportivi più celebri del mondo, prima che le sue infedeltà coniugali e alcuni infortuni non ne mettessero seriamente a rischio la carriera a fine 2009. Il golf è tradizionalmente considerato uno sport per bianchi, maschi, ricchi e piuttosto in là con gli anni: quindici anni di Woods ai massimi livelli non sembrano aver aumentato né il numero di giocatori neri – o delle donne, se è per questo – nei tornei principali, né abbassato l’età media, né reso il golf uno sport più popolare. Un altro esempio è quello dei nuotatori: nella squadra di nuoto degli Stati Uniti, una delle più competitive nella storia della disciplina, ci sono stati solamente tre nuotatori neri (uno di questi, che è anche il secondo nero americano ad aver migliorato un record mondiale, è Cullen Jones, che è anche a Londra).

La maggioranza di atleti neri ai massimi livelli dell’atletica, quindi, potrebbe avere semplicemente una motivazione sociale, e spiegarsi con il fatto che in alcuni gruppi sociali o in alcuni paesi si praticano diffusamente alcuni sport e non altri, in questo periodo storico. Vedremo perché questa sembra essere la spiegazione più convincente.

La struttura fisica
Un’altra risposta, quella che viene data più frequentemente, è che tra le popolazioni nere e quelle bianche ci sia una diversità nelle caratteristiche fisiche, che risale a una diversità nel patrimonio genetico.

Durante le finali di atletica di ieri sera, i commentatori di Rai2 si sono fatti una domanda simile a quelle a cui stiamo cercando una risposta qui, ovvero perché ai blocchi di partenza delle semifinali dei 200 metri piani femminili ci fossero tante atlete provenienti dai Caraibi (nove su 24). Il commentatore tecnico ha spiegato la cosa con il fatto che la presenza della popolazione nera nei Caraibi risale alle deportazioni di popolazioni africane da parte dei colonizzatori europei nelle piantagioni. Durante il trasporto attraverso l’Atlantico la mortalità tra le popolazioni deportate era altissima, e altrettanto alta lo era nelle piantagioni, motivo per cui si sarebbe selezionata una “razza superiore” – sono state le parole del commentatore – dal fisico particolarmente resistente.

L’argomento è assurdo, dato che i geni della resistenza alle malattie o altri che potrebbero essere stati selezionati durante le deportazioni – che dal punto di vista strettamente “biologico” sono durate un tempo eccezionalmente breve, appena 4 o 5 generazioni – non sembrano avere nulla a che fare con quelli che danno la forza esplosiva nelle gambe o che hanno a che fare con la velocità nella corsa.

A parte quindi le motivazioni palesemente infondate, ci sono state ricerche che hanno avanzato un’altra possibilità: la diversa composizione delle fibre muscolari tra le popolazioni dell’Africa occidentale rispetto a quelle del resto del mondo. In particolare, secondo queste ricerche, nell’Africa occidentale ci sarebbe una maggior percentuale di fibre muscolari a contrazione veloce, o fibre bianche, uno dei due tipi principali di fibra muscolare. Le fibre bianche si contraggono rapidamente, ma sono poco resistenti alla fatica, al contrario invece delle fibre rosse (quelle più sollecitate da un maratoneta), e sono quindi i muscoli più “utili” per le gare di velocità.

In modo simile, altre ricerche hanno provato a dimostrare la presenza di caratteristiche particolari nelle popolazioni dell’Africa orientale, da dove provengono i corridori più forti sulle lunghe distanze: le caratteristiche sono numerose, da più enzimi produttori di energia nei muscoli o un processo di ossigenazione del sangue più efficiente, da una maggior percentuale di fibre rosse nei muscoli, a gambe più lunghe e a una maggiore capacità polmonare.

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  • sascha

    Dimenticate il caso più clamoroso, secondo me: il pugilato.
    Quando ero giovane la supremazia nera, dai massimi giù fino ai welter (nelle categorie più leggere erano competitivi latini e asiatici)era un dato assolutamente scontato e i campioni bianchi erano eccezioni, specie nella categoria più prestigiosa, i massimi.
    Ora tutti i campioni del mondo dei massimi e buona parte di quelli delle categorie più pesanti sono bianchi, in genere slavi provenienti dall’Est europa, dai Balcani e dall’ex URSS. Il ‘naturale’ dominio dei neri, per il quale si potevano trovare ottime spiegazioni genetiche ed evolutive, è solo un ricordo.

  • arsenio

    Sta di fatto che un nero è diventato presidente degli Stati Uniti…Quando un bianco vincerà i 100 metri fatemi un fischio.

  • iansol

    Secondo me non si pongono le cose per bene, neppure in questo articolo che vorrebbe fare chiarezza. Paragonare i tuffi e i 100 metri dell’atletica è follia: la prima è una disciplina in cui l’esercizio è fondamentale e dura anni, mentre i 100 metri sono la gara più ‘intuitiva’ fra tutte le specialità, in cui sono rappresentate (basti vedere le batterie delle olimpiadi) davvero tutte le nazioni del mondo; questo non vuol dire che i 100 metri siano una disciplina in cui non serve allenarsi, ovvio; ma non sono certo il salto con l’asta o il decathlon! Dico questo per dire che una qualche superiorità fisica dei caraibici (e alcuni africani) nella velocità sembra impossibile da escludere e al momento resta la spiegaione più plausibile (senza ovviamente parlare di razze superiori, per carità!). Ciò detto, naturalmente, le motivazioni primarie che spiegano le eccellenze nello sport riguardano senza dubbio la cultura e le tradizioni: per restare nell’atletica, perché Cuba ha i migliori saltatori (in lungo, in alto, triplisti e da poco anche astisti)? Tradizione, allenatori tra i migliori al mondo, in una parola ha una ottima ‘scuola’ per i salti dell’atletica. E il discorso vale per molte altre discipline. Dunque è importante non fare di tutta l’erba un fascio: spiegazioni differenti per casi differenti.

  • calberto

    “Il fenomeno riguarda, più che “i neri” o “gli africani occidentali”, i neri statunitensi e i giamaicani”
    In realtà credo si possa dire riguardi i Caraibici in senso più ampio, considerando anche i casi di Grenada (Kirani James, ha vinto i 400 e l’intero podio era caraibico), Trinidad e Tobago, ecc.
    Non so, a me sembra che almeno per quanto riguarda sport maturi (con una sufficientemente ampia base di praticanti in tanti Paesi) come l’Atletica (a differenza del nuoto, ad esempio) si possano distinguere delle tendenze; ancora forse non riusciamo a provare delle motivazioni biologiche fondate, ma non è detto che non ci siano.
    Se solo un bianco ha mai corso i 100 (una delle specialità più praticate in assoluto!) in meno di 10″ ci sarà un motivo, no? Non sappiamo di preciso quale sia e perché, ma non è detto che non ci sia.

    Aggiungerei anche un aforisma ricordato da Bragagna in telecronaca: qualsiasi cameriere americano può correre i 400 in meno di 50 secondi, basta che sia nero.

  • leguleio

    Per Iansol

    Paragonare i tuffi e i 100 metri dell’atletica è follia
     
    Sì, ma guarda che la chiusa di questo articolo è un ironico paradosso (Tenetelo a mente, quando uscirà il primo articolo sulla predisposizione genetica dei cinesi per i tuffi). :-D

  • http://sfigatindie.blogspot.com/ frankie89

    A proposito di motivazioni sociali e culturali mi viene in mente una barzelletta assai razzista e idiota ma non proprio off topic: “Perché tutti i neri sono veloci? Perché quelli lenti stanno in prigione”. Chiedo perdono.

  • laba

    io da questo articolo capisco che i 100 gli vincono i neri perchè sono in maggioranza a praticarlo….. mi pare un’affermazione NON vera.

  • teudimundo

    Penso che sia sbagliato fare un’analisi del genere considerando la media delle popolazioni. In fondo stiamo parlando degli estremi della distribuzione, e sarebbe da studiare quello.

    Comunque il discorso della tribù del Kenia fa un po’ acqua. Oltre ai kenioti ci sono (se non lo sono di più visto i risultati su 10000 e maratona) gli etiopi (perché adesso sono gli etiopici?).

  • leguleio

    Per laba

    io da questo articolo capisco che i 100 gli vincono i neri perchè sono in maggioranza a praticarlo….. mi pare un’affermazione NON vera.
     
    Non ci sono statistiche Stato per Stato in effetti, non si può esserne certi. A naso, nei Paesi con un minimo di ricchezza i bambini e gli adolescenti si appassionano a giochi di squadra, e trovano un campetto in cui esercitarsi vicino casa. Correre e basta è noioso, ma quando in una periferia degradata o in una savana altro non esiste, ci si appassiona anche a quello.

  • ricpol

    La parte dell’articolo sui Nandi è molto chiarificatrice. E’ come se qualcuno dicesse che le italiane di Iesi hanno predisposizione genetica per il fioretto.
    @iansol: dire a un centometrista che la sua disciplina è “intuitiva”, è come dire a un tuffatore che in fondo basta buttarsi. C’è un sacco di tecnica al lavoro sui 100 metri, anche se all’occhio di chi guarda non sembra.

  • mrandy

    Qualche settimana fa la televisione britannica ITV ha trasmesso un documentario condotto da Ben Johnson dove si affrontava proprio questo tema. L’ex sprinter ha intervistato vari accademici in giro per il mondo proprio sull’ipotesi che il successo degli afro-americani (non degli africani) negli sport possa avere qualcosa a che vedere con una “selezione artificiale” dovuta alla schiavitu. Johnson si dice cosciente delle possibili implicazioni razziste di questo argomento, ma si dice anche affascinato dal fatto che se questo fosse vero, allora si tratterebbe di una storia incredibile in cui le vittime di uno dei peggiori crimini mai perpetrati nella storia sono poi diventati i super-athlets ed idoli dell’umanita’.
    A memoria si discuteva di 4 elementi principali che potrebbero aver indotto questa selezione:
    1) gli schiavi erano selezioni in qualche misura gia’ al momento della cattura.
    2) il viaggio dall’Africa all’America centrale si svolgeva in condizioni disumane che avrebbero facilitato l’eliminazione di soggetti piu’ deboli.
    3) gli schiavi erano poi selezionati al momento delle vendita/acquisto.
    4) (e forse il piu’ agghiacciante) ci sarebbe anche dell’evidenza (mi pare fosse una professoressa nera di storia afro-americana a parlare) che non fosse del tutto sconosciuta la pratica per cui il padrone degli schiavi decideva quali schiavi dovessero fare figlio.

    Dei quattro argomenti, il quarto e’ quello sulla cui possibile incidenza in un processo di “selezione artificiale” il documentario mostrava piu’ scetticismo. Ma la questione se almeno gli altri tre elementi possano veramente essere stati in grado di “selezionare i super athlets” in un periodo relativamente era affrontata esplicitamente nel documentario. Un professore (bianco) di qualche universita’ Californiana (scusate l’approsimazione, ma non e’ che stesso li’ a prendere appunti) citava il caso di varie specie (che non cito per evitare strafalcioni) che dimostrerebbero come sotto la spinta di un grande stress ambientale la selezione di determinati caratteri possa procedere molto piu’ velocemente di quanto non avvenga in condizioni normali. Non sono un biologo, ma nel documentario si parlava anche del fatto che alcune caratteristiche che rendono un individuo piu’ prono a diventare un super-athlet sono le stesse che spiegherebbero la ben nota maggiore incidenza di alcune malattie nella popolazione afro-americana (veniva citato il diabete).
    Non solo – ma il documentario si chiedeva anche esplicitamente perche’ vi sia una cosi’ alta concentrazione di sprinters in Jamaica. Varie ipotesi venivano discusse (comprese questioni culturali etc..), ma rispetto alla questione del possibile ruolo della schiavitu, si evidenziava che la Jamaica era terra di arrivo di schiavi dall’africa e che spesso gli schiavi piu’ problematici venivano lasciati qui. Questi, si sosteneva, sarebbero stati gli schiavi con maggior livelli di testosterone che giocherebbe un ruolo importante nel creare le condizioni per i super-athlets.
    Scusate l’approsimazione – sono andato a memoria, ma ho pensato che i lettori di questo articolo potessero trovare queste informazioni interessanti.

  • dreamscape

    ……………… vince chi si allena di più e meglio………………

  • ricette sbagliate

    Ben Johnson conduce documentari su ITV su questo tema???

  • marquinho

    Io sono d’accordo con Calberto: l’assenza di una prova non è la prova di un’assenza. Il predominio di afroamericani, africani occidentali e caraibici nelle specialità di velocità dell’atletica è troppo massiccio e duraturo per pensare che sia dovuto solo a ragioni culturali o di storia sportiva.
    L’esempio del pugilato citato da Sascha è improprio, la boxe in America ha perso appeal e non attrae più gli atleti migliori: provate a pensare ad un Lebron James peso massimo, manderebbe Klitchko a raccogliere le margherite.

  • pendolare

    strano che ne l’articolo ne nei commenti si parli di alimentazione.

  • ricette sbagliate

    ok, dai, era Michael Johnson, il documentario è Survival of the Fastest, di Channel 4

    http://www.dailymail.co.uk/news/article-2167064/London-2012-Olympics-Michael-Johnson-descendants-slaves-medals-sprint-finals.html

    @Mrandy : mi devi una birra!

  • colinmaillard

    la chiusa dell’articolo è una scemenza colossale.

  • linozzo

    Mi sembra uno di quegli articoli in cui si vuol essere democrat a tutti i costi, oltre l’evidenza. Quindi direi sì, i neri sono più veloci dei bianchi, hanno mediamente il pisello più lungo dei giapponesi, e questo non preclude loro la laurea con lode o la presidenza degli U.S.A.

  • uqbal

    In realtà mi pare che mesi fa qua sul Post fosse uscito un articolo proprio sulla questione dell’esistenza o meno delle razze (dettaglio da definire preliminarmente).
    Sostenere che delle razze esistono, senza per questo annettergli dei giudizi di valore -automaticamente razzisti, per forza di cose- potrebbe non essere del tutto campato per aria.
    .
    D’altronde, delle caratteristiche fisiche che ai nostri occhi rendono alcuni gruppi umani differenti dagli altri esistono, a cominciare dalla pelle o dai tratti del volto. Come dire che è inutile nascondersi dietro un dito: se vediamo un signore con gli occhi a mandorla e gli zigomi schiacciati, lo individuiamo subito come orientale, e avremo ragione nel 99,9% dei casi.
    .
    Se (e dico se) stabiliamo che delle razze esistono (un “esistere” che va comunque gnoseologicamente definito, perché la realtà noi non la percepiamo così com’è, bensì incasellandola nelle nostre categorie), finiremo per dover definire anche delle differenze fisiche (quelle intellettuali, dice l’articolo, si possono dare per provatamente inesistenti), altrimenti che categorizzazione è?
    .
    E’ un problema interessante, ma che si presta ad una marea di strumentalizazzioni.

  • uqbal

    *dice bene l’articolo

  • mrandy

    @Ricette Sbagliate: Ops.. yes Michael Johnson su Channel 4… come dicevo andavo a memoria, ma non e’ che cambi molto la sostanza. Io l’ho visto su 4oD ma non credo che sia piu’ disponibile e che si possa vedere fuori dall’UK.

  • colinmaillard

    dice bene linozzo

  • janalexander

    uqbal: Totalmente d’accordo. Davvero.

  • http://ungattononfunzionante.blogspot.com/ azerty

    Questo articolo, almeno riaguardo la maratona, sembra dire il contrario. Le ragioni ambientali (altitudine, stile di vita, mancanza di trasporti ecc ecc) sembranon non contare molto mentre ci sarebbe un effettivo vantaggio genetico (tipo di ossa, proporzione delel gambe ecc). La conclusione é che se allenato un minimu un Naru medio puo battere tranquallimanete un professionista scandinavo (scandinavo perche gli studi sono danesi e svedesi immagino.

    http://www.theatlantic.com/international/archive/2012/04/why-kenyans-make-such-great-runners-a-story-of-genes-and-cultures/256015/

  • zobbo

    Quella della mancanza delle piscine mi sembra una stupidaggine. E’ un’interpretazione che non spiega come mai nemmeno tra i campioni americani del nuoto non ci sia nessun nero. E qui invece potrebbe entrare in gioco la spiegazione “sociale”, anche se non ne sono così convinto.

    Riguardo ai 100m, è evidente come la parte fisica della prestazione sia in percentuale nettamente più importante rispetto a quella tecnica, se li paragoniamo a una gara di tuffi. E comunque i bianchi occidentali non difettano certo di tecnici preparati.

  • massimo55

    E pensare che proprio Cagnotto (padre) mi raccontava del diverso rapporto muscoli/ossa dei tuffatori cinesi… Magari sbagliava anche lui, bastava solo costruire più piscine.

  • http://www.frassi.it pallmall

    Fareste degli studi genetici su gli abitanti di Jesi per giustificare i successi della scherma italiana?

  • calberto

    @Zorbo la questione delle piscine secondo me è centrale: praticare nuoto è un’attività mediamente più costosa rispetto alla corsa, bisogna andare in piscina e imparare tecniche non semplici per raggiungere quantomeno una padronanza base dei quattro stili; per raggiungere lo stesso livello tecnico nella corsa basta avere più di, diciamo, 10 anni e essere capaci di deambulare. Qualsiasi essere umano può provare a correre i 100mt, in qualsiasi situazione economica, mentre pochi possono nuotare i 100mt a stile libero (e pochissimi lo possono fare a rana o farfalla). Nel Bronx (per fare un esempio semplicistico) ci sono tanti campetti da basket, ma quante piscine?

  • calberto

    Aggiungo una cosa per quanto riguarda la scherma: il problema è che il numero dei praticanti è così basso che non è possibile fare alcun tipo di studio statistico; il segreto di Jesi è tutto nell’allenamento e nel successo che porta un numero di praticanti maggiore rispetto ad altre zone.

  • zobbo

    Comunque bisognerebbe separare il discorso tra discipline molto tecniche e discipline (soprattutto) fisiche.

  • zobbo

    (Ed è per questo che dovremmo paragonare la corsa al più con il nuoto, ma non con i tuffi, la scherma, i giochi di squadra…)

  • http://www.frassi.it pallmall

    Milionario texano suprematista investe tutto il suo denaro per creare il perfetto velocista bianco… Sarebbe una bella serie tv. (per il momento gli esperimenti sui 110 ostacoli dei cinesi sembrano non dare i risultati sperati)

  • topesio

    Il timore di apparire non politicamente corretti genera equivoci,credo. Le razze,geneticamente parlando, non esistono. Esiste, come è del tutto evidente, una variabilità delle caratteristiche fisiche sia tra gruppi etnici che entro i gruppi etnici. Lo strapotere degli afroamericani e in particolare dei caraibici nello sprint (e credo anche in branda) é netto. Quoto Linozzo.

  • piti

    Varie.
    a) Non fosse altro che per intuitu personae, è evidente che le caratteristiche morfologiche dei neri originari dell’Africa Occidentale sono favorevoli a determinati sport ove è richiesta elasticità e potenza esplosiva. La cosa del sociale conta in certi casi, ma non in questo. Del resto, non ci sarebbe ragione sociale del crollo dei risultati dei neri afroamericani man mano che le distanza si allungano.
    b) L’NBA sta a dimostrarlo. Un atleta del basket, ai massimi livelli, ha una certa parentela, per doti atletiche, con un velocista. Inutile dire altro, credo. E parimenti inutile dire che anche ai bianchi piacerebbe molto eccellere nel basket come per i neri, ma se non si attaccano a una tecnica superiore e/o a corporature molto voluminose (Sabonis, Bird, Nowitzki), non hanno modo per competere. Poi può nascere un Blake Griffin, bianco esplosivissimo, ma in ragione di 1 a 100 coi neri.
    c) Temo che anche il nuoto dia favori a certi gruppi etnici per pure ragioni biologiche. Troppo pochi neri di successo in acqua. Poiché i neri in America sono una cinquantina di mln, e non tutti stanno nei ghetti deprivati di ogni chance sociale, se fossero come i bianchi nel nuoto, immagino che avrebbero potuto produrre qualche campione. Nel golf, sport del tutto sociale, lo hanno fatto, nel tennis pure, ma nel nuoto mai.
    d) Non riesco a capire la cosa, ripetuta da decenni, dell’inesistenza delle razze fra gli esseri umani. In questo senso, quoto Uqbal. Detto che l’esistenza delle razze non postula ovviamente nessuna supremazia e nessun diritto superiore, i tratti somatici e morfologici sono evidenti e molto diversi. Come,scusate, capita osservando un Bassotto o un Danese (cfr Disney). Nessun cane è più cane di un altro, ma le razze esistono. A me verrebbe da pensare qualcosa del genere anche per gli esseri umani.

  • leguleio

    Per piti

    d) Non riesco a capire la cosa, ripetuta da decenni, dell’inesistenza delle razze fra gli esseri umani. In questo senso, quoto Uqbal. Detto che l’esistenza delle razze non postula ovviamente nessuna supremazia e nessun diritto superiore, i tratti somatici e morfologici sono evidenti e molto diversi. Come,scusate, capita osservando un Bassotto o un Danese (cfr Disney). Nessun cane è più cane di un altro, ma le razze esistono. A me verrebbe da pensare qualcosa del genere anche per gli esseri umani.
     
    Io l’ho capita così: non esiste una costante genetica, almeno scoperta finora, che riconduca ad una precisa “razza” umana, a differenza di quanto avviene coi cani, ad esempio. Esistono solo tendenze puramente statistiche.

  • daricomp

    @Piti
    la questione delle razze umane è strettamente tecnico. “Col termine razza, di uso zootecnico e non zoologico, se riferito ai viventi, si intende un gruppo animale (nella fattispecie quindi di animali domestici) appartenente ad una medesima specie, caratterizzato per la presenza di caratteristiche ereditarie comuni che, in modo più o meno marcato, li identificano come un sottoinsieme della specie differenziato da eventuali altri gruppi cospecifici.” (Wikipedia)

    Quindi il punto è che magari per un biologo (io non lo sono) parlare di razza di neri è come parlare di razza di siciliani, razza di biondi, razza di gente con le lentiggini, razza di matematici, … robe così.

    Probabilmente non è che siccome il colore della pelle spicca è un miglior discriminante di tanti altri, da un punto di vista anche genetico.

  • andreabgn

    Secondo me, la supremazia cinese sui tuffi e più in generale anche sulle gare di ginnastica sono in funzione della loro grande tradizione di pratiche acrobatiche usate per spettacolo in cui parte importante è anche la disciplina.

  • daricomp

    Ops la citazione è sbagliata… per l’appunto non sono un biologo :)

  • marquinho

    @Piti
    A volerla dire tutta Blake Griffin, come l’attuale presidente degli USA, ha padre nero e madre bianca. http://clippers.topbuzz.com/albums/blake-griffin/Blake_Griffin_with_his_father_Tommy_Griffin_and_mother_Gail_Griffin.jpg

  • leguleio

    Per marquinho

    A volerla dire tutta Blake Griffin, come l’attuale presidente degli USA, ha padre nero e madre bianca. http://clippers.topbuzz.com/albums/blake-griffin/Blake_Griffin_with_his_father_Tommy_Griffin_and_mother_Gail_Griffin.jpg
     
    In effetti il discorso sulle razze, al di là della definizione che in ambito genetico non è possibile dare, nel caso di atleti statunitensi è pure falsato: ogni nero negli Usa ha almeno un antenato wasp. A parte ovviamente gli immigrati di nuova generazione da paesi dell’Africa equatoriale. E così anche in Giamaica e nei Caraibi, (lì però si sono piuttosto mischiati con popolazioni amerindie e di altre parti d’Europa).

  • piti

    Secondo me, per i Cinesi, oltre a quello che sottolinea ANDREABGN, ciè la tradizione di pratiche acrobatiche e connessa disciplina, credo conti la morfologia. La bassa statura connessa con arti corti e robusti, ovvero essere bassi e brevilinei contemporaneamente, è di grande aiuto nelle attività che richiedono il controllo del corpo.

  • epicuro

    A me le tesi suprematiste su base razziale, da qualunque lato provengano, sembrano delle gran fantasie. Sembra di sentire uno che dice che gli indiani d’america sono geneticamente poco propensi alla riflessione filosofica. Come dicevo nel topic su Lemaitre, se i neri sono tanto superiori come mai, tra le donne, russe, ucraine ed ex marxiste varie riescono a competere e a volte anche a suonargliele? Non sarà che per caso i neri, per compensare una condizione sociale di partenza mediamente svantaggiata, sono più attratti da discipline in grado di garantire maggiore visibilità e guadagni (basket, pugilato, corsa veloce) rispetto, che so, ai 200 farfalla?

  • postpo

    quando finalmente saremo tutti marroncino chiaro queste discussioni ridicole smetteranno

  • piti

    Epicuro, il dominio fra gli uomini degli atleti afroamericani è totale da decenni. Non sono fantasie. Su quello che dici, le donne dei Paesi dell’Est che riescono a competere, osservo solo che le donne dell’Est hanno spesso ottenuto risultati diciamo strani.

  • topesio

    Stabilito che le differenze genetiche tra umani sono minime (ci sono un sacco di libri interessanti su questo, di genetica ‘divulgativa)’ e che non esiste alcuna base biologico-scientifica delle razze, è vero tuttavia che i gruppi etnici hanno fenotipi diversi. Giocare a basket contro i boscimani o gli USA o correre i 100 metri contro un etiope o un giamaicano non credo sia uguale. Non si tratta di ‘supremazia’ delle ‘razze’ ma del fatto che ci sono gruppi etnici provvisti di una particolare fitness nei confronti dell’ambiente in cui si sono sviluppati.
    (Come hanno detto altri questo vale, al contrario, anche per certe malattie)

  • barbarap

    Grazie a Mrandy per aver citato il documentario di Michael Johnson, che non conoscevo, e che è molto interessante. Prende questo argomento molto controverso ed effettivamente usato anche con accenti razzisti, e se ne riappropria per fare un viaggio secondo me bellissimo e molto politico attraverso la storia sociale degli Africani in Nord America. http://www.youtube.com/watch?v=lQnMr-IW_iw

  • propositionjoe

    Noi sardi siamo i migliori al gioco della morra

  • leguleio

    Noi sardi siamo i migliori al gioco della morra
     
    …e si dice che nessuno può battere i valdostani nel gioco della lippa: :-D
     
    http://www.regoledelgioco.com/giochi-di-abilita/lippa/

  • jackg

    non si poteva ragionevolmente concludere che i fattori socio-politico-culturali sono più importanti di quanto non si pensi, senza arrivare al ridicolo estremo che non esistono predisposizioni etniche? Non è obbligatorio passare da un estremo all’altro

  • postpo

    JACKG
    …al ridicolo estremo che non esistono predisposizioni etniche?

    la tua predisposizione?

  • topesio

    I neri sono più veloci dei bianchi? Può stupire ma sì.

  • jackg

    @POSTPO, mi pari inutilmente agitato. Nessuno sta postulando cose che cambiano la storia dell’umanità, sto solo dicendo che uno col patrimonio dei bolt ha più chances di correre forte di uno col patrimonio dei lemaitre. Poi è altrettanto chiaro che se a quello col patrimonio dei lemaitre il Signore si è lasciato scappare la mano col talento e quello ci mette pure dell’allenamento giusto, magari va fortissimo. ma in generale, tendenzialmente, no. è così scandaloso? poi non sono certo matematicamente di aver ragione, non sono mica un esperto. ma come è stato scritto saggiamente sopra, qui si dice che l’assenza di una prova (evidente) della supremazia dei neri sui bianchi nel correre forte è la prova di un’assenza. non son d’accordo, empiricamente, fine

  • jackg

    (la mia predisposizione, per tua norma e regola, è essere un sopraffino mangiatore di carne in scatola :D)

  • epicuro

    @piti
    L’unica conseguenza logica del tuo discorso è che i neri si dopano più e meglio dei bianchi. Riavvolgi il nastro e pensaci.
    -
    @jackg
    nemmeno la scienza è sicura che queste predisposizioni etniche esistano davvero, poi arrivi tu e parli di “ridicolo estremo”. Non sarebbe il caso di farla nel vaso ogni tanto?
    Oltretutto occhio, che una volta aperto il vaso di pandora delle “razze”, come diceva qualcuno (mi pare Uqbal) poi richiuderlo sono cazzi amari.

  • Ryoga

    Direi che quando ci sono da esibire doti di esplosività i neri con origini nell’africa centro occidentale emergono sempre, in tutti gli sport che praticano sul serio. Il che non implica essere i migliori, ma si registra costantemente un certo tipo di superiorità atletica che mi pare difficile spiegare senza prendere in considerazione la genetica.
    Un commento sugli ebrei e il basket, dato l’argomento viene spesso citato in maniera poco onesta: 1. non si parlava mai di superiorità atletica ma genericamente di abilità. Un nero oggi non ha vantaggi tecnici sul bianco, solo fisici e quindi più facilmente riconducibili a fattori genetici 2. quando uno sport è acerbo e scarsamente praticato, come il basket allora, ci wono troppi fattori che si sommano 3. In Usa ci sono più bianchi che neri oltre 2.10, e tutti coloro che sono così alti giocano a basket e basta relativamente poco per guadagnare milioni. Come altro spiegare la supremazia nera?

  • monty4329

    cha par di balle il politicamente corretto…veramente non se ne puo’ piu’.
    *
    OK, e’ solo un caso che le finali delle discipline veloci siano dominate da atleti neri. E che NBA sia dominata da atleti neri. Una coincidenza.

  • http://trentasei.tumblr.com/ trentasei

    scusate, non riesco a leggere i 56 commenti che precedeono e forse è già stato detto. Ma io avevo letto ad esempio che nel caso dei neri l’attacco del muscolo non ricordo se del polpaccio o di qualche altro muscolo della gamba era attaccato in un posto diverso, più alto rispetto ai bianchi, e questo dava una leva e una spinta maggiore (motivo per cui nel basket saltavano più in alto). Purtroppo non riesco a ricordare la fonte di questa cosa che, ricordo con piacere, dava una spiegazione scientifica della cosa senza stare a pensare al politically correct.

  • epicuro

    @monty4329
    Il politicamente corretto c’entra meno di niente, soprattutto per il sottoscritto, e il fatto che i motivi possano essere altri non si identifica affatto con caso e coincidenza.
    Ma diciamo che hai ragione, che il dominio dei neri nelle gare veloci e nell’NBA non sia “una coincidenza”, come la chiami tu, e che il fatto compiuto, nella sua evidenza, possa costituire una base sufficiente per una induzione. Adesso però fai la stessa cosa col nostro rinascimento e con la civiltà praticamente neolitica, seppur contemporanea, di Aztechi e Apache (per dirne solo un paio). Sai com’è, un malpensante potrebbe anche dire che l’enorme e irrefutabile differenza prestazionale non è un caso…

  • http://trentasei.tumblr.com/ trentasei

    @topesio: +1.

    “Dire che siamo “diversi” non è un’offesa per nessuno. Il problema è ideologico, non scientifico.”

  • topesio

    La specie umana è geneticamente molto omogenea perchè discende da un numero molto basso di progenitori che hanno creato un “collo di bottiglia” evolutivo relativamente poche decine di millenni fa. Nonostante ciò, senza aprire nessun vaso di Pandora delle “razze” che in senso scientifico NON esistono, vi è un’ evidentissima variabilità morfologica (e funzionale!)tra gruppi etnici. Ci sono malattie che colpiscono certi “gruppi” e non altri, ci sono farmaci che non funzionano, o funzionano meno, o sono più tossici su certe popolazioni. La tolleranza al lattosio, il colore della pelle in relazione alla produzione di vitamina D, molte altre variabili ‘corporee’ si sono selezionate in un tempo evolutivamente breve. Dire che siamo “diversi” non è un’offesa per nessuno. Il problema è ideologico, non scientifico.

  • topesio

    @epicuro: al riguardo ti consiglio, se non lo hai già letto, “armi,acciaio e malattie” di J. Diamond. Spazza il campo, in maniera documentata e senza pregiudizi da qualsiasi teoria sulla predominanza delle “razze”..e si legge spedito.

  • leguleio

    Per Epicuro

    Adesso però fai la stessa cosa col nostro rinascimento e con la civiltà praticamente neolitica, seppur contemporanea, di Aztechi e Apache
     
    Grave errore per i primi. L’impero azteco, pur con una linea di sviluppo diversissima da quella europea, aveva tutto quanto serve a un impero per funzionare (soldati, armi, approvvigionamenti), e la sua capitale, México-Tenochtitlan, appariva ai primi conquistatori spagnoli come una città immensa e bene organizzata, confrontata alle loro.
    Il re Nezahualcóyotl (1402-1472), che era anche poeta, è stato soprannominato dagli italiani, non senza una certa esagerazione, il “Leopardi messicano”:
     
    http://www.los-poetas.com/netz1.htm

  • lucac

    Tanto per incrementare il numero delle eccezioni, così magari possiamo continuare a scalfire il mito: Baldini l’oro olimpico l’ha vinto 8 anni fa, non lo scorso secolo. Il primato femminile sulla maratona è di Paula Radcliffe, più bianca di me e della maggior parte di noi.
    Poi andate a chiedere ad un bambino Keniota (di quel posto lì) o Jamaicano che sport vorrebbe fare. E poi chiedetelo ad un europeo.

  • topesio

    @leguleio: vero. È però altrettanto vero che la culla della civiltà è stata- non per caso- nell’area indoeuropea. Nessuna predominanza razziale, solo condizioni naturali (es: specie animali addomesticabili) favorenti l’agricoltura, l’allevamento, L’immunizzazione dalle malattie..a parità di momento storico non eravamo la stessa cosa..

  • epicuro

    @Topesio
    il libro lo conosco, ma non mi serve, te lo garantisco :-)
    lungi da me sparare boiate sulle “razze” (e non perché “non sta bene”), però dal fatto che generalmente asiatici e sudamericani vadano in coma etilico con una quantità di alcool che a noi serve sì e no per diventare allegri (tanto per allungare l’elenco delle differenze) non si può in alcun modo dedurre che i neri siano fisicamente superiori. Cioè non puoi dire “dato che ci sono alcune differenze allora ci sarà anche questa”. E scientificamente non mi pare gran che nemmeno il metodo del fatto compiuto, cioè della presenza massiccia e costante di certi tipi umani in determinate discipline. Non so come funzioni oggi, ma nei primi anni ’80 il Classico era la classica scuola per figli di famiglie mediamente benestanti (e oltre), dovrei dedurne che i ricchi sono geneticamente più predisposti al greco?
    -
    @Leguleio
    OT minimo, solo per dire che forse “neolitico” per gli aztechi era un po’ eccessivo (probabilmente si applica meglio ai Maya), ma in ogni caso i due fenomeni non mi sembrano minimamente paragonabili. Inoltre al tempo gli spagnoli erano forse i più indietro, in Europa, sul piano della civiltà materiale; non so se un veneziano, un napoletano o un fiorentino sarebbero rimasti altrettanto colpiti.

  • leguleio

    Per topesio

    @leguleio: vero. È però altrettanto vero che la culla della civiltà è stata- non per caso- nell’area indoeuropea.
     
    ???
    Non capisco cosa tu intenda con “area indoeuropea”, che sento qui per la prima volta. Indoeuropee sono un gruppo di lingue che comprende tra l’altro l’italiano, l’inglese, il greco moderno, l’albanese, il russo, il persiano, l’armeno, l’hindi e l’urdu (di fatto la stessa lingua) e il singalese. Anticamente comprendeva anche il tocario, che era parlato nell’odierna Cina.
    Inutile dire che non tutti questi popoli ebbero un progresso scientifico e culturale uguale.
     
    a parità di momento storico non eravamo la stessa cosa..
     
    Sì, ma se mi parli di Rinascimento, che comprende anche un periodo anteriore alla conquista spagnola, il confronto temo sia a favore degli aztechi, non della civiltà italiana o europea. In seguito la storia cambierà a favore dei secondi, ma lo sappiamo ora.

  • jackg

    @EPICURO
    almeno tra di “noi”, perché non sgombriamo il campo da questo spauracchio dell’occhio-che-poi-arriva-il-nazismo? Solo i subumani (loro sì) razzisti possono partire per la tangente con discorsi come questi, io se permetti sono grande e vaccinato e so pensare che i neri siano generalmente più esplosivi dei bianchi senza fare chissà quali teoremi che ci riporterebbero dritti al 1940.
    Tra l’altro non ho volutamente mai scritto la parola “razza” – perché ha effettivamente dei sottotesti che non vanno stuzzicati – ma ho parlato di “patrimonio” di “etnia”, quindi non facciamo inutili straw man arguments.
    Detto ciò, dall’articolo e dai commenti mi sembra si evinca che nessuno ha delle certezze, ergo si ritorna al punto di partenza, quello per cui ho sostenuto che questo articolo è inutilmente categorico.
    Io, per me, rimango forte del fatto che ci sono un’ottantina di atleti che sui 100 m sono andati sotto i 10 secondi (l’hanno detto, se la memoria non mi inganna, ieri sulla RAI) e solo 1 è bianco (Lemaitre). Oh, sarà un caso. Come sarà un caso che non mi immagino tanti bianchi col fisico di Lebron James o Dwight Howard, per stare alla NBA. Però provatemelo con dovizia di particolari, non con la storiella degli Ebrei

  • http://giaimeddu.wordpress.com/ giaimeddu

    @Epicuro: si è dimostrato che le prestazioni intellettuali non sono significativamente diverse, date condizioni comparabili e questo pone fine a qualunque discussione sulla superiorità intellettuale e quindi morale di una etnia rispetto ad un’altra. Ma è altrettanto evidente che nei 100 metri c’è stato solo 1 bianco nella storia dello sport a correrli in meno di 10 secondi. Eppure non mi pare che i bianchi abbiano scarsità di mezzi.

  • leguleio

    Per epicuro

    OT minimo, solo per dire che forse “neolitico” per gli aztechi era un po’ eccessivo (probabilmente si applica meglio ai Maya),
     
    Be’, l’hai tirato fuori tu. :-)
    Neolitico, eneolitico e età del ferro sono periodizzazioni introdotte nell’Ottocento che, da quando esiste la datazione al C14, non si usano quasi più.
    Sono rimaste nei libri di testo delle elementari…
     
    ma in ogni caso i due fenomeni non mi sembrano minimamente paragonabili.
     
    Sono paragonabili, invece, nei limiti che la Conquista spagnola ci ha lasciato dei testi e delle descrizione della civiltà degli aztechi prima della caduta. È chiaro poi che il confronto deve tenere conto di oggettive condizioni locali. Come mai gli aztechi conoscevano i pop corn e il cioccolato, ma non il trasporto a cavallo? Per il semplice fatto che là non esistevano cavalli, né animali adatti al trasporto su lunghe distanze, ma la pianta del mais e del cacao sì. :-)

  • epicuro

    Oh, gente, per me si chiude qui tanto non si va da nessuna parte. Nessuno mi leva dalla testa che partendo da una base numericamente importante di bianchi predisposti, al massimo in un paio di generazioni le vittorie si equivarrebbero. Poi pensate un po’ quel che volete.

    @Giaimeddu
    non ci pensavo nemmeno a postulare una superiorità intellettuale, era un paradosso. Pensavo si capisse.

  • epicuro

    @Leguleio
    le risposte ci sarebbero ma l’argomento è complesso e spinoso e siamo atrocemente OT. Per me basta.

  • http://giaimeddu.wordpress.com/ giaimeddu

    @Epicuro: io l’avevo capito, si, ma quando si scrive in un commento ad un post su un giornale on line, credo che sia sempre meglio essere quasi pedanti… facevo l’avvocato del diavolo! =)

  • topesio

    @epicuro : “il libro lo conosco ma non mi serve te lo garantisco” mah da quel che ho letto non sarei così graniticamente certo. Ma da parte mia non c’era nessun intento polemico, te lo garantisco. L’esempio del liceo classico poi mi devi spiegare cosa c’entra, davvero.
    @ leguleio ti chiedo scusa per la marchiana imprecisione. È tuttavia dimostrato che agricoltura, allevamento, immunità per le malattie, civilizzazione, si sono estesi, all’inizio, nella zona eurasiatica. Non per superiorità, ma come hanno scritto anche altri per circostanze ambientali e naturali. Detto questo, al mio livello che è quello del bar, ritengo che nello sprint –fatte tutte le eccezioni che volete- tra bianchi e neri non ci sia storia.

  • giommin

    Entine scrivendo Taboo arriva a una conclusione diversa (addirittura opposta) a quella di quest’articolo ma viene utilizzata come prova della tesi? L’autore puo’ spiegare meglio questa scelta?

    “But according to Jon Entine’s new book, Taboo: Why Black Athletes Dominate Sports and Why We Are Afraid to Talk About It, Black men — and women — sure can. The usual reason given for Black athletic success is that Blacks have little chance to get ahead elsewhere. But Entine’s new book shows that in sports, Blacks have a genetic edge. The physical facts Entine reviews are quite well known. Compared to Whites, Blacks have narrower hips which gives them a more efficient stride. They have a shorter sitting height which provides a higher center of gravity and a better balance. They have wider shoulders, less body fat, and more
    muscle. Their muscles include more fast twitch muscles which produce power. Blacks have from 3 to
    19% more of the sex hormone testosterone than Whites or East Asians. The testosterone translates
    into more explosive energy. Entine points out that these physical advantages give Blacks the edge in sports like boxing, basketball, football, and sprinting. However, some of these race differences pose a problem for Black swimmers. Heavier skeletons and smaller chest cavities limit their performance.

    Race differences show up early in life. Black babies are born a week earlier than White babies,
    yet they are more mature as measured by bone development. By age five or six, Black children excel in
    the dash, the long jump, and the high jump, all of which require a short burst of power. By the teenage
    years, Blacks have faster reflexes, as in the famous knee-jerk response”

    da http://www.charlesdarwinresearch.org/Race_Evolution_Behavior.pdf

  • oscar

    “Può stupire, ma è come chiedersi se gli ebrei sono più bravi a basket”

    Sono?

  • skelfrog

    I neri sono più veloci dei bianchi?

    Se lo chiedeva, già nel 1977, anche John Landis.

    ENG
    ITA