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L’infografica di Obama sui problemi con la raccolta fondi

Lo staff del presidente l'ha inviata ai volontari dopo che Romney li ha superati per il terzo mese consecutivo

7 agosto 2012

Dopo maggio e giugno, anche a luglio Mitt Romney e i repubblicani hanno raccolto più soldi di Barack Obama e dei democratici. Mancano tre mesi alle elezioni presidenziali e lo staff di Obama ha mandato questa infografica ai suoi sostenitori per illustrare loro la situazione e motivarli a fare di più.











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  • http://nononoeno.wordpress.com/ akiro

    è bello vedere che guidare un paese è sempre una questione di soldi.
    Pensare che io, illuso, credevo fosse una questione di voti!

  • 1Co

    Prova a pagare il pane con dei sorrisi, poi dicci.

  • tropo

    Primo, che bella Grafica! La comunicazione politica non deve essere per forza mal fatta.
    Secondo, in america credo sia inammissibile ma in Italia no: LIMITE alle spese elettorali già dalle prossime elezioni. Così, almeno da noi, conteranno i voti e non i soldoni dei soliti ricconi.

  • albertoz

    Che bel lavoro han fatto.
    Niente come infografiche tipo questa spiega quanti anni luce ci siano tra la comunicazione politica negli Usa e quella italiana, per quanto riguarda l’efficacia del messaggio e la capacità di utilizzo del mezzo.
    Ricordo qualche anno fa bellissimi i video della OFA, semplici pur fornendo molti dati. Al contrario in Italia, nel 2012, i partiti (se sono così audaci da andare oltre al billboard) se ne escono con video deliranti – penso a quello dei morti viventi dell’IdV – riferendosi non si sa bene a che pubblico e poi nascondendosi dietro non si sa bene cosa.

  • robcar

    eh già, akiro, come i nostri poltici, giusto?
    Loro ci chiedono i voti, mica i soldi; tanto questi ultimi ce li hanno già dai ‘rimborsi’ elettorali anche se fanno fatica a spenderli tutti (e così Lusi si può comprare il villone).

  • http://www.zingarate.com lowresolution

    Mi fanno tanta tenerezza quelli che pensano davvero che i voti arrivino da soli, e che l’elettorato (in US come in Italia) non sia facilmente manipolabile con i media (e con tanti soldi).
    Da noi in fondo fino ad oggi non sono serviti neanche troppi soldi: bastava controllare la RAI. Che mangia soldi pubblici, mica donazioni private.

  • pendolare

    almeno loro sanno di vivere in una plutocrazia e agiscono di conseguenza, da noi sempre comanderà un’oligarchia che ci inganna col giuoco delle parti (cit.)

  • leguleio

    Per lowresolution

    Da noi in fondo fino ad oggi non sono serviti neanche troppi soldi: bastava controllare la RAI.
     
    A quale canale Rai ti riferisci? Perché in base ad accordi non molto chiari del 1990, che avrebbe radici nel 1984, Raitre va alla sinistra, indipendentemente dal cambio di governo e dal cambio di presidente RAI. È un’azienda dentro l’azienda.
    Vedi alcune informazioni qui:
    http://www.sindromedistendhal.com/Cinematelevisione/baratto-de-lucia-televisioni-veltroni-berlusconi.htm
     
    Che mangia soldi pubblici, mica donazioni private.
     
    Non è del tutto esatto. Il canone del finanziamento è su base volontaria, non è un tassa prelevata dal modello Uni.Co. La raccolta pubblicitaria è anche quella un finanziamento privato.

  • http://www.zingarate.com lowresolution

    Siamo off topic, ma in sintesi: RAI3 e il TG3 ha sempre raccolto una piccola nicchia di spettatori ben lontana dal TG1 (non a caso definito l”ammiraglia’) e il TG2 in quanto a influenza e potenza mediatica. I debiti RAI chi li paga?

  • leguleio

    Per lowresolution

    Siamo off topic, ma in sintesi: RAI3 e il TG3 ha sempre raccolto una piccola nicchia di spettatori ben lontana dal TG1 (non a caso definito l”ammiraglia’) e il TG2 in quanto a influenza e potenza mediatica.
     
    Voglio dire, “la RAI” è un’espressione generica, comprende 19 canali tv e 11 radio. Generalizzare è un po’ azzardato.
    Se Raitre ha meno successo delle altre (ma programmi di Santoro come “Samarcanda” erano campioni d’ascolto), forse, è perché le idee che propugna fanno meno presa delle altre sugli italiani. Non è possibile che il governo influenzi anche la scelta di sintonizzarsi su un canale in chiaro.
     
    I debiti RAI chi li paga?
     
    Gli italiani. Ma è una parte del bilancio, non tutto.

  • http://nononoeno.wordpress.com/ akiro

    @1Co.
    ho capito, raccolgono i fondi per far la spesa per tutti!
    Ora è più chiaro.

  • oreppac

    Se vuoi soldi devi farti pubblicità, è ovvio. Apprezzo più un sistema in cui anche il presidente si deve sudare i soldi per la rielezione (dove un cittadino decide se e quanto dare)rispetto a quello “che tanto i soldi arrivano” (dove un partito si becca 4€ per 1€ speso).
    Certo, ci sono rischi. Pro e contro. Però lì almeno i partiti l’elettore (ps: devono convincerlo pure a registrarsi)lo considerano…

  • alemanezinho

    “Da noi in fondo fino ad oggi non sono serviti neanche troppi soldi: bastava controllare la RAI”. O Mediaset. O tutte e due. O sono un antiberlusconiano se lo dico?

  • leguleio

    Per alemanezinho

    “Da noi in fondo fino ad oggi non sono serviti neanche troppi soldi: bastava controllare la RAI”. O Mediaset. O tutte e due.
     
    La Rai è nata col peccato originale di essere asservita alla politica, non c’è stato un solo giorno dal 1954 ad oggi in cui ne sia rimasta indipendente.
    Mediaset prima del 1994 si occupava poco di politica.

  • rand

    questa infografica la dovrebbero vedere e studiare molti politici Italiani, che continuano a sostenere che senza il finanziamento pubblico solo i ricchi potranno fare politica.
    chi glielo dice ora che in America i candidati devono sudarsi i soldi chiedentoli agli elettori? e che sempre in America Obama, che non è un multimilionario può vincere contro Romney?