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Perchè l'India va così male alle Olimpiadi?

Perchè l’India va così male alle Olimpiadi?

Il secondo paese più popolato al mondo, con un'economia in grande crescita, ha vinto 20 medaglie in oltre cent'anni di Giochi (e solo un bronzo finora a Londra)

2 agosto 2012

Fino a oggi, nella storia delle Olimpiadi, l’India è riuscita a ottenere solo 20 medaglie. Sono poche, per non dire pochissime, specie se si tiene conto che l’India è il secondo paese più popolato al mondo, con più di un miliardo di abitanti, e partecipa ai Giochi fin dal 1900. La Cina ha circa 100 milioni di abitanti in più e ha vinto 430 medaglie olimpiche. Il Belgio, con appena 11 milioni di abitanti, ha vinto 144 medaglie. L’Italia ha vinto 522 medaglie ai Giochi olimpici. La Nuova Zelanda, con 4 milioni di abitanti, ha vinto 87 medaglie. A questi Giochi paesi piccoli e in condizioni economiche deboli o pericolanti hanno vinto diverse medaglie – l’esempio estremo sono i tre ori della Corea del Nord – mentre l’India soltanto un bronzo, nel tiro a volo.

Una buona spiegazione potrebbe essere che gli sport più popolari in India non sono molto praticati nel resto del mondo, e non sono tra quelli olimpici. Il cricket, per esempio, non è uno sport olimpico. Lo è l’hockey su prato, sport nazionale indiano, e infatti da lì vengono 11 delle 20 medaglie olimpiche dell’India. Tra i giochi più diffusi nel paese c’è il kabbadi, di cui quest’anno l’India ha vinto la prima edizione dei campionati del mondo, che prevede che i giocatori scandiscano “kab-ba-di” durante la fase di attacco, mentre l’attaccante trattiene il respiro. Poi c’è il Kho Kho, che si gioca solo in India e in Pakistan ed è una versione più elaborata di “Ce l’hai” (in Italia anche “Acchiaparella” o “Acchiappa acchiappa”, secondo la regione), con tanto di campo regolamentare e federazione (KKIF).

Gli inglesi importarono in India molti degli sport più conosciuti a livello internazionale: football, rugby, golf, tennis, squash, hockey, boxe e biliardo. Escludendo biliardo, squash e rugby, che non sono discipline olimpiche, nemmeno le altre hanno avuto grande fortuna. Nella classifica della FIFA la nazionale di calcio dell’India occupa il 154 posto. Il basket è molto popolare nelle scuole ma pochissimi lo praticano a livello professionistico. Il tennis, che ebbe un’improvvisa popolarità grazie a Vijay Amritraj, che giocò la semifinale a Wimbledon nel 1976, non è molto amato. Il ciclismo praticamente non esiste, tanto che la neonata federazione si definisce “pioniera nella promozione del ciclismo in India”. Va meglio con la boxe, la lotta e il badminton.

Un altro limite allo sviluppo dello sport agonistico in India è la carenza di strutture adeguate. Il paese ha iniziato ad avere delle strutture sportive nel 1982, quando Nuova Delhi fu scelta per ospitare i Giochi asiatici. Considerata la sua estensione, il numero dei suoi abitanti e il ritmo di crescita della sua economia, il paese ha poche strutture: 87 stadi, contro i 167 del Giappone e i 152 della Cina.

Aparna Popat, ex giocatrice indiana di badminton e campionessa nazionale dal 1998 al 2006 (ma senza mai vincere una medaglia olimpica), ha scritto sull’argomento un commento sul sito indiano Firstpost. Secondo la giocatrice il merito del suo successo sarebbe da attribuire alla madre, che con pazienza e spirito di sacrificio l’ha sempre accompagnata agli allenamenti e in giro per tornei. Proprio come è successo a Geeta Phogat, la prima lottatrice indiana che è riuscita a qualificarsi alle Olimpiadi. La tesi di Aparna Popat è che in mancanza di uno stato che si occupi di formare gli atleti – come avviene in Cina, pure con degli eccessi – solo il lavoro dei genitori può favorire la diffusione dello sport professionistico.

foto: Sajjad Hussain/Getty Images

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  • gednet

    non è che il titolo giusto doveva essere: “Perché alla maggior parte degli indiani non gliene frega un accidente di vincere le Olimpiadi”, e forse avrebbero anche ragione?

  • piti

    Ma voi ci siete mai stati in India? No, dico, fateci un giro. Un mestto, meglio due. Poi qualche risposta, oltre a quella (corretta) della loro passione per sport non presenti alle Olimpiadi, è facile darsela.

  • karl

    ma il fatto che è una democrazia e non un paese comunista, dove c’è un partito unico che ci tiene a utilizzare lo sport per avere lustro. e proporsi come modello per il mondo, non lo teniamo in considerazione.
    Anche gli altri paesi non ricchi e popolosi non hanno risultati eccezionali.
    Indonesia (l’unica non democrazia)
    brasile
    messico…

  • karl

    mi correggo anche l’indonesia è una democrazia, ero rimasto un po’ indietro.
    però il discorso vale lo stesso, l’eccezione non è l’india, l’eccezione è la cina ( e la corea del nord, ma per alcuni versi sono paesi simili).
    Che è l’unico paese non ricco e popoloso a vincere molte medaglie. E mi sembra evidente che dietro il successo della cina (così come i paesi del fu blocco orientale) c’è una volontà politica, che può facilmente esserci con una dittatura, molto meno con una stato democratico e federale come l’india.

  • robsci

    Bell’articolo come al solito, ma il kabbadi ve lo siete inventato, vero? Se esiste voglio vederlo. Qual’è il link per lo streaming di un incontro?

  • mariof
  • takashimizutani

    Lo sport non è una scienza esatta, ed è molto difficile rispondere a domande del genere. Ad esempio, vi siete mai chiesti perché la Cina non riesca a formare una nazionale di calcio di livello non dico ottimo, ma almeno decente? Il calcio è molto popolare in Cina, e ciò significa milioni e milioni di persone che lo praticano, ma nonostante questo non riesce a venir fuori nessun giocatore di talento. Ci sono diverse ipotesi sul perché, ma non è questo il punto; il punto è che non sempre si può ridurre lo sport a un discorso “Paese con una popolazione enorme = successo assicurato”.
    Nel discorso dell’India, diciamo a loro discolpa che se il cricket fosse alle Olimpiadi farebbero incetta di medaglie, visto che non è riduttivo dire che sia considerato dagli indiani più importante della religione.

  • pendolare

    tra l’altro credo che la lega del cricket abbia stipendi paragonabili a quelli calcistici europei

  • albertog

    forse dopo bhopal hanno un po’ di diffidenza verso la chimica

  • pifo

    La soglia dello sport agonistico si e’ abbassata ormai a livelli pre-puberali per la maggior parte delle discipline. Rimani ai vertici in un gran numero di sport se hai impiantata nel tuo DNA sociale una organizzazione capillare di circoli, club, associazioni, societa’ fortemente coordinate ed animate dalle federazioni locali e centrali, che si prendono il compito di individuare e sviluppare i talenti e i programmi. E’ questo il caso dei paesi occidentali avanzati e democratici, quelli con il livello di benessere giusto per poter “strappare” un ragazzo al suo lavoro e mandarlo in piscina 6 volte alla settimana.
    Oppure decidi di punto in bianco che lo sport deve essere il tuo biglietto da visita, il tuo agente promozionale. Allora, come stato, assumi per qualche anno dei tecnici stranieri e cominci a girare il paese “selezionando” centinaia di migliaia di ragazzini con caratteristiche fisiche perfette per ogni disciplina, li strappi alle loro famiglie e li raccogli in centri di preparazione, facendoli allenare 8 ore al giorno, investendo miliardi e continuando a selezionarli come polli in batteria.
    Questo e’ il caso dei paesi molto popolosi, avanzati ma … “poco democratici”.
    L’India non appartiene ne’ al primo ne’ al secondo gruppo.
    Saluti

    PS: Assenza di talenti calcistici in Cina. Potrebbe essere un effetto indotto dalla scarsa presenza di tecnici stranieri in quel paese. Il calcio asiatico rimane ancora “strozzato” dai regolamenti FIFA sia a livello di nazionale che di club e questo non e’ uno stimolo per i grandi tecnici europei e i loro staff a trasferirsi in quel paese, dove non hanno alcuna vetrina ma solo una ottima pensione.

  • http://nimesulide.tumblr.com trecool

    +1 per PITI.

    dopo il mio mesetto li ho avuto la netta sensazione che di quello che succede al di la del pakistan non gliene fregasse poi tanto… senza considerare che hanno un concetto di nazione che gli italiani sono tutti chauvinisti, per dire.

  • pinaz81

    Molto lucido e condivisibile l’analisi di Pifo sull’India.

    P.s: ma perchè spesso e volentieri gli articoli su ilpost non sono firmati?

  • laba

    Vorrei suggerire anche un spunto … in India le caste sono tutt’ora molto presenti e rispettate… e un’atleta di casta Sudra con prestazioni atletiche superiori ad un Vaishya , è un messaggio sociale un po’ destabilizzante.

    e poi… il Kenia è povero e popoloso (anche se piccolo) ma nell’atletica di fondo si toglie le sue soddisfazioni, quindi la tesi che in india fanno sport non popolari è una tesi che regge !

  • pinaz81

    non ho colto l’attinenza tra il kenya, il fondo e il paragone che non regge…

  • http://edue.wordpress.com/ mORA

    @Mariof

    Continuo a non capire come si faccia a trattenere il respiro e cantare:

    “trattenendo il fiato durante tutto il raid. La detenzione del respiro è assicurata dal canto ripetuto di: “kabaddi, kabaddi, kabaddi”

    che è un modo carino per dire che quando si copia da WP, sarebbe almeno il caso di rileggere quello che si è copiato.

  • leguleio

    In effetti, Mora, solo su Wikipedia si poteva leggere “la detenzione del respiro”; credo che nemmeno nei componimenti scolastici di terza elementare si trovi una bestialità paragonabile.

  • Alberto

    Dopo questo articolo l’India ha vinto altre 5 medaglie, avete portato fortuna!!!