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Bologna, 2 agosto 1980

Bologna, 2 agosto 1980

Le foto e la storia dell’attentato più letale della storia repubblicana, 32 anni fa

2 agosto 2012

Alle 10.25 di sabato 2 agosto 1980, trentadue anni fa, nella sala d’aspetto della stazione ferroviaria di Bologna, esplose l’ordigno più letale dell’intera storia repubblicana. Quel giorno faceva caldissimo e nella sala d’aspetto c’era l’aria condizionata, che all’epoca non era così comune in Italia: anche per questo motivo la sala era piena di gente.

La bomba, pesante oltre venti chili, era in una valigia lasciata incustodita sopra un tavolino. L’esplosione, che si sentì a diversi chilometri di distanza, causò il crollo del tetto della sala d’aspetto e investì il parcheggio dei taxi davanti alla stazione da una parte e il treno Ancona-Chiasso, fermo sul binario 1, dall’altra. Morirono 85 persone e più di 200 rimasero ferite in modo più o meno grave. Uno degli orologi della stazione, che è stato bloccato sulle dieci e venticinque in ricordo di quel sabato, è divenuto il simbolo della strage, che fece moltissima impressione sull’opinione pubblica italiana: tre giorni dopo la strage ci fu uno sciopero generale di due ore in tutta Italia.

Nell’immediato i soccorsi furono resi più difficili, oltre che dalle dimensioni della strage, dal fatto che fosse estate. Molti medici erano in ferie, alcuni reparti ospedalieri erano chiusi e non c’erano abbastanza ambulanze. Per il trasporto dei feriti si usarono auto private, taxi e autobus del servizio pubblico: il bus numero 37 diventò un altro dei simboli di quel giorno.

La prima rivendicazione della strage arrivò intorno alle 13.30 del 2 agosto, per telefono, a un giornale di Roma: ne seguirono altre, da parte alternativamente di gruppi terroristici di estrema destra ed estrema sinistra, ma presto le indagini si concentrarono sulla formazione neofascista dei Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR), alcuni esponenti dei quali vennero arrestati già alla fine di agosto.

Quella di Bologna è l’unica strage di quegli anni per cui la magistratura ha accertato e condannato con sentenza passata in giudicato gli esecutori materiali, in un processo molto lungo conclusosi solo nel novembre del 1995: gli esecutori sono stati individuati negli esponenti di estrema destra Giuseppe Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini, sempre dichiaratisi innocenti. Non venne accertato un vero e proprio movente, né si fece luce su chi furono i mandanti della strage; subirono una condanna per i depistaggi ai danni delle indagini Licio Gelli, capo della P2, Francesco Pazienza, Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte, tutti membri dei servizi segreti.

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  • maragines

    L’orologio della stazione, bloccato sulle dieci e venticinque di quel sabato a causa della deflagrazione
    Ma che significa… L’orologio venne travolto. Poi con la ricostruzione venne ripristinato e funzionò per anni regolarmente… Solo dopo, negli anni novanta si decise di mettere l’orologio che guarda il piazzale Medaglie d’Oro e che sta sopra, fermo alle dieci e venticinque. E questo avvenne perché ripararlo era troppo complesso.
    *
    L’orologio quindi, non è fermo a causa della deflagrazione, ma a causa di una banale rottura avvenuta anni e anni dopo. E, inoltre, non è fermo alle “dieci e venticinque di quel sabato” ma è fermo alle 10:25 e alle 22:25 di ogni santo giorno. Ogni 24 ore quell’orologio segna l’ora esatta e ricorda a tutti che c’è stato questo attentato.
    Ma non è fermo “alle 10:25 di quel sabato a causa della deflagrazione”… Suvvia.

  • maragines
  • dantep

    @marangines
    da wikipedia: È stato mantenuto intatto uno degli orologi nel piazzale antistante la stazione ferroviaria, quello che si fermò alle 10:25; qualche tempo dopo la strage l’orologio venne rimesso in funzione,[11][12] ma di fronte a decise rimostranze le Ferrovie convennero sull’opportunità che quelle lancette rimanessero ferme a perenne ricordo.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Bologna

  • flatulo

    Michele Serra: “Fino al ’95, quando l’orologio si fermò per un normale guasto, e su richiesta del sindacato dei ferrovieri venne nuovamente bloccato sulle 10.25. Ma non troverete un solo bolognese che non sia convinto che le lancette siano ferme da quel lontano 2 agosto. (…) E ci si chiede l’un l’altro: ma davvero dall’80 al ’95 l’orologio ha funzionato? E come mai non ce ne siamo accorti? E come mai non ci sono state polemiche? Si vede che il tempo simbolico, quel tilt irreparabile e indimenticabile, è stato in questo caso molto più forte del tempo reale.”

    Link sulla wiki dedicata alla strage. cropurl.com/4g

  • maragines

    DANTEP: non è vero.
    Gli orologi sono due e sono entrambi intatti.
    L’orologio è stato in funzione a lungo, molto a lungo.
    *
    Ovviamente la costruzione del mito è funzionale alla celebrazione del rito della memoria, con tanti saluti alla verità, e quindi conosco molte persone che in buona fede credono erroneamente a questa leggenda dell’orologio che segna le 10:25 del 2 agosto 1980, leggenda intrisa di retorica innanzitutto perché un orologio non segna i giorni e i mesi e gli anni… E leggenda perché quell’orologio è stato in funzione, a lungo.
    **
    Semplicemente, essendo un orologio radiocontrollato, quando si ruppe, non venne riparato (nel frattempo il sistema era divenuto obsoleto) perché i costi erano elevati.

  • lucagras

    Quindi questo che è, un fotomontaggio? http://img197.imageshack.us/img197/4527/stragebologna05.jpg

  • admin

    Grazie per la segnalazione, abbiamo corretto il pezzo. La redazione.

  • maragines

    LUCAGRAS: non credo sia un fotomontaggio.
    Ma cosa c’entra? Cosa dovrebbe dimostrare? Che c’è stata una bomba? Che la bomba è stata alle 10:25?
    Se conosci la stazione di Bologna e sai qualcosa di quella bomba e di come funzionano gli orologi in una stazione dovresti immaginare facilmente che tutti gli orologi della stazione si fermarono quel giorno. L’ufficio Movimento (dove dovrebbe essere l’orologio che distribuisce il segnale radio agli altri) è distante meno di trenta metri dalla bomba… Difficile che non si sia interrotto qualcosa!
    Ma è noto a chi ha letto che dopo l’orologio (che come hai fatto notare era rimasto intatto), è stato rimesso in funzione… Sino a quando non si è rotto (quello solamente) definitivamente.
    *
    ADMIN: prego.
    ***
    E sottolineo: il valore simbolico dell’orologio fermo mi pare efficace e bellissimo. E pure discreto (del resto l’orologio più visibile è quello centrale che ha pure il termometro). Ma trovo deprecabile che un simbolo così valido alimenti una vera leggenda che porta poi a scrivere frasi retoricamente immaginifiche come “segna il 2 agosto”!

  • geppino

    A me personalmente non me ne frega niente dell’orologio, se e perché è fermo.
    Una volta lessi che chiunque può ricordare dov’era e cosa stava facendo quando i due aerei si schiantavano sulle torri gemelle. Ecco io ricordo pure dov’ero e cosa stavo facendo quando appresi, dalla radio, che era scoppiata la bomba della strage di bologna. Ed è quello il mio orologio fermo.
    Ed è il caso che mi ha portato, anni dopo, ad andare ad abitare a Palermo, in via Antonino Di Paola, operaio palermitano morto nella strage.

  • zuckerman

    Giusva non può essere stato, è un uomo troppo Sensibile (cit. offlaga disco pax).

  • zuckerman

    Per chiidere il discorso orologio nella foto dieci si vede l’orologio segnare le dodici meno dieci. That’s it.

  • parro

    Per chi è interessato, segnalo un tumblr realizzato dal Comune di Bologna con le storie delle vittime della strage.
    http://dueagosto.tumblr.com/
    Mi è sembrata un’ottima iniziativa per ricordare che le vittime non sono solo nomi su una lapide, ma erano persone, adulti e bambini, la cui vita è stata spezzata il 2 agosto 1980.

  • greg68

    Scusate se ve lo dico, ma raramente sul Post ho letto un dibattito più sciocco di questo sull’orologio della stazione di Bologna. Complimenti ai partecipanti.

  • leguleio

    No, invece è importante.
    Se una ricorrenza civile, per giunta tragica, ha bisogno di appoggiarsi a un mito, o a una leggenda urbana, significa che non è abbastanza sentita a livello popolare.
    E nella storia d’Italia, ahimè, di miti creati ex post hoc ce ne sono già troppi… :-(

  • greg68

    Ma per favore! Mi pare che questa, al contrario, sia una delle più sentite ricorrenze, se non altro per numero di vittime innocenti, e non ha certo bisogno di mitizzazioni e leggende urbane. Se poi lei pensa che discutere di un orologio sia importante, si accomodi pure in questo dibattito.

  • maragines

    GREG68: sono d’accordo, è una ricorrenza sentita e non ha bisogno di mitizzazioni e leggende urbane.
    Quella dell’orologio che segna il sabato 2 agosto 1980 alle 10:25 è una leggenda urbana e una mitizzazione. E quindi non ce n’è bisogno.
    **
    Se possibile questo aumenta il valore simbolico dell’orologio fermo.
    Così come la parete della attuale sala d’aspetto ha uno squarcio con vetrata fatto a bella posta: non è l’effetto della bomba, è stato fatto così appunto per ricordare.

  • leguleio

    Per greg68

    Ma per favore! Mi pare che questa, al contrario, sia una delle più sentite ricorrenze, se non altro per numero di vittime innocenti, e non ha certo bisogno di mitizzazioni e leggende urbane.
     
    Nessuna ricorrenza ha bisogno di mitizzazioni e leggende. Nemmeno la fondazione di Roma. Eppure, è un fatto, la leggenda di Romolo e Remo si narra ancora.
     
    Se qualcuno ha pensato un mattino di lanciare questa trovata, è evidente che, almeno lui, pensava che l’orrore non fosse sufficiente a ricordare. E anche un solo italiano che deliberatamente diffonde un mito del genere è già di troppo, secondo me.
    Chi inventa bugie non è mai dalla parte della ragione.

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    Sono passati 32 lunghissimi anni per tutti i parenti degli 85 morti e 200 feriti e ancora non si è arrivati alla fine. Ma perché in queste stragi degli anni 80 c’è il segreto di stato, è una cosa che non riesco proprio a capire. Cosa è successo che non dobbiamo sapere…….

  • leguleio

    Per annunci immobiliari
     
    Guarda che durante le indagini per la strage di Bologna non è stato apposto alcun segreto di Stato, anzi, l’articolo sottolinea che è l’unica per la quale abbiamo nome e cognome dei colpevoli e una condanna certa.