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Perché il nuoto italiano fatica
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Perché il nuoto italiano fatica

Paolo Rossi su Repubblica ha cinque spiegazioni, e gli atleti c'entrano poco

1 agosto 2012

Paolo Rossi su Repubblica mette in fila cinque possibili spiegazioni ai risultati deludenti dei nuotatori italiani alle Olimpiadi di Londra 2012. È vero che il nuoto è tradizionalmente uno sport molto competitivo, ma gli italiani avevano ottenuto ottimi risultati fino a poco prima le Olimpiadi. Secondo Rossi, a fronte di un calo generale come questo, gli atleti c’entrano poco.

Federica Pellegrini ha concluso le sue gare individuali con due quinti posti. L’Italia del nuoto resta a zero nel medagliere olimpico. Le speranze azzurre si spostano, ora, sui 50 sl (Dotto, Orsi), sulla staffetta mista maschile, sulla 4×200 femminile. Potranno invertire la tendenza, evitare il flop totale?

Difficile. Le polemiche, le discussioni sono giá in atto. Le delusioni sono state tante. Qualche atleta, vedi Magnini, ha ‘sparato’ le proprie sentenze. “Preparazione sbagliata”. Destinatario il suo stesso tecnico, Claudio Rossetto. Che ha risposto per le rime. Poi Magnini ha rettificato, dicendo di avere un rapporto tale con il suo allenatore da potersi permettere il lusso di dire certe parole, e che in fondo hanno sbagliato tutti. Apriti cielo: a questo puto è intervenuto Marco Bonifazi, il ‘supervisor’. L’uomo che sovrintende tutto: preparazione, pianificazione di ogni respiro della nazionale italiana di nuoto. E cosa ha detto? Che lo staff è sempre lo stesso, ed è sempre andato bene. Dunque il programma era giusto, gli atleti sono in errore.
E allora parliamone.

1) L’Italia, mediaticamente parlando, ha ottenuto copertine e plausi a maggio, durante Debrecen. Erano degli Europei, stravinti dagli azzurri. Purtroppo, vallo a spiegare alla stampa generalista, erano Europei di condominio. Mancavano tutti i big. Tutti. Ma l’Italia aveva pianificato di esserci. I tecnici hanno costretto gli atleti a scaricare in un periodo importante, e poi riscaricare ancora per onorare il Sette Colli, a Roma due settimane dopo. Due volte in un mese, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Chi l’ha deciso? Chi ne risponde di queste scelte? E ancora: perché un collegiale a Tenerife ad un mese dai Giochi?

2) Claudio Rossetto. L’accusato. Il diavolo. Ma puó mai essere il responsabile di tutto? Avrá pure sbagliato, ma una federazione accorta – che veramente abbia a cuore i suoi atleti – avrebbe chiesto al coach in tempi non sospetti se, con tutti gli atleti cui doveva dedicarsi, non avesse bisogno di aiuto. La Federnuoto lo ha fatto formalmente, ma non sostanzialmente.

(continua a leggere sul sito di Repubblica)

foto: Daniele Badolato – LaPresse

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  • whiteyes

    In effetti Luca Sacchi, il commentatore tecnico della Rai, al termine della gara di ieri sera dei 200 sl donne, aveva sollevato il problema delle scelte di partecipare a troppe competizioni agonistiche pre-olimpiche come un fattore determinante, a suo parere, di questo flop.
    Mi pare abbia detto:<>

  • whiteyes

    si è cancellata la dichiarazione di Luca Sacchi tra :

    “Che necessità aveva la Pellegrini di Partecipare agli Europei, che ulteriori conferme doveva avere?”

  • http://covatamalefica@gmail.com duffogrup

    @whiteyes rispondo a Sacchi (che ne saprà sicuramente più di me delle dinamiche interne della FIN): Probabilmente alla federazione serviva avere i titoli dei giornali arrivati dopo gli europei sapendo già che alle olimpiadi saremmo stati spazzati via.

  • reta

    ma che bravo questo magnini. tanto la colpa è sempre dei prof….

  • Davide

    esemplare di come funziona l’italia tutta: nessun ricambio generazionale, concetto di pianificazione non esistente, gli amici o gli amici degli amici nei posti chiave invece di persone competenti, e con una spruzzata di speculazione edilizia che non guasta mai

    ovvio che con una federazione (e un paese) scadenti alle spalle gli atleti fanno quello che possono

  • marquinho

    In effetti chi ha fatto il fenomeno a Debrecen – i nostri, gli ungheresi, Biedermann, la Balmy – ha poi fallito a Londra.

  • postpo

    credo che il nuoto non sia altro che l’immagine di uno sport italiano (con sport intendo sport, senza contare cecchini, arcieri e spadaccini vari) in grande difficoltà: ci rifaremo!

    avevo previsto 4 ori 7 argenti e 9 bronzi, credo staremo anche sotto le 20 medaglie come 20 anni fa a barcellona.

    Ricostruiamo il paese e poi avanti anche con lo sport!

  • zobbo

    In America hanno le squadre universitarie con piscine olimpiche. Noi abbiamo le Fiamme Gialle.

  • giacomozannoni
  • piergiofra

    Tutto vero, ma dire che gli atleti c’entrano poco è perlomeno forzato. E’ come dire che Bolt è tutto merito dell’organizzazione dello sprint giamaicano o Phelps del nuoto americano o la Pellegrini di come erano stati preparate bene le Olimpiadi e i mondiali precedenti. La colpa o il merito di prestazioni scadenti o eccezionali nello sport è per prima cosa degli atleti, poi di allenatori e tecnici.