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La "Carta d'intenti" del PD

La “Carta d’intenti” del PD

Come cambiare l'Italia e la sinistra, secondo il documento presentato oggi

31 luglio 2012

Pier Luigi Bersani, segretario del Partito Democratico, ha presentato oggi una “carta d’intenti”, intitolata “Italia bene comune”. Il documento, annunciato più volte nelle scorse settimane da Bersani, descrive l’orientamento “ideale” del Partito Democratico e sarà la base sulla quase il partito lavorerà per costruire programma e alleanze in vista delle elezioni politiche del 2013.

***

L’Italia ce la farà se ce la faranno gli italiani. Se il paese che lavora, o che un lavoro lo cerca, che studia, che misura le spese, che dedica del tempo al bene comune, che osserva le regole e ha rispetto di sé, troverà un motivo di fiducia e di speranza.

L’Italia perderà se abbandonerà l’Europa e si rifugerà nel suo spirito corporativo, se prevarrà l’interesse del più ricco o del più arrogante. Se speranza e riscatto non saranno il capitale di un popolo ma scialuppe solo per i furbi e i meno innocenti.

Questa Carta d’Intenti vuole descrivere l’Italia che ce la può fare, che ce la può fare ricostruendo basi etiche e di efficienza economica; che ce la può fare con uno sforzo comune in cui chi ha di più dà di più.

Sappiamo che la politica ha le sue colpe. E che quanto più profonda si manifesta la crisi, tanto più le classi dirigenti devono testimoniare il meglio: nella competenza, nella condotta, nella coerenza. Questo sarà il nostro impegno e la bussola per il nostro compito. Con la stessa sincerità, diciamo che non siamo tutti uguali. Non sono uguali i partiti, le persone, le responsabilità. Gli italiani sono finiti dove mai sarebbero dovuti stare perché a lungo sono stati governati male. Noi vogliamo chiudere quella pagina e aprirne un’altra.

L’Italia, come altre grandi nazioni, è immersa nella fine drammatica di un ciclo della storia che ha occupato l’ultimo trentennio. La gravità del quadro elimina molte certezze. Ma sono proprio le grandi rotture a dettare le regole del futuro. Nel senso che da una crisi radicale – dell’economia e della democrazia – non si esce mai come si è entrati. Le crisi cambiano il paesaggio, le persone, il modo di pensare. La sfida è spingere quel mutamento verso un progresso e un civismo più solidi, retti, condivisi. Davanti a noi, adesso, c’è una scelta di questo tipo: se batterci per migliorare tutti assieme o rinunciare a battersi. Se credere nelle risorse del Paese o affidarsi – e sarebbe una sciagura – alle risorse di uno solo. Se unire le energie disponibili e ripensare assieme l’Europa, o attendere che altri scelgano e dicano per noi.

Questo è il momento di decidere cosa vogliamo diventare. Quale ruolo dare a una nazione con la nostra tradizione, situata nel cuore di un Mediterraneo che le rivolte giovanili stanno modificando come mai era accaduto. Quale democrazia rifondare, dopo una crisi che ha corretto i confini della sovranità dei singoli stati. Insomma questo è il momento di ricostruire l’Italia che lasceremo a chi verrà dopo.

Il prossimo Parlamento e il governo che gli elettori sceglieranno avranno tre compiti decisivi. Dovranno guidare l’economia fuori dalla crisi rimettendola salda sulle gambe. Dovranno ridare autorità, efficienza e prestigio alle istituzioni e alla politica, ripartendo dai principi della Costituzione. Dovranno rilanciare – in un gioco di squadra con le altre nazioni e i loro governi – l’unità e l’integrazione politica dell’Europa.

Vogliamo dunque proporre la traccia di una discussione aperta sull’Italia attorno ad alcune idee fondamentali. Cerchiamo un patto con le forze politiche democratiche, progressiste e di una sinistra di governo, con movimenti e associazioni, con amministratori, con ogni persona e personalità che voglia contribuire a un progetto per uscire da una crisi senza eguali nella nostra memoria. Una crisi che affrontiamo con la zavorra di un debito pubblico da ridurre drasticamente e che richiederà scelte responsabili, di rigore e allo stesso tempo di enorme coraggio. Bisogna vedere i problemi e insieme cogliere le occasioni. L’Italia è in grado di farlo ma deve avere più fiducia nei suoi mezzi e meno paura del viaggio che dobbiamo fare. Non è più tempo di “contratti”, promesse, sogni appesi a un filo. Adesso è tempo di ripartire. Perché il peggio può essere alle nostre spalle. Se lo vogliamo.

1. Visione

Noi non crediamo all’ottimismo delle favole, quello venduto nel decennio disastroso della destra. Crediamo, invece, in un risveglio della fiducia e soprattutto nel futuro degli italiani, a cominciare dai più giovani e dalle donne. I problemi sono enormi e il tempo per aggredirli si accorcia. Le scelte da compiere non sono semplici né scontate. Ma la speranza che ci muove vive tutta nella convinzione che si possano combinare rigore e cambiamento. Che si possa agganciare la crescita in un quadro di equità.

Il nostro posto è in Europa. Lì dove Mario Monti ha avuto l’autorevolezza di riportarci dopo una decadenza che l’Italia non meritava. Noi collocheremo sempre più saldamente l’Italia nel cuore di un’Europa da ripensare e, in qualche misura, da rifondare. Lo faremo assieme a quelle forze progressiste che cercano in un tempo difficile di non tradire il sogno di un’Europa unita nell’impronta della sua civiltà.

In “casa” dovremo colmare la faglia che si è scavata tra cittadini e politica. Qui non bastano le parole. Serviranno i comportamenti, le azioni, le coerenze. Cercheremo di andare nella direzione giusta: di fare in modo che la buona politica e una riscossa civica procedano affiancate. Il traguardo è ricostruire quel patrimonio collettivo che la destra e i populismi stanno disgregando: la qualità della democrazia, la dignità di ciascuno, legalità, cittadinanza, partecipazione. La realtà è che mai come oggi nessuno si salva da solo. E nessuno può stare bene davvero, se gli altri continuano a stare male: è questo il principio a base del nostro progetto, sia nella sfera morale e civile che in quella economica e sociale.

Vogliamo che il destino dell’Italia sia figlio della migliore civiltà dell’Europa e che insieme riscopriamo la necessità di sentirci vicino a chi nel mondo si batte per la libertà e l’emancipazione di ogni essere umano. Lo scriviamo nella coscienza che la grandezza e la tragedia del ‘900 in Europa si misurano in una sola parola: la pace. La conquista faticosa di un continente che, con la tragica eccezione dei Balcani, ha conosciuto nella seconda metà del secolo la sua riconciliazione.

Oggi, in un mondo in subbuglio, pace, cooperazione, accoglienza, devono ispirare di nuovo il discorso pubblico. Nella coscienza dei singoli come nella diplomazia degli Stati.

Con questa visione noi, democratici e progressisti, ci candidiamo alla guida del Paese.

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  • dreamscape

    “Questa è anche la premessa per riconoscere la nuova natura del conflitto sociale.”
    non c’è nessun conflitto sociale siamo nella merda tutti quanti mettetevelo in testa retrogradi e smettetela di copiare le idee a Don Camillo&Peppone!!!

  • carlob

    Devo leggere tutto?

  • dexter

    Magari ho letto male io, ma non ho visto nemmeno una menzione all’importanza di investire nelle università e su internet, in altre parole, sui giovani. Mi sembra che ci sia più interesse verso l’integrazione di immigrati “facile” (ovvero senza fare la distinzione fra persona che vuole integrarsi e criminale che tanto farebbe rivalutare l’immigrazione in Italia) che verso la piena uguaglianza dei cittadini italiani di fronte allo stato (il matrimonio fra persone dello stesso sesso su tutti, autentica parola tabù che qui non viene menzionata nemmeno per sbaglio e che lo stesso Bersani evita accuratamente di usare, sia mai che il Vaticano s’arrabbi). Vedo ancora più interesse nel dare soldi al Sud Italia invece di responsabilizzare chi quei soldi li ha, indipendentemente dalla regione d’appartenenza, e vedo ancora forte lo spettro di un Nord industriale lasciato di nuovo a se stesso con leggi antiquate che spingono le aziende a trasferirsi all’estero.
    Insomma, vedo il solito PD, e soprattutto la solita vecchia e stantia politica.

  • sputnick

    @dexter: purtroppo hai letto bene, purtroppo.
    Credo questo sia il programma politico piu vecchio e obsolescente che io abbia mai letto

  • sputnick

    @dexter: purtroppo hai letto bene, purtroppo.
    Credo questo sia il programma politico piu vecchio e obsolescente che io abbia mai letto

  • pablo72

    Quando si dice parlare chiaro …

  • 1Co

    Il fatto che non si tratti di un programma politico è acclarato dalla quarta riga di questo articolo

  • dexter

    @Pablo: quando mai il PD ha parlato chiaro? Poi sarebbero obbligati a fare quello che hanno promesso… E’ questo che dà fastidio, questa non è una carta d’intenti, è un tema scolastico.

  • 1Co

    In effetti non è chiaro cosa ci stia a fare il più grande partito italiano quando potremmo chiedere a Dexter come salvare il paese.

  • wizard

    Spero che Boldrin & Giannino non si rivelino troppo deludenti… perché dopo questo minestrone riscaldato la voglia di votare PD mi è quasi completamente passata.

  • pablo72

    @DEXTER Era ironico .. :/

  • http://blogghetto.org michelelan

    “Lo faremo assieme a quelle forze progressiste che cercano in un tempo difficile di non tradire il sogno di un’Europa unita nell’impronta della sua civiltà.”

    Bersani ha ammesso di non fare parte di un partito progressista, quindi non della sinistra.. Ma quali sono le forze progressiste in italia allora?!?

    Davvero un comunicato senza senso, bersani è un vecchio, ma non in senso “anziano”, ma nel senso “antico”. Una lettera suicida, Bersani è politicamente morto, non ha idee, parla a caso verso non si sa chi, non conosce i giovDavvero un comunicato senza senso, bersani è un vecchio, ma non in senso “anziano”, ma nel senso “antico”. Una lettera suicida, Bersani è politicamente morto, non ha idee, parla a caso verso non si sa chi, non conosce i giovani, non conosce internet e le nuove tecnologie.

  • mcfly

    Al terzo capoverso già si mette in chiaro tutto il succo del discorso: “ancora più tasse”, concetto che poi si ripete altre volte in tutto il documento. Si dichiara di voler (giustamente) abbattere il debito pubblico, ma non ho letto di dove si intende tagliare le spese per ridurlo, (a parte una ridicola citazione sui costi della politica che è tanto di moda ma poi gli aumenti dei rimborsi li votate sempre) quindi ne deriva che sarà tagliato attraverso aumenti delle tasse. Quindi di patrimoniale si tratta? perché non scriverlo chiaramente se già ne siete convinti?

  • enzopuro

    Caro Dexter (destro) si vede che sei prevenuto perchè il potenziamento della formazione è il perno del documento, bastava tu lo avessi letto arrivando alla parola “sapere” che dice: “La dignità del lavoro e la lotta alle disuguaglianze s’incrociano nel primato delle politiche per l’istruzione e la ricerca. Non c’è futuro per l’Italia senza un contrasto alla caduta drammatica della domanda d’istruzione registrata negli ultimi anni. E’ qualcosa che trova espressione nell’abbandono scolastico, nella flessione delle iscrizioni alle nostre università, nella sfiducia dei ricercatori e nella demotivazione di un corpo insegnante sottopagato e sempre meno riconosciuto nella sua funzione sociale e culturale.
    In questo caso più che dalle tante indicazioni programmatiche, conviene partire da un principio: nei prossimi anni, se vi è un settore per il quale è giusto che altri ambiti rinuncino a qualcosa, è quello della ricerca e della formazione. Dalla scuola dell’infanzia e dell’obbligo alla secondaria e all’università: la sfida è avviare il tempo di una società della formazione lunga e permanente che non abbandoni nessuno lungo la via della crescita, dell’aggiornamento, di possibili esigenze di mobilità. Solo così, del resto, si formano classi dirigenti all’altezza, e solo così il sapere riacquista la sua fondamentale carica di emancipazione e realizzazione di sé.”

  • dexter

    @Pablo si avevo capito, non ti stavo dando contro :D
    @1CO non si tratta di un programma politico, non si tratta di un manifesto programmatico… A me sembra infatti che non si tratti proprio di nulla.

  • pablo72

    @WIZARD Non ti vorrei deludere, ma se questo è un minestrone, anche quello di Boldrin & C. è una minestrina che nemmeno si sono preoccupati di riscaldare. E’ talmente generico ed inattuabile che non è nemmeno un programma economico, ma semplicemente una lista della spesa per accaparrare una manciata di voti e assicurarsi una poltrona di sottosegretario nel prossimo governo.

  • enzopuro

    ed anche sulle Unioni Gay il riconoscimento è esplicito: “Daremo sostanza normativa al principio riconosciuto dalla Corte costituzionale, per il quale una coppia omosessuale ha diritto a vivere la propria unione ottenendone il riconoscimento giuridico”.

    Wizard, MIchele Boldrin chi? quello che negli USA ha firmato l’appello contro OBama perchè troppo neokeynesiano in economia? Mamma mia……guarda non lo votare più il PD non è il partito per te…..

    Influencer in azione……..carini e prevedibili……

  • dexter

    @Enzopuro: si ho letto e sinceramente non ho capito dove vogliono andare a parare… Cioè… Solo io sento l’esigenza di leggere per una volta idee più pragmatiche, anziché frasi generiche? Ho capito l’obiettivo di questa carta, quello che mi chiedo è se se ne sentiva davvero l’esigenza.
    P.s.: “dexter” non ha assolutamente nessuna connotazione politica, per carità :D

  • uqbal

    Sant’Iddio che tristezza…un temino scolastico, come dice giustamente Dexter, con un lessico povero ed idee vaghe e ripetitive.

    Immaginate uno della FAO che vi si presenti tutto serio e che vi dica:
    .
    “Adesso vi spiego cosa farà la mia istituzione nei prossimi anni. Intanto dobbiamo dire forte e chiaro che la fame nel mondo è un problema grave. In secondo luogo dobbiamo dire subito con chiarezza qual è il nostro principio ispiratore: niente più fame nel mondo! E allora affermiamo senza mezzi termini che noi sappiamo qual è la soluzione: la soluzione alla fame nel mondo è il cibo.”
    .
    Lo prendereste sul serio? Ecco, Bersani ha fatto la stessa cosa, ma in maniera prolissa.

  • leguleio

    Per dexter
    Mi sembra che ci sia più interesse verso l’integrazione di immigrati “facile” (ovvero senza fare la distinzione fra persona che vuole integrarsi e criminale che tanto farebbe rivalutare l’immigrazione in Italia) che verso la piena uguaglianza dei cittadini italiani di fronte allo stato (il matrimonio fra persone dello stesso sesso su tutti, autentica parola tabù che qui non viene menzionata nemmeno per sbaglio e che lo stesso Bersani evita accuratamente di usare, sia mai che il Vaticano s’arrabbi).
     
    Ti sbagli. Guarda al punto 9, Diritti:
     
    “Nel nostro caso questo significa l’impegno a perseguire il contrasto verso ogni violenza contro le donne e a una legge urgente contro l’omofobia. [...]
    Daremo sostanza normativa al principio riconosciuto dalla Corte costituzionale, per il quale una coppia omosessuale ha diritto a vivere la propria unione ottenendone il riconoscimento giuridico.”

  • quique

    Insufficiente nei diritti , nel lavoro , nella promozione dell’impresa , confusionario mell’istruzione e nel porre gli obiettivi, prolisso , parole e concetti usati come al solito a sproposito (ricerca e innovazione ,buttate li perché ci devono stare )
    Non usa o usa di striscio parole come rinnovamento , crescita , innovazione tecnologica, meritocrazia , riequilibrio, spesa pubblica. Interessante i paletti che pone per le alleanze alla voce responsabilità :)
    Per il resto una delusione immensa , non affronta efficacemente il problema della democrazia (sopratutto quella interna ai partiti), dell rinnovamento degli stessi, del coinvolgimento degli esclusi , si pone di striscio la riforma del sistema giudiziario (riuscendo solo a rievocare B)
    Se non li rottama Renzi o Civati il piffero che voto questa classe dirigente

  • monja

    Perché tornare sull’argomento dello ius loci? La legge prevede la cittadinanza e prevede anche la tutela sia sanitaria che legale per un cittadino straniero, magari c’è bisogno di una modifica, ma non uno stravolgimento così integrale, passando dallo ius sanguinis allo ius loci.

    C’è una frase di Bersani che mi fa molto ridere: [b]“affidare a chi avrà l’onere e l’onore di guidare la maggioranza, la responsabilità di una composizione del governo snella, sottratta a logiche di spartizione e ispirata a criteri di competenza, rinnovamento e credibilità interna e internazionale;”[/b] perché penso che non succederà e si spartiranno cariche e poltrone con il cencelli sotto mano?

  • dexter

    @Leguleio Si ho letto, infatti ho scritto che sembra abbiano paura di usare al parola “matrimonio”. Che significa riconoscimento giuridico? Mi sembra tanto una parola usata per non scontentare l’ala cattolica estremista del PD. Nota la differenza con “legge urgente contro l’omofobia”, estremamente più chiaro come concetto; immagina se avessero utilizzato “adottare riforme atte all’ostruzione di fenomeni di intolleranza verso persone con diverse inclinazioni sessuali”, non sarebbe stato lo stesso no?
    Se non si è capito, osteggio così tanto questa carta non perché “PD schifohh!!”, ma perché mi aspettavo molto di più: innovazione, chiarezza, concisione.

  • massimon

    BASTA BERSANII! Mi hai deluso! Questa volta non te lo do voto! Ma che programma vecchio! Poteva scriverlo Occhetto. Dov’è Internet e i ggiovani? e la scuola? e i bidelli? Lo sapevo, io, lo sapevo: vi ho votato una volta ma non mi convincete più! Siete prigionieri del Vaticano, omofobi che non siete altro!!
    E allora Penati, eh?!? Dove lo mettete Penati? Che schifo. Che delusione. Che barba. Che noia. (che fatica… ma mi sento meglio.)

  • leguleio

    Per dexter

    @Leguleio Si ho letto, infatti ho scritto che sembra abbiano paura di usare al parola “matrimonio”. Che significa riconoscimento giuridico?
     
    Tutto e niente. :-)
    Ma finora ai vertici del PD nessuno aveva parlato in maniera così chiara sull’argomento, quindi la notizia c’era.
    È sottinteso che se il prossimo vincitore delle primarie non sarà Bersani, anche questo punto sparirà dalla carta d’intenti (chiunque prenderà il suo posto).

  • leguleio

    Per monja

    C’è una frase di Bersani che mi fa molto ridere: [b]“affidare a chi avrà l’onere e l’onore di guidare la maggioranza, la responsabilità di una composizione del governo snella, sottratta a logiche di spartizione e ispirata a criteri di competenza, rinnovamento e credibilità interna e internazionale;”[/b] perché penso che non succederà e si spartiranno cariche e poltrone con il cencelli sotto mano?
     
    Il manuale Cencelli, lo ricordiamo per i più giovani, era un sistema che all’epoca della legge elettorale proporzionale stabiliva la distribuzione delle cariche pubbliche rigidamente in proporzione alle percentuali di voti ottenuti da ciascun partito politico. Non è sparito con il sistema a vocazione maggioritario, ma è reso tutto più complesso (le percentuali di voti ottenuti non corrispondono alle percentuali in parlamento).
     
    Non è l’unico punto che fa ridere, Monja! Ma è meglio non rigirare il dito nella piaga. :-|

  • wizard

    @ENZOPURO
    “guarda non lo votare più il PD non è il partito per te”
    Ah beh, voi del PD sì che sapete come perdere le elezioni. Come se non bastasse ostinarsi a tenere una classe dirigente vecchia (non solo e non tanto anagraficamente), attaccata al cadreghino e incapace di esprimere idee nuove… adesso andare pure dagli elettori che vi fanno una critica, li insultate e gli dite di non votarvi…

  • mcfly

    @leguleio: e sennò le preferenze a cosa servono? per pesare le varie correnti interne e distribuire efficacemente le poltrone.

    Tornando al documento ho apprezzato l’onestà intellettuale di chiamare quelli che tecnicamente sarebbero i rimborsi elettorali per quello che in realtà sono: finanziamento pubblico dei partiti. Meno per il fatto che parlando dell’argomento non si citi neanche di striscio il famoso referendum: ” Va approvata una riforma dei partiti, che alla riduzione del finanziamento pubblico affianchi una legge di attuazione dell’articolo 49 della Costituzione”.

    Poi, certo, meglio questo documento dei non-documenti degli altri partiti che verosimilmente si presenteranno alle elezioni, e meglio anche dei documenti pieni solo di “No”, che qualche nuovo movimento propone. Però non sembra proprio un documento del 2012 (e di questo 2012 poi). Non mi ha fatto venire la voglia di correre a votarli, almeno a me.

  • monja

    Considerando la probabile alleanza con l’UDC, il riferimento al riconoscimento della coppia omosessuale cosa prevede? Perché non credo che l’UDC (e correnti del PD) permetteranno l’estensione del matrimonio anche alle coppie omosessuali.

  • leguleio

    Per mcfly

    @leguleio: e sennò le preferenze a cosa servono? per pesare le varie correnti interne e distribuire efficacemente le poltrone.
     
    Beh, insomma, non è esattamente l’unico sistema. A capo di una corrente c’è sempre una persona: basta riferirsi a quanto voti ha preso lui, nel suo collegio, in proporzione ad altri.
    Il discorso della spartizione dei posti pubblici in base al manuale Cencelli non è nemmeno la rappresentatività delle diverse correnti. Magari. È che ad ogni formazione del governo tutti premono per ottenere qualcosa, e si finisce, come nel Prodi II, con 26 ministri, 10 viceministri e 66 sottosegretari: 103 membri in tutto. Scrivere nel programma che si farà un governo “snello” non serve proprio a nulla.

  • leguleio

    Per monja

    Considerando la probabile alleanza con l’UDC, il riferimento al riconoscimento della coppia omosessuale cosa prevede?

    Prevede litigi furibondi fin dal primo giorno di governo. :-D
    Tutta roba peraltro già vista nel Prodi II, come le schermaglie tra Franco Grillini, per anni presidente dell’Arcigay, e Paola Binetti, numeraria dell’Opus dei e convinta sostenitrice che l’omosessualità sia una patologia (e la Binetti è pure medico!).

  • monja

    Appunto perché si litigherà e si continuerà a tenere questa posizione in bilico che è ridicola la frase sul riconoscimento delle coppie omosessuali; non è il caso che il PD si faccia un bell’esame di coscienza e decida, una volta per tutte, di prendere una posizione chiara e univoca e di pagarne poi le conseguenze? Perché tenere il piede in due scarpe è altamente pericoloso, oltre che difficile.

    In generale questa carta d’intenti lascia il tempo che trova, sembrano più le chiacchiere da bar che si fanno al terzo aperitivo ed anch’io, come Dexter, mi sarei aspettata più sostanza e magari dei punti chiari da cui poter partire con la discussione.

    @EnzoPuro: non è così che si fa politica: si cerca di prendere il maggior numero di consensi, magari pubblicando un programma chiaro e semplice ed univoco, non una serie di enunciazioni generiche; si fanno delle scelte e si pagano le conseguenze, mentre qui il PD dimostra di essere fermo in mezzo al guado e non di non avere nessuna intenzione di muoversi.

  • lubianka

    i soliti comunisti, la gioiosa macchina da guerra di Bersani, spero non vada a sbattere come la storica tramvata di Ochetto.
    Nessuna parola per chi muore di lavoro per lo stato ingodo e ladro e per i parassiti chi strangolano il paese e se la godono, che siano elettori del PD anche!?
    Tanti auguri a loro ma con Bersani non si vince, lo sanno anche i polli.

  • leguleio

    <B<Per monja

    Appunto perché si litigherà e si continuerà a tenere questa posizione in bilico che è ridicola la frase sul riconoscimento delle coppie omosessuali; non è il caso che il PD si faccia un bell’esame di coscienza e decida, una volta per tutte, di prendere una posizione chiara e univoca e di pagarne poi le conseguenze?
     
    Per essere il caso, lo è. Lo era già ai tempi del PCI e del suo “strappo”, per dirla tutta, ma anche lì non si fece nulla.
    Solo, chi se la sente di affrontare una scissione vera e propria con quelli che la pensano come Rosi Bindi a pochi mesi dal voto del 2013?

  • monja

    Ogni due anni ci sono delle elezioni e si rimanda questa presa di responsabilità perché ogni volta si dice “non possiamo strappare, siamo sotto campagna elettorale”, ma così non si arriverà mai da nessuna parte.
    Io accetterei una qualsiasi posizione, anche negativa, sulla questione, ma deve esserci una posizione per permettere all’elettore di decidere consapevolmente per chi votare.

  • dexter

    @Leguleio: già il fatto che la (generica) nota sulle unioni fra coppie dello stesso sesso sia contenuta alla voce “diritti” anziché “uguaglianza” la dice lunga sul futuro che potrebbe avere concretamente una simile proposta.
    Comunque si, sarebbe bello che finalmente si tacciasse chi pensa che esistano cittadini di serie A e di serie B in base ai gusti sessuali (ovviamente fra persone adulte e consenzienti, nel rispetto delle leggi) e che questo pensiero venga bollato come xenofobo e non come “libertà d’espressione” come Bindi&co vorrebbero farci credere. La verità è che un partito che si dichiara laico e di sinistra non può continuare a portare avanti sta baggianata, né sostenere di combattere per i diritti delle persone se all’interno di esso c’è chi pensa che non tutti sono uguali di fronte allo Stato.

  • leguleio

    Per dexter

    Comunque si, sarebbe bello che finalmente si tacciasse chi pensa che esistano cittadini di serie A e di serie B in base ai gusti sessuali (ovviamente fra persone adulte e consenzienti, nel rispetto delle leggi) e che questo pensiero venga bollato come xenofobo e non come “libertà d’espressione” come Bindi&co vorrebbero farci credere.
     
    Non ti illudere troppo, alla fine non riusciranno a far approvare nemmeno quella legge. Di omofobi ce ne sono troppi anche nel PD. Un nome a caso: Mario Adinolfi.
     
    http://tinyurl.com/5w9mnyk

  • http://matteocarrera.wordpress.com/ matteo carrera

    se questo è il programma non c’è scritto niente. se questi sono gli intenti potevano metterci anche la pace nel mondo e la conquista della luna, che tanto a scrivere intenti son buoni tutti. se questi sono i principi sappiano che i principi non sono molto più sintetici. mah, le hanno lì su un piatto d’argento tutte le cose che dovrebbero dire, e promettere di fare. io non ho parole.

  • http://lacerbablog.wordpress.com scarfoglia

    Francamente: da un partito che sta da cent’anni in parlamento e che conosce a menadito il bilancio dello stato io non mi aspetto intenti: mi aspetto cifre. E basta.
    Bersani dice di voler approntare un piano straordinario per gli asili nido? Bene, che dica quanto spende e come intende finanziarlo.
    Vaneggia da anni di una patrimoniale: si sarà fatto due conti per capire chi e come tassare, quanto ne potrà ricavare e quali tasse abbasserà con quel denaro.
    Qualcuno obietterà che questo sarebbe un programma e non un manifesto d’intenti. Appunto.

  • leguleio

    Per matteo carrera
     
    No, non è un programma elettorale in senso stretto. Il PD non ha ancora stretto alcuna alleanza, e del resto ancora non si sa con quale legge elettorale si andrà a votare. Farlo adesso sarebbe stato un azzardo.
    Il titolo infatti è “Italia. Bene comune. Per la ricostruzione e il cambiamento. Patto dei democratici e dei progressisti. Carta d’intenti”.

  • http://matteocarrera.wordpress.com/ matteo carrera

    @leguleio ah bhè allora sono più contento. il problema, forse, è proprio questo. ed è generale. siamo a pochi mesi dalle elezioni politiche e non si sa nulla. questa carta d’intenti mi sembra una presa in giro. si farebbe così una bella figura a presentare il proprio programma per primi, altro che azzardo. secondo me quelle vecchie regole di fare politica sono superate, almeno nell’elettorato. il problema è che chi gioca non se ne rende conto

  • leguleio

    Per matteo carrera

    @leguleio ah bhè allora sono più contento. il problema, forse, è proprio questo. ed è generale. siamo a pochi mesi dalle elezioni politiche e non si sa nulla.
     
    Veramente, se si parla di aprile 2013, come alcuni fanno, sono 9 mesi. Non proprio un istante.
    Normalmente, e non solo in Italia, il programma elettorale si presenta quando le elezioni sono fissate.

  • http://lecanardetourdi.net23.net lecanardetourdi

    La Carta d’Intenti del PD “vuole descrivere l’Italia che ce la può fare, …ricostruendo basi etiche e di efficienza economica; …con uno sforzo comune in cui chi ha di più dà di più.”

    Ecco, appunto. Gli unici numeri che sono riuscito a trovare sono quelli che numerano le pagine.

  • molino

    ritengo che dobbiate migliorare il sistema cercando il più possibile di isolare i movimenti che vogliono solo fare i propri interessi.ritengo che dobbiate riformulare la legge elettorale.ritengo infine che dobbiate cancellare i grandi danni che purtroppo le organizzazioni passate hanno fatto sia tra i giovani rovinandoli quasi completamente sia tra gli adulti.