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Che cosa c'entra lo spread con Marchionne e Volkswagen?
— Economia

Che cosa c’entra lo spread con Marchionne e Volkswagen?

C'entra: Volkswagen si finanzia a costi molto più bassi dei suoi concorrenti (e ha avuto soldi in prestito dalla BCE)

28 luglio 2012

L’amministratore delegato di FIAT Sergio Marchionne, in un’intervista all’International Herald Tribune, ha accusato la Volksawagen di praticare sconti che stanno danneggiando il mercato. Benché secondo una ricerca le due case automobilistiche più aggressive sugli sconti siano proprio FIAT e Opel, Marchionne non è il solo ad aver fatto delle critiche alle politiche di prezzi della Volkswagen. Questo perché il problema non ha solo a che fare con gli sconti ma con delle caratteristiche più profonde dell’azienda – e dell’economia – tedesca.

Non è la prima volta che Marchionne si scontra con Volskwagen. A marzo Marchionne aveva chiesto all’Unione Europea un piano per ridurre la capacità produttiva di automobili in Europa, richiesta che Marchionne ha riproposto anche nell’intervista al Tribune. L’idea, in sostanza, è chiudere degli impianti e varare un piano di incentivi economici per i licenziati. L’industria automobilistica europea, infatti, al momento lavora circa al 65 per cento delle sue capacità. L’idea di ridurre la produzione non piace a Volkswagen, l’unica casa automobilistica in Europa che continua a vendere bene e che avrebbe meno da guadagnare da una riduzione generale della produzione (nei primi sei mesi del 2012 Volkswagen ha aumentato la sua quota di mercato in Europa di quasi l’uno per cento).

Volkswagen riesce ad avere conti positivi non soltanto per la qualità delle sue automobili, ma anche grazie al fatto che si può finanziare a costi bassissimi. Qui entra in gioco lo spread. Le banche tedesche che finanziano Volkswagen, infatti, hanno nei loro libri contabili molti titoli di stato tedeschi che il mercato ritiene sicuri. Quando questi titoli di stato vengono usati come garanzia dalla banca per ottenere prestiti, l’interesse che viene chiesto dalla banca è molto basso. A sua volta la banca, quando presta i soldi a Volkswagen, può chiedere un’interesse molto basso. Questo rappresenta un vantaggio anche per l’acquirente dell’automobile, che ottiene da Volkswagen un finanziamento a un tasso molto più basso di quello che può offrire la FIAT.

Non solo: Volkswagen possiede un finanziaria con licenza bancaria. In altre parole possiede una banca. Come tutte le altre finanziarie, anche questa banca ha avuto accesso al Long Term Refinancig Operation (LTRO), la gigantesca operazione di finanziamento del sistema bancario fatta dalla Banca Centrale Europea a febbraio. Anche altre aziende automobilistiche, come Renault e Peugeot, hanno preso denaro in prestito dal LTRO. La FIAT invece si è separata dalla sua finanziaria nel 2004, durante la crisi che precedette l’arrivo di Marchionne.

foto: Andrea Baldo/AFP/Getty Images

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  • Wilson

    Mi sembra una ricostruzione abbastanza fantasiosa: se la Fiat avesse la stessa affidabilità economica di VW otterrebbe dalle banche tedesche denaro a tassi simili (e probabilmente non si sarebbe separata dalla propria finanziaria); è una conseguenza dell’Euro e del mercato unico (senza una moneta unica il tasso sarebbe influenzato anche dalle prospettive del cambio e allora lo spread conterebbe davvero).

  • dannytdlemon

    Fantasiosa, ma forse non del tutto campata in aria

  • http://www.zingarate.com lowresolution

    Molto modestamente l’avevo scritto nei commenti della notizia di ieri:
    http://www.ilpost.it/2012/07/27/il-caso-marchionne-volkswagen/#comments

  • davidemariadeluca

    @Wilson
    Senza dubbio una certa percentuale di quanto la FIAT paga in più alle banche è dovuto alla sua minore affidabilità. Il punto però è che le banche non possono concedere prestiti a un tasso inferiore di quello al quale si finanziano e le banche italiane si finanziano a un tasso molto più elevato di quelle tedesche.

  • swann

    magari che la fiat si finanzia anche negli USA? lo fanno medie aziende italiane, utilizzando le loro filiali colà, senza laureati con master in finanza, non riesce a farlo la FIAT?
    Ancora a credere alle balle di Marchionne.

  • Wilson

    @davidemariadeluca:
    il punto è quello che dice SWANN: non c’è motivo per cui VW debba chiedere prestiti solo alle banche tedesche o Fiat a quelle italiane, anzi sarebbe una cosa anomala rispetto al funzionamento dell’economia.
    Per i privati italiani non è anomalo avere una carta di credito con il logo “Deutsche Bank” o “Banco Santander”, figuriamoci per una multinazionale come Fiat.
    Semmai il problema è che il mercato delle utilitarie non è più redditizio a meno di fare cartello ed evitare la concorrenza ed è quello che vorrebbe Marchionne (anche perché Fiat nei mercati ancora redditizi, come quello dei modelli più lussuosi, è praticamente assente), con grande danno per i clienti, ovviamente.

  • Wilson

    @dannytdlemon: Concordo sul “non del tutto campata in aria”, nel senso che decenni di politica italiana incentrata sulla difesa dell’”italianità” delle aziende, sui “salotti buoni”, sul controllo partitico delle banche (con le fondazioni) e i sussidi (politici) alle imprese ha di fatto creato un sistema chiuso (e povero).
    Però il fatto che Fiat non sia in grado di finanziarsi senza uscirne non è certo colpa dei rendimenti dei titoli di stato.
    ps: ma le banche tedesche non erano piene di titoli di stato greci un anno fa?

  • davidemariadeluca

    @Wilson
    Una carta di credito è molto diversa da un prestito da centinaia di milioni di euro ;)

    Quando viene calcolato l’interesse di un finanziamento, uno dei fattori di ponderazione è il rischio paese (la cui misura più immediata è proprio lo spread). Anche se DB fosse intenzionata a finanziare FIAT, difficilmente chiederebbe un interesse molto minore di quello che chiedono le banche italiane (e DB non ha comunque questa intenzione).

    Senza contare che per motivi molto mondani i pool di finanziamento tendono ad essere formati da banche del paese dell’azienda interessata. Per lo stesso motivo per cui io ho il conto ad Unicredit, che ha la filiale accanto a casa mia, piuttosto che con Bank of America.

    Certamente esiste la libera circolazione dei capitali, ma il sistema non è perfetto e non tutte le banche hanno accesso ad ogni parte del mondo con la stessa facilità.

  • pifo

    Quale é la differenza nelle cifre di PFO tra Fiat e VW?
    Onestamente, puó essere spiegata tutta o per la maggior parte, con le migliori condizioni di finanziamento ottenute dalla VW rispetto alla Fiat?
    E´un approccio coerente dal punto di vista ideologico e industriale criticare la “politica dei prezzi altrui” ed appellarsi alla UE per una riduzione assistita della capacitá produttiva quando da anni, sostanzialmente, si rivendica il diritto di decidere in totale autonomia le proprie strategie industriali e si esce addirittura da Confindustria per avere le mani maggiormente libere?
    Come ha giustamente commentato altrove qualcuno, quelle di Marchionne sono al massimo “cose che si pensano ma che non si dicono” perché nel dirle si fa´solo la figura … dei poveracci, di quelli che, perdendo la partita 4-1, criticano l´arbitro per un rigore non concesso.
    Saluti.

  • http://www.zingarate.com lowresolution

    Il finanziamento ai clienti finali è basato sui tassi delle finanziarie locali. E qui che sta la grande differenza di sistema paese. Basta controllare sui siti delle case automobilistiche: la VW riesce a erogare finanziamenti ai clienti con TAEG da 0% a 2%, mentre la FIAT arriva senza problemi al 8% – 9%. E’ una bella differenza.