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La lettera di Saviano a Marina Berlusconi

«Stupisce il suo risentimento. Stupisce perché sono anni che la comunicazione dei giornali di famiglia si affida a titolazioni violente volte a terrorizzare i nemici»

27 luglio 2012

Oggi su Repubblica, Roberto Saviano risponde alla lettera pubblicata ieri dal Giornale in cui Marina Berlusconi – presidente di Fininvest e Mondadori, figlia di Silvio Berlusconi – si sfogava per la sua convocazione a Palermo da parte della procura e per il trattamento mediatico riservato alla vicenda. Marina Berlusconi è stata sentita dalla procura come persona informata sui fatti e persona offesa nell’ambito dell’indagine sulla presunta estorsione a Silvio Berlusconi da parte di Marcello Dell’Utri. Saviano aveva già polemizzato con Marina Berlusconi in passato, quando ricevendo una laurea honoris causa in Giurisprudenza aveva dedicato il riconoscimento ai magistrati della procura di Milano che indagavano sul caso Ruby. Gomorra, il libro più conosciuto di Saviano, è pubblicato da Mondadori.

Una persona informata sui fatti convocata dall’autorità giudiziaria è tenuta a presentarsi. Marina Berlusconi, citata dal tribunale di Palermo era tenuta a fare la sua deposizione senza aggiungere altro.

Per lei e la sua famiglia, anche se in estremo ritardo, è giunto il momento di rispettare le istituzioni. Ma la sua famiglia pretende dall’amministrazione della giustizia quel rispetto che mai ha voluto darle. Pretende dagli organi di informazione ciò che mai ha voluto riconoscere agli avversari politici: il rispetto della persona, il rispetto delle idee. La sua famiglia si è fatta “Istituzione” essa stessa, guardando più che a Occidente all’Oriente degli amici di famiglia: Putin, Lukasenko e Gheddafi. Lei dichiara che la procura di Palermo l’ha convocata per avere notizie su un conto cointestato del quale non ricordava nulla, che non ha mai utilizzato. Immagino sappia che per molto meno eserciti di scherani hanno diffamato, mediaticamente massacrato, sbattuto in prima pagina persone la cui unica vera colpa era essere entrati in conflitto con suo padre.

Lei che attraverso gli organi di informazione della sua famiglia contribuisce a creare un quadro inesistente della realtà, lei che con il suo approccio familistico ha fatto della comunicazione editoriale una estensione delle stanze di casa sua; lei chiede rispetto per sé non come persona, ma in quanto “Istituzione”. Per il solo fatto di essere la figlia di Silvio Berlusconi. Il cittadino, convocato a comparire innanzi all’autorità giudiziaria, si presenta senza discutere e dovrebbe farlo soprattutto se è la figlia “di un cittadino più uguale degli altri”.

Eppure lei si lamenta per il trattamento che ha avuto dalla stampa, cosa singolare per un editore. Lei fa comunicazione o meglio fa fare comunicazione. Stupisce il suo risentimento. Stupisce perché sono anni che la comunicazione dei giornali di famiglia si affida a titolazioni violente volte a terrorizzare i nemici con storie private per aggredire chiunque sia contro suo padre. Si potrebbe fare un elenco infinito di tutte le volte che i nemici di suo padre sono stati screditati dalla galassia mediatica che a lui fa capo. Notizie infondate, dettagli falsi, raccolte di firme contro chi raccontava qualcosa che dava fastidio al governo in carica. Lei si lamenta di qualcosa che ha fortemente contribuito a creare e da editore dovrebbe sapere che il disegno della comunicazione, lo stile, la qualità, si costruisce quotidianamente con il proprio lavoro o quel rispetto che ora pretende vale solo per sé?

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  • whiteyes

    Derivato dal titolo del Giornale di oggi, quello pacato di domani, con il consueto volo pindalico sarà:
    “Saviano condanna a morte Marina Berlusconi”.

  • fafner

    Direi che Saviano ha cambiato editore. Si sente.

  • paolo60

    Cioè la base della risposta di Saviano è: poichè la tua famiglia ha dei giornali che lanciano palate di merda sugli avversari (il giornale e Libero, tanto per intendersi, e qui sono d’accordo con Saviano) , adesso non ti puoi lamentare se la stampa avversa (Repubblica fra tutti, naturlich) lancia anche lei palate di merda. Bella difesa.

  • mojito

    pindarico…da Pindaro
    http://it.wikipedia.org/wiki/Pindaro

  • http://daldifuori.splinder.com luzmic

    @Paolo60
    Non credo che sia una difesa, ma una considerazione. Saviano non è l’editore di Repubblica nè il suo direttore nè l’articolista che ha coperto la notizia. E comunque a me pare una considerazione più che pertinente: non è che Saviano dica che è giusto così (anzi, dice l’esatto contrario), ma quando vai in giro a imbrattare i muri poi non ti puoi lamentare se la gente si abitua e ti trovi la scritta “w la foca” sul muro di casa tua.

  • jamesnach

    Marina Berlusconi che si lamenta della spettacolarizzazione dell’informazione è come Ilona Staller che si scandalizza per il il dilagare del porno.

  • paolo60

    @luzmic
    Quindi, lasciando stare il pulpito, la predica è giusta. Sono d’accordo. Ma siccome, nello specifico, mi pare che si concentri di più sul pulpito che non sulla predica, allora ribalto anche la cosa: poichè si è d’accordo che Saviano scrive (e non solo scrive, è un icona di Repubblica) su un giornale che fa la sua bella parte nel gioco “merda nel ventilatore”, perchè mai lui dovrebbe dare lezioni su come ci comporta?

  • diper

    Non mi sembra sia stata oggetto di gogna mediatica, non ho visto titoloni a 9 colonne e caricature schifose. Semplicemente è stata data una notizia: convocata a Palermo per spiegazioni su un conto a lei intitolato.

  • jamesnach

    @Diper
    Infatti.
    Non ho visto, per esempio, una sua foto tette al vento a nove colonne, come è capitato alla seconda moglie di suo padre quando ha osato “ribellarsi”. La foto appariva sul Giornale di famiglia. Dov’era allora la cara Marina?
    Non ho visto nemmeno klleraggi in stile Boffo, come è invece tradizione per i nemici di famiglia.
    In conclusione: non solo il pulpito è sbagliato, è sbagliata pure la sostanza.

  • p!

    Caro PAOLO6o,
    dovremo forse dubitare sul fatto che tu non abbia mai letto Il Giornale o Libero se scrivi che lo stile di Repubblica (che per inciso non amo e reputo in decadenza) è sullo stesso livello. Dai, non scherziamo.
    Detto questo, non mi pare che la risposta di S. dica quello che tu affermi; semplicemente ricorda alla signora B. che se lei si lamenta di un certo modo di fare stampa e giornalismo (mille miglia lontane, mi ripeto, dai titoloni infanganti dei suoi giornali) ha pure tutte le possibilità per cambiare quel mondo, se solo lo voglia. Lo vuole? Ma, e che fine farà Chi e il suo direttorissimo Signorini(per l’appunto: il paradigma del direttore low profile, serio, discreto, non sovraesposto, ecc), per esempio??
    W l’art. 3

  • milziade368

    Una persona informata sui fatti convocata dall’autorità giudiziaria: norme di buon comportamento.
    Sarò all’antica, ma mi attengo rigidamente ai dettami di Monsignor Giovanni della Casa.
    Nessun commento.

  • pablo72

    @JAMESNACH :)

  • maragines

    Sono d’accordo con Paolo60: tutto l’articolo tende a dire essenzialmente È uno schifo, lo hai cominciato tu!. Ancora una volta mi pare si dimostri la trivialità intellettuale di ‘sto tizio (il Saviano in questione) che legittima un quadro di vendetta risarcitoria: “tu hai fatto le gogne e ora le gogne le facciamo noi”.
    **
    Cioè che la figlia di Berlusconi lamentava è vecchia storia: essere informati dai giornali e non da atti processuali delle indagini in corso e delle convocazioni a Palermo è cosa che dovrebbe, automaticamente, fare cadere delle teste nelle procure.
    *
    Cioè che Saviano risponde (ma tu hai fatto anche di peggio) certifica una volta di più che al Saviano non interessa punto l’Istituzione, e gli interessa il giusto “il rispetto delle regole”. Quello che gli interessa è che, siccome lui è l’alfiere della luce, i cattivi paghino il fio.

  • leguleio

    la trivialità intellettuale di ‘sto tizio (il Saviano in questione)
     
    Meno male che lo hai scritto, temevo di essere il solo a pensarlo. :-)
    Beninteso, non è riferito solo a questo articolo, anzi, in confronto ad altri questo è uno dei suoi pezzi più ragionevoli e fondati.

  • filippofilippini

    Rabbrividisco, e questo (Saviano) doveva essere il papa straniero del PD? Siamo alla teorizzazione dello Stato Etico e dell’Occhio per occhio dente per dente, non vedo differenze con un mullah che entri nella mia camera da letto e voglia sapere con chi e come faccio l’amore…

  • braccale

    Emotional disclosure: ho una antipatia epidermica per labbra-tonanti, al secolo Marina B.
    Ciò detto, ho rabbrividito ad ogni singolo paragrafo di questo miserrimo manifesto dell’odio sociale.
    La patina di ovvietà data poi dalla quasi totalità dei commenti (attivati ad usum delphini) sul sito di repubblica è quasi stomachevole.
    Saviano sembra quasi avere più rispetto, in un senso antropologico, di necessità ambientale, per certi Personaggi della n’drangheta che per l’Infame Famiglia.
    “La sua famiglia si è fatta “Istituzione” essa stessa”, ma chi? Tutta la genìa dei berlusconi? Come fossero i ‘Casalesi’ della politica. Comincio a pensare che abbia ragione chi lo paragona ad un Mullah laico, mosso dall’odore del sangue nemico.
    Ma dove sono finiti gli intellettuali alla Luigi Einaudi?

  • jamesnach

    “non vedo differenze con un mullah che entri nella mia camera da letto e voglia sapere con chi e come faccio l’amore…”

    40 gradi, e si sentono tutti…

  • epicuro

    Ok, nemmeno io amo Saviano (perché non amo i messia, di nessun tipo ed estrazione) ma non mi pare che faccia il tifo per la modalità merda-nel-ventilatore. Mi pare semplicemente un “Ma tu, con quella che hai fatto combinare dai tuoi giornali, dove lo trovi il coraggio di protestare?” difficile da non condividere. Non è che quanto accaduto “sia giusto”, è solo che non è certo lei a poter fare l’indignata.
    Comunque adesso mi segno i nomi. La prima volta che uscirà qualcosa su Saviano, tipo che non ha pagato una multa per divieto di sosta o ha lasciato la macchina 30 secondi nelle righe gialle dei disabili per comprare il giornale (perché tanto prima o poi succederà) evitate di infilarvi nel coro dei “L’avevo detto io!” e “Ce l’ha tanto coi camorristi poi è uguale!” perché vi risbatto in faccia il link a questa pagina.

  • leguleio

    Per epicuro
    Mi pare semplicemente un “Ma tu, con quella che hai fatto combinare dai tuoi giornali, dove lo trovi il coraggio di protestare?” difficile da non condividere. Non è che quanto accaduto “sia giusto”, è solo che non è certo lei a poter fare l’indignata.
     
    L’articolo di Saviano poteva criticare Marina Berlusconi perché nel pronunciare le sue parole di sdegno aveva indossato un tailleur non adatto. Avrebbe avuto lo stesso peso…
    Voglio dire: se non riesci a centrare il problema in una vicenda tutto sommato semplice, non scrivere. Non è mica un obbligo morale scrivere su tutto.

  • diper

    È vero la vicenda è semplicissima: una signora fa pubblicare dai fuoriclasse delle gogne mediatiche una lettera in cui si lamenta di essere stata oggetto di una gogna mediatica (inesistente). Un tizio fa notare la contraddizione, ma viene fucilato solo perché è un obbligo dargli addosso.

  • leguleio

    Per diper
    È vero la vicenda è semplicissima: una signora fa pubblicare dai fuoriclasse delle gogne mediatiche una lettera in cui si lamenta di essere stata oggetto di una gogna mediatica (inesistente). Un tizio fa notare la contraddizione…
     
    Avesse fatto solo notare la contraddizione, avrebbe scritto un articolo di cinque righe. Invece, tanto per dirne una, ha citato il dittatore della Bielorussia, scrivendolo pure sbagliato: Lukasenko, anziché Lukašenko, oppure Lukashenko. Piccolo particolare: non è stata Marina Berlusconi ad incontrarlo, ma il padre. Come gli altri personaggi elencati in quell’articolo.
    Perché indirizzare una lettera aperta a Marina, quando lo scopo inequivocabile è quello di parlare di Silvio?

  • brandavide

    Ma come schifo scrive Saviano?:

    “Lei si lamenta di qualcosa che ha fortemente contribuito a creare e da editore dovrebbe sapere che il disegno della comunicazione, lo stile, la qualità, si costruisce quotidianamente con il proprio lavoro o quel rispetto che ora pretende vale solo per sé?”

    “Ma la sua famiglia pretende dall’amministrazione della giustizia quel rispetto che mai ha voluto darle.”

    “Lei fa comunicazione o meglio fa fare comunicazione.”

  • leguleio

    Per brandavide
     
    Ma come schifo scrive Saviano?
     
    Tolto che fra gli scrittori italiani dell’ultima generazione temo ci sia di peggio (non li conosco, però: potrebbe essere una mia impressione basata su quanto leggo, in tal caso scusatemi), la circostanza impone una riflessione: se Roberto Saviano non fosse sotto scorta da 6 anni, e se non comparisse periodicamente in tv per raccontare che è sotto scorta, qualcuno comprerebbe i suoi libri? :-)