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Il caso Marchionne-Volkswagen
— Economia

Il caso Marchionne-Volkswagen

Il capo della FIAT ha detto che la crisi del settore auto è «un bagno di sangue» per colpa dell'azienda tedesca, che si è infuriata

27 luglio 2012

In un’intervista pubblicata ieri sull’International Herald Tribune l’amministratore delegato della FIAT, Sergio Marchionne, ha commentato il calo delle vendite di auto in Europa negli ultimi mesi aggiungendo che il «bagno di sangue sui prezzi» nel mercato è stato aggravato dagli sconti applicati dalla Volkswagen, la casa automobilistica tedesca con sede a Wolfsburg.

Il ragionamento e l’accusa fatti da Marchionne riguardano soprattutto la politica di sconti sulle auto di taglia medio-piccola, dove gli sconti di Volskwagen sono stati intorno al 30 per cento. Questa decisione secondo Marchionne è stata presa per mandare «gli altri» costruttori fuori mercato, per strappare clienti alla concorrenza e conquistare nuove fasce di clienti. Marchionne ha parlato di «concorrenza sleale»: secondo lui il settore dell’auto sta attraversando una situazione «mai così difficile» a causa della crisi delle vendite e per una sovracapacità produttiva delle aziende automobilistiche. Una situazione nella quale dovrebbe intervenire l’Unione Europea: «dovrebbero coordinare una razionalizzazione del settore», stabilendo cioè degli standard di produzione. Per quanto riguarda la sovracapacità produttiva, «tutti dovrebbero tagliare: quelli che davvero non si sono mossi in questo senso sono i francesi e i tedeschi, che non hanno ridotto minimamente la capacità».

(“Il piano di Marchionne”, Makkox sul caso Volkswagen)

Già nel mese di giugno Marchionne aveva parlato delle differenze nelle condizioni di mercato tra i costruttori: da una parte FIAT e le francesi Renault e Peugeot-Citroën vorrebbero un sostegno dell’Unione Europea per regolare la sovracapacità produttiva, dall’altra parte le tre grandi aziende tedesche, Volkswagen, Daimler e BMW si oppongono perché con le vendite in Cina riescono a coprire il carico di produzione. Volkswagen riuscirebbe a fare più sconti sul mercato europeo sulle auto medio-piccole, infatti, soprattutto grazie alle ottime vendite delle auto di fascia medio-alta sul mercato asiatico. Le aziende tedesche sono anche avvantaggiate dal costo del denaro più basso, rispetto a quello degli altri paesi europei, perché possono prendere soldi in prestito a tassi di interesse più bassi.

Christian Klingler, il responsabile vendite della Volkswagen, ha respinto l’accusa di Marchionne dicendo che l’azienda non è «troppo aggressiva» e «opera in un contesto competitivo». Inoltre ha confermato che nei prossimi mesi la Volkwagen continuerà ad abbassare i prezzi. Dopo l’intervista di ieri Stephan Grueshem, responsabile della comunicazione di Volkswagen, ha chiesto le dimissioni di Marchionne dalla carica di presidente dell’ACEA, l’associazione europea dei costruttori di auto, perché la sua posizione «non è più sostenibile».

La Volkswagen è il secondo maggior produttore di auto al mondo dopo l’azienda giapponese Toyota. Nei primi sei mesi del 2012 ha venduto 4,45 milioni di macchine con un utile netto in crescita del 40 per cento rispetto l’anno scorso di 6,5 miliardi.

Foto: Sergio Marchionne (JOHN THYS/AFP/GettyImages)

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  • jackg

    mi sembrano affermazioni talmente stupide e passibili di sfottò che ho la sensazione di non aver capito tutto

  • gioso

    Ricordiamoci il Piano industriale di Marchionne, investimenti per 20 miliardi in Fabbrica Italia….

  • lapid

    Per conto mio domani passo dal concessionario Volkswagen, se lo dice Marchionne che fanno dei bei sconti deve essere vero !

  • http://www.fumettidifam.com Fam

    In effetti fare profitti, mantenere l’occupazione e vendere le proprie automobili. Ma chi si credono di essere? Dei costruttori di automobili?

  • fulgenzio

    Per Marchionne le “leggi del mercato” valgono solo se sono a suo favore.

  • leguleio

    Cambiano i manager della FIAT, ma i piagnistei sono sempre gli stessi. Ricordo ancora distintamente una prima pagina del settimanale satirico Cuore dedicata a una lamentela di Cesare Romiti a proposito di non so cosa; comunque anche lì la FIAT vendeva poche auto. Titolo:
     
    Romiti, cosa dai la colpa al mercato?
    SONO LE TUE MACCHINE CHE FANNO SCHIFO!
     
    Seguiva una lunga disamina delle magagne dei modelli di allora: la Duna che si ribalta da ferma; la Panda 30, che una volta importata nell’ex DDR ha fatto gridare “Ridateci le nostre Trabant!”.
    Mitici i redattori di Cuore. :-D

  • callmeishmael

    Marchionne si appella al mercato in tema di diritti, e ai diritti in tema di mercato.

  • ec84

    puó esser antipatico e antisindacale, ma dice semplici veritá:
    1. in Europa si costruiscono troppe auto e se ne comprano sempre meno
    2. la VW cerca di far fuori i concorrenti generalisti (PSA, Renault e Fiat) approfittando della crisi e di tassi agevolati

    e tira le sue conclusioni:
    3. serve un piano europeo di ristrutturazione industriale, per produrre meno e garantire sopravvivenza a piú impianti possibili.

  • laurensdegraaf

    mi rendo conto che quando porti il maglione questo caldo non t’aiuta ad essere lucido.

  • ellevu

    Io trovo l’analisi di Marchionne valida, ma è come un pugile che chiede al suo avversario di picchiare lentamente! E per mio conto basta aiuti, dimostra che puoi stare in piedi da solo.

  • werner58

    Come al solito, appena le cose iniziano a dirgli male, questi grandi capitalisti improvvisamente scoprono il fascino della pianificazione economica…

  • grinch

    “Questa decisione secondo Marchionne è stata presa per mandare «gli altri» costruttori fuori mercato, per strappare clienti alla concorrenza e conquistare nuove fasce di clienti.” – Porca vacca che acume!

  • wizard

    Sia come sia… io mai mai mai mai mai e poi mai comprerò un’auto di un produttore estero. E se proprio fossi obbligato con la pistola alla tempia a comprare un’auto tedesca… piuttosto una Trabant che una Volkswagen!

  • wizard

    PS: Tra l’altro… gli itagliani tutti bravi a odiare la Germania, i tedeschi e la Merkel perché gli si attribuisce la colpa della crisi, dell’IMU e anche del traffico di Palermo… ma poi tutti a comprare le loro auto…

  • colinmaillard

    piccolo particolare, il pugile non deve dare lo stipendio a migliaia di dipendenti

  • maxavi

    EC84, quello che ha detto marchionne è una semplice stupidaggine. non è vero che VW fa damping di prezzi, come riconosciuto pure dall’UE. quello che proponi tu, invece, funzionerebbe solo tornando ai dazi doganali a meno di non cercare di convincere anche americani, giapponesi, coreani a cinesi a “produrre meno e garantire sopravvivenza a piú impianti possibili”.

  • maxavi

    bravo wizard, tu sì che sei un patriota! e intanto fiat produce dovunque tranne che in italia…

  • whiteyes

    Consiglio a Marchionne l’iscrizione ad uno stage di management alla Volkswagen

  • gednet

    senza dietrologizzare poi troppo e darsi a psicologie euromisteriosofiche, avrei un rasoietto-di-occam, anche se non ben affilato:

    1. da non so più quanto tempo si mormora, anzi si strilla che maglionne vuole chiudere la produzione di auto in italia (non importa qui dove e se, per portarla chiss’altrove)
    2. da anni alla fiat non si fa una pippa per seguire il mercato, per migliorare l’appeal dei prodotti, per ridare fiducia al cliente (indipendentemente dai prezzi)
    3. non si sono mai incazzati tanto nemmeno con la toyota e i giapp in genere, che come fetta di mercato non mi sembrano trascurabili
    4. ergo: maglionne abbaia tanto, ma l’occasione gli viene pronta come un panino ben imburrato per attuare la suddetta chiusura, dandone poi la colpa a qualcun altro

  • http://www.zingarate.com lowresolution

    Qualche dato per capirci qualcosa di più:
    - Ormai il business principale di chi produce e vende auto è quello di erogare finanziamenti a chi acquista. Senza finanziamenti le auto non si vendono.
    - La VW fa ottime e belle auto (non ne prenderei una), va bene in Asia e in Sudamerica, ma sopratutto è tedesca: la sua finanziaria (la VW in Germania ha una propria banca) e pesca nel mercato finanziario tedesco a tassi ‘Merkel’ (molto bassi, vicini allo zero).
    - La VW gira al cliente tassi molto più bassi e decisamente molto competitivi: in certi casi la differenza del TAEG è di 4 o 5 volte (dal 1.5% di VW al 9% di Fiat).
    - I francesi piangono per lo stesso motivo.
    - Insomma c’entra ancora lo spread.

  • richard77

    Dall’articolo del’IHT:
    “Mr. Marchionne and other auto executives accuse Volkswagen of exploiting the crisis to gain market share by offering aggressive discounts. “It’s a bloodbath of pricing and it’s a bloodbath on margins,” he said. ”
    [Mr. Marchionne e altri dirigenti del settore accusano WV di sfruttare la crisi per guadagnare quote di mercato offrendo sconti aggressivi.
    "E' un bagno di sangue di prezzi ed è un bagno di sangue sui prezzi", ha affermato]

    Il virgolettato (che si presuppone contenga le parole dell’intervistato) non parla di WV.

  • wizard

    @MAXAVI: la progettazione, che è quel che conta di più, è tutta in Italia, così come l’amministrazione e la direzione. Per quanto riguarda la produzione, poi, ci sono ancora parecchi siti produttivi in Italia, e non solo FIAT Auto ma di componentistica (FPT, Marelli, Comau). È evidente che comunque è da preferire un’auto progettata in Italia da ingegneri italiani ma costruita in Polonia, che un’auto progettata da tedeschi e prodotta comunque non in Italia.

  • albluca

    Ok, la domanda è, a chi stava parlando Marchionne? All’UE? Non è stupido e sa che l’UE non ci sente da questo orecchio. Ai consumatori? Avete visto la vostra reazione? Allora a chi stava parlando? E’ un cretino che parla a caso? In tutta la Fiat nessuno abbastanza sveglio da dirgli: che c***o dici?
    Ma forse Marchionne stava parlando a WV ed agli altri competitor? Non ha senso? Ha mandato un messaggio molto chiaro e preciso. Sappiamo tutti benissimo che la capacità produttiva europea è sovradimensionata, anche la tua WV. Sappiamo anche che tu sopravvivi perché vendi in Cina ma sappiamo anche che, con lo sviluppo del mercato cinese non lo potrai fare ancora per molto senza incrementare la capacità produttiva lì e quindi ridurre i prezzi (a opss, nessuno conosce il mercato cinese in Italia!). Cara WV, cari colleghi costruttori, finori abbiamo cercato di competere tra noi tagliando i prezzi e rimettendoci sui margini, e WV è stata la migliore di tutti perché ha potuto compensare la sovrapproduzione esportando in Cina. Ma sapete che sta succedendo? Che questa guerra ci sta uccidendo, non stiamo più facendo profitti. E questo sta rovinando il mercato. Allora perché non iniziamo ad agire in modo più razionale, terminiamo questa guerra di prezzi e cerchiamo un accordo per razionalizzare la capacità produttiva?

    Questo è il senso del discorso. Ovviamente l’avesse detto chiaramente avrebbe violato le leggi anti-trust. Ma evidenziando il competitor più aggressivo in questa strategia ha potuto mandare un messaggio di pace senza violare la legge. Cosa otterrà è da vedere (dipende molto dai conti che fanno tutti i produttori automobilistici, ovvio) ma almeno a livello razionale è molto sensato.

    P.s: WV non sono angeli come credete… Ricordate la storia di un paio di anni fa con gli acceleratori di Toyota che si bloccavano e lo scandalo etc etc…? Beh, se vi guardate i dati la storia è stata molto montata rispetto alla realtà. E chi ha vinto? In generale WV, negli US WV, Ford, GM e Chrysler (FIAT)… ooooppppssss. Non sto dicendo sia stata una cospirazione, semplicemente hanno avuto una possibilità ed hanno giocato bene le loro carte con la stampa. Si chiama business, non c’è nulla di male in ciò, cerchiamo solo di essere cittadini più consci di come funziona…

  • franco1

    Interessante, da rifletterci!

  • lubianka

    Ma basta…questo con gli Agnelli vuole altri soldi da noi per tenere in piedi cattedrali nel deserto che non dovevano essere mai costruite grazie ai comunisti ed ai sindacati che invece di farci alberghi e turismo hanno foraggiato per decenni questo scempio, con il turismo non si hanno tessree e non si controllano le masse, grazie PCI/PDS/DS e ira PD e finiamola sono decenni che teniamo in piedi il baraccone, ma che vadano a remengo!!
    Fannno delle macchine inguardabili che vendono in Usa, sai che gusto del bello hanno gli americani! e che non comprani nemmeno i loro operai.
    Basta!

  • robz

    @Albluca: se il senso di quello che dici è che Marchionne si “lamenta” che VW non voglia fare cartello, son d’accordo. Fa un po’ ridere che si lamenti con l’UE, dato che è una delle poche autorità che si muove (ogni tanto) contro i cartelli. E infatti non credo che in realtà si stia lamentando con l’UE.
    E neppure credo che stia parlando agli altri produttori: VW non ha alcun interesse a perdere quote di mercato o ridurre la produzione e quindi giustamente lo spernacchia. Idem per gli altri produttori europei, basta vedere le intenzioni dei francesi (come stanno affrontando la crisi di PSA).
    Secondo me è una delle tante lamentele di Marchionne: va avanti da anni lamentandosi del mercato europeo, che non funziona, che non si vende e quindi che i volumi di produzione sono ingiustificati. Dunque è giusto tagliare e chiudere gli stabilimenti improduttivi. E’ quello che vuole fare a partire da quegli italiani, dove non ha fatto mezzo investimento o ristrutturazione (solo tagli). Dove sono i millemila milioni di investimenti di Fabbrica Italia? Li stiamo ancora aspettando…

  • albluca

    @ROBZ: Non mi sono spiegato bene, Marchionne non si lamenta di WV ne parla solo a loro. E nemmeno WV è realmente contenta della situazione, se tagli i prezzi per mantenere quote di mercato bruci profitti.
    Non dico che il mercato automobilistico sia “commoditized” ma quasi. I profitti di tutte le industrie automobilistiche sono piuttosto scarsi e, soprattutto con la crisi ed i prezzi della benzina, gli utenti stanno scalando sulle versioni base dei modelli, le meno redditizie.
    In tutto questo si è generato un movimento da tutte le compagnie automobilistiche, non solo WV, ma Fiat, PSA, Renault e fai un nome qualsiasi escludendo la fascia premium e tutti, tutti, stanno facendo sconti. Questo per diversi motivi, dalle pressioni delle rete di vendita agli obiettivi ed incentivi interni etc etc… Si stanno bruciando i profitti. Qualcuno doveva mandare un messaggio e Marchionne lo ha fatto, che by the way è il presidente dell’associazione europea costruttori automobilistici (ACEA). Marchionne non sta parlando a WV, sta parlando a tutti per far si di raggiungere non un cartello, non un accordo. Semplicemente per creare un comune sentire… La risposta di WV è ovviamente parte del copione, vedremo cosa succederà. Considera solo una cosa, questa strategia funziona solo se tutti capiscono! Non parlava con WV, parlava con tutti e lo ha fatto in modo forse un po’ rude ma efficace se leggi l’articolo.
    Ho visto solo un’altra dichiarazione migliore, un’ottima lettera credo del presidente di American Airlines negli anni novanta. In quel caso tutti capirono tranne uno (devo recuperare l’articolo sull’Harvard Business Review), il risultato fu un bagno di sangue e l’industria areonautica americana perse in sei mesi tutti i profitti fatti da quando è nata… Ed ancora adesso è un market for lemon. Da questo punto di vista, non è bene per noi consumatori, ma sarebbe bene che si capiscano se no ci sarà da ridere, o da piangere…