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Marina Berlusconi si sfoga sul Giornale

La presidente di Fininvest e Mondadori ha scritto una lettera indignata sulla sua convocazione a Palermo da parte della procura e "l'inferno mediatico"

26 luglio 2012

Martedì 24 luglio Marina Berlusconi, presidente di Fininvest e Mondadori, figlia di Silvio Berlusconi, è stata sentita dalla procura di Palermo come persona informata sui fatti e persona offesa nell’ambito di un’indagine su una presunta estorsione a Silvio Berlusconi da parte di Marcello Dell’Utri. Oggi il Giornale pubblica questa sua lettera.

La storia è questa. Il 9 luglio ven­go convocata dalla Procura di Pa­lermo come «persona informata dei fatti». Peccato che i presunti fatti su cui dovrei essere informa­ta li apprendo solo, qualche gior­no dopo e con grande abbondan­za di dettagli, dai giornali. Ma par­lare di «fatti» è totalmente fuori luogo: paginate e paginate di falsi­tà e insinuazioni per qualificare le quali è perfino difficile trovare gli aggettivi giusti. Ma perché la Procura di Paler­mo è interessata a sentire proprio me su questo cumulo di assurdi­tà? Sempre dai giornali apprendo che si parla di un conto cointesta­to mio e di mio padre, da cui sareb­bero partiti due dei bonifici indi­rizzati a Dell’Utri e a suoi famiglia­ri. Io però di questo conto non ri­cordo neppure l’esistenza. Faccio le verifiche, e in effetti emerge che è esistito fino a sette anni fa, anche se non ne ho mai avuto la disponi­bilità e a mia memoria non l’ho mai utilizzato. Che cosa devo andare a dire allo­ra alla Procura di Palermo? Che di questo conto non ricordo assolu­tamente nulla, dei bonifici alla fa­miglia Dell’Utri tantomeno? Che peraltro non trovo nulla di strano nel fatto che mio padre senta, di­rei, il dovere etico, oltre che il desi­derio, di sostenere un prezioso col­laboratore il quale, all’apice del successo professionale, è improv­visamente sprofondato in un incu­bo che da quasi vent’anni lo co­stringe a trascinarsi da un tribuna­le a una Procura, un incubo che gli ha rovinato non solo la carriera ma anche la vita, un incubo che è guarda caso comparso in contem­poranea con la discesa in campo di mio padre? È la pura verità. Ma per dire que­sto è necessario che io debba an­dare a Palermo, per sentirmi chie­dere informazioni che senza alcu­na fatica e con molto minor di­spendio di energie avrebbe potu­to d­omandarmi un incaricato del­la Guardia di Finanza di Milano? È necessario che venga interrogata da un gruppo di pm antimafia, e soprattutto che debba espormi a quell’efficientissima gogna me­diatica che non riposa mai? Co­munque vado non appena possi­bile, addirittura in anticipo.

(continua a leggere sul sito del Giornale)

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  • Luigi Muzii

    Scajola ha fatto scuola… Tutti inconsapevoli, perfino di conti correnti milionari. Ooops, ma non sarebbe reato agire da prestanome? E perché mai, poi, un cittadino normale dovrebbe andare a rispondere a un magistrato e una Berlusconi, che disporrebbe, quanto meno, di ben altri mezzi no? E basta!

  • speenoz

    Non mi è mai capitato di aver a che fare con la legge, ma giuro che se dovesse capitarmi ho una lettera di lamentela pronta per il Giornale.

  • whiteyes

    Sinceramente anch’io non l’ho capita questa convocazione, tanto più che la testimonianza del padre è stata esclusa dalla corte perchè non rilevante. Boh!

  • http://daldifuori.splinder.com luzmic

    Giusto, Marina. Per fortuna che sei nella privilegiata posizione di chi può cambiare concretamente le cose. Forza, siamo tutti con te: riporta il giornalismo italiano sui binari della correttezza, della non partigianeria e dell’aderenza ai fatti!

  • titta

    40 milioni di euro (80 miliardi di lire) in 10 anni per sostenere l’amico “sprofondato nell’incubo”.
    In fondo sono solo 11mila euro al giorno per 10 anni.

  • http://www.zingarate.com lowresolution

    Questo si legge sul giornale che ha inventato il ‘metodo Boffo’. Forse Marina era distratta in quei giorni.

  • hermann

    Se su un tuo conto transitano dei pagamenti che destano degli interrogativi, mi sembra il minimo che tu possa essere convocato per degli accertamenti. Poi se non ricordi nulla, cosa plausibilissima, lo fai mettere agli atti. Non capisco perché questo equivalga automaticamente alla lesa maestà. Il confine tra accanimento giudiziario e ricerca dell’impunità è abbastanza labile. Se avessi la fortuna di essere nei panni di Marina, io mi comportarei in maniera diversa.

  • richard77

    @Hermann, se tu fossi nei panni di Marina, povero Pato…

  • titta

    @lowresolution.
    Esattamente questo è il problema. E questo comportamento è il paradigma berlusconiano. Mentire sempre e spudoratamente. Perché la balla se reiterata all’infinito diventa verità, per un meccanismo tipo il cane di Pavlov che è, in fondo, alla base della pubblicità.
    Una domanda fra le tante: questa invasione della “balla” a tutti i livelli, dal vertice fino al più oscuro deputato che in tv mente spudoratamente davanti a moglie, figli e amici, in che misura ha condizionato il rapporto degli italiani con l’etica, con la lealtà, con la verità?
    E’ possibile chiedere un riscatto morale quando dal vertice, amplificato in maniera assordante dai media di proprietà, viene un esempio così allucinante? Io credo di no. Credo che è impossibile.

  • 1uigi

    La lettera è pubblicata anche su Libero di oggi.
    Sono d’accordo con Hermann.

  • titta

    @hermann
    Sei fin troppo gentile.
    Anni fa, quando ho subito un controllo della guardia di finanza, avevo sul conto un versamento di 700€ di cui non ricordavo la causale e che non trovava riscontri in fatture. Ho detto alla GdF che non ricordavo e loro gentilmente mi hanno detto: caro, ci pensaci e ricordati. Ho dovuto ricordare. E’ normale credo.
    Questo per una cifra irrisoria. Per centinaia di migliaia di euro è ovvia un’azione. Che trattamento desidera Marina?

  • pietromaggi

    Bene. Se si chiama Berlusconi (a prescindere dal nome di battesimo) è ovviamente e necessariamente una bugiarda. Ovviamente deve lei dimostrare di non sapere, non sono gli inquirenti a dimostrare che lei sappia.
    Chiamandosi Berlusconi, non ha senso utilizzare la logica e farla ascoltare (se le domande sono quelle che lei riporta) da qualcuno a Milano, invece di farla andare a Palermo: è una Berlusconi, i soldi ce li ha!
    Ovviamente chiamandosi Berlusconi, se in processo analogo (dove si sostiene che Dell’Utri abbia ricattato B.) la testimonianza di B. non serve (perchè finalmente il procedimento è passato ad una fase successiva, dove Ingroia non è il dominus assoluto), qui invece si fa fare la passerella (e si opera il relativo sputtanamento “grigio” dei verbali) ad un’altra Berlusconi.

    Che, chiamandosi, Berlusconi, se lo merita.

  • jamesnach

    Commovente testimonianza di una povera perseguitata, che ha modo di esprimere le sue lagnanze sul Giornale di famiglia, quello dove la seconda moglie di suo padre è stata sbattuta in prima pagina tette al vento. Per tacere di Boffo etc etc.
    Ma la cosa più importante è ovviamente lo sconcerto che la povera pargoletta prova di fronte alla richiesta di chiarimento relativa ad un conto a LEI cointestato da cui sono partiti, non si sa perchè, un po’ di badilate di soldi destinate al prode Dell’Utri.
    Domanda per Il Post: cosa ci trovate di interessante o condivisibile in questa lettera?

  • pendolare

    @RICHARD77 onestamente io preferirei il buon Hermann e l’omosessualità a Marina Berlusconi e forse anche Pato che infatti sta con Barbara Berlusconi 20 anni più giovane, 20 volte più bella.

  • titta

    Pendolare è un po’ spietato però c’è qualcosa di patetico (nel significato non dispregiativo, ciò muove a commozione triste) in Marina Berlusconi. Nel senso che non è bella e questo, ovviamente, non è una colpa.
    La colpa e il conseguente pathos c’è quando cerca di somigliare ai tristi e siliconati modelli paterni. Se penso che fa così per piacere al babbo, come fanno spesso le figlie, quasi quasi mi commuovo. Ma qui siamo off-topic alla grande..

  • pablo72

    Ma la clonazione umana non è proibita dalla legge?

  • ndg42

    Per inciso un donazione tra estranei comporta secondo la legge italiana il pagamento di un bel 6% di imposta.
    Forse invece di lamentarsi dovrebbe ringraziare il cielo che la Finanza non ha deciso di mandare a lei e al padre un bell’accetrtamento, comprensivo del 30% di sanzione.

  • ndg42

    anzi sbagliavo
    è l’8%…

  • ruslanbau

    AIUTO!! sono sprofondato in un INCUBO! AIUTO!! Per piacere girate questo mio disperato appello alla signorina Marina. Il mio codice Iban è:
    IT 987r……..

  • emmeallaseconda

    Vedo che nessuno risponde a pietromaggi. Interessante.

    @Titta
    No, mi dispiace, non è normale così, o non dovrebbe esserlo. Sta a te, giustizia, dimostrare che io sono colpevole. Non a me – che ho tutto il diritto di dimenticarmi tutto quello che voglio – dimostrare che sono innocente. Almeno in uno stato non di polizia.

  • emmeallaseconda

    @Jamesnach
    Te lo dico io cosa c’è di interessante: poteva essere un modo per riflettere sul circo mediatico messo su da giornali e magistrature giusto per vendere un po’ di più o per farsi un po’ di notorietà. Circo mediatico dal quale si rimane sporchi anche se per caso poi si trova che non lo si è.
    *
    Ma certo, trattandosi di una Berlusconi, tutto questo passa in secondo piano.

  • bvd75

    Il sistema giudiziario italiano prevede che sia la magistratura a dimostrare la colpevolezza; inoltre prevede 3 gradi di giudizio: quindi chiunque puo’ ricorrere in appello e poi in Cassazione. E’ a mio parere fin troppo garantista. Infatti i processi durano anni, spesso si va in prescrizione per decorrenza dei termini etc etc….
    Nei paesi anglosassoni invece e’ responsabilita’ dell’imputato dimostrare la propria innocenza e vi e’ un solo grado di giudizio(salvo revisione del processo per nuove prove o cose gravi).

  • zeno

    Da quello che ho capito questo è uno dei pochi processi dove Berlusconi è vittima, se effettivamente viene accertato che è stato ricattato la famiglia dovrebbe essere contenta che il ricattatore venga fermato.
    Da quello che vedo Mediaset ha perso circa il 60% in un anno, è ora che queste uscite extra per mantenere i ricattatori finiscano.

  • alemanezinho

    Ci provo io a rispondere a Pietromaggi, allora.
    Se io Pinco Pallino, residente a Trieste, vengo indagato dalla magistratura di Palermo perché da un mio conto sono partite cifre sospette finite sul conto di una persona indagata a Palermo, mi sembra naturale che la magistratura di Palermo mi convochi a Palermo per interrogarmi. Questo perché mi chiamo Pinco Pallino. Invece, secondo te, se mi chiamassi Berlusconi e abitassi a Milano, non solo la magistratura di Palermo non dovrebbe indagarmi, ma – se proprio insistesse nel farlo – dovrebbe essere lei a venire a casa mia a Milano per farmi le domande. Chi è qui che invoca trattamenti differenti in base al cognome, tu o gli altri?

  • peppe70

    @Alemanezinho
    per esperienza personale ti posso garantire che, se il magistrato vuole, può benissimo mandare l’elenco delle domande che vorrebbe farti alla caserma più vicina a te della Guardia di Finanza o dei Carabinieri (come nel mio caso) senza farti sobbarcare il compito di un viaggio di 1000 km (come nel mio caso) per 7 domande in cui ho risposto in 6 minuti (come nel mio caso)… ma io non mi chiamo berlusconi e non avrei smosso titoloni sui giornali e fotografi davanti al palazzo di giustizia, forse è per questo che mi hanno fatto quella grazia…

  • jamesnach

    @Emmeallaseconda

    A me pare che la signorina Berlusconi si lamenti della sostanza delle accuse che le sono mosse e non un granchè al tema della spettacolarizzazione: basta contare le righe che dedica ai due temi.
    Ebbene, le contestazioni che muove sono assurde: se da un conto a lei cointestato partono dei soldi per Dell’Utri, è lei che deve fornire delle spiegazioni, non il viceversa.
    Così funziona per tutti i cristiani: anche si ti chiami Berlusconi.

  • richard77

    Chiedo scusa per la mio errore a Pato, Barbara B. ed Hermann

  • pifo

    La storia e’ questa.
    Forse un tizio, amico di famiglia, estorceva dei soldi a tuo padre. La procura di Palermo indaga, trova un conto, intestato anche a tuo nome, da dove sembra transitassero dei soldi, parecchi, verso questo tizio. Ti chiama, come farebbe con qualsiasi cristiano al quale prelevano soldi dal conto, e ti chiede se ne sai qualcosa. Tu non ne sai niente (dici!).
    “Va bene, grazie e arrivederci”.

    Poi … siccome ti chiami M.B. e possiedi qualche giornale a gratis devi mollare il solito casino sulla magistratura, se no papa’, che comincia ad essere anzianotto e pure un pochino rimbambito, pensa che sei amica loro e ci rimane male!

  • leguleio

    Per bvd75
     
    Nei paesi anglosassoni invece e’ responsabilita’ dell’imputato dimostrare la propria innocenza e vi e’ un solo grado di giudizio(salvo revisione del processo per nuove prove o cose gravi).
     
    Non so da dove derivi questa diffusa convinzione, assolutamente falsa. È vero che il sistema giuridico dei Paesi anglosassoni, la common law, è un po’ diverso dal nostro. Ma fino a questo punto…

    In Gran Bretagna esiste il diritto all’appello come il diritto a ricorrere alla Corte Suprema (in funzione dal 2009: in precedenza c’erano i “Lords of appeal in ordinary”, comunemente chiamati “Law Lords”). Semplicemente esiste un filtro.
     
    Non so cosa intendi per “responsabilità dell’imputato di dimostrare la propria innocenza”; in ogni caso, se proprio dobbiamo trovare qualcosa che vi assomigli, questo è il processo penale in Italia prima della riforma del 1989, quando ancora esisteva il sistema inquisitorio (oggi è in vigore il sistema accusatorio).

  • maragines

    Volevo complimentarmi con BVD75, il suo commento è di gran lunga il più ignorante che io abbia mai letto su queste pagine.
    **
    Quello che scrive la figlia di Berlusconi è largamente condivisibile secondo me. Ancora una volta la procura di Palermo gioca con ipotesi non dimostrabili e non dimostrate, e fondamentalmente organizza spettacoli. Non ha senso ovviamente la chiamata a Palermo ed è a dir poco disdicevole la fuga continua deliberata ed orchestrata, di notizie.
    **
    Per come ce la raccontano il teorema accusatorio (già, il termine in uso…) è credibile. Ma per come ce la raccontano ci sono tantissime altre validissime interpretazioni che tengono.
    ***
    Una menzione d’onore sull’ignoranza la meriterebbe anche LUIGI MUZII che scrive che “fare da prestanome” è reato… Prima di lanciarsi in spericolate dichiarazioni bisognerebbe riflettere al senso delle parole… Prestanome che vuol dire?!
    *
    Per fortuna la legge non ci impone di ricordare né quali né quanti conti correnti abbiamo né che uso ne facciamo. Figuriamoci se vale, poi, per i conti che condividiamo con i papà…

  • brucekduke

    @maragines: la legge non ci impone di ricordarcelo, ma per i magistrati è legittimo chiederlo (e francamente è un pelo sospetto quando si dice “di non ricordare” di avere conti correnti, ma per gente come i Berlusconi forse è normale)

    @bvd75: ehm, no mi spiace. Anzi gli americani sono molto fieri del concetto di “innocente fino a prova contraria”, cosa che da noi sembra spesso dimenticata

  • brucekduke

    @maragines: (che poi la procura di Palermo si sia comportata in maniera scorretta è possibile. Ma di certo lamentarsi delle domande fatte è pretestuoso)

  • malina

    E’ necessario signora Berlusconi visto gli antecedenti paterni
    in quanto a Roberto Saviano basta Berlusconi mi esce dagli occhi, si occupi della sinistra, mi scusi se proprio non riesce a resistere.