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I soldi di Ibrahimovic
— Economia

I soldi di Ibrahimovic

Quella del calcio è una non industria, scrive Dario Di Vico, dove tre squadre possono ignorare le leggi del mercato e le altre staranno sempre peggio

20 luglio 2012

Dario Di Vico riflette sul Corriere sulle reazioni che generano gli altissimi stipendi dei calciatori, a partire dal caso di Zlatan Ibrahimovic, appena passato dal Milan al Paris St. Germain.

Nell’anno IV della Grande Crisi è quasi scontato indignarsi per il superstipendio che il signor Zlatan Ibrahimovic percepirà dal suo nuovo club, il Paris Saint Germain. I 16,2 milioni di euro l’anno di ingaggio fanno a pugni con l’etica e persino con il buon senso. Del resto una corrente di pensiero piuttosto ampia sostiene che proprio la pessima distribuzione del reddito sia una delle cause della mancata ripartenza delle economie occidentali. Quindi non ci resta che consegnare Ibra al Fisco transalpino e vedere che cosa ne esce fuori, fino a che punto i Befera parigini si spingeranno a tassarlo in nome dell’égalité e fino a dove i suoi datori di lavoro, la Qatar Investments, si faranno carico delle imposte pur di non contrariare l’irascibile Zlatan.
Siccome però considero l’indignazione un sentimento quanto meno parziale, varrà la pena affrontare il caso Ibra-Psg anche da un altro punto di vista. La domanda clou potrebbe essere questa: se il calciatore svedese con il suo lavoro creasse valore e ricchezza attorno a sé e questo surplus si spalmasse su un consistente numero di persone perché dovremmo indignarci davanti al suo super emolumento? Anzi, dovremmo ringraziare il nuovo Re Mida cresciuto nei sobborghi di Malmoe.

(continua a leggere su Corriere.it)

(Marc Piasecki/Getty Images)
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  • epicuro

    Un articolo simile posso anche capirlo sulla carta stampata, in cui ci sono da riempire spazi vuoti e comporre la pagina, ma in rete il problema parrebbe non sussistere. Mah.

  • hyeronimus

    @Epicuro: Si potrebbe dire lo stesso del tuo commento, se non lo motivi. Che il calcio diventi ogni anno di più una macchina folle (e non parlo in termini sportivi, ma proprio economici) è un sentimento diffuso e preoccupante: questi stipendi paiono frutto di una bolla, più che essere rispondenti a una logica di domanda-offerta o ai ricavi possibili. Se poi riesci a dimostrare che invece è tutto giusto (non dico in termini morali, ché sarebbe impossibile, ma proprio in senso tecnico) me ne rallegrerei.

  • randolphcarter

    articolo pessimo, basti pensare che la fonte principale sono le affermazioni di Raiola, per carità, intelligentissimo, ma un po’ di parte… E paragonare un arruffone simpatico e scaltro a Gekko…
    Scorrendo:
    “La Qatar Investments, Abramovich e lo sceicco Mansour sono dei soggetti extra sistema, possono amabilmente infischiarsene dell’equilibrio tra costi/ricavi e del fair play finanziario professato dalla Uefa di Michel Platini”. baggianata, tutti devono iscriversi ai campionati… Tutti dovranno rispettare le regole…
    “Per le altre, comprese le spendaccione Barcelona e Real Madrid, il futuro è quantomeno grigio”. I 4 club calcistici di maggior valore al mondo sono il Manchester United, il Real Madrid, il Barcellona e l’Arsenal… Non Manchester City, PSG e Chelsea.

  • epicuro

    @HYERONIMUS
    “questi stipendi paiono frutto di una bolla, più che essere rispondenti a una logica di domanda-offerta”
    Ma va’??? Davvero??? :-D
    Ok, scusa l’ironia. Il punto è: ma a te o a me, che ce ne deve fregare? Secondo te lo sceicco quei soldi, non li avesse spesi così, li avrebbe impiegati in un progetto di ristrutturazione di una casa per anziani a basso reddito? Questi sono i capricci di un bambino che vuole il giocattolo più caro, tutto qui. Sono soldi tuoi? Sono soldi miei? Di che ti senti defraudato?
    Qualche tempo fa qualcuno, in un’altra discussione qui sul post, disse che l’indignazione permanente e militante, quella “a prescindere”, stava soppiantando il calcio come sport nazionale. Mi sa tanto che aveva ragione.

  • ruzzante

    @ Epicuro: l’emiro spende soldi perché ha un ritorno di immagine per il suo paese non per capricci.

  • verb61

    cirola su FB la foto di ibra come nuovo gioiello del ramo sportivo di al quaeda (strafinanziata – si dice – dal quatar).

  • http://www.fatinaincucina.it/blog parmi

    parliamo della questione che pone l’articolo (e a cui non riesce a rispondere): l’ingaggio di Ibra, produce un tale ritorno da giustificare l’investimento? personalmente penso di sì(e tutti gli smartphone che contornano l’immagine di Ibra con la maglia del PSG e sommergono la Tour Eiffel sembrerebbero confermarlo)
    poi si può affrontare la seconda domanda: “chi ha i soldi da buttare distorce il mercato?” sì, anche qui, però l’unica soluzione è il salary Cap.

  • braccale

    Raga, anche il Borgorosso Football Club si comprò Sivori in preda alle gloriose aspirazioni del suo presidente-magnate, al secolo Alberto Sordi; sappiamo come è andata a finire, e ci siamo divertiti tutti. Omnia munda mundi :)

  • fulgenzio

    Il punto è: li merita? Imho sì, perchè segna tantissimo (aka fa il suo lavoro bene) e fa girare molti altri soldi. Profumo (tanto per), ex boss di Unicredit e attuale (lol) Ad di MPS, guadagna la stessa cifra. Fa bene il suo lavoro? No. Se li merita? No. E quindi…

  • LAzy

    La soluzione potrebbe essere quella di mandare Raiola a discutere i contratti degli operai al posto dei sindacati.

  • colinmaillard

    Raiola nuovo segretario della Cgil, LOL

  • Ryoga

    A parte considerazioni moralistiche sul suo stipendio (che non condivido, si tratta di uno scambio tra privati, fatti loro) il problema dei “ricchi scemi” e’ un altro: drogano il mercato.
    Se vincere avesse un effettivo ritorno per la societa’ paragonabile agli investimenti, la situazione rimarrebbe in equilibrio. Chi sceglie bene e vince sopravvive, chi spende male fallisce, come deve essere sul mercato.
    Ma quando hai elementi che fanno concorrenza sleale, obblighi anche gli altri a spendere oltre le proprie capcita’ (e a finire male) o a rinunciare a competere.
    .
    Bisogna distinguere l’investimento, che fa crescere il valore del business calcio, e la spesa/capriccio, che invece crea bolle che, prima o poi, scoppieranno.

  • http://www.simonluca.net s1m0n

    Ryoga, la risposta ce l’hai: fosse davvero totale il dominio degli sceicchi e dei “ricchi scemi”, dovrebbero dominare il mercato e il campionato fino a fare uscire le altre squadre. A quel punto l’immagine del calcio ne risulterebbe a tal punto danneggiata che l’azione perderebbe appeal, di qualsiasi esso sia (economico, d’immagine, di capriccio). Una volta i milionari pagavano le spedizioni archeologiche e costruivano le chiese. Hanno smesso di farlo perchè non è più tempo.

    In realtà il ragionamento è fallace. Ci sono squadre come l’Udinese che a ogni finestra di mercato vendono giocatori per 2-3 volte il valore. Il dortmund ha vinto il campionato in germania, e il valore della sua rosa è alle stelle, con budget che sono una frazione di quello del PSG. Il Valencia non vincerà la Liga in spagna, ma sforna un campione all’anno; lo stesso fa il Bilbao, ai vertici anche in Europa, schierando solo giocatori baschi. Queste sono squadre sane, e vivono anche grazie ai ricchi scemi.

  • whiteyes

    @EPICURO
    Sono OT al 100%:
    I soldi non sono miei, nè tuoi, nè di HYERONIMUS, forse però “un pochino” non dovrebbero essere degli arabi con le pezze al c.ulo, oltre che dell’emiro?
    Dovevo dirla.

  • Ryoga