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Otto risposte di Rosy Bindi

Il presidente del PD ha scritto a Repubblica per contestare la ricostruzione di Adriano Sofri sulle polemiche all'Assemblea Nazionale del partito

17 luglio 2012

Repubblica ospita oggi una lettera di Rosy Bindi in risposta all’articolo di ieri di Adriano Sofri a proposito di quanto è avvenuto sabato scorso all’Assemblea Nazionale del PD nella discussione sui “diritti”. Sofri aggiunge alcune nuove righe di risposta.

Caro direttore, per il Pd i diritti civili non sono affatto un frutto proibito, come pensa Adriano Sofri. Al contrario, sono un tema centrale della nostra identità culturale e politica. E mi sembra doveroso, anche se per punti schematici, ristabilire la realtà dei fatti sul nostro dibattito interno.
1) Il Comitato diritti, istituito dall’Assemblea nazionale, aveva un mandato circoscritto e chiaro. Il nostro compito non era quello di surrogare la discussione nelle sedi di partito ma fornire un meditato contributo di cultura politica.
2) Abbiamo lavorato per un anno e mezzo sapendo di dover elaborare un documento di principi. Non dovevamo fare un elenco di proposte di legge o stilare il manifesto della prossima campagna elettorale.
3) Il documento conclusivo è stato licenziato con un consenso generale e alcuni distinguo su questo o quel punto, ma con l’accordo che vi fossero le condizioni per consegnarlo al segretario. Non tutti hanno partecipato con la stessa dedizione, ma tutti coloro che hanno suggerito modifiche hanno trovato ascolto. Per tutti si è trattato di un “lavoro serio”, di un oggettivo “passo avanti” che aveva registrato “larghe convergenze”.
4) D’intesa con il segretario, l’odg dell’Assemblea prevedeva l’approvazione del nostro documento, come per tutti i documenti sul progetto del Pd.

(continua a leggere sulla rassegna stampa del Sole 24 Ore)

- Adriano Sofri: Il PD e i diritti

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  • http://riccardorusso.blogspot.com/ ric79

    Mi sembra tanta melina. Il documento all’OdG sarebbe dovuto essere così:
    - Siamo d’accordo all’equiparazione dei matrimoni omosessuali a quelli eterosessuali
    - I diritti/doveri sono equiparati
    - Siamo d’accordo ad aggiungere l’aggravante omofoba ai reati
    - Siamo d’accordo che siamo un partito di Sinistra e queste cose le dicono tutti quelli di sinistra, in Europa e nel mondo. Sennò magari poi esce che il PdL ci fa una campagna elettorale di apertura e noi ci facciamo la classica figuretta…
    Questa l’aggiungo io:
    - Siamo d’accordo che nessuno di noi si presenta alle elezioni e facciamo posto a quelli con il cervello acceso

  • uqbal

    Questa classe politica, le Bindi, i Letta, i Bersani, i D’Alema, sarebbero molto più in crisi e molto più facili da affrontare politicamente se nel PD si fosse cominciato già qualche anno fa a non cedere ai ricatti dell’unanimismo, al bene della dittà, ecc. ecc.

  • uqbal
  • Luigi Muzii

    Quindi, fatemi capire, una sparutissima minoranza, infischiandosene delle regole formali che ha approvato, decide di andare in assemblea non per votare, a favore o contro, un documento redatto da un comitato eletto anch’esso, ma per fare in modo che se ne approvi un altro e, non riuscendoci, manda a pallino i lavori dell’assemblea e offre lo spunto per massacrare il partito al quale appartiene. Allora chiedo:
    1. chi sono i nemici di chi?
    2. queste cose possono accadere in un partito/movimento monocratico?
    3. cosa succede alle minoranze dissenzienti in un partito/movimento monocratico?
    4. quale partito permette che, al suo interno, vi sia una “corrente”, guidata da un “uomo” con incarichi istituzionali di governo della cosa pubblica che vuole “rottamare” il partito?
    5. quale partito/movimento monocratico prevede nel proprio statuto l’istituto delle primarie?
    5.a. quale partito/movimento monocratico ha uno statuto liberamente discutibile?
    6. quali “uomini” accetterebbero la difesa di una donna “offesa” che ruoti intorno alle dimensioni del pene del suo aggressore?

  • fausto57

    La cosa più sconcertante è il dato numerico fornito dalla Bindi (700 a 38) che contrasta in modo inequivocabile con altre testimonianze “In realtà la votazione è finita 150 (circa) contro 38 contrari e 60 astenuti” (vedi il resoconto citato da Uqbal qui sopra).
    Sulla terminologia, le regole et similia si possono talvolta dare interpretazioni diverse, anche contrastanti, ma sull’esito di una votazione i conti dovrebbero essere gli stessi chiunque conti. Ammettiamo un po’ di confusione e diciamo che un piccolo margine divergente di qualche voto può anche starci, ma tra 700 e 150 mi sembra che la differenza non si possa spiegare solo con qualche svista. Per quello che è stato riferito a me da alcuni partecipanti al momento del voto incriminato in sala ci potranno essere state 300/350 persone al massimo.

  • p!

    Nella lettera non compare nè la parola gay nè omo. Ho detto tutto.

  • ermedusa

    @P! ma per fortuna!
    Secondo me dovrebbe essere: “equiparazione diritti tra coppie sposate e non, con istituzione di un registro per queste ultime”. “Le coppie possono OVVIAMENTE essere formate da persone di qualsiasi sesso, specie, colore, ecc, l’importante è che siano maggiorenni e consenzienti”. Punto. Sono due righe.

  • lomion

    Non capisco la risposta di Sofri.
    Lui sostiene, nella sua replica in corsivo: “Non mi pare che, come lei pensa, il testo proposto accanto al documento del Comitato fosse “antagonistico”.”

    Il virgolettato mi fa presumere che sia stata la stessa Bindi a definirlo così, ma a me pare che lei lo abbia definito “integrativo”, aggiungendo che però qualcuno, fra cui lo stesso Sofri, lo abbia interpretato come “alternativo”.

    Per la precisione: “[...] alcuni membri del Comitato hanno scritto un testo concepito come integrativo e che tttavia è stato interpretato, anche da Sofri, come alternativo nel merito e nel metodo”.

    In entrambi i casi mi pare che le parole abbiano un significato profondamente diverso e non mi pare che la Bindi abbia mai scritto qualcosa che faccia pensare che ritengra tale documento (non l’ordine del giorno che poi non è stato votato) “contro” il lavoro fatto dal Comitato; al limite, sembra che la Bindi pensi che alcune persone abbiano ERRONEAMENTE interpretato i due documenti come contrastanti e non complementari.
    Oppure Sofri sostiene che quello scritto dalla Bindi nella risposta contraddice qualcosa da lei detto precedentemente?
    Anche qesto non mi pare avere senso, lei era presidente dell’Assemblea e il documento è stato votato (e approvato, da quanto mi risulta), quindi non vedo quando avrebbe potuto definirlo “antagonista”…
    Bah, rimango in dubbio….

  • fausto57

    @LOMION Credo che Sofri con l’inciso “come lei pensa” si riferisca all’interpretazione che Bindi da non già del documento in questione, ma della lettura che ne da Sofri. Cioè, secondo Sofri, la Bindi pensa che Sofri pensi che quel documento era antagonistico/alternativo. Lui precisa che non la pensa così. Poi, va da sé, bisognerebbe chiedere a lui e a lei.