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Sta fallendo la Sicilia?
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Sta fallendo la Sicilia?

L'intervista del Corriere a Ivan Lo Bello, ex capo degli industriali siciliani che aveva richiesto l'intervento di oggi di Mario Monti sui guai della regione

17 luglio 2012

Il capo del governo Mario Monti ha inviato oggi una lettera al presidente della Regione Sicilia Lombardo chiedendo conferma delle sue annunciate dimissioni e citando «gravi preoccupazioni riguardo alla possibilità che la Sicilia possa andare in default». L’intervento di Monti rende premonitrice (e forse acceleratrice) l’intervista che l’ex capo degli industriali siciliani e oggi vicepresidente di Confindustria, Ivan Lo Bello, aveva dato ieri al Corriere della Sera sullo stato delle finanze siciliane.

Che fare, presidente Lo Bello? 
«Avviare una operazione-verità. Primo: scuotere dal torpore i siciliani, a cominciare dai dipendenti regionali e dai pensionati della stessa Regione che saranno i primi a trovarsi senza stipendi in caso di crollo. Nessuno lo dice. Bisogna cominciare a spiegarlo. Secondo: il governo Monti deve subito mettere mano ai conti della Regione, controllando un bilancio reso non trasparente da poste dubbie e residui inesigibili».
Un commissario per la Sicilia, come chiede l’Udc? Anche contro le competenze dello Statuto autonomista?
«La Sicilia rischia di diventare la Grecia del Paese e il Paese deve intervenire anche superando gli ostacoli di una autonomia concessa nel dopoguerra, in condizioni storiche e politiche ormai lontanissime, ma utilizzata da scriteriate classi dirigenti per garantire a se stesse l’impunità».
Siamo davvero sull’orlo del precipizio?
«Probabilmente sì. Siamo all’epilogo di una lunga stagione politica ed economica che non riguarda solo il governo Lombardo ma che si è basata esclusivamente su una capillare distribuzione assistenziale e clientelare delle risorse pubbliche».

(continua a leggere su Corriere.it)

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  • http://www.zingarate.com lowresolution

    Come ampiamente previsto anche nei commenti qui sul Post. Prove generali di default, che dimostrano che molti italiani, non hanno capito davvero cosa rischiamo.

  • uqbal

    Abbiamo familiarità con il concetto di domino?

  • geppino

    Io sono siciliano e lavoro nella PA. Sono seriamente preoccupato, per quello che vedo e quello che so.
    Ma la preoccupazione maggiore e’ data dal fatto che non vedo via di uscita. C’e’ una commistione tra politici di tutti gli schieramenti e burocrati e imprenditori. Forse sarebbe bene un commissariamento, ma ci vorrebbe un uomo vero a servizio del bene comune. E qui casca l’asino…

  • http://blogghetto.org michelelan

    La sicilia sappiamo tutti che è una regione a “parte”.. Non ci sarebbe nessun effetto domino in caso di fallimento della Sicilia, non esiste regione con livelli così bassi di inefficienza.. Persino la Calabria, che avrà le sue pecche, sta all’interno di regole prestabilite, la Sicilia no, spende e spande a spese delle altre regioni.. Ma la pacchia è finita! io lo spero! Sarà un bene per tutti se i conti siciliani ritornano nei ranghi, i maggiori benefici li avrebbero proprio i Siciliani!

  • piti

    Fatemi capire, visto che sembra piacere molto il flagellamento del “Siamo stati cicale, e adesso è arrivato l’inverno”.
    Si parla della Regione Sicilia. Venti e passa mila dipendenti regionali. Per dire, in Emilia Romagna, sono tremila e poco più. Il Comune di Catania, dati di alcuni anni fa, con popolazione pari a quella di Bologna, aveva il triplo (abbondante) dei dipendenti. La Regione ha mantenuto le pensioni con 24 anni e sei mesi, prima di diritto, poi di fatto tramite un escamotage. In Emilia, sono cose che non esistono più da vent’anni. Gli ospedali di qui, compresi quelli della mia città, sono pieni zeppi di Siciliani, e di altre persone del Sud, che vengono a curarsi qua, come se la sanità sotto Roma non esistesse (ma ospedali primari e direttori generali esistono anche in Meridione, altroché). Non si è mai saputo di un solo Emiliano-Romagnolo recatosi per cure sotto Roma.
    Ecco, allora dire che corriamo i rischi di default della Sicilia, che il domino comincia e poi si sa come prosegue, ecco, dati alla mano, a me non torna mica tanto. LORO si sono mangiati la casa, non gli altri Italiani. No, eh, per amor di puntualizzazione.

  • uqbal

    Piti
    Ammetto che questo aspetto amministrativo-economico forse non è proprio quello che conosco meglio…ma il giorno che la Sicilia non potrà più pagare stipendi, che dovrà onorare i suoi debiti e non avrà soldi, che dovrà togliere dai bilanci quei crediti che non esistonoecc. ecc., quei soldi chi li metterà?

  • http://ilmiomanifesto.blogspot.com broono

    Che la sicilia chieda interventi, ovviamente sotto forma di salvataggi economici, a ogni nuovo governo non mi pare questa grossa novità.
    A oggi mi pare che l’invio di treni di soldi per scongiurare il fallimento della regione sia un appuntamento che qualsiasi PdC, chi più chi meno, si è trovato davanti.
    Poi ci sarebbe quell’altro dettaglio là, la piaga della regione che viene subito dopo il ciàffico, della quale non c’è traccia nell’allarme lanciato da Lo Bello se non in maniera assolutamente marginale e sussurrata: la mafia.
    La mafia fattura 140 miliardi l’anno, una buona fetta dei quali partono circolano e si esauriscono in terra natìa.
    Che il presidente di confindustria della regione che gestisce quella quantità di soldi/imprese, chieda sostegno a un governo arrivato ieri e in partenza domani senza fare di quel tema lì il cuore del problema ma anzi riducendo il problema fallimento a un fattarello risolvibile dal Monti di turno come fosse un problema di prossime due scadenze F24 e non di qualche generazione di istituzioni in mano alla mafia, è una cosa che rasenta il ridicolo.
    Quando i vertici siciliani si rivolgeranno a roma per chiedere non meno di 5 anni di esercito nelle strade e nelle istituzioni come fossero a Kabul o in Libano e possibilmente proprio con quei contingenti là, ché qui abbiamo problemi di democrazia ben più gravi dell’Afghanistan e serve gente specializzata e non i quattro militari di leva che vennero mandati in sicilia e in calabria qualche anno fa per fare un sacco di scena ma nulla di utile, allora potremo dire che:
    a) i siciliani stanno dicendo la verità sul loro reale stato di salute
    b) i siciliani vogliono davvero risolvere i loro problemi di salute
    c) i siciliani hanno smesso di pensare che il resto d’italia è sempre un po’ più stupido di loro.
    A scanso di equivoci preciso che sto scrivendo dalla calabria dove mi sono recato in villeggiatura a trovare la famiglia.
    Da Roma in giù si salva solo se per descriverne la realtà si comincia a parlare con lo stesso linguaggio che si usa per raccontare l’afghanistan, il pakistan, la siria e alcuni stati del centro africa in mano ai signori della guerra.
    Quello che si usa per parlarne sinceramente, dico, non quello che si usa per dire che il problema dell’afghanistan è che le donne non possono mettere lo smalto.
    Qui sotto è terra morta, a prescindere dallo stato dei conti.
    Finché non saranno loro stessi a dirlo perché quella è roba da leghisti, qualsiasi betoniera di soldi non farà altro che rimandare, come sempre, al prossimo governo la prossima betoniera.

  • jojo

    @PITI, purtroppo non ha importanza… quando si è sul Titanic si affonda tutti.

  • piti

    Uqbal
    E’ ovvio (quanto iniquo) che li metteremo noialtri, tu io e qualche altro mln di fessi. Noi, Uqbal, che è toccato ascoltare per anni la litania della Regione a statuto speciale quando era ora di spendere, e poi si fa comunella con tutti gli Italiano quando arriva il momento di pagare i debiti. Che tocchi a noi, evasori fiscali esclusi, mi pare fuor di dubbio.
    Quello che volevo dire nel mio precedente commento era che però non trovo corretto come metodo partire dal caso-Sicilia per farne un paradigma dell’Italia intera, come mi è sembrato (magari a torto) che si volesse alludere.
    La Sicilia è un caso a sé particolare, e certo pesante, all’interno del caso a sé che è il Sud, certo pesantissimo (mostruosamente). Ma gran parte dell’Italia non funziona così neanche lontanamente, e se non stramazza per pagare i conti dei fratelli della fascia del sole, non merita assolutamente i giudizi acidi e le previsioni catastrofiche che si riservano al Paese senza distinzioni.
    Ecco, diciamo che in Emilia non meritiamo di vederci cancellare, tanto per rimanere nei simboli e nei paradigmi, delle festività per aumentare non so cosa. E mi irrita, lo ammetto (e ammetto anche che non faccio bene a irritarmi), il catastrofismo indifferenziato e generico.

  • http://www.zingarate.com lowresolution

    Quoto Jojo. Non capisco l’incoscienza di tanti, anche amici, che pensano che davvero esista l’albero dei soldi e tanto alla fine paga Pantalone.
    Per rispondere a Broono, io penso che in caso di Default il paese si spaccherà. L’Italia così come è non funziona.

  • sire

    in caso di default della sicilia, il paese si spaccherà.
    in caso di default della grecia, l’ue si spaccherà.
    io incomincio a essere pieno: che si spacchi tutto.

  • uqbal

    Ah, non che sia importante, ma quando il bubbone verrà fuori, chi si troverà il cerino in mano? Il PD, il partito che in Sicilia le elezioni le perdeva tutte e per questo era meno invischiato, per lo meno nel governo regionale in senso stretto. Ma poi al PD è piaciuto Lombardo, per ragioni che mi sono ancora del tutto ignote…

  • geppino

    Uqbal, non conosci il PD siciliano.

  • nomeansno

    Qualcuno si è mai chiesto cosa faccia e a cosa realmente serva la corte dei conti? Ogni tanto emettono relazioni per evidenziare che i defici crescono, che la corruzione aumenta, che i debiti sono incerti ma sicuramente maggiori di quanto contabilizzato…. come un qualsiasi articolo di Stella, quando è proprio loro competenza controllare ed impedire tali derive, in quanto dovrebbero certificare i bilanci ex ante ee non ex post, quindi impedire assunzione di impegni di spesa coperti a debito. Pare che funzionino benissimo, insieme alla ragioneria generale, solo quando si tratta di bloccare tagli e razionalizzazioni, per poi un paio di volte l’anno certificare che “le cose non vanno molto bene”, evitando accuratamente di individuare o nominare responsabili certi, che non è molto elegante. Guardate che la Sicilia è forse il caso più eclatante, ma segue Catania, Roma, Palermo, Parma, Campania, Torino, tutti con debito accertato nell’ordine di miliardi di Euro. Ora che il governo, spero, non possa più ripianare debiti locali come avvenuto con Catania e Roma solo negli ultimi anni, auspico che si inizino a vedere gli effetti di cosa voglia dire accettare le responsabilità di decisioni e comportamenti scorretti.

  • uqbal

    Geppino
    In effetti, no.

  • pj72

    dai commeni emerge un pò d’Italia stanca di tappare buchi di troppi Schettino alla guida del sud del bel Paese.
    sembra protoleghismo, ma non lo è.
    scrivere che sotto ua certa lnea è “terra morta” (e concordo) o che non ci sono emiliani he vanno a sud a curarsi le magagne(e nemmeno io)signiica ahimè certificare quello che (pochi) moderati leghisti delle mie parti dicono da 20 anni: ci sono 2 paesi in uno.
    uno ha livelli di benessere da baviera
    uno da nord africa
    che gli dico a questi (a parte “lega, ladrona, xè comoda la poltrona a roma!!)

  • 1uigi

    @nomeansno
    ilPost è un gran bel blog, vero ne è che sono sempre qui a leggerlo, ma noto spesso che i commenti sono ancora meglio dell’articolo, e in particolare dei tuoi è la seconda volta in due giorni che mi capita di pensarlo.
    Ottimo intervento come sempre.

  • http://giaimeddu.wordpress.com/ giaimeddu

    La situazione è ampiamente sfuggita di mano a troppi, e qualcuno dovrà intervenire. Però è verissimo, come dice Broono, che il problema della mafia è sottovalutato o forse, colpevolmente, taciuto. E’ anche esecrabile che per pagare i debiti di persone che hanno abusato del loro potere, milioni di altri italiani dovranno rinunciare ad altri servizi. Spero solo che, se default deve essere, che vengano imposte delle sanzioni a chi non ha impedito questo scempio. Intanto, comincerei a togliere lo Statuto Speciale, anche se questo vuol dire modificare la Costituzione. Dopodiché, si impone una cura da cavallo per la Sicilia. Anche se questo vorrà dire a sua volta disoccupazione e ulteriore depressione nella Regione. Allora che si fa? Non lo so, ma per rispondere a nomeansno, la Corte dei Conti non ha potere coercitivo, né ex ante, né ex post. In ogni caso, il controllo preventivo è meramente di legittimità. Pertanto, non può entrare nel merito delle coperture, se queste sono tecnicamente corrette – come ad esempio i residui attivi dei vari FAS, che, come spiegato nell’articolo, tecnicamente esistono, ma non sono esigibili.
    Formalmente un bilancio che si fonda su questi, è corretto. Bisognerebbe poi entrare nel merito dell’esigibilità dei crediti, ma questo esula da un controllo di legittimità, aggiungo purtroppo…

  • http://riccardorusso.blogspot.com/ ric79

    Io ho un po’ di confusione mentale.
    Se si parla di Italia ci si scalda perchè l’UE pretende disciplina, rigore e cambiamenti effettivi prima di dare i soldi. Si dice che è un complotto dei banchieri che speculano e che ci vuole la carota e non solo il bastone.
    Poi si parla di Sicilia e, il resto degli Italiani va giù diretto a chiedere licenziamenti dei forestali, degli statali, tagli al welfare, aumento delle addizionali, tasse ecc.
    Anche a me verrebbe di stare in quel gruppo, ma allora mi viene da dire che l’UE, FMI hanno ragione nel primo esempio. E siamo noi, che a convenienza, scegliamo da che parte stare. Quale sarebbe la ricetta per la Sicilia? Taglio dei fondi? Commissariamento? Gli diamo del tempo per riformarsi chiedendo sacrifici tosti? Gli togliamo l’autonomia?

  • tobuto

    Voi come chiamereste un vostro amico indebitato per più di quanto guadagna in un anno, che continua a spendere più di quanto guadagni? Io cicala.
    _
    La Sicilia è indifendibile, ma ricordo che siamo sempre i terroni di qualcun altro. E non è che si può dare dei terroni cicale ai Siciliani nei giorni pari e degli avvoltoi del rigore ai polentoni Tedeschi nei giorni dispari. Mettetevi d’accordo.

  • http://riccardorusso.blogspot.com/ ric79

    Tobuto, mi trovi d’accordo. Il mio disagio è lo stesso. Siamo ferrei con i Siciliani e chiediamo clemenza ai tedeschi/UE/FMI.

  • http://giaimeddu.wordpress.com/ giaimeddu

    @ric79 e Tobuto: infatti avete ragione. E infatti, almeno personalmente, sono d’accordo con la condizionalità. Ovviamente non si può pretendere che domattina sia tutto a posto, e che è necessario aiutarli, a patto che facciano seriamente i famosi “compiti a casa”.

  • nomeansno

    @ Giaimeddu
    e quindi cos’è la corte dei conti, un altro ente inutile? Se le sue attività sono meramente formali, ne possiamo fare a meno? Non voglio andare a rinfrescare le nozioni di diritto pubblico, ma mi pare di ricordare che i bilanci preventivi della PA, molto più importanti dei consuntivi rispetto al privato per ragioni ovvie, abbiamo bisogno del visto della corte. Dovrei convincermi che essa si limiti, debba limitarsi, a certificare che gli attivi pareggino i passivi senza entrare nel merito della qualità e stima delle poste? può essere che per prassi consolidata sia davvero così, ma sarebbe solo una ennesima conferma di come principi razionali vengano poi tradotti nella realtà in una loro aberrazione

  • piti

    No, scusate, niente facili schematismi. La Sicilia è il buco di bilancio dell’Italia, l’Emilia-Romagna, il Veneto o la Lombardia o il Piemonte non lo sono di nessuno.
    Non è che la linea della buona amministrazione sale uniformemente verso settentrione. La Sicilia ha un sacco di debiti che il nord Italia deve o dovrebbe ripianare. Non è la stessa cosa fra il nord Italia e la Germania. La quale, suppongo, avrebbe pochi problemi di messa in comune delle risorse con l’Italia, se fossimo tutti come le regioni settentrionali.

  • uqbal

    Sulla questione mafia: non vorrei sbagliarmi, ma Lo Bello è quello che ha proposto l’espulsione dalla Confindustria siciliana di chi accetta il pizzo.
    _
    Per quanto riguarda i tedeschi, sono d’accordo con Tobuto. La politica italiana (non Monti, però) ha impostato il discorso in questo senso: “Tedeschi, non state a chiederci come mai non abbiamo una lira, dateci un pacco di soldi senza fare domande e chiedere garanzie, altrimenti siete degli stronzi!”.
    Va da sé che nel nel resto d’Europa dei nostri piagnistei non importa a nessuno.

  • bobslash

    L’unica soluzione è iniziare a far pagare i debiti a chi li ha fatti, come si fà con i bambini per insegnare loro a capire l’importanza dei soldi. Poi magari “papà” interviene, ma per intanto stai senza “paghetta”. I tedeschi hanno ragione. perchè dovrebbero fare sacrifici per mantenere gli inutili dipendenti pubblici della Sicilia? Francamente io al posto loro non lo farei. Certo che se il nostro stato fosse tutto come il nord non avremmo certo questi problemi: forse 150 anni sono abbastanza per capire che è tutto inutile!!! Guardiamo la ex Cecoslovacchia: 20 anni fà era a terra: poi si sono divisi tra Repubblica Ceca e Slovacchia: ora la prima è quasi al livello della Germania (vedere per credere) e la seconda e’ rimasta al livello della Bulgaria. E se non si fossero divise, sarebbero ancora entrambe sottosviluppate. Quindi, prima di arrivare a questo, basta con assistenzialismi e finti buonismi ipocriti. In Sicilia adesso si sveglino, e inizino a meritarsi di essere europei.

  • franco1

    Cominciamo col precisare che la Cecoslovacchia era già una federazione molto prima del 1989. Quella parte divenuta Repubblica Ceca deve il suo benessere al fatto di aver sostanzialmente venduto alla Germania tutto il suo apparato industriale (Skoda per dirne una).