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I tagli di Hollande sono una bufala

I tagli di Hollande sono una bufala

Un testo di grande successo tra gli utenti italiani di Facebook cita come modello le riduzioni di costi già avviate dal nuovo presidente francese: ma non sono vere

17 luglio 2012

Gira da qualche giorno in rete e soprattutto su Facebook un testo con alcune misure che il presidente francese François Hollande avrebbe preso per contenere la spesa pubblica e combattere gli sprechi delle amministrazioni locali: e il suo successo tra i lettori italiani si deve al paragone con il nostro paese, dove simili misure sono lontane da essere prese. Ma il fatto è che sono lontane da essere prese anche in Francia: secondo diverse ricerche, tra cui quella di Wired, il testo – che potrebbe essere stato pubblicato per la prima volta mercoledì scorso sul blog Libero Pensiero – è privo di qualunque fondamento:

In queste ore gira su Facebook un testo che elenca tutti i provvedimenti presi dal Presidente francese François Hollande nei suoi primi neanche sessanta giorni di Governo. Leggiamo che Hollande avrebbe ” abolito il concetto di scudo fiscale [definito “ socialmente immorale”, nda]“, avrebbe ” emanato un urgente decreto presidenziale stabilendo un’aliquota del 75% di aumento nella tassazione per tutte le famiglie che, al netto, guadagnano più di 5 milioni di euro all’anno”, avrebbe ” decurtato del 25% lo stipendio di tutti i funzionari governativi, del 32% di tutti i parlamentari, e del 40% di tutti gli alti dirigenti statali che guadagnano più di 800 mila euro all’anno” e con i soldi risparmiati avrebbe ” assunto 59.870 laureati disoccupati”, “varato [con quei soldi, nda] un piano per la costruzione di 4.500 asili nido e 3.700 scuole elementari”, ” istituito un fondo garanzia welfare che attribuisce a donne mamme single in condizioni finanziarie disagiate uno stipendio garantito mensile per la durata di cinque anni” e molto altro (in calce il testo completo).

La notizia che ha creato più scalpore è senz’altro l’abolizione del ” 100% delle auto blu spedendo un documento (di dodici righe, nda) a tutti gli enti statali dipendenti dall’amministrazione centrale in cui comunicava l’abolizione delle vetture aziendali”. I 345 milioni di euro risparmiati subito, spostati per creare (apertura il 15 agosto 2012) 175 istituti di ricerca scientifica avanzata ad alta tecnologia assumendo 2.560 giovani scienziati disoccupati per aumentare la competitività e la produttività della nazione.

Il testo è stato immediatamente diffuso e condiviso da migliaia di utenti e parallelamente alcuni hanno iniziato a insospettirsi: quali sono le fonti? Da dove arriva la notizia? Abbiamo fatto una breve indagine: in fondo, un provvedimento come l’abolizione del 100% delle auto blu dovrebbe essere ben pubblicizzato, soprattutto se accompagnato dalla creazione di centri di ricerca in tempi record e dell’assunzione di migliaia di ricercatori. Nulla.

(continua a leggere su Wired)

- Il referendum sugli stipendi dei parlamentari, che gira molto su Facebook

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  • anto92

    Conosco decine di persone le quali scambiano Twitter,ma in maggior maniera Facebook come la fonte di qualsiasi verità.
    Non mi stupirei se li sentissi citare tale fantomatico provvedimento quale esempio del buon governo di Hollande.

  • ermedusa

    @Anto92 Qui in ufficio da me è appena successo. Ormai ho smesso di spiegare che la fonte non è solo quella da cui esce l’acqua.

  • jackg

    ci casca il mio amico tamarro su facebook, passi. Quando a fare copia e incolla sono stimate firme di Repubblica, però… http://coen.blogautore.repubblica.it/2012/07/15/la-pozione-magica-di-monsieur-hollande/

  • Le0nardZelig
  • Lewis H. Tonna

    Era chiaro come il sole che fosse un fake (e non è girata solo su Facebook), ma al di là dell’intenzione originaria dell’inventore è interessante come analisi di quelle che sembrano essere le iniziative che l’elettore di sinistra deluso dai partiti e un po’ travagliesco/grillino ritiene prioritarie.

  • MaBi

    Il post di Coen sul sito di Repubblica e’ una figura di m…. colossale, parte dicendo che lui ha il privilegio di trascorrere molto tempo in Francia e poi riporta pari pari tutta la bufala come fosse vera, e per di piu’ farina del suo sacco. Ma come fa uno a fare una cosa del genere?

  • pablo72

    Molto meglio i tagli verissimi di Monti, immagino.. ?!

  • ellevu

    PABLO72: un po’ come chiedersi se è meglio credere a Babbo natale o all’assegno di maternità.

  • maragines

    “Sergio di Cori Modigliani” (l’utente di Facebook che pare abbia creato la balla) è un mitomane con qualche problema psichiatrico forse.
    *
    Ma Leonardo Coen, giornalista, che si beve ‘sta roba e la copia (copia) e del tutto acriticamente incolla è un problema di disonestà così grave che se fossi giornalista pretenderei la sua testa su un piatto d’argento. Nessuna onestà intellettuale, nessuna capacità di leggere con un minimo di senso critico la notizia (l’intervento copiato era scritto così male come fanno notare i corsivi di Wired) e pure l’aggiunta (falsa e demente) che “lui che vive molto in Francia lo sa”…
    **
    Ma danno pure da pensare le migliaia di persone che prendono per oro colato una simile accozzaglia di balle. Dico io, cinquantanovemila ottocentosettanta laureati assunti? Ma scherziamo?!
    E vogliamo parlare dei 345 milioni di euro risparmiati rinunciando alle auto blu? Abolite?! Cosa ne fanno le mangiano? Le bruciano? Le vendono per un centesimo di euro a chi le usava?!
    Insomma, le notizie suonavano più false di una banconota di sette euro e migliaia di persone lo hanno “condiviso”?!
    ****
    Un argomento interessante per il peraltro direttore.
    Perché se da un lato ancora una volta Internet ha favorito il controllo della notizia e la sua bollatura come una balla (è peggio che una bufala), dall’altro è anche vero che ho i miei timori che una balla del genere sarebbe potuta nascere e crescere senza Internet.
    #
    Repubblica chiuderà il blog di Leonardo Coen vero?!

  • jackg

    @MARAGINES
    contesto l’ultimo punto. La colpa “del web”? Leonardo Coen mi risulta essere pienamente gutenberghiano. in attività da molti anni, navigato ed analogico. Se un giornalista professionista ci casca, anzi ci si tuffa a piedi uniti, la colpa non è “del web”. Per fortuna, grazie al web, è possibile fermare il contagio in fretta.

  • pablo72

    Beh io direi di comunque di Hollande di riparlarne fra un paio di anni, invece di stare a commentare la spazzatura.

  • stalker

    È divertente notare che alla bufala il riflesso condizionato di alcuni è stato quello di ironizzare sugli elettori di sinistra delusi e un po’ travaglieschi/grillini che sbavano per misure come quelle, con frasi tipo “io che so sgamato non c’ho creduto alla bufala, ma questi poveri stronzi…”. Quant’è bello giudicare la gggente ci si sente così intelligenti e superiori!

  • stalker

    Il ctrl-c-v di coen non so se è più scandaloso per l’imperizia o per il plagio.

  • maragines

    JACKG: mi sono spiegato male se hai capito che con “colpa del web” io indicavo Leonardo Coen. Sono d’accordo che quello è un disadattato cialtronesco, e anzi, potrei persino pensare che è proprio perché è un impedito tecnologico non ha pensato che, tempo due secondi, e si capiva da dove aveva copiato ‘sto testo di idiozie.
    **
    Io pensavo al fatto che l’autore della balla pare essere uno che:
    - ha usato un suo blog per creare la balla creandosi un poco di pubblico;
    - ha propalato la balla tramite Facebook ed è lì che è cresciuta fertilissima sino ad arrivare alle migliaia di condivisioni…

  • uqbal

    Prepariamoci ad un’altra batteria di riflessioni sui problemi dell’informazione su internet…

    Non capisco bene la questione Coen. Nell’articolo linkato in parte si cosparge la testa di cenere, facendo le pulci al documento (tardivamente?) e in parte delira complottisticamente; dice di aver avallato, ma l’articolo in cui avalla io non lo trovo…

  • MaBi

    Uqbal, dopo aver visto il tuo commento sono tornato al blog di Coen e scopro che l’ha modificato completamente. Prima era un copia-incolla preciso della bufala originale, evidentemente adesso ha cercato di metterci una pezza.

  • maragines

    Mabi, hai ragione. Sono esterrefatto… Stiamo parlando di un autentico truffatore a questo punto.
    Invece di ammettere la scorrettezza ha cambiato l’articolo cercando di introdurre elementi di valutazione varia… Insomma lo ha riscritto completamente.
    *
    Ha così ufficializzato il dolo nell’avere copiato dimostrando che sapeva che era una cosa da autentico cialtrone. Tutto pur di non parlare dell’unica cosa interessante: “quanto sono scemo e analfabeta con i nuovi strumenti della comunicazione…”.

  • uqbal

    che tristezza…

  • rogro

    non molto professionale, no davvero. Per gli esperti delle internets: è possibile risalire a una copia cache del post originale di Coen?

  • jackg

    incredibile. Questa di Coen merita di essere raccontata, assolutamente, ripetuta ai nipotini. Modificare ex post un intervento su un blog, rovesciandone il senso, facendo del moralismo sull’informazione ai tempi del web, senza modificare la data né segnalare l’update.

    @MARAGINES
    no, avevo capito che ti riferivi al potere del web in generale nel propagare le bufale, e non al caso (patologico, direi) di Coen.
    Rimango comunque sulla mia posizione: la colpa non è “del web”, dare la colpa ad un medium è tempo perso. Allora anche la stampa è da condannare (intendo l’invenzione di Gutenberg), perché permette di promuovere mistificazioni che con gli Amanuensi invece erano lentissime a propagarsi.
    Il punto (come ho scritto) è che secondo me ciò che caratterizza di un medium è la velocità non di propagare una bufala, ma di smascherare una bufala. Su quello va fatta la misura.

  • mc7678

    La cosa veramente strabiliante, è come Coen potesse pensare di copiare senza essere sgamato dopo 10 minuti.

  • maragines

    JACKG: no, non “colpa”. Ma cambiano in modo interessante le modalità. È vero che è un mezzo, non è “colpa di Internet” ma velocità e modi di diffusione cambiano e in modo radicale. Mi ripeto: senza Internet questa “roba” non nasceva, magari di peggio, ed essenzialmente, prima ancora di valutazioni di valore, nasceva qualcosa di diverso.
    Vale a dire: la balla che cresce tramite Facebook ha caratteristiche diverse rispetto alla balla “analogica” che è cresciuta in modo del tutto analogo per anni (e continua a farlo!)?

  • jackg

    @MARAGINES
    sì, è diversa la balla di Internet nel senso che è molto più blitzkrieg, tendenzialmente: si gonfia velocemente, si sgonfia velocemente. Questo caso è abbastanza emblematico.
    Grazie per la pazienza verso l’italiano dell’ultimo post, l’ho scritto all’ora che era e di ritorno da due birre :)

  • Davide Orsi

    @Rogro qui ci sono dei pdf contenenti l’articolo prima e dopo la “cura”
    http://www.maxkava.com/2012/07/le-balle-di-repubblica/

  • rogro

    @Davide Grazie!

  • colinmaillard

    Coen come Maurizio Mosca

  • brad

    A questo punto ci vorrebbe un pezzo del Post sulla cialtronata di Coen, anche se essendo tutti amiconi dubito che ciò avverrà.
    Riguardo al paziente zero, quel “Modigliani” nel suo nome mi fa pensare alla bufala architettata delle teste nel fiume, non ad un mitomane

  • blippp

    Segnalo il documento originale di Coen su:
    http://4.bp.blogspot.com/-pIpVJB2I1VY/UAXoPHuBqeI/AAAAAAAAP_0/Z0YAJ2MEXvY/s1600/screenshot-repubblica.png
    (grazie a Paolo Altissimo de “il Disinformatico”, che l’aveva prudentemente memorizzato).

    E segnalo anche che Wikipedia ha aggiornato a tempo di record la biografia su Coen, con accenti che vanno bel al di la’ della teorica neutralita’ dell’informazione, per toccare – mi sembra – una certa animosita’:

    «Il 17 luglio 2012 copia di sana pianta del materiale reperito su internet che descrive mirabolanti riforme del primo ministro francese Hollande. Il documento si rivelerà immediatamente come una esilarante raccolta di bufale, nella quale il giornalista è caduto ingenuamente facendo un semplice copia e incolla della fonte. Dall’episodio si originerà un dibattito sul livello di professionalità dei giornalisti e sulla loro onestà intellettuale. In modo totalmente sconsiderato lo stesso giornalista modificherà l’articolo originale falsificando la data e i contenuti[3] [4], pensando in questo modo di aggirare il problema senza rendersi conto di aver peggiorato ulteriormente la situazione.»

    La nota di Wikipedia cita tra l’altro il dibattito originatosi sul Post successivamente al 17 luglio, che immagino si potrebbe riferire in modo più completo dopo un intervallo di tempo leggermente superiore.

  • jackg

    Volete ridere? Ha aggiornato di nuovo il post ed è riuscito a peggiorare ulteriormente le cose. Sostanzialmente sostiene di aver ragione lui. Tanta roba

  • maragines

    BLIPP: a proposito di incompetenza, quello di Wikipedia che ha scritto l’intervento mi pare messo bene nella classifica, diciamo a testa a testa con Coen. Il primo ministro in Francia non esiste, ma Hollande certamente non lo è, dato che è “semplicemente” il presidente della repubblica.

  • leguleio

    Per Maragines: su wikipedia io leggo presidente Hollande, non primo ministro. Forse è stata corretta da poco.
    Detto questo, il primo ministro in Francia esiste eccome: attualmente è Jean-Marc Ayrault.

    La voce è scritta coi piedi, l’italiano zoppica, perfettamente d’accordo; solo, tutta la wikipedia italiana è così, la voce su Leonardo Coen non fa eccezione.

  • maragines

    LEGULEIO: sì è stata corretta. Come puoi leggere sopra nel testo di Blipp riportato prima era diversa.
    *
    Il primo ministro in Francia non esiste. Con superficialità e ignoranza viene chiamato così il presidente del consiglio, ma il primo ministro è una carica propria di un altro sistema politico che in Francia (e in Italia) non c’è. Poi, ovviamente, se parli con un ignorante gli devi perdonare la sua sciocca incapacità di cogliere le distinzioni… Ma se leggi un robo che si spaccia per “Enciclopedia on-line”, sarebbe necessario aspettarsi quel livello terminologico che è richiesto anche ad uno studentello universitario dei primi anni…

  • psalizzo
  • leguleio

    Maragines: sul punto primo ministro, ti ha già risposto Psalizzo.

    Io ipotizzo che tu ti stia confondendo con un termine giornalistese molto usato che è “premier”. Quello sì, che è da ignoranti. Il “premier” italiano si chiama presidente del consiglio dei ministri. Il “premier” britannico si chiama in genere “prime minister” (ma il nome non è codificato, non avendo la Gran Bretagna una costituzione), e si può tranquillamente tradurre con primo ministro (anche se “prime” significherebbe “principale”, “primario”, “primo per importanza”). Il “premier” francese sì, si può abbreviare così se non c’è spazio per scrivere “ministre”; nel parlato è inequivocabilmente pronunciato errato: prèmier anziché premié.

    Gli unici Stati in cui il capo del governo viene definito ufficialmente “premier” sono, a quanto ne so, le Bermuda, le Isole del Caimano, Turks e Caicos, le Isole Vergini Britanniche, e la Repubblica Ceca.

  • pazzoperrepubblica

    Il blog Pazzo per Repubblica, dopo aver riconosciuto l’errore di Leonardo Coen, gli ha dato la possibilità di un’ulteriore replica: http://pazzoperrepubblica.blogspot.it/2012/07/dovere-di-cronaca-diritto-di-replica.html 

  • leguleio

    Pazzoperrepubblica: aggiungiamo anche, per coloro che non hanno tempo per seguire il link, che le affermazioni di Leonardo Coen per spiegare l’accaduto sono puerili: “io non sono uno abile nel lavorare su Internet, anzi, sono piuttosto maldestro” (da Diritto di replica – parte seconda); peccato che gestisca il suo weblog dal gennaio 2005, ben 7 anni; e citiamo la circostanza che i commenti sono tutti negativi.
    Segno che i lettori, persino quelli pazzi per Repubblica, proprio scemi non sono.