Il Post
— virgolette

Michele Serra su Casa Pound

15 luglio 2012

Michele Serra oggi commenta nella sua rubrica su Repubblica l’aggressione contro il giornalista Filippo Rossi da parte del capo del movimento di destra “Casa Pound”, e lo svelamento dell’artificiosa immagine “ripulita” di quel movimento.

«Confesso di esserci quasi cascato, anni addietro. L’idea di una destra che legge e studia, e intitola a un poeta grandissimo e scellerato le proprie insegne, mi era sembrata una buona notizia. Non riuscivo (o non volevo) metterla in relazione con il mefitico clima romano degli ultimi anni, la rifascistizzazione di una città teatro di pestaggi omofobi e aggressioni di branco. Ora, grazie a Iannone, sono costretto a ricredermi»

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  • Luigi Muzii

    Non è stato l’unico. Da quelle parti, e non solo, erano tutti così ansiosi di scoprire l’esistenza di una nuova destra, da prendere per buono anche uno che voleva cacciare i maestri omosessuali o quello che voleva prendere le impronte ai bimbi rom. So’ regazzi…

  • artikid

    Se ne accorgono solo quando pestano i loro amichetti e/o colleghi.
    Dio bon…ma come siamo messi ?

  • zenith

    Ma quell’”ora” è inteso in senso stretto? Perché mi risulta che i problemi giudiziari di casa pound non siano una novità…

  • dreamscape

    quattro nerd vestiti di nero con il QI di un borgataro semianalfabeta.
    Bersani ha detto “tocca a noi” e tutti nella sinistra si chiedono rispetto a chi.

  • passante

    Serra mi spieghi quali sarebbero le idee di destra di questi signori. Un appello ai valori del libero mercato, del capitalismo e della meritocrazia? Una critica ragionata contro la politica keynesiana, lo statalismo, la burocrazia, la partitocrazia? O parliamo della solita destra socialista del sindacalista nato nella rossa emilia romagna, direttore dell’Avanti, al secolo Mussolini Benito? Vorrei sapere da Serra cos’è per lui una destra non riconducibile al fascismo e se è in grado di indicarmi un partito italiano che la rappresenti, o che mai l’abbia rappresentata, a meno di tirare in ballo l’edera di Spadolini e la corrente democristiana imprenditoriale e cosmopolita. Serra che si diverte tanto a criticare l’estremista padano e i commenti su internet, che rifiuta etichette da radical-chic nonostante la barbetta e il golfino e le gambe accavallate da intellettuale fermo agli anni ’70, densi di atteggiamenti tra il pasoliniano e il felliniano. Per esempio l’eccentrico ed eclettico Giannino, o un composto e sardonico Facci, il Serra dove me li mette, nella destra degli omofobi (che poi adesso basta non amarli e diventi omofobo, adesso se li vedi corri a abbracciarli per paura che l’indifferenza venga scambiata per omofobia, lo stesso con razzismo, se non gridi abbasso la padania sei razzista). Serra esca dal guscio dell’autorefenzialità difensiva, ci aiuti a capire cos’è la destra che manca in questo paese (manca da sempre, abortita di continuo, mi indichi il Serra un Churchill italiano senza scherzare su quanto ha di britannico Ferrara, wiskey e sigaro a parte), mi spieghi il fantastico Serra, dalla sua àmaca o amàca o amacà, chi rappresenta in Italia la destra moderna che tutti i paesi civili possiedono tranne noi, sia propositivo e incoraggiante al posto di assimilare qualsiasi speranza sulla nascita di una destra accettabile e rispettabile, lontana dalle ombre delle famiglie industriali e dalle fondazioni cultural-finanziarie, a una inguenua creduloneria per la quale addirittura un comunista, in qualche attimo di confusione, nell’apertura affettuosa di un bambino falcemartello con la mano tesa verso l’alligatore nero che sembra sorridere, si arrischierebbe a ipotizzare lati positivi. Senza offesa ma la sinistra stucchevole della superiorità morale, estetica, funzionale, autoassolutoria e trincerata, con l’esclusiva sulla bontà e sulla cultura e sull’intelligenza, ha finito col tempo per frantumare le gonadi anche al più paziente degli interlocutori.

  • massyc

    Solo ORA?! Ma Serra dove vive, su Marte?

  • gednet

    @dreamscape: un borgataro se è semianalfabeta spesso non è colpa sua e non ha necessariamente un QI basso – qui parliamo di galline con la meningite…

  • summer67

    @PASSANTE. Senza offesa, ma se alla sinistra togli la stucchevole superiorità morale, estetica, funzionale, autoassolutoria e trincerata, con l’esclusiva sulla bontà e sulla cultura e sull’intelligenza, allora non resta null’altro che un’aggregazione elettorale.

  • wizard

    E allora le Foibe??? http://www.youtube.com/watch?v=vOt7dJZo8UU

    Credo che questo geniale personaggio di Caterina Guzzanti sintetizzi perfettamente cos’è Casa Pound e chi sono i suoi giovani frequentatori (che non sono poi tanto diversi dai loro coetanei frequentatori di certi centri sociali nominalmente di sinistra).

  • http://larepubblicaitaliana.wordpress.com/ larepubblicaitaliana
  • giovannim

    “una destra che legge e studia”
    Specchietto per allodole e luogo comunte per tanti colti “intellettuali” di sinistra.
    In quanto a studio, questo qui, non è nemmeno laureato.
    Poi,
    ovvio, tutto il male possibile su Casa Pound et similia.

  • daricomp

    @Passante
    Non capisco. Scrive una lunga e appassionata (auto)critica della destra italiana, rinnegando (giustamente, dal mio punto di vista) la destra socialista di Mussolini, e sostenendo con nomi e dettagli che in Italia non abbiamo liberali o conservatori degni. Non cita neanche B., che ancora giustamente non figura tra i politici di destra che lei ritiene degni.
    E poi conclude attaccando la sinistra à la mode?!?! O è un po’ confuso, o è pronto a cambiare schieramento, oppure continui a fare la giusta critica alla destra, che chi è di sinistra fa da sempre, sin troppo, ai suoi. Perché oltre ai golfini invece dei SUV, è anche questo che differenzia la sinistra dalla destra in Italia.
    Saluti

  • lucas27

    Non sono mai stato in una sede di CasaPound ma anch’io, da lontano, avevo speranze simili a quelle di Serra. Per quanto contraddittori fossero questi “fascisti del terzo millennio” mi era sembrato positivo che organizzassero incontri nelle loro sedi con persone limpidamente anti fasciste e con posizioni culturali opposte a quelle della destra reazionaria (alla Forza Nuova) e le ascoltassero e interloquissero con loro. E nonostante i loro riferimenti politici e culturali siano tutti cercati “con la testa rivolta al passato” mi illudevo che il loro “fascismo” fosse un gioco postmoderno spregiudicato che poteva essere utile anche per noi, nettamente contrari a quel regime ottuso e violento, per accorgerci delle nostre semplificazioni e dei vizi dell’antifascismo istituzionale e retorico. Purtroppo l’aggressione a Rossi sembra dimostrare che mi ero sbagliato