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I parlamentari e le visite in carcere

Una visita di Renato Farina a Lele Mora, per cui il deputato PdL è stato condannato, ha fatto nascere polemiche sui "collaboratori" che possono visitare le carceri con i parlamentari

12 luglio 2012

Oggi Luigi Ferrarella racconta sul Corriere della Sera della condanna all’ex vicedirettore di Libero Renato Farina, 57 anni, oggi deputato del Popolo della Libertà. Farina è stato condannato a 2 anni e 8 mesi per falso in atto pubblico, per essersi fatto accompagnare durante una visita in carcere a Lele Mora da un ragazzo di vent’anni poi rivelatosi un semplice amico di Mora e non un suo collaboratore. Il tema è quello delle visite dei parlamentari in carcere, che secondo l’art. 67 della legge sull’ordinamento penitenziario (legge 26 luglio 1975, n. 354) possono essere fatte senza autorizzazione da diverse figure istituzionali: queste possono essere accompagnate da collaboratori “per ragioni del loro ufficio”. Nel caso di detenuti famosi, queste visite diventano spesso modi per fare interviste, con i virgolettati che finiscono integralmente sui giornali.

«Consulente rapporti umani»: così il deputato pdl Renato Farina, che in qualità di parlamentare ha il diritto di verificare come e quando vuole le condizioni dei detenuti nelle carceri, il 17 febbraio 2012, entrando a Opera per visitare Lele Mora, indicò il 20enne Giuseppe Trotolo come collaboratore del proprio ufficio con rapporto stabile e continuativo, dunque autorizzato ad accompagnarlo anche senza autorizzazione in base all’articolo 67 dell’ordinamento penitenziario. Solo che il giovane non era affatto un suo collaboratore fisso, nè il suo «consulente rapporti umani», ma era un amico dell’impresario tv condannato in via definitiva per bancarotta, come documentato dai pm Ilda Boccassini e Antonio Sangermano anche sulla scorta dei tabulati delle telefonate tra i due nel 2010.

Ieri questo falso in atto pubblico di Farina agli agenti penitenziari è costato caro all’ex vicedirettore di Libero che nel 2007 nell’inchiesta sul sequestro Cia di Abu Omar aveva già patteggiato 6 mesi (convertiti in 6.800 euro di pena pecuniaria) per favoreggiamento del servizio segreto Sismi di cui era collaboratore come «fonte Betulla»: la giudice Elisabetta Meyer, infatti, non ha concesso a Farina le attenuanti generiche e lo ha condannato in primo grado a 2 anni e 8 mesi, senza sospensione condizionale della pena ridotta dallo sconto di un terzo legato al rito abbreviato.

(continua a leggere sul sito del Corriere della Sera)

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  • piccio

    In effetti è una sentenza controversa.
    Non perché scorretta, al contrario la sentenza è oggettivamente giusta.
    Ma perchè sono andati a colpire lui e solo lui, mentre altri, anche reo-confessi della stessa colpa, non sono stati presi di mira (per ora).

  • lorenzo72

    eh, certo, l’obbligatorietà dell’azione penale….ma solo io trovo ridicolo un procedimento penale del genere?

  • 1uigi

    @Lorenzo72
    Anche a me. 2 anni e 8 mesi. Ma stiamo scherzando?????
    Queste sentenze sono tutta acqua al mulino di Berlusconi e della sua idea che i giudici siano poco imparziali…

  • fredrums

    Non voglio fare il pedante, ma se la legge prevede un tot determinato di pena – nella specie da uno a sei anni- i giudici sono vincolati a muoversi entro un range prestabilito, ed il computo di circostanze o condizioni processuali ( lo sconto di un terzo obbligatorio in caso di adozione del rito abbreviato) è frutto di operazioni puramente aritmetiche. Il delitto in questione è procedibile d’ ufficio, ergo se il P.M. non vi provvede può divenire egli stesso passibile di incriminazione. Inoltre, stando a quello che si legge, mi pare appropriata l’ entità della sanzione, alla luce dell’ ennesima dimostrazione di spregio delle regole da parte di un personaggio più che discutibile.

  • fredrums

    Poi certo si può convenire sul fatto che per fatti all’ apparenza ben più eclatanti l” agente Betulla” si sia preso una condanna irrisoria, ma anche lì bisogna valutare l’ intero quadro, ed immaginare le difficoltà ed i condizionamenti che abbiano dovuto fronteggiare i giudici.

  • rand

    leggendo ieri la prima notizia battuta dai giornali, pur rimanendo sorpreso che si fosse proceduto con tanta solerzia.
    poi oggi leggendo gli approfondimenti, si scopre che il fatto che l’accompagnatore debba essere un dipendente a tempo indeterminato del parlamentare non è scritto nella legge ma in una circolare interna e che la prassi comune è che i parlamentari si fanno accompagnare spesso da persone (non loro dipendenti).
    allora la domanda sorge spontanea, come mai Farina sì e gli altri no?

  • Guada

    Siamo sempre al solito punto, per alcuni valgono le leggi, per altri no.
    Se l’Onorevole Farina ha commesso un reato va punito, anzi si meriterebbe anche qualcosa di più per il solo fatto di essere un parlamentare di questa nostra Repubblica e pertanto tenuto a mostrare rispetto per le leggi dello Stato.
    E non venite a dirmi che è il solito discorso populista e antipolitico, perchè non mi importa nulla di tutto questo. Penso solo che ci debba essere più rispetto per le istituzioni, ci debba essere uguaglianza nell’applicazioni delle leggi tra me, che sono un signor nessuno, ed un qualsiasi altro cittadino che magari svolge compiti importanti per la società. E infine, se Farina e gli altri ritengono che quella norma sia errata, ebbene facciano il loro lavoro di parlamentari e facciano in modo di abrogarla, invece di lamentarsi e dichiararsi perseguitati da giudici cattivi e perditempo.

  • lorenzo72

    @fredrums
    hai mai sentito di un PM che viene incriminato per non aver perseguito un reato?
    sappiamo tutti che l’obbligatorietà formale è discrezionalità sostanziale, e il PM dà la precedenza a ciò che vuole o meglio che ritiene prioritario. Ecco, io ho l’impressione che a Milano un reato del genere non sia una priorità, ma forse mi sbaglio.
    e anche a volerlo considerare tale, dov’è l’offensività di un fatto del genere? Farina ha detto che quello era un suo consulente e non lo era; e ‘mbé? il consulente era una persona pericolosa? ha portato droga dentro? non so, mi pare davvero assurdo che con tutti i fascicoli da smaltire certa roba arrivi a giudizio.

  • 1uigi

    @fredrums
    e le attenuanti generiche? Quelle che non si negano mai a nessuno? Dove sono?
    Vorrei anche ricordarti quello che scrive l’articolo:
    (dice farina:)”l’on. Realacci (del Pd, ndr ) mi ha raccontato di aver accompagnato l’allora segretario Cgil Cofferati a trovare il comune amico Sofri e nessun procuratore li ha perseguiti”

    e poi,

    “Di «sentenza lunare» parla la radicale Rita Bernardini, per la quale, se pure è una circolare ministeriale a richiedere che le persone che accompagnano i parlamentari siano collaboratori con contratto a prestazione continuativa, «questo non solo varia da carcere a carcere ma soprattutto non c’entra con la legge: infatti io, che ho fatto quasi 200 visite in carcere, quasi sempre porto con me i radicali del luogo, che non sono certo miei dipendenti. E tra questi spesso c’è anche Pannella, che non è più parlamentare da anni e che evidentemente non lavora per me”.
    E qui, dov’era l’obbligatorietà dell’azione penale?
    Portare in visita a un carcerato un amico secondo te è un reato da perseguire con due anni e otto mesi di galera, anche se questo amico di certo non era un delinquente ma un incensurato????
    Mi pare fuori dal mondo.

  • 1uigi

    @Guada
    no, secondo me è il contrario di quello che intendi tu.
    Mi piacerebbe sapere se Farina sarebbe mai stato condannato se non fosse Farina.
    Le leggi sono tutte interpretabili, e devono esserlo.
    Se Farina ha portato a visitare un amico particolare di Mora in carcere (Mora ha scontato anche tanto carcere preventivo prima della condanna, vorrei anche ricordare), e il PM lo condanna, è come se un vigile ti multa perché mentre porti tua nonna in ospedale la persona nel sedile posteriore non ha le cinture.
    Il giudice DEVE (penso sia anche scritto nella legge) interpretare le circostanze e ci sono leggi che vengono applicate solo raramente e solo in casi gravi, per consuetudine. Lo ammetti o no?
    La legge NON puo’ essere cambiata, come secondo me dissennatamente affermi tu, perché il cuore del discorso è l’interpretazione affidata al buon senso del giudice, che qui è clamorosamente mancato.
    Sarebbe come dire, nel caso di sopra che ho fatto, che i politici dovrebbero abolire le cinture oppure renderle non obbligatorie nel caso in cui porti tua nonna all’ospedale, ma allora devi specificare anche la figlia del vicino a visitare la zia morente, o la cugina del collega in sala parto etc etc..coprendo tutti i casi possibili per non lasciare alcuna discrezionalità.
    Assurdo.

  • Guada

    @1uigi
    Penso che tu possa avere ragione, ma io la vedo in questo modo: esiste una legge che prevede una sanzione penale in caso di violazione, e ci sono due persone che hanno violato questa norma. Uno di questi è anche un parlamentare che nell’esercizio di un suo diritto ha comunque commesso un errore. Siamo d’accordo che Farina e il suo accompagnatore hanno commesso un errore? Al momento la magistratura dice di si, nei prossimi gradi di giudizio vedremo.
    Il giudice ha valutato i fatti, e lo stesso farà il giudice di Appello: se la sentenza non cambia cosa dobbiamo fare? E se invece viene ribaltata dobbiamo pensare che questo giudice sia migliore del primo? Io non lo so.
    Ci tengo a ribadire che se questa norma è troppo restrittiva o sbagliata può essere modificata o cancellata dal legislatore, che è in Parlamento anche per fare queste cose. Il fatto che fino ad ora non sia stata applicata dovrebbe a maggior ragione far pensare i nostri parlamentari sulla quantità di leggi e regolamenti esistenti e sulla loro reale efficacia. Io no so dire se questa norma sia corretta o meno, so che fino ad ora nessuno se ne era lamentato, anzi alcuni l’hanno trasgredita senza preoccuparsi delle conseguenze. E gli unici che possono trasgredire questa norma sono proprio dei parlamentari.
    Quello che voglio dire, in parole chiare e semplici, è che le leggi vanno rispettate da tutti e che coloro che votano queste norme dovrebbero essere più accorti nel fare il loro lavoro e non lamentarsi se qualcuno gli fa notare che hanno sbagliato.

  • spago

    Quando ho frequentato la scuola estiva dell’associazione Luca Coscioni, venne a parlare la Bernardini e propose a chi avesse voluto (max 2) di accompagnarla a fare una visita in carcere. Per andarci avremmo dovuto alzarci alle tre di notte. Vinse la pigrizia e lasciai perdere. Ancora oggi, son passati diversi anni, mi do del pirla. Avremmo commesso un reato? perchè? con quale logica è stato istituito, quale diritto verrebbe leso?

  • 1uigi

    @Guada
    a mio avviso la ratio della legge non puo’ che essere questa: se un parlamentare va in visita dai carcerati non può portarsi dietro cani e porci, ma persone legate a colui che visitano, questo per evitare casi di un ciancimino 2 che porti ai mafiosi i picciotti cui impartire ordini sin dal carcere. Notare che il parlamentare non esercita un privilegio della casta ma visita un carcerato per fare un’opera di bene. Mettiamo in questo caso che il visitatore sia affettivamente legato a Mora. Per legge non puo’ visitarlo e Farina se lo porta dietro, decidendo di rischiare per fare un’opera buona, come sinceramente anch’io avrei fatto al posto suo. Una volta scoperta la mancanza qualsiasi essere umano avrebbe concesso a Farina tutte le possibili attenuanti, o addirittura non avrebbe perseguito il reato anteponendogli reati ben più gravi,nella sua scaletta di priorità, come ben dice Lorenzo72.
    E invece no. Pena detentiva (!!!!) di due anni e otto mesi. Io ci vedo un intenzione persecutoria, ma vedo che non sono tra i più.

  • fredrums

    @luigi: esiste una consolidata prassi giurisprudenziale che ritiene decisivo, a fini ostativi alla concessione delle attenuanti generiche, proprio la sussistenza di precedenti, unitamente alla condotta del soggetto dopo i fatti. Adesso non voglio escludere del tutto che possa esserci stata una certa solerzia nel procedere, visto il soggetto, ma il punto della questione, rispetto al parallelismo che fai con Realacci, è un altro: la condanna è conseguita ad una dichiarazione mendace, rilasciata da un soggetto che, in virtù della posizione rivestita, può in qualsiasi momento visitare detenuti senza autorizzazione, e proprio per questo a mio avviso dovrebbe essere maggiormente responsabilizzato. I parlamentari possono portare pure la regina Elisabetta con loro, ma perchè dichiarare il falso e mettere nei guai il personale e l’ amministrazione della struttura? E se invece avesse fatto entrare un faccendiere al quale Mora avesse dato , che so, dritte per trasferire od occultare fondi, allora? Tanto in appello ribaltano tutto, ma il sentimento di onnipotenza che tracima da omuncoli del genere almeno si prende una bella ridimensionata! Che vada a fare lo 007 da un altra parte….

  • 1uigi

    @Fredimus
    ma che stai addì. La Bernardini ha portato dentro il pluripregiudicato Pannella, dai! (e bene ha fatto).
    Ma poi visto il soggetto cosa? Stai parlando come se Mora e Farina siano due mafiosi che progettano una strage portandosi dietro Messina Denaro.
    Non stiamo parlando di delinquenti dalla grande pericolosità sociale.
    I parlamentari non possono portare la regina elisabetta, ma, secondo il regolamento interno del carcere che magari Farina nemmeno conosceva, o anche sì ma chi se ne frega, solo dipendenti a tempo indeterminato.
    Mi sa che sei prevenuto, senza offesa.

  • http://blogghetto.org michelelan

    Per una volta che la giustizia è stata veloce e ineccepibile voi vi lamentate? Certo che siete davvero strani, ci sarà l’appello e la cassazione, loro andranno nel merito e i diritti di “Betulla” verranno tutti rispettati.
    Per una volta però la legge è stata rispettata, noi italiani non ci siamo abituati, noi siamo abituati spesso a indulto, amnistia, garantismo, ad un paese con carceri piene di “innocenti” e città colme di “colpevoli” o presunti tali.
    Per una volta un furbetto che ha dichiarato il falso è stato condannato e sono sicuro che la prossima volta ci penserà due volte. É proprio questo che servono le pene e la

  • nomeansno

    non ho approfondito, ma dal poco che ho letto, pare che la condanna si basi sulla violazione di una circolare ministeriale e non della legge, oltretutto la circolare impone delle limitazioni disciminanti che non ravvedo nella legge stessa. Riporto: “L’Ordinamento penitenziario specifica che gli istituti penitenziari possono essere visitati “senza autorizzazione” da figure istituzionali, e il comma 2 dell’art. 67 precisa che “l’autorizzazione non occorre nemmeno per coloro che accompagnano”. Esiste sì una circolare che richiede che gli accompagnatori dei parlamentari siano collaboratori con contratto a prestazione continuativa…”.
    Suppongo che l’ordinamento in questione abbia forza di legge, altrimenti il tutto sarebbe oltre che ridicolo. Ma la circolare è emanata da una ministero o ente simile, non dal parlamento, non si può essere condannati sulla base di questa. E la risposta che questa sia una prassi consolidata, o che una sentenza della cassazione lo avalli, semplicemente mi darebbe ancora più nausea. A me un sistema giudiziario così mi sembra abominevole. Già in materia fiscale le circolari interpretano, estendono, smentiscono, contraddicono il dettato della legge e già quello mi pareva una chiara usurpazione, ma se quanto ho riportato corrisponde al vero, allora non c’è più speranza per l’Italia, è tutto marcio

  • Guada

    @1uigi
    …”decidendo di rischiare per fare un’opera buona”…
    Prendo solo questa tua affermazione per dire che Farina, in quanto onorevole della Repubblica, ha il diritto di visitare le carceri quando vuole, ma per farlo ci sono delle semplici regole da rispettare, e lui questo non lo ha fatto. Non mi importa nulla del perchè si sia comportato in quella maniera, però i fatti sono risultati al magistrato abbastanza chiari per emettere la condanna.
    Non mi importa neppure nulla del passato, del presente o del futuro di Farina, ma mi da tremendamente fastidio che una persona che è stata democraticamente eletta al Parlamento per rappresentare noi stupidi cittadini, violi la legge in modo così sfacciato e consapevole.
    Non lo sopporto più un simile atteggiamento da coloro che dovrebbero essere l’espressione migliore del nostro Paese. E non sopporto neppure questo piagnisteo assolutorio che giustifica tutto e tutti, purchè siano forti e potenti.

  • 1uigi

    @Guada
    non ti seguo più. Qui non si sta parlando di qualcuno che ha rubato e ora si lamenta perche’ e’ stato punito. Mi capisci? Si sta parlando di uno che ha detto una balla per permettere a qualcuno di fare una visita a un carcerato, non pericoloso (sei d’accordo?) in stato di grave prostrazione (ha perso mi pare 20 kg stando in carcere. Ha deciso di mettersi a dieta?).
    Ma di che stiamo parlando? La prossima volta Betulla ci penserà due volte ad andare a trovare carcerati accompagnato, dice Michelelan. Questa si’ che e’ giustizia, cavolo! Oh, era ora.
    Ma stiamo ragionando o sragionando?
    E per il tuo “E non sopporto neppure questo piagnisteo assolutorio che giustifica tutto e tutti, purchè siano forti e potenti.” che dici dell’accompagnatore di Farina? Ieri alla zanzara Farina ha detto che questo, un ventenne ex tronista (proprio il consulente giusto per evasioni fiscali col fiocco, eh, Fredrums) figlio di carabiniere, è stato condannato anche lui a 2 anni, per avere visitato Mora in carcere!!! E’ possibile???!!!
    Ma come pensate? Esistono le leggi e bisogna rispettarle, quindi se uno fuma nel reparto non fumatori deve essere scaraventato fuori dal treno in corsa cosi’ la prossima volta impara?
    Non so se vi rendete conto ma questo è fascismo della peggiore specie, o travaglismo che dir si voglia.

  • pifo

    All’Onorevole Farina sono concesse tutte le garanzie giuridiche previste dall’ordinamento. Se la condanna e’ ingiusta o eccessiva avrà modo di far valere le sue ragioni nei successivi gradi di giudizio.
    Nessuno e’ stato rinchiuso e nessun diritto e’ stato violato, come invece accaduto in altri casi.
    Detto questo, quello della visita dei parlamentari in carcere e’ un istituto importante e fondamentale. Una forma di garanzia dei diritti di tutti i detenuti che, negli interessi stessi di tutti noi cittadini, deve essere tutelata da ogni volgarizzazione o banalizzazione. Giusta od eccessiva la pena lo decideranno i giudici, dovrebbe rimanere chiaro pero’ il principio che abusare dei poteri del proprio mandato, dichiarando il falso e portando in carcere “chi te pare” e’ non solo una violazione di un regolamento/legge ma una mancanza di rispetto, una porta sbattuta tronfiamente in faccia a tutti quei detenuti invisibili che quel “chi te pare”, purtroppo, non ce l’hanno.
    Cambierò giudizio sull’operato dell’ On. Farina il giorno che, per missione personale, si metterà a visitare settimanalmente le carceri, portandosi dietro, anche mentendo se necessario, i “chi te pare” di tutti.
    Saluti.

  • lorenzo72

    1uigi + 1 per la seguente frase:
    “fascismo della peggiore specie, o travaglismo che dir si voglia”.

  • 1uigi

    @ PIFO
    e allora inizia subito a cambiare opinione:
    “Intendo farlo illustrando il punto di vista da cui sin dall’inizio della mia attività parlamentare, che data dal 28 aprile 2008, ho concepito e praticato ciò che ho ritenuto un elemento cardinale del mio lavoro: la visita ai detenuti.”

    “La svolta, come dicevo, è stata quando una signora mi ha telefonato disperata come “mamma di S. F.”, al quale avevo dato un mio biglietto da visita durante l’ispezione alla sezione protetti di Regina Coeli. La donna riteneva che la condizione mentale del figlio – un ufficiale dei carabinieri in congedo – non fosse compatibile con la detenzione. Ho scritto lettere, ho proposto interrogazioni parlamentari. Mi sono specializzato per così dire nelle visite alle sezioni protetti ed in particolare ai sex offender di diversi carceri, romani e non solo.”

    etc. etc. Libero di non crederci se vuoi.

  • 1uigi
  • Guada

    Sono io che non capisco cosa si voglia.
    Che Farina vada per carceri a visitare detenuti va benissimo, dovrebbero farlo anche molti altri suoi colleghi e soprattutto dovrebbero dare risposte concrete ad una situazione giudicata scandalosa e intollerabile da molti.
    Ma il punto che non si può discutere è che Farina ed il suo accompagnatore hanno commesso un errore che la legge punisce con una condanna penale.
    Non l’ho decisa io questa pena. E’ il legislatore, ovvero Farina e gli altri 914 parlamentare eletti che hanno deciso che questo fatto sarebbe stato un reato.
    Se non gli sta bene, non hanno che da fare il loro lavoro e modificare la norma.
    Il problema nasce solo dal fatto che ora Farina è stato condannato (ma siamo solo al primo grado) mentre in precedenza nessuno si era posto il problema di farla rispettare questa norma.
    Non ha sbagliato il giudice in questa occasione, hanno sbagliato quelli che non se ne sono occupati in precedenza.

  • pifo

    @1uigi,
    grazie del link.
    Ho letto con attenzione e piacere il lungo pro-memoria difensivo di Farina e consiglio a tutti di fare altrettanto.
    Gli credo. Non ho motivo di fare diversamente e sono sicuro che la cosa emergera’ chiaramente in appello.
    Saluti.

  • 1uigi

    E allora ti spiego una volta per tutte quello che voglio io, non so gli altri.
    Io voglio che i giudici sentenzino con buon senso, e senza guardare diversamente A o B a seconda del suo orientamento politico oppure perche magari alla Boccassini, quella che ha fatto perquisire e spogliare in casa una giornalista neanche indagata, non si puo’ dire di no perche’ intoccabile (la B. e’ la PM di Farina in questo caso).
    Voglio anche che un certo modo di pensare (siccome a me sta sulle balle farina allora anche una condanna a 2 anni e 8 mesi per avere fatto visita a un carcerato sia equa e giusta) alimentato da un certo tipo di giornalismo manettaro, venga denunciato per quello che è.
    Inoltre, Guada, commetti una serie di inesattezze, come ti ha detto anche nomeasno: la regola infranta da Farina non è la legge, che gli permette invero di portare in carcere chi ca**o gli pare, ma una circolare forse ministeriale. Ignori che non più tardi dell’ano scorso, l’ha detto farina alla zanzara, è stato assolto un parlamentare (penso radicale) per aver portato le mamme dei detenuti in visita con lui, da un giudice, perche’ il fatto non costituisce reato.
    E permettimi di aggiungere che la tua disumanità mi mette spavento, ma che comunque non sono qui per farti cambiare idea visto che è impossibile. Vivi pure sereno e tranquillo. Ti auguro di cuore di non diventare mai antipatico a un giudice o un PM.

  • fredrums

    @Luigi: non hai afferrato bene il senso delle mie argomentazioni: il reato si chiama “falso in atto pubblico”, nessuno vuole impedire a Farina di portare chicchessia, foss’ anche Billy the Kid. Il problema è , prima di tutto, se non etico, almeno deontologico: sei un giornalista di lungo corso con una pluriennale conoscenza dei meccanismi politico-giudiziari, sei un parlamentare, lasciamo stare la storia di Abu Omar per una volta, hai questo potere, come minimo non abusarne: scopo della norma, anche se controversa, è garantire a soggetti democraticamente (?) eletti, e titolari del potere di cambiare le cose (in astratto) di controllare in ogni momento le condizioni e lo stato di funzionamento di una componente rilevante dell’ amministrazione della giustizia. Ora, come si concilia con ciò il fatto di portare u amico del detenuto, spacciandolo per un tuo collaboratore? Per me l’ intento appare quello di eludere il regolamento per le visite, fregarsene delle regole , esporre a rischio il personale adibito al controllo (che magari una cazziata se la prende dopo la vicenda giudiziaria) e magari lo stesso detenuto, non si sa mai. Ripeto: non ce l’ ho nè con Mora, nè con Farina (riguardo ai quali è chiaro che non ho un’ altissima considerazione), però non ci si può appellare sempre al “così fan tutti”: ti hanno beccato, per adesso ti prendi la condanna (parliamoci chiaro, anche per me è spropositata).

  • nomeansno

    pensavo che il problema posto suscitasse una qualche attenzione, sinceramente mi stupisco che così non sia stato. Se quanto da me riportato corrisponde a vero, un cittadino ha subito una condanne penale sulla base di una circolare. Cioè un direttore di un ministero può stabilire cosa dei cittadini possano o non possano fare, con sanzioni penali. E’ inconcepibile, è barbaro. Punto. Chi non si scandalizza vuol dire che ha assunto una mentalità da suddito e ceduto potere sulla sua persona a grigi burocacrati.
    Rimanendo sulla questione generale, perchè del caso Farina nello specifico mi interessa poco, salvo il fatto che in Italia si fanno norme illogiche e poi al manifestarsi degli effetti si mettono pezze, giusto per pasticciare ulteriormente. Pare siano tutti d’accordo che la legge in questione garantisca un importante principio democratico. Bene, si può discutere se tale diritto spetti solo strettamente ai parlamentari, o se questi possano estenderlo a terze persone accompagnatrici. La legge non può discriminare ulteriormente, chi sia degno o indegno di aggregarsi, e il principio di rapporto di lavoro subordinato testimonia tutta la burocraticità mentale di chi l’ha pensata. Andando ancora più in dettaglio, mi pare ovvio che per la correttà funzionalità e finalità della legge, il parlamentare possa farsi accompagnare da chi voglia: se vuol verificare un’incompatibilità fisica cercherà un medico, per detenzione ingiusta un avvocato, dal coniuge se pensa che siano negati ingiustamente visite dei congiunti, e qualsiasi altro caso venga in mente. Dopotutto l’istituto del parlamentare deve avere delle prerogative, deve poter esercitare dei poteri ed usufruire di guarantigie, non bisogna farsi accecare dall’indegnità della classe politica attuale.

  • 1uigi

    Chiudo se ancora qualcuno mi sente.
    La sentenza è per me assurda. Non sarebbe stato nemmeno da condannare Farina perché c’è ben altro da perseguire. Al limite bastava una multa perché non si è fatto del male a nessuno. La legge permette di portare chi si vuole. la circolare, che se non ricordo male è una fonte di diritto inferiore e quindi dovrebbe valere la legge nel caso di contraddizione, no. E’ un pasticcio all’italiana che rende i cittadini succubi perche’ anche se ti studi la legge non puoi escludere che da qualche parte ci sia qualche circolare idiota che ti incastra. Il falso in atto pubblico lo può vedere solo il giudice se vuole e come vuole interpretarlo (Farina ha detto che il tizio era là per collaborare con lui, visto che per fare il suo compito, ossia osservare e poi riportare per iscritto quello che vedeva non occorre una laurea) il che porta all’incertezza del diritto e al totale arbitrio del giudice.
    Ringrazio nomeansno per le puntuali osservazioni e lorenzo72 per il complimento.
    Infine chiudo dicendo che stimo somunque la Boccassini anche se vedo che si ritiene in possesso di diritti di vita o di morte sui suoi indagati, e che non è un dramma per Farina perche’ difficilmente per come funziona in Italia sconterà la pena, e il danno piu’ grosso l’ha avuto il tronista, con una condanna penale sul groppone assolutamente ingiusta, dal mio punto di vista.