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Quali sono le società più trasparenti?
— Economia

Quali sono le società più trasparenti?

La classifica di Transparency International mostra quali grandi aziende sono più esposte alla corruzione, con risultati non scontati

11 luglio 2012

Transparency International è una organizzazione non governativa che si occupa di corruzione nel settore pubblico e in quello privato. Periodicamente produce classifiche e rapporti per mostrare quali società hanno il maggiore grado di trasparenza nella loro amministrazione e, di conseguenza, hanno le caratteristiche per essere meno esposte ai fenomeni di corruzione. Di recente, Transparency International ha realizzato una classifica delle 150 società quotate in borsa più grandi al mondo per mostrare quanto sono trasparenti nella gestione delle loro attività. Per produrre l’elenco, l’organizzazione ha tenuto in considerazione gli impegni assunti dalle singole società, la disponibilità di informazioni sul modo in cui sono strutturate e la quantità di informazioni che producono sulle loro attività nei singoli paesi.

Come mostrano i due grafici dell’Economist, tra le società che si sono rivelate più trasparenti ci sono quelle attive nel settore estrattivo. Sono, invece, molto più chiuse le grandi aziende giapponesi dell’auto e le società attive nel settore finanziario di Russia e Cina. Nel rapporto di Transparency International ci sono anche le italiane ENI ed Enel, rispettivamente con un punteggio di 5.9 e 6.2.

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  • mkhammer

    Nota
    Amazon come Gasprom ?
    British Petroleum (inquinamento nel golfo ) tra le più trasparenti ?

  • brontovox

    Alla faccia di Amazon!

  • pendolare

    strano che non ci sia apple

  • albluca

    Secondo me sarebbe il caso di fare un po’ di chiarezza nei termini. Mi sembra ovvio che questa non sia una classifica delle società più corrotte ma solo una classifica delle società meno prone a essere corrotte grazie alle scelte di governante fatte (policy interne, reporting etc etc). Questo ha un grande interesse per gli addetti ai lavori che si occupano di analizzare la società sulla base di informazioni di contorno perché fornisce un benchmark per capirlo, significa nulla altrimenti.
    Faccio qualche esempio: le società petrolifere operano in un settore dove corruzione e collusione con gli stati in cui operano, spesso stati con istituzioni poco democratiche e dove la corruzione è all’ordine del giorno. Avere un sistema molto trasparente e pulito non significa necessariamente che la società sia onesta ma sicuramente significa che ha parità è più difficile corrompere e questo è di interesse per gli azionisti, spesso grandi fondi pensioni, perché significa che la probabilità che un grosso scandalo che ne mini i rendimenti emerga (vedi qualcosa tipo lo scandalo Lookhed Martin in Italia anni fa).
    Allo stesso modo Amazon vende libri ed altri prodotti principalmente via internet con basse possibilità di corruzione. Normative di transparent reporting e policy anti-corruzione sono meno utili.
    Caso ancora diverso è Berkshire Hataway, la società di Buffet. Ora, BH è una società finanziaria attiva in molti settori e probabilmente a rischio di corruzione. Ma è anche una società relativamente piccola come numero di impiegati, dove le decisioni passano comunque tutte da Buffet e, soprattutto, è una società dove ogni azione singola azione vale circa $100.000. Significa che le azioni sono detenute da un gruppo di azionisti molto ricchi che si possono permettere una situazione simile, gruppo relativamente ristretto e con buoni legami con Buffet. Non serve molto un meccanismo di reporting pubblico ben fatto, sanno che cosa accade grazie alle relazioni personali.
    E simili ragionamenti andrebbero fatti per quasi tutte le altre società. Talvolta penso che queste statistiche stilate per gli addetti ai lavori andrebbero sottratte hai meccanismi di PR delle grandi società…