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Perché Squinzi attacca Monti
— Economia

Perché Squinzi attacca Monti

Se il capo di Confindustria vuole essere utile, scrive Tito Boeri, critichi le scelte del governo prima, e aiuti a migliorarle: se no fa venire dei sospetti

9 luglio 2012

In mezzo alle polemiche sull’opportunità delle critiche pubbliche alle scelte del governo da parte del presidente di Confindustria Squinzi, Tito Boeri su Repubblica spiega i suoi sospetti sulla natura di quelle critiche.

Giorgio Squinzi è un noto appassionato di ciclismo. Sarà forse per questo motivo che ha deciso di ispirare la sua personale interpretazione del ruolo di Presidente di Confindustria al temperamento di un corridore di altri tempi. Ogniqualvolta si trova a commentare una qualche scelta del governo, non trova di meglio che ripetere la celebre frase di Gino Bartali al termine di ogni gara in cui non avesse trionfato: «L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare». Peccato che ciò su cui viene chiesto il parere di Squinzi non sia il risultato di una tappa del Giro, ma le scelte di un governo che opera in condizioni di emergenza con gli occhi del mondo puntati addosso. Peccato che Squinzi non si riferisca come Bartali a una sua prestazione, non parli del tempo da lui impiegato nella salita dello Stelvio, ma intervenga a nome di tutti gli industriali italiani, impegnati oggi in una prova molto più difficile di una salita di24 chilometri. C’è sempre un tempo di apprendimento nel cambiare mestiere e speriamo che Squinzi rapidamente capisca che il suo nuovo ruolo gli pone nuove responsabilità anche sul piano della comunicazione.

(continua a leggere sul blog Triskel182)

(Photo Roberto Monaldo/LaPresse)
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  • milziade368

    Uno in più in cerca di popolarità a basso costo.
    Visto che è in accordo con la signora Camusso, potrebbe concorrere al varo di un comune programma di risanamento, da confrontare con il Governo…… s’intende nell’interesse del Paese.
    Per ora, di concreto, sembra abbia solo “ottimizzato” le risorse di Confindustria.

  • lorenz

    Impressione personale: non è che per caso Squinzi ha ragione? Ma sto benedetto articolo 18 non è che per caso è effettivamente un diritto (minimo), ed in più non ha ripercussioni dirette sul mondo del lavoro e sull’azienda? Il caso FIAT è stato chiaro o no? Prima togliamo i diritti ai lavoratori, poi chiudiamo le fabbriche perchè tanto il problema (che è vendere auto, NON produrre auto), mica lo risolvi in altro modo.

    Riguardo alle critiche a Monti: ma cosa sta risanando Monti? L’economia italiana? Colpendo i tassisti? Aumentando le tasse? Tagliando la sanità?

    In entrambi i casi la strategia è sempre la stessa: c’è un problema, ma non la volontà di risolverlo. La terapia? Serve a tutt’altro. (deindustrializzazione dell’italia, che parola strana…)

  • milziade368

    Non intervengo mai sulle valutazioni espresse da altri lettori.
    Con riferimento alla citazione dell’art.18 dello Statuto del Lavoratori, mi permetto solo suggerire una lettura “amena”, che racconta un evento vissuto dall’Autore:
    Luigi Furini, Volevo solo vendere la pizza – Le disavventure di un piccolo imprenditore. Prefazione di Marco Travaglio.
    Eventuali polemiche non con me che non le desidero e non raccolgo.
    Eventualmente, col contenuto del libro.

  • http://www.robertoenne.tk tuscolo

    Quando al governo c’era Berlusconi,la colpa dello spread elevato,diceva la sinistra,era la sua. Ora,invece,secondo Monti e chi lo sostiene,è di chi,come Squinzi,per tanti legittimi e seri motivi,critica il governo! I soliti due pesi e due misure. La verità è che lo spread elevato non era certo per colpa di Berlusconi,anzi,e che il governo Monti,stà miseramente fallendo.E noi stiamo a guardare e pagare.