Il Post
— Economia

Perché lo spread non scende

Pietro Ichino ha una teoria: forse perché non passa giorno che PdL e PD non dicano di voler cambiare le cose che fa il governo Monti

9 luglio 2012

La differenza di rendimento tra i titoli di Stato italiani e i bond decennali tedeschi, comunemente detta spread, è arrivata oggi a 477 punti, un livello considerato molto alto e non sostenibile nel lungo termine per le casse di un paese. Pietro Ichino ha scritto perché, secondo lui, nonostante l’approvazione di riforme importanti e internazionalmente gradite i mercati finanziari non si fidano ancora dell’Italia e chiedono quindi tassi di interesse più alti per prestarle i loro soldi.

Il montismo-europeismo del PdL è pochissimo credibile: il suo leader Berlusconi lo proclama un giorno sì e uno no, ma nel giorno no fa battute strampalate sulla necessità che l’Italia o la Germania escano dall’euro. Del resto, sono considerati iperberlusconiani due suoi ex-ministri, Maurizio Sacconi e Renato Brunetta, che contro il Governo Monti si pronunciano – invece – tutti i giorni. Se dalle prossime elezioni uscisse un esecutivo a guida PdL, molti impegni assunti dal Governo attuale verrebbero revocati, molte cose fatte verrebbero disfatte.

E se vincesse il PD? A sentire le dichiarazioni di Cesare Damiano e di Stefano Fassina, si ha la sensazione – anche qui – di un partito che sostiene il Governo Monti perché vi è obbligato, ma lo fa desiderando di riavere al più presto mani libere, per poter disfare gran parte di ciò che oggi si approva e, sostanzialmente, cambiare linea. Questa sensazione non corrisponde affatto a quel che pensa la maggioranza degli elettori del PD, attuali e potenziali. Ma gli osservatori e operatori stranieri sentono quel che dicono i portavoce ufficiali; si capisce, dunque, che neppure la prospettiva di un esecutivo a guida PD li tranquillizzi.

(continua a leggere sul sito di Pietro Ichino)

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  • whiteyes

    Ho sentito anche una teoria secondo la quale, metà dell’ammontare dello spread sarebbe dovuto ai nostri endemici problemi (oltre a quelli economici e strutturali, ci può stare anche la “Teoria-Ichino”), l’altra metà è dovuta al quadro internazionale e alle non-scelte dei paesi che adottano l’Euro.

  • alessandromeis

    Per Ichino vale la frase che usa Don Rosa per Paperino: “e come al solito si sbagliava”.

  • marquinho

    “Questa sensazione non corrisponde affatto a quel che pensa la maggioranza degli elettori del PD, attuali e potenziali.” Mi sembra un’affermazione un poco azzardata.

  • pablo72

    Poi dici l’ideologia .. ad ogni liberalizzazione, una ogni nuova legge che aumenta le tasse e diminuisce la spesa pubblica, ad ogni vertice europeo segue puntualmente un peggioramento della crisi e dello spread.

    Non sarebbe ora di iniziare a pensare che non c’entra nulla, e Ichino, come tanti, altri sono accecati da una furia ideologica.

  • http://sgangheropoli.blogspot.com dalecooper

    Ichino, nella migliore delle tradizioni liberal, scarica barile.

  • riccardor

    Ichino for President.

  • spago

    @pablo 72: ad ogni liberalizzazione.. quali esattamente? quelle annunciate e mai fatte? ogni nuova legge che aumenta le tasse e diminuisce la spesa pubblica.. quante leggi che diminuiscono la spesa pubblica hai visto tu? io ho visto un solo timido tentativo in questi giorni, di cui non si sa che accadrà. E poi guarda che le due cose dovrebbero essere alternative: i liberali vorrebbero diminuire le tasse riducendo la spesa, mentre la sinistra più è a sinistra e più ne vuole mettere, per poter aumentare la spesa. Quale ideologia esattamente regge le liberalizzazioni non fatte, le tasse sparate a mille e un timido decretino che taglia qualche spesa? Al massimo l’ideologia dell’austerity, che più che una toeria di destra o di sinistra pare il vecchio chiudersi a riccio e aspettare che passi il momento peggiore.. certo non un’ideologia liberale, neoliberale, o iperliberale che implicherebbe tutt’altro. Non so se sia il tuo caso, ma sento spesso da sinistra voci che se la prendono con un eccesso di liberismo, e dicono che siamo davanti al suo fallimento. Siccome non s’è visto alcun liberismo (almeno da noi) e men che meno un suo eccesso, a me pare che si tratti solo di polemiche strumentali, di pura retorica: il vecchio espediente di dipingerti i tuoi avversari in modo caricaturale e fare polemica con questa caricatura anzichè con la realtà delle loro idee, ragionamenti e progetti..

  • dreamscape

    Va via Monti ritornano gli stessi di prima, siete sempre lì a dare un cerino in mano a Nerone….

  • pifo

    L’appoggio al governo Monti e’ sicuramente “obbligato”.
    Non e’ stata certo una scelta allegra, leggera ed indolore quella di sostenere il governo tecnico e le sue politiche “non proprio cosi’ popolari”, rinunciando alle elezioni immediate e sicuramente a qualche punto percentuale di consenso.
    Adesso Ichino dice che sostenere un “tecnico” nella sua pienezza di funzioni non e’ sufficiente da parte di un partito popolare, bisogna anche stare “zitti e mosca”, perche’ altrimenti i mercati si innervosiscono.
    Beh! Mi sembra che non abbia bene in mente Ichino cosa sia un partito a base popolare.
    Non nutro una grande stima per Damiano e Fassina ma non comprendo il meccanismo per il quale se parlano loro lo spread fibrilla, mentre quando un senatore, membro della direzione nazionale del PD, li critica apertamente e critica la politica del proprio partito lo spread si dovrebbe stabilizzare.

  • lorenz

    Ma forse non è che il problema è l’Euro? che tutti questi problemi (lo spread e altri) sono dovuti all’utilizzo di una moneta che presenta un valore non adeguato rispetto all’economia del paese stesso?

    @spago
    Si bravo, vai con il liberismo e la lotta della giungla, massacriamo diritti civili (vedi articolo 18) e tutto il resto. Bel progetto civile, complimenti. Visto che vuoi tanto liberismo, facciamo così: ti inseriamo nella classe sociale più debole, poi attiviamo un bel programma iperliberista (zero sostegno sociale, un pò di politiche deflazionistiche e via) e poi vediamo quanto bene te la passi. Altro che scrivere commentini sul post, caro!

  • mcfly

    Trovo incredibile che nel 2012 qualcuno consideri l’art 18 un “diritto civile”.

  • uqbal

    Non so se i nostri partiti abbiano tanta influenza sui mercati internazionali…però Pablo72, tu stai dicendo che i ferali mercati internazionali, la Spectre del liberismo e gli squali del guadagno facile faranno scendere lo spread se solo ci fosse più socialismo?
    Il nostro mantra non era che i mercati malvagi tengono alto lo spread per impedirci di fare politiche di spesa, di riprenderci la nostra economia e non essere più vittime del liberismo? Era tutto il contrario?
    _
    Pifo
    Puoi non essere d’accordo con Ichino, ma se il PD allora non crede nelle politiche di Monti, che lo sostiene a fare?
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    Lorenz
    Le politiche sociali sono molto importanti. Ma per farle ci vogliono soldi. Soldi che non abbiamo perché siamo pieni di buffi. Se non paghiamo i debiti, come le facciamo le politiche sociali?

  • ro55ma

    Ichino for President (2)
    Certo che se neanche l’Argentina sull’orlo dell’abisso per la seconda volta e gli scricchiolii dell’euro (sui quali scommette – legittimamente e contro di noi – tutta la speculazione mondiale), servono a comprendere il buon senso delle parole di Ichino…
    Siamo proprio messi male e speriamo che non se ne rendano conto, fino in fondo, anche gli altri.

  • kenzokabuto

    Io ho un’idea. Per misurare il nostro Spread, invece che con quelli tedeschi, relazionamoci coi titoli greci, no?
    Con un’idea del genere ho le carte in regola per fare il presidente del consiglio.

  • cachorroquente

    Premetto che non sono un anti-montiano, anzi, lo rispetto molto più dei dirigenti del PD e del PDL.
    Però questo tipo di considerazioni costituiscono una china pericolosa e, diciamolo, berlusconiana: criticare diventa pericoloso, antipatriottico, spaventa i mercati, ecc. ecc.
    Che poi QUESTA classe politica debba stare solo che zitta, e che (silenziosa o loquace che sia) sia ea ipsa una causa di sfiducia nei mercati, è innegabile.

  • caccapupu

    La teoria di Ichino è assolutamente provinciale, presuppone che gli investitori siano costantemente aggiornati sulle manovre dei partiti, sui retroscena nella maggioranza e le proposte di emendaminti a questo o quel ddl, come se cambiare di qualche virgola la riforma Fornero sul mercato del lavoro, rendendola magari più simpatica al WSJ, o consentire l’apertura di 500 farmacie in più significasse avere 100 punti di spread in meno. Che teoria bislacca!
    Ma lo vogliamo capire che gli spread sono un segnale di sfiducia verso la capacità dell’Europa di fronteggiare la crisi del debito di molti dei suoi stati membri? Quello che fanno i governi nazionali conta molto poco a questo punto, la bocciatura dei mercati non viene dal fatto che non siamo ancora abbastanza “austeri e rigorosi”, ma se mai che tutto questo non garantisce affatto che i debiti presenti e futuri saranno ripagati.
    Per tagliare gli spread senza aiuti o soluzioni esterne d’altro canto bisognerebbe fare molto di più, altro che riforma delle pensioni, che per come stanno le cose non avrà affatto gli effetti sperati dato l’aumento imprevisto degli interessi sul debito, per non parlare poi del mancato gettito dovuto all’impatto recessivo delle manovre che hanno comportato una ulteriore lievitazione della pressione fiscale (con diminuzione del PIL). Fare da soli, seriamente, significherebbe fare una rivoluzione, richiederebbe di cambiare completamente gli equilibri tra pubblico e privato (che piaccia o no nel senso indicato da Draghi, e la cosa non è che mi esalti troppo), ma in un Paese ingessato come l’Italia, dove si va avanti per mesi in trattative estenuanti per partorire un topolino, sappiamo bene che ciò è praticamente impossibile, soprattutto quando il fattore tempo è determinante. Inoltre, se abbattere la spesa pubblica in maniera consistente non libera spazi e risorse per un’economia privata di pari volume siamo punto e a capo.

  • uqbal

    Come al solito in Italia, non si giudica quel che si dice, ma chi lo dice.
    Se invece di esprimersi così, Ichino si fosse abbassato ad una grillata dicendo qualcosa del tipo: “Ecco, è colpa dei nostri politici se lo spread non scende! Tra un anno ci ritroveremo a scegliere tra lo psiconano o il Bersani l’uomogrigio, chi vorrebbe scommettere su di noi!”

    O anche senza essere così radicale, se avesse semplicemente detto che alle elezioni dell’anno prossimo sembra proprio che si ripresenterà agli elettori una classe politica screditatissima e meschina, piena di riciclati e falliti, e che questo fa sì che non si faccia alcun affidamento sull’Italia, staremmo tutti a spellarci le mani e dire “Quant’è vero! Er ppiù pulito c’ha ‘a tigna! Mortacci loro è tutto un magna magna”.

    Ma l’ha detto Ichino, e ha pure parlato bene di Monti, quindi è sbagliato per forza…

  • http://www.zingarate.com lowresolution

    A me sembra chiaro che i ‘malefici mercati ultraliberisti complottisti’ non si fidano di chi arriverà dopo Monti. Già lui fatica a cambiare qualcosina, se poi tornano quelli di prima o peggio un comico e la sua armata brancaleone cosa succederà? Io non mi fido e sono molto preoccupato. Perché non dovrebbero esserlo anche loro?
    .
    Cara gente: ci prestereste dei soldi? Pensateci seriamente, prima di rispondere.

  • http://blogghetto.org michelelan

    Lo spread non è indicatore di sfiducia dell’euro o dell’Europa, non si spiegherebbe il motivo per il quale i paesi del nord non vengano toccati minimamente dal problema.. Il problema siamo noi, la grecia e la spagna, tutti paesi che hanno una cosa in comune, poca crescita e debito pubblico altissimo, con questi valori nessuno vuole prestarci soldi senza avere un interesse di un certo tipo..

    Quindi che fare? Io, che non sono nessuno, propongo di evitare, in questi mesi di finanziarsi eccessivamente con emissioni di bot e btp, e contemporaneamente, bisognerebbe alleggerire lo stato e incentivare la crescita. Sottolineo che nulla è stato fatto fino ad ora per far cambiare idea agli investitori.

  • ro55ma

    @LOWRESOLUTION: ovviamente no (e neanche ci comprerei un’auto usata..:) ma non ci rimane molto altro da sperare:
    - che gli Ichino si moltiplichino alla svelta e seminino il dubbio in qualla parte di italiani ancora alla finestra e nei partiti mummia;
    - che la moneta buona di un pensiero serio, umile e lungimirante, riesca a scacciare le scorciatoie populiste in chi non ha capito la situazione reale in cui siamo.
    Da quanti invece difendono strenuamente la loro condizione (di favore, leggittimo o no che sia), lobby piccole o grandi che siano, non mi aspetto cose diverse da quelle che fanno (tutti “tengono famiglia” e si difendono come possono) ma spero che vengano isolati da tutti gli altri (la parte più intelligente dei partiti, delle istituzioni e della popolazione) prima che la campagna elettorale del 2013 inizi a sfasciare definitivamente il Paese.

  • spago

    Per me il problema è che la politica italiana è completamente inaffidabile eil dopo Monti fa paura. Ma tradurre questo come – Pd e Pdl fanno troppe dichiarazioni contraddittorie e in disaccordo coi provvedimenti di Monti – mi pare molto riduttivo. L’inaffidabilità della politica italiana va ben oltre e anche senza queste dichiarazioni non so quanto i mercati si fiderebbero. Io non mi fiderei.

    @lorenz non so se il tuo voleva essere uno scherzo in riferimento al fatto che ho scritto che molti si dipingono gli avversari in modo caricaturale a proprio uso e consumo (i liberisti mangiano i bambini) per esser più comodi a contrapporvisi (ad es. tutti quelli che imputano la crisi aun eccesso di liberismo che non c’è mai stato), ma nel caso parli sul serio, voglio chiederti una cosa..
    .. secondo te i liberali, e le loro varie correnti, sono una massa di idioti e delinquenti? no, perchè vorrei capire, secondo te uno perchè è liberale? perchè gode nel vedere i più deboli crepare? perchè vorrebbe la rupe tarpea per chi nasce meno che perfetto? perchè sotto sotto è un nazista e vuole eliminare chi inquina la razza? perchè gli fan schifo i diritti civili? forse prima dovremmo riflettere su che cos’è “democratico” e su che cos’è il confronto, no? forse liberali, neoliberali, liberisti, persino gli anarcocapitalisti, sono tutta gente che esattamente come un comunista, un socialista, o un socialdemocratico, vorrebbe una società migliore, più giusta, più vivibile. Forse per lo più anche loro pensano che i più deboli vadano aiutati e protetti e trattati con riguardo, forse anche loro vogliono una società accogliente, a misura d’uomo, dove ciascuno possa vivere liberamente, ma anche al sicuro, etc.. forse soltanto hanno idee diverse su come raggiungere questi obbiettivi. E forse se anzichè sputargli in faccia cose come questa “vai con il liberismo e la lotta della giungla, massacriamo diritti civili e tutto il resto. Bel progetto civile, complimenti. Visto che vuoi tanto liberismo, facciamo così: ti inseriamo nella classe sociale più debole, poi attiviamo un bel programma iperliberista (zero sostegno sociale, un pò di politiche deflazionistiche e via) e poi vediamo quanto bene te la passi” imparassi a parlarci, a capire cosa dicono e su che basi e con quali ragioni.. potresti poi rispondergli con qualche argomento sensato, carissimissimo!

  • caccapupu

    @michelelan

    Ti sbagli, gli altri paesi del Nord Europa, insieme alla Germania, non soffrono (ancora) perché i loro conti pubblici sono relativamente in sicurezza, inoltre entro certi limiti si avvantaggiano (lecitamente) dall’avere alcuni Paesi sul filo del rasoio, anche perché i loro titoli di stato diventano molto richiesti per il maggiore livello di sicurezza, pertanto si rifinanziano a interessi bassissimi, a volte addirittura al di sotto dell’inflazione.
    E’ ovvio che noi abbiamo un problema di debito e che la Spagna ha il sistema finanziario al collasso, e della Grecia meglio non parlarne, però abbiamo bisogno di soluzioni efficaci, non (solo) del bastone e della carota, perché pensare che basti applicare tutte le lettere o i memorandum che arrivano sul tavolo per ritornare a crescere e gettarsi la crisi alle spalle è una pia illusione, come quella che le liberalizzazioni approvate farebbero crescere il PIL del 10% (c’è chi sta ancora ridendo da quell’annuncio).
    Inoltre, se il tecnicissimo governo Monti non è riuscito a smuovere le acque in maniera apprezzabile, immaginiamo cosa succederà alle prossime elezioni, quando a governare dovrà (si spera per la democrazia) andarci qualcuno che sarà riuscito a costruirsi un consenso.

  • giaime

    Io credo sinceramente che abbia ragione Ichino. Il problema è che oramai la politica italiana è screditata ovunque, ci sono focolai che si ingrossano di antieuropeismo, tentazioni di alzare ancora la spesa (con quali soldi però non se lo chiede nessuno). Il dramma è che siamo finiti in una tempesta con la barca che già imbarcava acqua. Ora c’è bisogno di un Governo con le idee chiare che ci porti in rada per le riparazioni del caso. Sarà un percorso lungo, che presuppone difficoltà per i meno abbienti, purtroppo, ma non si può più scappare. Bisogna affrontare seriamente e di petto i problemi di questo Paese. Ma per farlo occorrono scelte impopolari, visto che il cittadino medio ha da perderci nel breve. Purtroppo manca un serio statista all’orizzonte che abbia un progetto serio di nazione. Si continua ad inseguire la contingenza e Monti non fa eccezione. E’ probabilmente il miglior traghettatore che ci possa essere al momento, ma non lo vedo alla guida di un Paese con tutti questi problemi. Ma dietro l’angolo ci sono di nuovo i Berlusconi, i D’alema, i Veltroni, i Di Pietro che ci hanno portato in questo disastro. E i mercati questo lo vedono, non è che debbano leggere tutti i giorni repubblica e il corriere per accorgersi che siamo una repubblica delle banane. Io, all’Italia, non darei neanche un soldo al posto loro. Magari ci fosse una rivoluzione liberale, ma quella di Adam Smith, mica quella di Friedman…

  • odus

    Per riconquistare la fiducia dei mercati internazionali l’Italia ha bisogno che la linea Monti sia sostenuta in Parlamento da un orientamento maggioritario univoco e affidabile, almeno sul medio termine
    In altre parole, siccome né PD né PDL, per motivi opposti, intendono seguire questa strada, lo spread non scenderà. Giusto?

  • odus

    Per riconquistare la fiducia dei mercati bisogna semplicemente dimezzare almeno il debito pubblico.
    Costerà molti sacrifici agli italiani che da quel debito pubblico contratto per ottenere consenso hanno tratto e traggono tanti benefici.
    Anche i nipoti, che dal debito contratto dai governi passati per benefici a padri e nonni, oggi si trovano quantomeno la casa e la macchina, senza contare il resto.
    Bisogna ripagarlo, quel debito. Ai mercati non interessano le facce e che qualcuno sappia parlare in inglese.
    I mercati per avere fiducia vogliono vedere che il debito cominci almeno la discesa.
    Ed in questi ultimi otto mesi che sono tre quarti di anno, non l’hanno visto cominciare a scendere. L’hanno visto continuare a crescere nè più né meno di come prima.
    Come fatto nuovo, hanno solo sentito parlare in inglese: a Londra, in Corea del Sud, a Pechino o a Sun Valley.
    La qual cosa per i mercati è normale, ma non sufficiente né convincente.
    E ci andrà bene nel vendere ancora i nostri “pagherò”, ad alti tassi di interesse.
    Per non pagare i quali bisogna solo non emettere altre cambiali due volte al mese o, perlomeno, emetterne meno di quelle in scadenza.