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È morto Ernest Borgnine

Era il cattivo di tanti film - western e non - il buono di Marty (con cui vinse l'Oscar) e il tassista di Fuga da New York: aveva 95 anni

Ernest Borgnine è morto domenica in un ospedale di Los Angeles a 95 anni, per un’insufficienza renale. Aveva vinto un Oscar per il film Marty, vita di un timido e nella sua lunghissima carriera di attore aveva interpretato moltissimi ruoli di secondo piano, spesso nella parte del cattivo, del poliziotto cattivo o dello sgherro dei cattivi. Nella seconda parte della sua carriera il personaggio che gli aveva dato nuova popolarità in tutto il mondo era stato quello del tassista in 1997, Fuga da New York (1981).

Borgnine aveva 95 anni ed era nato nel 1917 a Hamden, Connecticut, da due immigrati italiani. Sua madre era di Carpi e suo padre (Camillo Borgnino) di Ottiglio, in provincia di Alessandria (che attribuì a Borgnine la cittadinanza onoraria nel 2006). Per alcuni anni della sua infanzia tornò con sua madre a Milano. Cominciò a recitare a trent’anni dopo dieci anni di carriera in Marina fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Dopo Broadway, il suo primo ruolo importante al cinema fu quello del sergente cattivo di Da qui all’eternità (1953), poi simili parti in Johnny Guitar e Vera Cruz, fino invece al ruolo di buono in Marty, vita di un timido, con cui vinse l’Oscar nel 1955.

Negli anni Sessanta Borgnine ebbe molte parti, e alcune anche in film italiani, come Il giudizio universale di Vittorio De Sica: ma fu anche nel Mucchio Selvaggio e in Quella sporca dozzina. Proseguì a recitare in oltre un film all’anno per tutti gli anni Settanta, Ottanta – quando ebbe la memorabile parte del tassista che segue (con le sue audiocassette) Kurt Russell nella sua avventura in 1997, Fuga da New York – e Novanta. Parallelamente ebbe molti ruoli televisivi, e nel 2009 una nomination per i premi Emmy per la puntata finale di E. R. a cui partecipò. Un’altra sua recente occasione di popolarità televisiva fu nel 2008 quando, intervistato in un talkshow sul «segreto della sua longevità», rispose «non oso dirlo» e bisbigliò qualcosa all’orecchio del conduttore, senza però bisbigliare a sufficienza: «Mi masturbo un sacco».

In tutto questo, si sposò ben cinque volte, come raccontano le foto: la sua ultima moglie Tova Traenaes era norvegese e di 24 anni più giovane di lui. Si erano sposati nel 1973.