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La spending review in 22 punti, brevi

La spending review in 22 punti, brevi

Le cose da sapere sul decreto del governo per ridurre la spesa, dalla sanità alla scuola passando per gli uffici della pubblica amministrazione

6 luglio 2012

Dopo un lungo Consiglio dei ministri, ieri sera il governo Monti ha presentato il decreto legge sulla cosiddetta “spending review”, la riduzione della spesa nel settore pubblico. Il nuovo provvedimento, che è stato varato sotto forma di decreto legge, dovrebbe consentire un risparmio iniziale di 4,5 miliardi di euro per quest’anno. Salvo cambiamenti, ha spiegato il governo, nel 2013 il denaro risparmiato dovrebbe essere pari a circa 10,5 miliardi di euro. Le nuove risorse economiche ottenute con la “spending review” – cui ha principalmente lavorato il commissario per la razionalizzazione della spesa Enrico Bondi nominato dal governo a fine aprile – dovrebbero escludere l’aumento automatico dell’aliquota IVA dopo l’estate, evitando altre conseguenze pesanti sui consumi. Il denaro risparmiato sarà anche utilizzato per la copertura di altre 55mila persone in attesa di tutele previdenziali, i cosiddetti “esodati”.

Questa mattina, inoltre, un nuovo Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo di revisione delle circoscrizioni giudiziarie: in quel campo è stato previsto l’accorpamento di 37 tribunali e di 38 procure e la soppressione di 220 sezioni distaccate di tribunali.

Le soluzioni adottate dal governo per ridurre la spesa sono numerose e introducono importanti novità o provvedimenti attesi da tempo, e su cui si discute da anni. Abbiamo riassunto le cose più importanti da sapere per farsi un’idea sulle decisioni del Consiglio dei ministri.

1. Salvo non siano state trovate condizioni più vantaggiose, per la Pubblica Amministrazione sono validi solo i contratti attivati tramite Consip, la società che funziona come “centrale acquisti” del ministero dell’Economia. Il settore sanitario è escluso e ha un suo regolamento.

2. Nel caso dei contratti già in corso, le amministrazioni possono tirarsi indietro se i fornitori non adeguano le loro prestazioni alle migliori condizioni previste da Consip.

3. I ministeri applicano già da quest’anno sistemi di riduzione della spesa per quanto riguarda l’acquisto di beni e servizi.

4. La prevista riduzione del personale nella pubblica amministrazione non riguarda la scuola, la sicurezza, i soccorsi e la magistratura.

5. I ministeri dovranno ridurre del 20 per cento il numero dei dirigenti e del 10 per cento i dipendenti. È previsto anche l’obbligo di razionalizzare le risorse, riordinando le competenze ed eliminando le duplicazioni.

6. Per le Forze armate è prevista una riduzione degli organici di almeno il 10 per cento.

7. I dipendenti in eccesso della pubblica amministrazione potranno usufruire del prepensionamento, a patto di avere maturato i requisiti necessari prima che entrasse in vigore la riforma delle pensioni. In alternativa il dipendente potrà andare in mobilità per due anni con l’80 per cento dello stipendio e rimarrà senza impiego se non sarà stato collocato in un’altra amministrazione.

8. Per le auto della pubblica amministrazione (le cosiddette “auto blu”) è richiesta a partire dal 2013 una riduzione della spesa pari al 50 per cento rispetto a quanto si spendeva nel 2011. La regola non si applica o si applica con eccezioni per i mezzi di soccorso e di sicurezza.

9. I buoni pasto della pubblica amministrazione non potranno superare il valore di 7 euro per buono, anche per i dirigenti.

10. Il personale della pubblica amministrazione deve andare in ferie: non è possibile lavorarle in cambio di trattamenti economici ulteriori.

11. Fino al 2014 non sarà applicato l’aggiornamento dell’indice ISTAT per gli edifici in affitto della pubblica amministrazione, il locatore avrà la facoltà di recedere dal contratto. È inoltre prevista la rinegoziazione dei contratti per ottenere una riduzione del 15 per cento sull’affitto.

12. Gli spazi usati come uffici dalle amministrazioni saranno ridotti: in quelli nuovi sono previsti tra i 12 e i 20 metri quadrati per addetto, in quelli vecchi tra i 20 e i 25 metri quadrati. Saranno anche ridotti gli spazi per gli archivi.

13. Sarà accelerato il sistema per la vendita degli appartamenti di servizio di proprietà dell’Esercito.

14. I consigli di amministrazione delle società a totale controllo pubblico dovranno avere solo tre membri, e due di questi dovranno essere dipendenti dell’amministrazione che detiene la partecipazione nell’azienda (o della società controllante in caso di partecipazione indiretta). Dal 2014 la pubblica amministrazione dovrà procedere all’acquisto di beni e servizi sul mercato tramite sistemi che tutelino la concorrenza, come previsto nel “Codice appalti”.

15. Per ministeri ed enti statali ci sono tagli per 1,5 miliardi quest’anno e per 3 miliardi nel 2013.

16. Sono soppressi numerosi enti e fondazioni, le cui competenze saranno nuovamente trasferite ai ministeri.

17. I trasferimenti dello Stato alle Regioni si riducono di 700 milioni di euro quest’anno e di 1 miliardo di euro nel 2013, fatta eccezione per le risorse necessarie per la sanità.

18. La riduzione delle province è prevista, sulla base della dimensione territoriale e del numero di abitanti, ma sarà affrontata con un provvedimento a parte entro dieci giorni dall’entrata in vigore del decreto sulla spesa. Qui trovate quello che c’è da sapere sull’eterna questione.

19. Le scuole avranno un sistema di tesoreria unica per tutte le risorse finanziarie depositate fino a ora nelle banche private. Il personale docente impiegato nelle scuole italiane all’estero sarà ridotto e razionalizzato. Il trasferimento di 23 milioni di euro alle Regioni eliminerà il problema del costo delle visite fiscali per le scuole. Il Corriere della Sera ha riassunto qualche altra misura economica che riguarda la scuola e sarebbe contenuta nel decreto (il cui testo integrale non è stato ancora reso pubblico), oltre ad alcuni annunci del ministro Profumo su diverse innovazioni tecnologiche nel settore per il futuro.

20. Le università non statali ricevono 10 milioni di euro, la metà di quanto stanziato in passato. Sono previsti 90 milioni di euro in più per il diritto allo studio. 103 milioni di euro sono stanziati per i libri gratuiti nella scuola secondaria di primo grado (le medie, alle elementari ci pensano già i Comuni).

21. I contratti di fornitura nella sanità saranno ridotti del 5 per cento, per quelli già in corso le aziende sanitarie potranno tirarsi indietro nel caso in cui i prezzi applicati siano più alti del 20 per cento rispetto a quelli di riferimento. Sempre in ambito sanitario, il Corriere della Sera (che ha pubblicato una bozza non definitiva del testo integrale del decreto) ha scritto che verranno ridotti gli organici degli ospedali e tagliati alcuni posti letto, stimati in 18-20 mila: i tagli, a cura delle regioni, verrebbero fatti tramite l’abolizione di primariati ritenuti inutili o ridondanti rispetto alle strutture già esistenti negli stessi ospedali.

22. Lo sconto obbligatorio applicato per la sanità pubblica aumenta già quest’anno: le farmacie dovranno applicarne uno pari al 3,85 per cento (prima era 1,82 per cento) e le aziende farmaceutiche sconteranno del 6,5 per cento (prima era 1,83 per cento).

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  • ricette sbagliate

    22=11×2!

  • http://matteocarrera.wordpress.com/ matteo carrera

    vi aspettavo con le vostre Cose da Sapere Su. sempre utilissimi, precisi e concisi!

  • uqbal

    Al posto dei buoni per i libri di testo, sarebbe meglio abolire i libri di testo.

  • 404error

    Come dimenticare il povero brunetta e i suoi tornelli…

  • tobuto

    @uqbal:
    Un’abolizione totale forse no, ma all’università dove vado io quasi tutti i prof lavorano in buona parte su materiale disponibile on-line fatto da loro o da altri prof. Credo che si potrebbe fare lo stesso a scuola.

  • http://perfectlyreasonabledeviations.wordpress.com perfectlyreasonabledeviations

    Be’, vero che abolire i libri di testo e sostituirli con risorse on-line, o e-book, o altre soluzioni simili sarebbe l’ideale sul piano dei costi economici, ecologici e della praticità, ma è praticabile solo nel lungo termine. Direi che per ora ci si può accontentare dei buoni, che perlomeno alleggeriscono il carico finanziario delle famiglie.

  • pablo72

    Utile come curare una carie ad malato di cancro . . (sic)

  • anto92

    @TOBUTO
    Anche alla mia università quasi tutti i professori usano materiale online o slide fatte da loro;il problema è che alcuni non vogliono darle agli studenti (motivi di copyright dicono).
    Se posso dire,il liceo scientifico G. Salvemini (Sorrento) è dotato in quasi tutte le classi (diciamo il 90%) di lavagna multimediale,proiettore,casse e notebook per poter usare appunto materiale online o preparato dai professori come integrazione alla lezione
    Il problema è che in tutto il corpo docenti l’unico che usava regolarmente tali strumenti era un professore di storia e filosofia. Un solo professore su circa 40.
    Molti non hanno la voglia,la pazienza e molto probabilmente nemmeno la capacità di usare un computer.
    Ben venga lasciare il libro per il PC,ma cambiamo anche la mentalità dei professori.

  • anto92

    EDIT: A pensarci meglio il totale dei professori è più vicino al 60 che al 40…

  • uqbal

    @Tobuto
    Esattamente. E si fa già, ma è o una cosa lievemente “sottobanco”, visto che le scuole devono OBBLIGATORIAMENTE indicare dei libri di testo (salvo poi dire a voce: non li comprate -tutti o in parte), oppure viene vista come un miracolo: lo hanno fatto a Brindisi e tutti a fare “ooohhhh!”. E voglio sia chiaro che la mia ironia riguarda chi si stupisce, non i prof. brindisini che hanno fatto una cosa sacrosanta.
    Certo, per riuscirci bisogna essere insegnanti appena appena decenti, cosa che è lasciata diciamo pure al caso, con i risultati che si vedono e che sono di cui parla Anto92.

  • zooei

    @anto92
    Adesso non è per dire “ai miei tempi era meglio”, però ai miei tempi, che erano poi una decina di anni fa, i prof usavano i lucidi e noi buoni buoni prendevamo appunti, copiavamo, ci scambiavamo il materiale, andavamo in copisteria a vedere su qualcuno aveva “depositato” gli appunti… Io sono tutta per le tecnologie, che bello se il materiale è on line, però pazienza se un prof non ti manda le slide. Comprati il testo, ché sicuramente un testo lo ha indicato, e ti prepari per il tuo esame. E se il prof deve spiegare l’Odissea o le funzioni o le guerre puniche… Vabbè lasciaglielo fare senza schermo e ascoltalo, che magari quello che dice è pure interessante.
    Tu devi saper usare il computer e la rete, mica il tuo prof!! Checcenefrega se il prof è nerd o meno, trovati tu le cose on line.

  • anto92

    @ZOOEI
    Infatti io non mi pongo minimamente il problema delle slide,esse semmai vanno ad integrare gli appunti,ma se il professore non le vuole dare non mi strappo i capelli di testa,mi rileggo gli appunti,studio dal libro e pace.
    Appunti che anche noi lasciamo “giù” in cartoleria per dire.
    Quello che mi fa innervosire è il non utilizzo di tecnologie messe a disposizione della scuola,pagate da noi e mai usate.

  • anto92

    PS Il mio professore di chimica organica usava ancora i “lucidi” (non so come si chiamino esattamente) e parliamo di un anno fa.

  • whiteyes

    Il problema dei problemi è che, anche in questa fase della spending review (così copme nell’ultimo vertice di Bruxelles), non si sia parlato di banda larga e di accesso alla rete gratuito almeno nei luoghi pubblici. Non doveva essere un progetto europeo prioritario per tutti i membri dell’Unione?
    Se ci fosse un accesso ad internet decente in tutta Italia, anche i testi scolastici on-line (appunti, materiale didattico e quant’altro), sarebbero molto più diffusi.
    Secondo me in alcune scuole si gira ancora con i floopy (da 5 pollici 1/4)!

  • alessandromeis

    le slide dovrebbero essere abolite: inutili, assolutorie, uccidono il sapere e la didattica. Le slide sono il Male secondo me.

  • marghe87

    capisco i vantaggi economici degli ebook, però non mi entusiasma l’idea di ragazzini costretti a fissare uno schermo per ore per studiare. Io ho iniziato a farlo all’Università e ho perso un numero sufficiente di diottrie per rimpiangere i tempi delle versioni di latino.

  • tobuto

    @zooei:
    Stiamo parlando di medie/licei, mica di università. Alle medie e al liceo uno studia sul materiale che gli dice il prof e basta, mica si mette a preparare esami su altri libri. E no, nel 2012 non c’è il diritto di non essere nerd, esattamente come dall 1950 non c’è più il diritto di non essere nerd dell’alfabeto.
    _
    @alessandromeis:
    Le odio anche io, anche se mi ci sono dovuto abituare. Comunque non si parla solo di slide, spesso abbiamo riassunti, dispense o materiale aggiuntivo.
    _
    @marghe87:
    A parte che stiamo parlando di ragazzini che passano le ore su facebook, ma si possono sempre stampare. Anzi, visto che ne stiamo parlando come in sostituzione/integrazione dei libri di testo, andrebbero stampate e portate a scuola.

  • crayencour

    Lavoro nel PA da dieci anni (in tre enti differenti nel corso degli anni) e non è mai stato possibile farsi pagare le ferie non godute: è obbligatorio finire le ferie di un anno entro aprile (o giugno, per alcune amministrazioni) dell’anno successivo. Chissà chi ancora godeva di questo privilegio. Idem la dimensione degli uffici: si sta dove si può, molto spesso stretti, altro che 25 mq!!
    Voglio proprio vedere cosa c’è scritto davvero nel decreto.

    ps.
    @marghe87 : gli ebook si possono leggere anche su dispositivi che non affaticano la vista (lettori di ebook, appunto, non retroilluminati e del tutto simili a una pagina scritta)

  • piergiofra

    Mi sembra che non abbiate parlato dei tagli agli enti di ricerca. Al di là del risparmio mi sembra che aiutino a delinare una importante presa di posizione del governo riguardo l’istruzione e la ricerca.

  • madidoo

    Tagli ben lontani da Montecitorio e dai poteri forti di Lobby e Partiti… dei suggerimenti via mail chiesti ai cittadini hanno preso quel che hanno voluto e soprattutto quanto di più marginale rispetto agli sprechi della Casta e delle Caste che rappresentano… ne consegue che a pagare la crisi non è chi l’ha generata ma rimangono i soliti tra gli incolpevoli, ovvero i dipendenti.
    Uno studia e si da da fare per un misero stipendio da dipendente pubblico, conquistato con il sudore di anni di studio e di molteplici concorsi e poi, viene a sapere, che nella INCOMPRENSIBILE REGIONE A STATUTO SPECIALE SICILIA (incomprensibile è l’essere regione speciale!!!) vi sono 28.000 OPERATORI FORESTALI (fate attenzione “operatori” non “guardie forestali” ma “operatori”)…