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La fine dell'Ente per il microcredito
— Economia

La fine dell’Ente per il microcredito

Uno degli enti pubblici aboliti dal governo Monti era stato istituito appena un anno fa ed era presieduto da un deputato del PdL

6 luglio 2012

Nel decreto sulla revisione della spesa, la cosiddetta “spending review”, c’è una sezione dedicata alla soppressione di numerosi enti ritenuti non essenziali e le cui attività possono essere assorbite dai ministeri cui fanno riferimento. Molti di questi enti sono stati istituiti anni fa, alcuni esistono da decenni, ma ce n’è uno la cui istituzione risale ad appena un anno fa, come qualcuno ha notato: quando le condizioni economiche del paese erano già piuttosto critiche, insomma. Tra i provvedimenti previsti c’è la cancellazione dell’Ente nazionale per il microcredito, una delle ultime eredità del precedente governo guidato da Silvio Berlusconi. L’ente sarà eliminato entro 30 giorni dall’entrata in vigore del nuovo decreto e contribuirà al risparmio previsto di 1 miliardo per l’anno in corso e di 3 miliardi per il 2013 grazie alla riduzione di spesa dei ministeri.

L’Ente nazionale per il microcredito fu istituito nel maggio dello scorso anno dal governo Berlusconi con il suo decreto sviluppo, il cui articolo 4-bis diceva che

il Comitato nazionale italiano permanente per il microcredito […] è costituito in ente pubblico non economico dotato di autonomia amministrativa, organizzativa, patrimoniale, contabile e finanziaria, e assume la denominazione di Ente nazionale per il microcredito.

L’ente fu istituito, spiegarono all’epoca i responsabili del governo, per coordinare la promozione e il controllo degli “strumenti microfinanziari” promossi dall’Unione Europea. La sua nomina fu inserita in un decreto legge e ritenuta quindi questione di estrema necessità e urgenza.

Sempre l’articolo 4-bis del decreto specificava la composizione del personale per l’Ente, che avrebbe potuto impiegare al massimo 20 persone: 15 provenienti da altri uffici della Pubblica Amministrazione (PA) e 5 assunte a tempo indeterminato tramite concorso pubblico. Alla direzione del nuovo Ente fu collocato Mario Baccini, politico romano di lungo corso, deputato della Repubblica eletto con l’UdC, passato poi al Movimento Federativo Civico Popolare (Rosa Bianca), passato poi al PdL, già responsabile del precedente Comitato, istituto sempre dal centrodestra nel 2006. Per l’incarico di presidente, spiegò Sergio Rizzo all’epoca sul Corriere della Sera, fu stanziato un emolumento annuo pari a 108 mila euro. Gli euro stanziati complessivamente per il nuovo Ente furono 1,8 milioni di euro, la medesima cifra già prevista per la precedente struttura, ma con un cambiamento di status importante da semplice Comitato a Ente pubblico.

L’Ente nazionale per il microcredito ha un proprio sito dove sono spiegati gli obiettivi dell’organizzazione:

- promuovere la conoscenza del microcredito come strumento di aiuto per lo sradicamento della povertà;
- individuare misure per stimolare lo sviluppo delle iniziative dei sistemi finanziati a favore dei soggetti in stato di povertà, al fine di incentivare la costituzione di microimprese in campo nazionale ed internazionale;
- promuovere la capacità e l’efficienza dei fornitori di servizi di microcredito e di microfinanziamento nel rispondere alle necessità dei soggetti in stato di povertà, al fine di promuovere innovazione e partenariati nel settore;
- agevolare l’esecuzione tecnica dei progetti di cooperazione a favore dei Paesi in via di sviluppo, nel rispetto delle competenze istituzionali del Ministero degli affari esteri.

Di recente è stata anche realizzata una applicazione per iPhone e iPad, che consente di accedere alla rassegna stampa dell’Ente e verificare la disponibilità di nuovi bandi. Il precedente Comitato aveva anche una propria rivista, ma sul sito le pubblicazioni si interrompono a febbraio del 2011.

(La storia delle donazioni per l’Abruzzo e il microcredito)

A giugno è stato diffuso un rapporto sul primo anno di attività dopo la conversione in Ente [pdf]. Nell’elenco delle attività svolte compaiono quattro progetti realizzati con risorse dell’Unione Europea. Ce n’è uno da 2,9 milioni di dollari per il “Monitoraggio dell’integrazione delle politiche del lavoro con le politiche dello sviluppo locale dei sistemi produttivi relativamente al Microcredito e alla Microfinanza” e ce n’è un altro da 3 milioni di euro per la “promozione e creazione presso i Servizi per il lavoro di strumenti operativi innovativi volti all’autoimpiego e alla microimprenditorialità”. Oltre agli altri progetti, l’Ente ha promosso seminari e incontri per la promozione del microcredito.

Con la soppressione, questo tipo di attività rientreranno probabilmente nelle competenze del ministero dello Sviluppo, insieme con quelle degli altri enti aboliti dal decreto sulla spesa pubblica.

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  • adureme76

    e adesso povero baccini cosa farà? tornerà a cantare?

  • whiteyes

    Qualcuno sa spiegarmi cosa sono, in parole povere, i 2 progetti (il primo da 2,9 e il secondo da 3 milioni di euro)? Dai nomi non riesco a capire un beneamato….mi sembrano del gran “condimento” per friggere una buona dose di aria.
    Soprattutto che contributo hanno dato al PIL Italiano? Sono nate nuove imprese grazie a questi 2 fenomenali progetti?

  • 404error

    @whiteyes
    Stavo per scrivere la stessa cosa, secondo me si tratta di supercazzola, antani, ecc…
    Non ne sentiremo la mancanza, penso.

  • geppino

    @adureme76
    Cantare? Ma quello non è Francesco Baccini?

  • http://ilmiomanifesto.blogspot.com broono

    Per sapere quali possibilità offrono i bandi europei è da sempre sufficiente andare alla camera di commercio dove ti sommergono di depliants e volantini esplicativi per ogni tipo di esigenza senza bisogno di pagare 100 mila euro uno che ha il compito di dirti “l’espositore è nel corridoio in fondo a destra” né 2 milioni per dargli una sedia e un ficus da bagnare.
    Per “agevolare l’esecuzione tecnica dei progetti di cooperazione a favore dei Paesi in via di sviluppo” il governo Berlusconi avrebbe semplicemente potuto evitare di portare al confine con la cancellazione i fondi per lo sviluppo dei paesi poveri e della cooperazione internazionale, fino a farci diventare paese moroso.
    Il Dott. Baccini non avrà sicuramente difficoltà nel trovare altre occasioni per rendersi altrettanto utile al paese come sicuramente lo sarà stato negli ultimi due anni.

  • adureme76

    lo so.. era uno scherzetto..

  • karl
  • richard77

    Non sarebbe stato più adatto il ragionier Spinelli?

  • melany78

    Evitate di affrontare argomentazioni così complesse, se non ne siete in grado. Il microcredito rappresenta uno dei pochi strumenti di autoimpiego. Ne è dimostrazione il fatto che l’Ente, a fronte di 3 milioni di risorse destinate al suo funzionamento spese nel triennio 2010-2012, sia stato in grado di assicurare al Sistema Italia, per lo sviluppo del microcredito, fondi a valere su progetti comunitari per un importo totale pari a tre volte la somma di cui sopra e costituire fondi di garanzia per oltre 9.500.000,00 euro. L’inattività dell’Ente comporterebbe un disimpegno automatico delle risorse e quindi un evidente danno erariale per lo Stato Italiano. Vi è chiaro???
    Cito una frase di Socrate molto appropriata in questo contesto.
    C’è un solo bene: il sapere. E un solo male: l’ignoranza.