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Le cose che sanno gli ebook
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Le cose che sanno gli ebook

Quando abbandoni un libro, quanto hai letto velocemente, quali frasi ti sono piaciute: gli editori hanno informazioni sui lettori impensabili fino a qualche anno fa

4 luglio 2012

Il progressivo diffondersi dei lettori per ebook, i libri in formato elettronico, sta offrendo una grande opportunità per le case editrici per capire meglio quali sono i gusti e le abitudini dei loro lettori. Kindle (Amazon), iPad, iPhone (Apple), Nook (Barnes & Noble) e altri sistemi Android raccolgono informazioni su come vengono letti gli ebook, dal tempo impiegato per leggere una pagina, un capitolo o un intero romanzo alle parole che vengono cercate con più frequenza sui dizionari. E ancora: le pagine in cui vengono inserite le annotazioni e i termini cercati dagli utenti per trovare e acquistare nuovi ebook negli store online. Come spiega Alexandra Alter in un lungo articolo sul Wall Street Journal, alcuni rivenditori e case editrici hanno iniziato ad analizzare con più attenzione questa enorme mole di dati, ottenendo dettagli e informazioni che un tempo sarebbe stato impossibile mettere insieme così facilmente.

Per decenni, il mercato dei libri ha mantenuto sostanzialmente lo stesso sistema per valutare gusti e abitudini dei lettori, ricollegando il loro livello di soddisfazione a quello delle vendite effettuate e delle recensioni. Ma ora le cose stanno cambiando. La catena statunitense di librerie Barnes & Noble, che detiene circa il 30 per cento del mercato degli ebook con il suo lettore Nook, ha iniziato a studiare il comportamento dei suoi clienti quando acquistano e leggono i libri elettronici che distribuisce. Le informazioni vengono poi diffuse agli editori, che possono così conoscere meglio i gusti dei lettori e i tempi migliori per pubblicare nuovi volumi.

Nel caso di Barnes & Noble si tratta di una grande opportunità anche per rilanciare le vendite del proprio dispositivo. Dopo un inizio difficile, la società ha registrato un aumento pari al 45 per cento delle vendite di Nook lo scorso anno e la vendita degli ebook per il reader è aumentata del 119 per cento. Il sistema messo in piedi dalla catena di librerie ha generato un volume di affari pari a 1,3 miliardi di dollari, una cifra in netto aumento rispetto agli 880 milioni dell’anno precedente. E le cose potrebbero migliorare ancora, se la società realizzerà particolari accordi per i nuovi smartphone e tablet che utilizzano i sistemi operativi di Microsoft, società che di recente ha acquisito il 17 per cento della divisione Nook di Barnes & Noble.

La società raccoglie i dati su come i propri clienti leggono gli ebook in forma aggregata, per ragioni di privacy. Questo significa che Barnes & Noble non analizza dati sui singoli utenti, ma su interi gruppi di lettori anonimi. La quantità di informazioni è enorme e gli stessi responsabili della società ammettono di essere ancora all’inizio nel loro studio, e di avere davanti una prateria di opportunità commerciali ancora da sperimentare. Le ricerche hanno confermato una tendenza che era già diventata chiara con l’analisi delle vendite: particolari gruppi di lettori tendono a leggere di fila tutti i libri di una medesima saga, senza interrompere con altre letture. Stando ai dati, i saggi vengono letti saltando da una sezione a un’altra, non sempre secondo un ordine logico, mentre per i romanzi la tendenza generale è quella di leggerli nell’ordine classico, dall’inizio alla fine. Si tratta di comportamenti intuibili anche senza dati statistici, ma l’analisi delle informazioni permette di comprendere meglio perché alcuni gruppi di lettori fanno in un modo e alcuni in un altro.

I dati raccolti dai dispositivi e le applicazioni per leggere gli ebook servono anche per capire quando i lettori si stufano e interrompono la loro lettura. Sulla base di queste informazioni, Barnes & Noble ha iniziato a modificare gli elenchi dei libri consigliati nel proprio negozio online per offrire titoli che funzionino di più, soprattutto per quanto riguarda i saggi. Sono anche allo studio altre soluzioni per ridurre l’abbandono dei libri, aggiungendo video o altri contenuti interattivi nelle pagine in cui viene segnalato un calo dell’attenzione e dell’interesse.

Alcuni autori dicono di essere entusiasti dalle nuove opportunità offerte dalle statistiche sugli ebook. Molti scrittori lamentano di non sapere di preciso chi siano i loro lettori, quali inclinazioni e gusti abbiano. Secondo altri, il sistema prospettato da Barnes & Noble e da altri distributori di ebook e reader potrebbe costituire un serio pericolo per la creatività degli autori, che potrebbero essere obbligati a piegarsi a particolari esigenze commerciali molto di più di quanto non avvenga già oggi. La prospettiva di sapere con precisione quali siano i gusti dei lettori e il loro comportamento davanti a un ebook non entusiasma nemmeno le associazioni per la tutela della privacy, che negli Stati Uniti hanno avviato diverse iniziative per chiedere una rigida regolamentazione di questa pratica.

Si stima che negli Stati Uniti ci siano 40 milioni di reader per ebook e almeno 65 milioni di tablet in uso. Nei primi tre mesi del 2012, gli ebook hanno generato vendite per 282 milioni di dollari, contro i 230 milioni realizzati dall’editoria tradizionale su carta. Anche per questo motivo negli ultimi mesi sono nate decine di nuove società (startup), che stanno elaborando sistemi e soluzioni per l’analisi statistica dell’utilizzo degli ebook.

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  • Zio 3c

    Cavolo, con gli accelerometri installati nei tablet scopriranno quante volte mi addormento su di una pagina.

  • catriona

    Non è corretto dire che: «Gli ebook hanno generato vendite per 282 milioni di dollari, contro i 230 milioni realizzati dall’editoria tradizionale su carta». Infatti: «According to the March Association of American Publishers (AAP) net sales revenue report (collecting data from 1,189 publishers), adult eBook sales were $282.3 million while adult hardcover sales counted $229.6 million during the first quarter of 2012.» (http://www.mediabistro.com/galleycat/ebooks-top-hardcover-revenues-in-q1_b53090)

  • flatulo

    Ricavolo, con gli accelerometri dei tablet chissà le informazioni che avranno Playboy e compagnia bella.

  • franco1

    c…. non potremo più metterci le dita nel naso!

  • feinmann

    Mah, io continuo ad usare la carta. Al massimo mi spierà qualche caro vecchio pesciolino d’argento.

  • epicuro

    Guardo da lontano questa pericolosa sciocchezza degli e-book (e di questa infantile ipertecnogadgettizzazione della società in generale) e me la rido grassamente. Il primo utente di questi aggeggi che sento piangere perché uno spot pubblicitario lo ha interrotto mentre leggeva (non temete, è solo questione di tempo), lo abbatto. Ma per umana pietà, mica per cattiveria.

  • http://sfigatindie.blogspot.com/ frankie89

    @Epicuro: Ad-block Plus “e-book edition” e via. La tecnologia crea problemi, la tecnologia li risolve

  • paolo32

    @Epicuro Probabilmente qualcuno,criticando la tecnologia, non si è accorto di avere letto un’articolo interessante,totalmente gratuito,con la possibilità di commentarlo condividendo anche diversi pareri……tutto stando seduti davanti ad un banale PC.Il prezzo da pagare è solo qualche semplicissimo pop up da chiudere!!!personalmente faccio fatica a definirla “infantile ipertecnogadgettizzazione”

  • epicuro

    @paolo32
    lungi da me criticare sia la tecnologia che la sua augusta genitrice la Scienza, ma paragonare l’e-reader al PC è come dire che nell’automobilismo la Smart Coupé ha la stessa importanza della 500 o che “Guerra e pace” è tale e quale a “Tre metri sopra il cielo” perché entrambi hanno una copertina e delle pagine. Non basta avere più o meno le stesse caratteristiche per assolvere allo stesso compito nei confronti della storia.

  • mick82

    Epicuro, ti consiglio di difenderti anche da quei pericolosi congegni a motore che si muovono senza cavalli… Ho sentito dire che al loro interno avviene uno scoppio. :) un saluto da uno scettici convertito all’ebook (che, per inciso, mai sostituirà del tutto la carta, come la tv non ha soppiantato la radio).

  • jackzz

    Caro Epicuro, da ex scettico sugli ebook quale ero, ti consiglio un po’ meno spocchia. Personalmente il kindle mi ha cambiato la vita nella lettura in lingue straniere (il dizionario “embedded” nel testo è comodo e utile per imparare cose nuove senza leggere col dizionario in grembo o saltare alcuni termini, affidandosi al senso generale) e nella lettura in viaggio. detto ciò, mi ricordi un cugino alla lontana del sottoscritto, monaco benedettino ed amanuense, col quale alcuni secoli fa discutevo della novità tecnologica apportata da gutenberg. Lui era abbastanza irremovibile: “la stampa a caratteri mobili è una pericolosa sciocchezza” rideva grassamente, aggiungendo “solo il capoverso miniato assolve il giusto compito nei confronti della storia”. (c’è da dire che anche lui era stato accusato un’altra manciata di secoli addietro da un altro mio amico, scriba alla corte di ramses II). Stammi bene.

  • edogal

    @Epicuro
    “Guardo da lontano questa pericolosa sciocchezza dei papiri e me la rido grassamente. Il primo scriba che sento piangere perché il fuoco gli ha bruciato le sue annotazioni, lo abbatto (a colpi di stele).” disse il redattore della stele di Rosetta.

    Mi si obietterà, forse, che la Biblioteca di Alessandria in effetti bruciò e che la stele di Rosetta è giunta più o meno intera fino a noi… ma la diffusione della conoscenza ne ha certamente guadagnato con l’introduzione di nuove e più portabili tecnologie.

    Se di qualcosa devo aver paura parlando di libri elettronici è del DRM, per cui quando posso compro libri che non siano protetti in modo da non rimanere inchiodato ad un editore/produttore/lettore.

  • epicuro

    @jackzz
    obiezione vetusta quanto tuo cugino e facilmente falsificabile. La stampa a caratteri mobili permise al testo scritto di compiere un passo fino ad allora impensabile in termini di riproducibilità ed economizzazione del processo che ebbe riflessi facilmente deducibili sulla diffusione (ne “La cultura degli europei” di Sassoon c’è un capitolo in cui vengono sciorinate le cifre che ora non ricordo a memoria ma la curva è certamente cospicua). Pensa solo all’effetto sulla riforma luterana, per dirne una. Non mi pare si possa dire lo stesso dell’e-book, nel senso che la propulsione che può fornire alla diffusione delle idee non è nemmeno lontanamente paragonabile con quello che ebbe l’invenzione della stampa a caratteri mobili. Non è “qualcosa di completamente diverso” (copyright Monty Python), è solo una minuscola prolunga. Insomma a me, a parte alcune nicchie di utenza che effettivamente possono godere di alcuni benefici peculiari, per il momento pare più un gadget metrosexual che altro.
    Detto questo, mi scuso se col mio intervento ho urtato la sensibilità di qualcuno ma garantisco che trattasi non di spocchia ma solo di un po’ di innocente sarcasmo. Si discute per amore di discussione ma alla fine ognuno coi suoi soldi ci fa quel che preferisce.
    Stammi bene anche tu.

  • jackzz

    considerata la quantità di libri che si stampano, in minima parte con carta riciclata (ahimè per la maggior parte inutili\illeggibili, o pensa solo ai libri scolastici riaggiornati ogni anno con 2\3 paragrafi su 300 pagine, o gli orridi instant-book di stampo politico-sociale tipo quello – non me ne voglia – del direttore sofri), direi che la riproducibilità ed economicizzazione del processo sono due grossi punti a favore dell’ebook.
    Detto ciò, non scambierei la mia libreria cartacea con quasi nulla al mondo. ciao.

  • LAzy

    Concordo con edogal: l’unico difetto dei libri elettronici è nella diffusione dei formati; non capisco perché non adottare il formato epub, usato dalle biblioteche, con DRM quando il libro è venduto.

    Per quel che mi riguarda, il libro elettronico è molto pratico e ho lo stesso piacere nel leggere da un e-book reader (molto meglio del tablet per questa funzione) che dal supporto tradizionale in carta. E ci sono alcuni metodi per evitare che i dati raccolti dai prodotti menzionati sopra finiscano in mano ai vari Amazon, Apple, B&N e Google, se non lo si vuole.

  • lucac

    “potrebbe costituire un serio pericolo per la creatività degli autori, che potrebbero essere obbligati a piegarsi a particolari esigenze commerciali molto di più di quanto non avvenga già oggi”. Questa è la cosa potenzialmente più sgradevole, che potrebbe portare ad un (ulteriore) appiattimento della “letteratura” nel farsi prona ai gusti dei lettori.
    E la cosa avrebbe impatti anche sui libri di carta.

  • LAzy

    @lucac: Ma, con il libro elettronico, per vendere un proprio libro, c’è bisogno di passare da un editore?

  • wiz.loz

    @EPICURO: davvero nel tuo intervento è difficile leggere innocente sarcasmo… sembra proprio solo irritante spocchia. Poi stranamente tutti quelli che si sono convertiti all’ebook (e normalmente non sono ragazzetti amanti dei gadget elettronici bensì forti lettori e probabilmente anche bibliomani) non fanno che parlarne in termini entusiastici. Saranno tutti dementi o solo tu hai la verità in tasca? Comprati un ebook e leggici qualche libro, poi parlerai con cognizione di causa e non solo per sentito dire…

  • lucac

    @LAZY: buona obiezione.
    Speriamo.

  • hippo

    @epicuro:
    ok, diciamo che mi interrromperanno la lettura con uno spot. Molto, molto fastidioso.
    Ora, prendiamo esame i lati positivi.
    quando viaggio, porto con me decine di libri nello spazio di un’agenda;
    compro libri in lingua originale, a prezzi ragionevoli: sai la rabbia quando compravo i libri da amazon, pagandoli uno sproposito, e quando li leggevo scoprivo che erano delle schifezze?
    puoi scaricare una preview, cioè uno o due capitoli gratis: così puoi avere un’idea del contenuto, e non solo bastati sulla quarta di copertina o sulle recensioni di Repubblica…
    non devi accendere la luce – con l’ipad – per leggere a letto o in aereo, e così non dai noia a chi di fianco a te vuol dormire.
    i libri non occupano più militarmente ogni spazio orizzontale in casa.
    Potrei andare avanti molto a lungo, ma mi fermo qui…

  • epicuro

    @hippo
    Non devi convincere me; su questo credo di essere molto poco malleabile (sarà che sono vecchio). Potrei ribattere alle tue obiezioni punto per punto in modo molto convincente (e ogni spazio orizzontale della casa farcito di libri mi piace da morire) e aggiungerne altre delle mie, ma mi sa che non è questo il punto. Ne riconoscerò onestamente il valore, magari storcendo un po’ la bocca, se e quando, dati alla mano, qualcuno dimostrerà che hanno introdotto o favorito la lettura presso un numero abbastanza congruo di persone che altrimenti si sarebbero limitate agli oroscopi o ai libri di Vespa (che poi, detto tra noi, anche allora continuerò a non capire cosa gli costasse entrare in una libreria e spendere pochi euro per “Il maestro e Margherita”, ma lasciamo stare). Fino ad allora, e ovviamente parlo a titolo strettamente personale, resteranno poco più che giocattoli.
    Solo non vorrei che si cadesse nell’equivoco gigantesco di pensare che sia in qualche modo “contrario”. Diciamo che la mia posizione, per quel che può contare, tende solo a voler riequilibrare l’orda di peana dei tecnofiliaci che spesso mi suonano un po’ eccessivi. Solo questo. Se tu ti ci trovi così bene non posso che essere contento per te.

  • lucac

    @HIPPO: non esaltiamoci però, io ci vedo anche degli aspetti negativi:
    - se si scassa l’e-book ho perso decine di libri in un botto solo.
    - a oggi i libri disponibili per e-book sono pochi. Almeno, di quelli che ho letto nell’ultimo anno ce n’è quasi nessuno. Aumenteranno? Sicuramente, ma molto dipenderà dalla capacità/voglia delle case editrici, che dovranno vedere un beneficio nel convertire in elettronico testi che hanno solo su carta (parlo dei testi meno nuovi, dunque) con conseguente rischio di pirateria
    - un libro posso lasciarlo in macchina quando non serve, l’ebook no. In generale, un libro non me lo frega nessuno, l’ebook è un oggetto prezioso. Eviterei di addormentarmi sul treno con quello sul sedile.
    - un libro una volta letto lo metto via, l’ebook deve durarmi per anni. Riesce a farlo? O fa la fine dello schermo dei miei cellulari che dopo pochi mesi sono rigati da far schifo?

    Insomma ci sono sicuramente dei pro, ma anche parecchi contro, oltre allo spot pubblicitario.

  • franco1

    Infatti pur avendo dei problemi logistici dovuti alla massa di pubblicazioni che ho in casa, quello che personalmente mi trattiene, oltre ai fattori citati da Lucac è in primis quello di essere vincolato prima o poi alla disponibilità di una presa elettrica.

  • epicuro

    @wiz.loz
    quanto a spocchia nemmeno tu stai messo male, vedo. Dove hai letto che non l’ho mai provato? E da dove ti viene tutta questa sicurezza che chiunque lo provi non abbia alternative al restarne fulminato come Paolo sulla strada per Damasco (e chi non lo fa ha evidentemente qualcosa che non va)?
    Fossi un malpensante, dall’uso della parola “conversione” e dal fatto che te la prendi tanto si potrebbe intuire che la mia ironia almeno un po’ coglie nel segno.
    Ma va bene anche così, fidati. Mi avete sconfitto: il luminoso futuro ha vinto sulle tenebre oscurantiste. Ciao.

  • idonthavetimeforthiscrap

    Io sto scrivendo un racconto di fantascienza in cui un computer diventa cosciente di quanto porno c’è nell’hard disk.