Le statue, già. Oggetti anacronistici, si direbbe oggi, che però continuano a conoscere tentativi di reinvenzione, quasi sempre fallimentari: vedi il caso delle polemiche degne di miglior causa sulla statua di Giovanni Paolo II a Roma Termini. Certo, per un po’ le statue di Botero che si incontrano in certe cittadine di provincia sono sembrate spiritose e divertenti: ma non è che puoi reinventare il canone del monumento solo ingrassando i soggetti. C’è sempre quel problema lì, del carico di solennità che sembra pomposamente fuori scala per le ironie e il disincanto di questi tempi, e al tempo stesso non lo puoi smontare del tutto quando si parla di celebrare persone dai meriti celebrati, e che sono pure morte.
Finisce che si fa altro, lapidi, sculture, cose astratte: statue, sempre meno. Negli ultimi decenni hanno fatto più notizia le statue abbattute che non quelle innalzate (con qualche eccezione, dove però le statue erano infatti considerate un po’ troppo). E però intorno a noi ne sopravvivono solidamente migliaia e migliaia, passiamo loro vicino, alcune le andiamo a vedere apposta, e facciamo le foto. Foto di statue, di noi e le statue, di altri e le statue.
- Pechino, Cina
- Londra, Regno Unito
- Skopje, Macedonia
- Montevideo, Uruguay
- Fatima, Portogallo
- Madrid, Spagna
- Chicago, Illinois, Stati Uniti
- Cocullo, Italia
- Seul, Corea del Sud
- Hyderabad, India
- Pyongyang, Corea del Nord
- Lahore, Pakistan
- Pula, Croazia
- New York, Stati Uniti
- Lucknow, Uttar Pradesh, India
- Pechino, Cina
- Libreville, Gabon
- Lucknow, Uttar Pradesh, India
- Rio de Janeiro, Brasile
- Washington DC, Stati Uniti
- Medjugorje, Bosnia ed Erzegovina
- Ulan Bator, Mongolia
- Varsavia, Polonia
- Copenaghen, Danimarca
- Bangkok, Tailandia
- Lisbona, Portogallo
- Adalaj, India
- Myitkyina, Birmania
- El Rocio, Spagna
- State College, Pennsylvania, Stati Uniti

































