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Spending review, ci siamo

Spending review, ci siamo

In settimana arriverà il primo decreto per la revisione della spesa pubblica, probabilmente ne seguiranno altri, racconta il Corriere della Sera

3 luglio 2012

Il governo Monti si prepara ad approvare il primo decreto relativo alla cosiddetta spending review, la revisione e razionalizzazione della spesa pubblica affidata, tra gli altri, al commissario Enrico Bondi. Mario Sensini sul Corriere della Sera di oggi racconta a che punto siamo e spiega che a questo decreto ne seguiranno altri due. Soltanto dal primo pacchetto di tagli ci si aspetta un risparmio di 10 miliardi di euro. Secondo Repubblica, invece, il primo decreto potrebbe contenere anche un blocco delle tariffe fino al 2013. Su tutti i giornali si parla di malumori da parte di ministeri e sindacati.

ROMA — Una spending review in tre atti. «La revisione della spesa pubblica non è un’operazione una tantum, ma un processo, e non si esaurirà certo con il decreto di fine settimana» spiegano a Palazzo Chigi al termine di una giornata frenetica, tutta dedicata alla messa a punto del primo intervento di riduzione della spesa. «Al quale — aggiungono le stesse fonti della Presidenza del Consiglio — ne seguiranno altri». Uno prima della fine dell’anno, probabilmente insieme alla legge di stabilità, la ex legge finanziaria, all’inizio di ottobre. L’altra, che potrebbe essere l’ultimo atto del governo Monti prima delle elezioni politiche, nella primavera del 2013.

L’obiettivo dell’esecutivo, si aggiunge, è quello di presentare un piano organico di interventi che non si esaurisca in un sol colpo, ma che progressivamente abbracci ambiti sempre più ampi dell’amministrazione pubblica. Quello che è certo è che si partirà dal piano di risparmi sugli acquisti di beni e servizi da parte dello Stato e delle amministrazioni locali messo a punto dal commissario Enrico Bondi. Sarà quello il «piatto forte» del primo decreto legge con i tagli alla spesa, atteso per venerdì, quando dovrebbe tornare a riunirsi il consiglio dei Ministri. Gli altri capitoli della spending review che il governo ha valutato in queste ultime settimane, le misure sul pubblico impiego, l’accorpamento delle Province, il piano di riorganizzazione degli uffici territoriali del governo, la manovra sulla sanità, i tagli alla spesa dei ministeri e quelli alle risorse delle autonomie locali, sono già definiti nelle loro grandi linee, ma non è detto che vedano subito la luce.

(continua a leggere sulla rassegna di Datastampa)

foto: PACO SERINELLI/AFP/Getty Images

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  • valerio

    Ci risiamo e questa volta non è difficile come nel caso dello spread: spending review = revisione della spesa, c’è pure nell’articolo, chiaro, inequivocabile e in italiano

  • http://www.zingarate.com lowresolution

    Se ministerial e sindacati hanno malumori siamo sulla strada giusta.

  • ro55ma

    I “malumori” delle rappresentanze sono legittime e sacrosante (che rappresentanze sarebbero altrimenti), ma può darsi che un sacco di italiani – in modo molto trasversale a partiti, associazioni, gruppi vari – scoprano che i cosiddetti “tagli alla spesa da privilegiare rispetto agli aumenti delle tasse” sono molto meno piacevoli e gestibili di quanto tutti hanno raccontato fir ora.
    La quantità di denaro pubblico che passa dalle casse dello Stato a milioni di cittadini e relative famiglie, consolidata in cinquant’anni di Governo di Pantalone è immensa e magari fosse una questione di spreco: è il risultato di una politica di “welfare” non dichiarato e gestito come tale da tutti i partiti (proprio tutti, tutti..).

  • http://www.zingarate.com lowresolution

    Caro Ro55ma capisco benissimo quello che scrivi. Hai ragione. La domanda è: cosa facciamo? Andiamo avanti con il vecchio sistema che sta facendo affondare il paese o proviamo a cambiare rotta, almeno un pochino?

  • topesio

    Welfare é – dovrebbe essere- una bellissima parola. E infatti ce ne siamo appropriati, ingiustamente.. Sa tanto di Scandinavia, di cose che funzionano, di solidarietà. A casa nostra invece sa di immensa quantità di denaro -pubblico, ovviamente, spartito. Sa di pensionati/e 40enni, di esenzioni ticket fantasiose, di farmaci buttati, di ospedali costruiti e dismessi dopo un anno, di clientelismo, di amici degli amici, di gente che -troppo spesso- non fa una mazza. E la qualità globale- fatta qualche eccezione- è deprimente. Siamo una pizzeria in cui aspetti due ore, la margherita è fatta col formaggio di plastica, la birra è sgasata, paghi 50 euro a testa (e ti mettono il coperto a 5 euro) ,ci sono 30 camerieri per 20 tavoli ma 15 stanno seduti a fare il sudoku. Il vantaggio è che è aperta h 24 e che se conosci qualcuno non paghi. Tutto sommato non è poco.
    Scusate ho scritto una roba che sembro Brunetta..:-(

  • http://www.zingarate.com lowresolution

    Questa mattina Giannino ha sottolineato che si tratta ancora di “tagli lineari” indiscriminati fatti per coprire delle spese (esodati, terremoto, etc.). Mentre servirebbero tagli mirati e ragionati (colpendo più severamente chi spreca e premiando chi fa bene) per cambiare la struttura della spesa, diminuire le tasse e reperire risorse per la crescita.

  • ro55ma

    @LOWRESOLUTION, appunto, come dice Giannino “nun sè pò fà..” perchè ci sarebbero quegli altri tagli, quelli “mirati e ragionati” che sarebbero perfetti e, ovviamente, non avrebbero opposizione. Oddio, magari un poco sì, ma forse riusciamo a convincerli…
    Non se ne esce; tutti hanno qualche santoinparadiso che è pronto a difendere piccoli e grandi feudi e siccome il voto glielo danno anche loro al Mario Monti, ognuno gioca la propria carta.
    Ma fin qui, niente di nuovo (per la politica), il baratro si apre per la “classe dirigente” che dovrebbe mettere in pratica tutto ciò.
    Tagliare due dirigenti su dieci è matematica, sceglierli bene per tenersi quelli bravi/disponibili/noncoinvolticonlespese/ecc. e cacciare tutti gli altri è “impossibile”: li individua Giannino? Ci pensano i loro superiori, cioè quelli che hanno garantito ai medesimi di comportarsi in quel modo? Ci pensano i politici: dal Governo (Ministreri, ecc.) alle Regioni, giù, giù, fino alla segretaria del presidente del coordinamento comunale, ecc.?
    Voglio solo dire che di scorciatoie non ne esistono. Monti dovrà affondare il coltello e per farlo deve solo sperare che una parte dei cittadini coinvolti “gli dia una mano”, facendosi carico di un lavoro (non pagato e non riconosciuto) che va fatto dappertutto, punto.
    E ci si impiegherà anni e a condizione che oggi si parta e tutta la politica dichiari “di stare con lui”, altrimenti basteranno uno Scilipoti, un Barbato, una Santanchè e un Fassina per svaccare tutto e renderlo impraticabile.

  • giaime

    @lowresolution: puoi linkare l’articolo di Giannino per favore?
    @Ro55ma: sono d’accordo con te. Il punto è che il pesce puzza sempre dalla testa, perciò la scelta non può che cominciare dall’alto verso il basso. Ma il punto centrale è che manca una cultura della valutazione. Dato un budget di spesa, quanto beneficio hanno portato quelle spese ai cittadini? Se hanno generato valore (non solo monetario), allora il dirigente è bravo. Se hanno alimentato sprechi, allora il dirigente non è bravo. Il problema è che in Italia non si ha un riferimento. Si è provato a fare qualche cosa del genere con i costi standard per la sanità, ma non so che fine abbia fatto quel progetto.
    Se un ospedale spende 10 per un’operazione, non è pensabile che un altro ospedale per la stessa operazione spenda 20 o 50. E’ chiaro che magari il primo ospedale ha raggiunto un’efficienza di un certo tipo e il secondo no. Ma finché i finanziamenti vengono dati sulla spesa storica + o – qualche percentuale, nessuno ha interesse a diventare efficiente. Se decidiamo che un appendicectomia, in media, deve costare 15, chi spende 10 i 5 di differenza li può utilizzare per quel che gli pare, mentre chi spende 20 si deve finanziare con tasse locali, allora l’interesse a raggiungere livelli di efficienza dignitosi la trovano tutti i dirigenti.
    Questa è solo un’idea di massima, ma il percorso non può che essere questo, per me perlomeno.

  • flaviolapini48

    Mai stato per il governo Monti, avrei preferito le elezioni.
    Ma oggi sono in piena sintonia con questa scelta.
    Forse potrò anche essere colpito personalmente, non so, ma questa è la strada.
    Tutte le parti della revisione della spesa forse non saranno giuste ma se non si comincia mai!!!!
    Speriamo che in Parlamento non inizi il balletto della difesa delle clientele.