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Chi supera la crisi
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Chi supera la crisi

Mario Calabresi propone di dare retta a Prandelli e cambiare metodo, citando Einstein: «Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose»

3 luglio 2012

Il direttore della Stampa Mario Calabresi riprende oggi le parole dell’allenatore della nazionale Cesare Prandelli per riflettere sul rapporto dell’Italia con i suoi vantati desideri di cambiamento, e suggerire diversi rapporti con gli italiani più giovani.

Non solo siamo «un Paese vecchio, con idee vecchie», come ha detto Cesare Prandelli ieri mattina, ma siamo anche tanto affezionati al mondo che abbiamo dietro alle spalle da spendere la maggior parte del nostro tempo nel rimpianto invece che nella voglia di futuro e di cambiamento.
Viviamo di nostalgia del passato, un passato spesso idealizzato e totalmente riscritto nella nostra memoria, mentre avremmo bisogno di un’operazione radicale che torni a inserire nelle nostre teste il sentimento opposto: la nostalgia del futuro, la fame di futuro.
Viviamo in un mondo profondamente cambiato, ne conosciamo alla perfezione i limiti e stiamo provando sulla nostra pelle disagi e fatiche nuove, ma ormai ci concentriamo solo su queste rifiutandoci di vedere gli altri aspetti di quella rivoluzione globale che ci ha investiti. Perché esistono anche aspetti positivi, anche se dirlo appare ormai provocatorio, che vanno dal fatto che viviamo in un mondo con meno povertà (oltre un miliardo di persone sono uscite dalla fame negli ultimi trent’anni, un progresso che non ha precedenti nella storia), in cui si sono diffuse la coscienza ambientale e le sensibilità per i diritti, un mondo più vasto in cui a viaggiare non sono solo pochi privilegiati, in cui si è allargato l’accesso alle tecnologie e in cui si mette in discussione il potere e si chiede trasparenza con una forza che non ha precedenti.

(continua a leggere sul sito della Stampa)

(foto Jonathan Moscrop – LaPresse)
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  • giggi76

    Le parole di Prandelli sono solo belle parole, dal momento che lui stesso non ha cambiato nulla del malcostume familistico italiano, avendo cooptato il figlio nello staff della nazionale. Una cosa che definire inopportuna è dir poco. La cosa peggiore poi è che quando l’hanno sgamato si è pure offeso, cianciando di “attacchi personali” e bofonchiando scuse tipo “mio figlio è arrivato lì per merito”. Sì certo come no.

  • Luigi Muzii

    Perché ho la sensazione che la citazione di Einstein sia sbagliata?

    We cannot solve problems by using the same kind of thinking we used when we created them.

    Non si può risolvere un problema usando la stessa logica di pensiero che l’ha generato.

  • ellevu

    GIGGI76, io dico invece che c’è qualcosa nelle tue parole che è vecchio: tu non è che hai pensato che in effetti potesse essere all’altezza, sei saltato direttamente alla conclusione che c’è del “familismo”. Non ti sei preoccupato né risultato né del “progetto” che ci potesse essere dietro.
    Allora cosa conta infine? L’apparenza di un’organizzazione ineccepibile, o la sostanza di qualcosa di grande?
    Questo modo di pensare è vecchio: “nonostante le apparenze c’è qualcosa di losco”.

  • jackg

    solo io continuo a trovare altamente insano che Napolitano abbia mandato letterine alla Nazionale dopo ogni singola partita, e che tocchi a Prandelli fare discorsi sullo stato dell’Unione? Non si supera la crisi facendo ciascuno il proprio, il meglio possibile, senza demandare a Cassano, Marchisio e Di Natale l’opinion making sull’omosessualità?

  • http://www.mashiro.it mashiro

    @giggi76 nessuno si ricorda del fatto che il figlio di Prandelli lavora in una società di serie A e in nazionale era solo in prestito.

  • gaetanomart

    Vecchio è chi il Vecchio fa.

  • grinch

    Se mi danno un incarico e mi danno un obiettivo, scelgo i collaboratori che più mi piacciono. Tra due bravi allo stesso modo, scelgo quello con cui ho già lavorato. Tra due con cui ho già lavorato, scelgo quello a cui voglio più bene. Non ci vedo nulla di male. Fosse stato un incapace, Prandelli non avrebbe chiesto la collaborazione di suo figlio. Mi ci gioco le balle. Siamo gente di Brescia. Gente seria.

  • Wilson

    In questo campionato europeo la nazionale italiana ha avuto, a mio parere, momenti piacevolmente inediti, penso alla ricerca affannata del gol della sicurezza contro l’Irlanda, all’irritazione di Buffon per non aver chiuso subito la partita contro la Germania, al gioco offensivo e costruttivo mostrato quasi sempre…
    Rispetto al solito catenaccio sparagnino e al solito atteggiamento vittimista mi pare una bella novità.

  • alohomora

    Se si accetta senza problemi la presenza del figlio di Prandelli nel suo team, allora bisogna accettare senza problemi ogni forma di baronaggio, familismo e raccomandazione che quotidianamente appestano la vita degli italiani.

  • postpo

    la “fame” di futuro…(come la “fame” di vittorie, la “fame” di successo ecc)

    userei la parola fame col contagocce e magari comincerei con lo svecchiare il linguaggio

    per il resto trovo Calabresi al limite dell’insopportabile, ma questo è solo il mio inutile parere.

  • giggi76

    @ELLEVU e GRINCH: mi dispiace ma non sono assolutamente d’accordo. Non voglio fare il Travaglio di turno, ma ribadisco che si tratta di una questione di OPPORTUNITA’: è assolutamente vero che non mi preoccupo né del risultato né del progetto né della possibilità che Prandelli Jr possa essere all’altezza, per due validissimi motivi:
    1 – Siamo alle solite: in questo sciagurato paese al “figlio di”, per quanto capace e bravo, vengono date opportunità che a un altro, a parità di bravura, non verrebbero MAI date. E questa cosa è sconfortante, specie se a perpetuarla è uno che dice impunemente «Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose». Ecco, cominciasse lui a fare qcosa di diverso.

    2 – @MASHIRO: chi se ne importa che lavora altrove e che nella nazionale è in prestito. Per una azienda privata Prandelli Sr. e Jr. possono fare quello che gli pare. Se un imprenditore privato vuole pagare chicchessia, fosse anche il figlio incapace di pincopallo, problemi suoi. Ma la nazionale è la FIGC, finanziata dal CONI, cioè da noi. Trovo scandaloso che Prandelli non abbia avvertito l’inopportunità del prendere il figlio a lavorare con lui. Bresciano o meno, ha fatto una stupidaggine, ed ora fa pure l’offeso. Questo paese non cambia, purtroppo, non cambierà mai.

  • grinch

    @Giggi – solo nella Repubblica di Platone i figli hanno tutti le stesse opportunità. Perché non hanno padri. Utopie.

  • ellevu

    GIGGI76: tu stai dicendo che fosse stato Cristiano Ronaldo o Superman, o il figlio di Zeus palleggiatore non avrebbe avuto comunque diritto a partecipare. Insomma il più bravo non può partecipare per motivi che esulano dalle sue capacità.
    In breve: il merito deve sì essere valutato più importante della parentela, ma non diventare un pregiudizio.
    .
    Questo è un retaggio un po’ baronale in cui la struttura della società è solo quella politica, quindi dell’apparenza. Struttura in cui continuano a contare gruppo e famiglia di appartenenza, solo che in negativo, e non si considerano curricula e imprese personali.
    Questo è un modo di ragionare vecchio!

  • giggi76

    @ELLEVU: “palleggiatore”? Che significa palleggiatore? Intendi giocatore? Anzitutto il figlio di Prandelli non è un giocatore: fosse stato un giocatore, cmq, tutti avrebbero avuto modo di giudicarlo facilmente, perlomeno la stampa sportiva. Paolo Maldini è stato un giocatore fortissimo: lo era prima che suo padre diventasse CT e lo è rimasto dopo. Il figlio di Prandelli chi è? Boh. C’è modo di saggiarne le qualità? Boh. Ma soprattutto: era una figura così importante, indispensabile, insostituibile per la nazionale? Era così necessario calpestare sacrosante ragioni di opportunità cooptandolo nella FIGC?

    Le chiacchiere stanno a zero: prandelli non ha fatto nulla di diverso da quello che hanno fatto e fanno tanti, tantissimi patriarchi italiani. Dai docenti universitari ai medici, notai etc. Almeno non ci venisse a fare la predica

  • ellevu

    GIGGI76: hai ragione. E siamo contenti tutti.

  • giggi76

    Io ho sempre ragione :)

  • lazarus

    Ma certo che ha ragione giggi76, non importa se il figlio sia o meno all’altezza, importa che un semplice principio di opportunità e correttezza suggeriva di evitare la cooptazione . E scusatemi ma direi che è un po’ ridicolo sto modo di dar patenti: il tuo modo di ragionare è vecchio e il mio è nuovo, pare di sentire Celentano e il suo: questo è rock questo non è rock.

  • ellevu

    LAZARUS, in effetti hai ragione (ma intendo seriamente, stavolta). Mi ero infilato anch’io in un vicolo cieco.

  • http://www.mashiro.it mashiro

    @GIGGI76 con questa logica Paolo Maldini non sarebbe diventato uno dei calciatori più forti degli ultimi 20 anni. :)

  • giggi76

    su maldini ho già scritto

  • epicuro

    La questione di opportunità la capisco e in parte la condivido ma non mi pare che Prandelli jr. avesse grosse responsabilità nello staff azzurro. Se non erro era un “preparatore aggiunto” con mansioni abbastanza di contorno, senza contare che aveva già lavorato sia col padre che con altri membri dello staff. A spanne, credo che la possibilità di capirsi al volo in un contesto agonistico condensato in poche gare possa essere un valore aggiunto. Ora non so che cifre prendano queste persone ma non credo che ci si sia arricchito. Insomma mi pare che il topolino abbia partorito una montagna.

  • giggi76

    “Ora non so che cifre prendano queste persone”

    nemmeno io, mi piacerebbe saperlo, anche perchè è proprio questo “occultamento” che sminuisce le responsabilità di tutti: è un continuo “ma che vuoi che sia”, “in fondo non si è mica arricchito”, “vabbè cmq era bravo”.
    Moltiplicate questo atteggiamento per milioni di italiani e poi capirete come stiamo messi…

  • jackzz

    mi dispiace perderci del tempo, però, caro giggi76, qua mi pare che l’esempio di italiano sconfortante ce lo dai tu. Ricapitolando: tu non sai che mansioni avesse il figlio di prandelli, non ti sei informato sul suo curriculum, non sai quanto guadagni, insomma non sai un emerito, sei troppo pigro per informarti (non c’è mica il segreto di stato su queste faccende, al limite c’è un giggi76 privo dei necessari strumenti di comprensione) ma non abbastanza per evitare di schiacciare i tuoi ditini sulla tastiera e concionare. Ti rode che non hai un padre potente o qualcosa del genere, quindi invece di rimboccarti le maniche e seguire gli esempi innumerevoli di quelli che in italia ce la fanno ugualmente, rovesci bile a casaccio. L’unica morale che vedo io è l’ennesimo italiano sconfortante, il rovescio della medaglia dell’inetto figlio di papà: l’inetto figlio di n.n.. Moltiplicate questo italiano cui rode di non aver avuto scorciatoie e in compenso passa il pomeriggio a scrivere commenti online per milioni di italiani e capirete come stiamo messi.

  • ellevu

    No, torno sul pezzo, il problema è che milioni di volte la logica è stata: “Allora a portiere ci metto mio cognato che così lo sistemo! Chi se ne frega se è un’incapace”. Tu GIGGI76 continui a mettere questioni di parentela davanti a tutto. Urgente risolvere quelle prima.
    E il merito?
    Chissenefrega!
    L’unico meccanismo da cui nasce la tua logica è lo stesso che denunci in Prandelli, a segno cambiato: “Il merito non conta!”

  • giggi76

    Prandelli Jr è quindi il PIU’ GRANDE PREPARATORE ATLETICO che la FIGC abbia mai avuto il privilegio di poter ingaggiare: meno male che era il figlio di Prandelli! Così almeno se lo sono potuto accaparrare perchè il padre ci ha messo una buona parola, sennò rischiavamo di farcelo sfuggire, magari diventava l’ennesimo cervello…ehm…avambraccio in fuga che andava a lavorare per la federcalcio inglese, non sia mai!

  • uqbal

    Interessante che del succo della discussione di Calabresi non sia fregato un accidente a nessuno. Ma certo, parliamo del figlio di Prandelli, quello era il tema dell’articolo, come no?
    Quando il saggio indica la luna e lo sciocco guarda il dito, stai sicuro che NOI stiamo ancora con lo sguardo sull’ombelico.
    L’articolo di Calabresi, in ogni caso, è da incorniciare.

  • sire

    solo una precisazione: la FIGC non è finanziata dal CONI (più probabile che accada il contrario).

  • ellevu

    UQBAL, siamo usciti dal seminato, sì. Tuttavia la nostra discussione con GIGGI76 verteva non sul figlio di Prandelli, quanto sulla logica che si dovrebbe usare nel scegliere i collaboratori. Non abbiamo mai discusso le parole di Calabresi, le abbiamo direttamente fatte nostre!

  • jackzz

    quando un dito è particolarmente storto non puoi fare a meno di notarlo

  • pendolare

    @UQBAL l’articolo di Calabresi sarà anche da incorniciare, tutto bello, tutto vero. Ma fondamentalmente non scrive nulla che non si fosse già visto o letto altrove. Idee che penso la stragrande maggioranza dei commentari condivide e quindi c’è poco da discutere.
    Parlando della logica nello scegliere i collaboratori….

  • giggi76

    secondo me invece l’articolo di calabresi c’entra eccome: parla di talenti trascurati e di uno stato di cose che non cambia perché noi per primi continuiamo a ripetere gli stessi gesti, gli stessi atteggiamenti e dunque gli stessi errori.

    Ebbene, ciò che ha fatto prandelli cooptando il figlio in nazionale è esattamente la NEGAZIONE di quanto scritto da Calabresi: ha dato un’opportunità importante a una persona anteponendo il cognome al merito e in questo NON si è assolutamente discostato da molti suoi predecessori.

    Altro che “guardare il dito anziché la luna”

  • hippo

    @GIGGI:

    mi dici per favore da quali dei “comportamenti dei molti suoi predecessori” ∏randelli non si è discostato? Mi dici chi, dove, come e quando hanno avuto comportamenti secondo te analoghi al quello di Prandelli? Zoff? Sacchi? Donadoni? Lippi? Ciro Ferrara? Hai notizie di figli, nipoti, cugini, zie o vicini di casa sistemati da queste persone nella FIGC?

    Nel merito: Prandelli ha detto che il calcio è lo specchio del paese, e che con questa situazione né l’uno né l’altro hanno speranza di farcela, con competitors come quelli con cui ci dobbiamo confrontare.

  • p!

    In una situazione di competizione così serrata, poco tempo per tirar fuori il meglio, l’allenatore ha scelto un collaboratore fidato, con cui capirsi al volo. Bene.
    In una situazione così particolarmente impegnativa (direi frustrante) come un (qualunque) ospedale romano l’esimio dottore, nonchè rettore de La Sapienza Frati, ha scelto (contribuito enormemente a scegliere) due o tre suoi figli, qualche compagna di uno di questi, credo pure sua sorella. Ovviamente tutte scelte dettate da curriculum indiscutibili, meriti, pubblicazioni(!).
    A questo punto mi sorge un dubbio:
    1_quale è la differenza sostanziale?
    Poi per concludere: a vedere come erano ridotti diversi giocatori e non solo in finale (Chiellini, De Rossi, Abate, Balzaretti, Motta, Cassano, Bonucci, Maggio), tutto questo contributo all’efficienza di un tecnico specialista della preparazione e cura degli atleti io francamente non l’ho visto. Ma sbaglierò.

  • karl

    Immagino che esista un allenatore dei portieri migliore di tancredi, ma immagino che nessuno o pochi abbiano posto questo problema quando ha preparato l’inghilterra, semplicemente capello ha scelto una persona di cui si fidava. Mi sembra lo stesso caso. È un manager, sceglie il suo staff e risponde alle critiche con i risultati. Tanto per alzare una polemica:trovo molto meno professionale lippi che per antipatia personale non porta panucci e cassano.

  • rodo

    D’accordo con uqbal, articolo da incorniciare.
    Il mitizzare il passato di noi occidentali solo perché,
    stiamo perdendo privilegi in questo sacrosanto riassestamento dei valori
    è atteggiamento da bambini viziati.
    Qualche centinaia di milioni di adolescenti dei paesi emergenti non la vedono così nera come i nostri figli.
    Anzi ho sbagliato; qualche centinaia di milioni di genitori di adolescenti dei paesi emergenti non la vedono così nera come noi genitori occidentali.
    In quanto a Prandelli jr, siamo tutti quanti figli di qualcuno
    e tutti quanti dovremmo essere giudicati esclusivamente per quel che facciamo.

  • giggi76

    è stupefacente come molti di voi si ostinino a non voler cogliere il nocciolo della questione, fate incredibilmente gli stessi identici discorsi che faceva Berlusconi per difendere Nicole Minetti o il rettore della Sapienza Luigi Frati per difendere il figlio Giacomo.
    Il paragone con Tancredi dimostra che qui davvero qcuno preferisce guardare il dito anziché la luna.
    Una domandina: ma se l’allenatore della nazionale era uno antipatico e “di destra”, tipo Lippi o Moggi, stareste tutti quanti a difenderlo ugualmente?

  • http://kirklord.blogspot.com/ kirklord

    @GIGGI76: +1. Il fatto è che finchè si parla di politica, economia, o etica varia, sono tutti bravi a spaccare il capello in quattro; ma se si tratta di calcio l’italiota medio perde il lume della ragione e comincia a dar fuori di testa…

  • karl

    Con frati la sapienza è crollata in ogni classifica, con prandelli la nazionale è arrivata seconda agli europei. E non parlo dei risultati del governo berlusconi.

  • sire

    ma il bocca di repubblica che ha sollevato la questione, mica sarà parente o figlio di giorgio?

  • epicuro

    A me sembrate tutti un tantino troppo (passatemi il termine) infoiati, nel senso che il tasso di aggressività pare abbastanza sproporzionato rispetto alla materia del contendere. Come se i destini dei nostri giovani, la fine della crisi o la costruzione di un paese migliore dipendessero da quello che diciamo qui sopra.
    Una preghiera a margine per Giggi76, Uqbal e qualche altro milione di italiani che commentano sui vari blog: davvero non esiste un altro modo per indicare la situazione esposta in questo proverbio del dito e della luna? Se oggi ne venisse vietato l’uso, credo che in Italia si libererebbe metà della banda. Magari tra un po’ diventerà un tag, che so, tipo “crisi” o “disoccupazione”. Grazie di cuore.

  • uqbal

    Epicu’, la lamentela sulla qualità delle metafore nei blog mi mancava…

  • barlafuzzy

    Certo, peccato Prandelli in finale, alla resa dei conti, abbia schierato la stessa formazione che era partita all’Europeo (e tanto bollita) per paura di mettere forze fresche e probabilmente non preparate a una finale, col risultato che tutti conosciamo.

  • epicuro

    Uqba’, è stato più forte di me. Non si può più sentire, davvero.