Il Post
— Economia

La disoccupazione giovanile è al 36,2 per cento

L'ISTAT ha diffuso i dati di maggio: il tasso generale scende ma tra i giovani siamo al record storico

2 luglio 2012

Il tasso di disoccupazione a maggio è in leggero calo rispetto al confronto con il mese di aprile: al 10,1% (-0,1 punti percentuali) mentre sale di 1,9 punti su base annua. Il mese precedente aveva registrato il picco dall’inizio della serie storica mensile (2004). Lo rileva l’Istat sulla base di dati provvisori e destagionalizzati.

DOPO UN ANNO E MEZZO CALANO I DISOCCUPATI – Il numero dei disoccupati cala di 18mila unità, scendendo a 2.584 mila.Su base annua, invece, si registra una crescita del 26% pari a 534mila unità. Gli occupati sono, quindi, 23.034.000, in aumento dello 0,3% rispetto ad aprile (60 mila), la crescita dell’occupazione riguarda sia gli uomini sia le donne.

(continua a leggere sul sito del Corriere)

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  • pablo72

    Potrebbe essere altrimenti? Considerato che le uniche misure dei super-tecnici, sono state aumentare le tasse e agevolare i licenziamenti, un aumento della disoccupazione è da manuale.

  • uqbal

    Se il dato della disoccupazione generale e quello della disoccupazione giovanile sono entrambi su base mensile, come mi sembra di capire dall’articolo, vuol dire che gli effetti della crisi vengono dirottati in primo luogo sui giovani.
    Ed è ovvio che sia così: lavori meno tutelati, meno strutturati e con minor anzianità. Nel diritto del lavoro italiano la cosa si esprime più o meno così: “Sei giovane? Impiccati”.

  • giaime

    @Pablo: i super tecnici, come li chiami tu, avranno anche fatto tutte queste cose, ma a maggio la legge di riforma del mercato del lavoro NON era in vigore, perciò si applicava ancora la precedente normativa. Tra l’altro, da quel che c’è scritto, la disoccupazione è diminuita, anche se di poco, quindi non so di che cosa tu stia parlando.
    @uqbal: non vedo la novità. E’ un problema veramente drammatico anche perché, probabilmente, se c’è da licenziare si sceglie la persona più giovane, non solo per motivi di contratto (verosimilmente ha un contratto a tempo determinato più facilmente risolvibile), ma anche perché difficilmente questa persona ha sulle spalle una famiglia e, forse, si pensa che un ragazzo di 25 anni ha più facilità a trovare un altro lavoro di una persona di 55 anni.

  • http://www.giordani.org Riccardo Giordani

    @PABLO72 Hai idea di quanto incide sull’occupazione un default?

  • pablo72

    @Riccardo No e non capisco che c’entra il default. Ma è evidente che le misure adottate in Italia,e iin tutta europa, sono pro-cicliche quindi non possono produrre altro che maggiore disoccupazione ed aggravare la crisi.

  • http://blogghetto.org michelelan

    Sapete cosa penso?!? Se non ci fosse questa disparità, se la disoccupazione giovanile fosse la metà con più ciinquantenni a spasso ora ci ritroveremmo con una disoccupazione totale pari a quella tedesca.. I giovani sono in grado di fare tanto, creare cose nuove, nuove imprese e quindi più posti di lavoro.. Ne gioveremmo tutti, anche i cinquantenni..

  • ro55ma

    @PABLO72: nessun manuale che colleghi l’agevolazione dei licenziamenti all’aumento della disoccupazione giovanile, solo tanta, ma veramente tanta, SEG (sozzeria estiva giornalistica).
    Perchè nessuno spiega il significato di “disoccupati giovanili” e magari racconta che solo conteggiando parte degli studenti si arriva al 36% in Italia o si supera il 50% in Spagna.
    Perchè non spiegare che la Germania (e l’Austria, la Danimarca, ecc.) hanno poco meno della metà della popolazione studentesca iscritta a scuole professionali che operano in accordo con le aziende e che portano centinaia di migliaia di giovani fra i 16 e i 20 anni ad essere “studenti-apprendisti-lavoratori” (con il 30-40% della paga oraria normale).
    Perchè, poi, dovresti spiegare che in Italia i ragazzi vanno al “liceo”, poi abbandonano la scuola (peggio che in Estonia come mortalità scolastica) e le scuole professionali sono bandite dall’orizzonte socialindignatorivoluzionario dell’italiano dè sinistra e quindi quando cerchi un infermiere, un idraulico, un bravo falegname, ecc. non lo trovi, punto.
    Ma con gli articoli costruiti su (solo una piccola parte…) dei dati ISTAT si può fare indignazione sociale da spiaggia e farlo sul Corrieronedeipoteriforti, se non fosse ridicolo, sarebbe peggio.

  • uqbal

    Ro55ma
    La percentuale di abbandono scolastico è molto più alta nelle scuole professionali, dove è al di sopra del 18.8% medio generale, e in alcune zone di Italia è da mettersi le mani nei capelli. Ai licei vanno tendenzialmente quelli che alle spalle hanno famiglie solide.
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    Giaime
    Essì, è come dici tu. Però intanto i giovani si ritrovano sempre meno qualificati (che passare gli anni da precario non è di quelle cose che aiutano il curriculum) e spaesati. I 55enni saranno anche il ventre molle della forza lavoro italiana, ma se continuiamo così avremo presto i 55enni che un lavoro fisso non l’hanno mai avuto. E poi forse ha ragione Michelelan…

  • pablo72

    @RO55MA In questo momento non credo che il problema sia dovuto ad una cattiva interpretazione dei dati, né ad un problema solo dell’Italia. Riporto dal profilo twitter di Roubini, questa mattina:

    - Spain Manufacturing PMI hits 37-th low of 41.1 in June (May: 42.0).Downturn showing no sign of abating
    - Italy Manufacturing #PMI little changed for June at 44.6 (May: 44.8)
    - France is contracting too @MarkitEconomics: Little change in France Manufacturing #PMI; final June reading 45.2 (May: 44.7)
    - Germany at stall speed @MarkitEconomics: German Manufacturing PMI at three-year low in June; final reading 45.0 (May: 45.2)
    - Greek manufacturing sector registers accelerated contraction during June; #PMI down to 40.1 (May: 43.1)

    Cosa altro serve per dire che le politiche economiche, volute dalla UE, sono completamente fuori strada, e stanno creando disoccupazione ed aggravando la crisi.