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  • Domenica 1 luglio 2012

La tassa sull’inquinamento in Australia

È stata approvata ieri dal governo laburista e impone alle più grandi aziende australiane un'imposta su ogni tonnellata di gas serra prodotto

Australian Prime Minister Julia Gillard answers questions during the Carbon Expo Australasia in Melbourne on November 9, 2011. Gillard attended the expo a day after Australia passed its controversial pollution tax in a sweeping and historic reform aimed at lowering carbon emissions blamed for climate change. The scheme will levy a price of 23 Australian dollars (23.80 USD) per tonne on carbon pollution before moving to an emissions trading scheme in 2015. AFP PHOTO / WILLIAM WEST (Photo credit should read WILLIAM WEST/AFP/Getty Images)
Australian Prime Minister Julia Gillard answers questions during the Carbon Expo Australasia in Melbourne on November 9, 2011. Gillard attended the expo a day after Australia passed its controversial pollution tax in a sweeping and historic reform aimed at lowering carbon emissions blamed for climate change. The scheme will levy a price of 23 Australian dollars (23.80 USD) per tonne on carbon pollution before moving to an emissions trading scheme in 2015. AFP PHOTO / WILLIAM WEST (Photo credit should read WILLIAM WEST/AFP/Getty Images)

Ieri il governo australiano, presieduto dalla laburista Julia Gillard, ha approvato la cosiddetta “carbon tax”, una tassa che sta facendo molto discutere in Australia e che impone alle aziende del paese che inquinano di più di pagare 23 dollari australiani (circa 18 euro) per ogni tonnellata prodotta di gas serra.

L’Australia contribuisce per circa l’1,5 per cento all’inquinamento mondiale e risulta essere il paese con il più alto tasso di emissioni inquinanti per persona. Il governo australiano sostiene che la tassa sulle emissioni è l’unico modo che ha l’Australia per riuscire a rispettare gli impegni internazionali sulla riduzione dell’emissione dei gas serra. Secondo le stime riportate dalla BBC, questa imposta colpirà circa 300 grandi industrie del paese, soprattutto tra le compagnie minerarie, aeree ed energetiche.

In Australia si discute da molti mesi di questa misura, che è al centro di un grande dibattito politico e di duri scontri tra la maggioranza laburista e l’opposizione. Tony Abbott, il leader del partito liberale all’opposizione, ha invece duramente attaccato la decisione del governo, definendo la “carbon tax” una “toxic tax” (“tassa tossica”), che colpirà duramente l’economia australiana. Secondo Abbott la tassa sull’inquinamento provocherà la perdita di moltissimi posti di lavoro e l’aumento dei prezzi al consumo, che peseranno sui cittadini.

Il primo ministro Gillard ha aggiunto che questa imposta deve servire all’Australia come sprone verso l’innovazione e la ricerca, l’unico modo per abbandonare la dipendenza del paese dai combustibili fossili e inquinare di meno senza traumi per l’economia del paese e dei cittadini. Con le elezioni politiche del 2013 che si avvicinano, scrive la BBC, la politica energetica sarà uno degli argomenti su cui punteranno maggiormente i partiti politici durante la campagna elettorale e il partito liberale, schierandosi fermamente contro, potrebbe guadagnare consensi.

nella foto: il primo ministro australiano Julia Gillard (WILLIAM WEST/AFP/Getty Images)