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Scegliere tra il male e il peggio
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Scegliere tra il male e il peggio

È questo che deve fare la Germania in Europa, dice Süddeutsche Zeitung

28 giugno 2012

Inizia oggi a Bruxelles un Consiglio europeo particolarmente importante e delicato – determinante, scondo alcuni – per la gestione dell’attuale crisi economica e per la sopravvivenza della moneta unica europea. Le attenzioni di tutti sono rivolte (da mesi, ormai) alla Germania e alle sue intenzioni, vista la sua grande potenza e influenza e viste le differenze di opinioni tra il cancelliere tedesco, Angela Merkel, e i primi ministri di Francia, Italia e Spagna, gli altri tre principali paesi dell’unione monetaria. La questione è nota ed è sempre quella: se mettere o no in comune il rischio sul debito e i relativi interessi, magari con gli eurobond, e al prezzo di quale unione fiscale e politica. Nikolaus Piper sul quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung spiega ai suoi concittadini che nessuna delle strade che si aprono davanti alla Germania è particolarmente attraente: si tratta di scegliere tra il male e il peggio. E quindi meglio scegliere il male, e in fretta. L’articolo è stato tradotto in italiano da Anna Bissanti per Presseurop.

Il futuro dell’euro non dipende dall’Italia. E non dipende neppure dalla Spagna, dal Portogallo, da Cipro. E nemmeno dalla Grecia. Dipende solo dalla Germania, e da nessun altro, e sarà la Germania a decidere se la moneta unica dovrà continuare a vivere, e come. Berlino è oggi il centro nevralgico della crisi. Il ministro delle finanze e la Bundesbank ne sono sicuramente consapevoli, ma la questione è ben lontana dall’essere discussa pubblicamente con la necessaria franchezza. Soltanto la Germania può accollarsi la maggior parte delle spese legate al salvataggio dell’euro. Resta da capire se i tedeschi lo vogliono e per quanto tempo potranno ancora farlo.

Prima dell’ennesimo summit europeo che si prospetta ancora una volta difficile, i responsabili politici e l’opinione pubblica tedesca hanno l’occasione di fare a freddo i loro calcoli: quanto ci costerà ancora il salvataggio dell’euro dal punto di vista economico e politico? E quanto ci costerebbe invece un fallimento, ovvero la disintegrazione della zona euro, a prescindere dalla forma che assumerà? E in entrambi i casi, quali rischi si concretizzerebbero nei bilanci delle banche e della Bundesbank? Quali sarebbero le ripercussioni di un fallimento per lo status della Germania in Europa? La cancelliera deve continuare a fare l’addomesticatrice d’Europa?

Gli osservatori extra-europei hanno fatto notare che i tedeschi conducevano il dibattito sull’euro da un punto di vista del tutto particolare, quello morale, chiedendosi per esempio con stupore: “Come è possibile che siamo arrivati a pagare affinché i greci vadano in pensione a 45 anni?”. Le domande di questo tipo sono facili da capire, ma per nulla pertinenti: nessun euro tedesco è stato ancora versato nel sistema pensionistico greco. Sarebbe bene, invece, che adesso il dibattito si facesse a un livello economico e costituzionale.

(continua a leggere su Presseurop)

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foto: ODD ANDERSEN/AFP/GettyImages

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  • jamesnach

    La Merkel è come tutti gli altri: nel 2013 si va a elezioni, e non vuole perdere la cadrega.
    Sceglierà quello che è giusto fare solo se non ci dovrà rimettere la poltrona, costasse pure il crollo definitivo dell’economia europea.

  • anaketa

    La Merkel non è obbligata da nessuno ne tanto meno moralmente a dover scegliere per il futuro dell’europa se questo dovesse compromettere la stabilità del suo Paese!
    Uno aiuta gli altri come puo ma non compromette se stesso. Lei ha prima di tutto dei doveri nei confronti del popolo tedesco e poi dell’Europa e gli altri Paesi farebbero bene a guardarsi un po nel loro piccolo invece che fare casini e poi pretendere che siano gli altri a risolvere i problemi, e anzi indispettirsi se questi non li aiutano caricandoli di giudizi negativi!

  • atraum

    @anaketa infatti ormai sono tanti in germania che hanno capito che la linea adottata finora porterà disoccupazione e crisi anche in germania. lo spiegel ad esempio lo ha scritto chiaro e tondo. quindi anche merkel dovrebbe cominciare a guardarsi nel suo piccolo…nell’interesse della germania ha tenuto duro più che ha potuto negli interessi del suo paese però oggi è ora di mollare se non si vuole mandare tutti,germania compresa, a quel paese.

  • jamesnach

    Come se la Germania non avesse nessuna responsabilità nel casino che sta succedendo.
    Come se non fosse la prima finanziatrice del debito pubblico Greco.
    Come se da questa situazione non stesse traendo enormi vantaggi, visto che – tra l’altro – oramai la gente PAGA per finanziare il debito del Governo tedesco, e non il viceversa.

  • atraum

    in germania però i giornali dovrebbero cominciare a raccontare meno balle.gli raccontano che salvano da soli la grecia e la spagna però “dimenticano” gli sforzi di paesi come l’italia e la francia. dimenticano inoltre che senza euro i loro prodotti sarebbero troppo costosi e perderebbero concorrenzialità, dimenticano a chi vendono i loro prodotti e dimenticano che italia e spagna non sono concorrenziali oggi perchgé l’euro è sostenuto dalla locomotiva tedesca. quindi siamo sulla stessa barca. e lo siamo sempre, quando le cose vanno bene e quando vanno male. anche la germania ha goduto e non poco dell’europa ad esempio quando si è riunificata.alla fine mandare a picco l’europa non gli conviene. ha aspettato l’ultimo momento per approfittare e raccogliere quanto seminato il più possibile ma oggi è rischioso aspettare ancora.siamo troppo vicini al baratro per continuare a giocare a melina.

  • Scemax

    Adesso alla Germania conviene avere denaro gratis con i suoi tassi bassissimi. Spacciare la moralità per convenienza è un trucco che fino ad ora ha funzionato, grazie ad un sistema che si diverte a spingere sott’acqua chi sta annegando.

  • pablo72

    La germania Cercherà di mantenere lo status quo e trarre i maggiori vantaggi possibili, poi quando la situazione sarà insostenibile o per loro sfavorevole uscirà dall’euro dando la colpa ai paesi del sud.

  • whiteyes

    Chi ha i conti in ordine e una debito puibblico decente non ha problemi a finanzirsi sui mercati.
    Noi (e altri) che abbiamo speso e “sparso” denaro dobbiamo essere minimamante responsabili ed abbattere il nostro debito (costi quel che costi).
    La Germania non ha alcuna responasbilità della nostra incapacità nel tenere sotto controllo la nostra spesa del nostro elefantiaco stato.
    O abbattiamo DA SOLI il nostro debito o sono e retseranno CA..I nostri.

  • riccardor

    La Merkel pretende sovranità in cambio di soldi, come darle torto?

    Voglio dire: le colpe sono della Grecia, che ha truccato i bilanci, è corrotta, uno stato inefficiente, evasione ai massimi livelli.. insomma ha fatto la ricca con i soldi degli altri; dell’Italia, con un debito assurdo, ecc.; della Germania, che vuole continuare a finanziarsi a tassi ridicoli; della Francia, che non vuole cedere sovranità; poi anche Irlanda, che si è fatta carico dei debiti delle banche, ed infine Spagna, con una gestione delle piccole casse risparmio in collegamento con l’edilizia ridicola.

    Insomma è colpa di tutto il sistema.

  • ggfum

    @ANAKETA come dire che i legaioli hanno prima di tutto dei doveri nei confronti del popolo padano ecc. ecc.
    Si tratta sempre di regionalismi e finchè non si riuscirà ad uscirne l’Europa sarà soltanto un qualcosa di incompiuto.

  • franco1

    Parafrasando si potrebbe dire che “Qui o si fa l’Europa o si muore (tutti)!”