Il Post
— rassegna

“Il Manifesto non chiude”

Lo annuncia il giornale, spiegando l'accordo che "che scongiura l'interruzione delle pubblicazioni"

27 giugno 2012

Il Manifesto, in grave crisi da tempo e di fatto con le pratiche fallimentari già avviate, non chiuderà: il giornale annuncia che è stato trovato un accordo con il governo, 36 giornalisti saranno pienamente operativi e altri 34 faranno cassa integrazione a rotazione.

Ci abbiamo sempre creduto, abbiamo ogni giorno lavorato per raggiungere questo risultato e ieri finalmente abbiamo firmato: dimezzati ma vivi. Il manifesto non chiude. E ora possiamo pensare a come ricomprarci la testata.

Trentasei, tra giornalisti e poligrafici, saranno al lavoro e 34 in cassa integrazione a rotazione. Al ministero del lavoro, abbiamo raggiunto un accordo che scongiura l’interruzione delle pubblicazioni. Un buon risultato anche se durissimo perché costringe il collettivo a grandi sacrifici (parlano i numeri) per rispettare condizioni molto pesanti nella gestione corrente dei bilanci. Ci siamo riusciti per l’ascolto e il rispetto che il ministero dello sviluppo economico e quello del lavoro hanno riservato ai quarant’anni di storia della nostra testata, per la collaborazione serrata con i commissari liquidatori, per l’apporto di Fnsi e Cgil, per l’impegno forte della squadra che ha affrontato la Liquidazione amministrativa lavorando in via Bargoni , per la solidarietà fattiva dei collaboratori che hanno continuato a scrivere gratuitamente dall’Italia e dal mondo. Ma non ce l’avremmo fatta senza il rinnovato amore con i nostri antichi lettori-sostenitori che abbiamo ritrovato vicini, con i circoli manifestini, con chi neppure sapevamo di avere accanto.

(continua a leggere sul sito del Manifesto)

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  • Guada

    Bene!

  • passante

    Si può sapere di quanti soldi si tratta e chi ce li ha messi? Hanno ricevuto soldi dai ministeri e dai sindacati? Hanno ottenuto una cancellazione dei debiti, mutui a tasso agevolato, contributi a fondo perduto? Quante copie vengono effettivamente stampate e quante effettivamente comprate da persone vere? Se non fosse un giornale di sinistra otterrebbe lo stesso trattamento di favore o viviamo in un regime comunista a nostra insaputa? Anche l’Avanti, giornale storico del socialismo, c’è ancora, e il direttore è Lavitola. Altro che articoletti su lettori che fanno i circoli manifestini, le collaborazioni gratuite da tutto il mondo per tenere in vita l’amato quotidiano marxista-leninista, quel modo stantio di spacciare realtà di comodo da parata nella piazza rossa e omaggi alla foto del caro leader con tacchi e mascara. Meglio un hezbollah in casa che un comunista alla porta.

  • bronzin

    Basta dai… bisognerebbe anche interrompere ad un certo punto questo accanimento terapeutico… Eh va beh, ci si rivede comunque tra un anno al prossimo appello in prima pagina perchè “vogliono farci chiudere”.

  • wiz.loz

    Continuo a pensare che se un prodotto editoriale non sopravvive con le sue forze (vendita di copie e pubblicità) debba fallire.

  • wiz.loz

    Questo comunque è il lampante esempio di come andrebbe una qualsiasi impresa se amministrata con i criteri di “quella certa sinistra” stile CGIL.

  • brad

    Tutto molto bello, se non fosse che lo paghiamo noi …

  • cacciatorino

    Veramente questo articolo non spiega per niente i termini dell’accordo, quindi non sappiamo come lo Stato interverra’ in aiuto di questo giornale.

    Ma e’ giusto tenere in vita a forza di contributi pubblici un giornale che evidentemente e’ mal fatto? Se fosse ben fatto probabilmente riuscirebbe a vivere vendendo copie.

  • http://covatamalefica@gmail.com duffogrup

    Se la liquidazione coatta (non il fallimento perchè è una coop) è in corso il Manifesto in pratica ha già chiuso. Dovrebbero prenderne atto e magari inziare una nuova avventura, come si dice in questi casi.

  • jackg

    BRONZIN + 1

  • callmeishmael

    Bene, anche per questo trimestre non chiudono. Ci sentiamo alla prossima mobilitazione in autunno.

  • https://profiles.google.com/raffel.ibba/ab raffibb

    Basterebbe abrogare l’attuale legge marxista-leninista sulle televisioni, per cui in Italia c’è un mercato pubblicitario addomesticato attraverso il quale gli italiani, con le tasse, finanziano anche il signor Berlusconi e la sua famiglia, visto che del loro lavoro pare non sappiano vivere.
    Così basterebbe chiedere alle famiglie Agnelli -Elkann la restituzione dei soldi regalati dallo stato italiano durante la prima e la seconda guerra mondiale ed in cambio di un ben poco pagato a carissimo prezzo, e sa cui hanno avuto guadagni mai tassati; o chiedergli anche la restituzione dei soldi a fondo perduto con cui sono state finanziate la maggior parte delle fabbriche costruite dalla Fiat in Italia. Così basterebbe chiedere a tutti quelli che vivono di politica di vivere di qualcos’altro e non dei soldi dei cittadini. Ma anche ai generali ed ammiragli di pagarsi la servitù e gli autisti e di non farseli pagare dallo stato etc etc etc … i lavoratori del Manifesto hanno tutti le stesso stipendio ed il Manifesto è stato scuola di giornalismo.
    Se il giornale non sopravvive è solo perchè in Italia non c’è libertà di stampa e non c’è mai stata in tutta la sua storia.
    ciao
    r

  • lucagras

    Ma che bei commenti di merda!

  • morfeo

    @Raffib
    In Italia la libertà di stampa c’è eccome, infatti il manifesto (e l’Unità e l’Avanti, e Il Secolo…) è sempre uscito e continuerà ad uscire (almeno per un po’) e nessuno ha mai mandato i carabinieri per farlo chiudere. Quello che invece non c’è sono i lettori, ovvero il manifesto non se lo compra nessuno, e questa sì è libertà, ma di scelta!

  • palmito

    Passante, ma dove vivi? Sai di cosa stai parlando? Hai mai letto il Manifesto? Pensi davvero che c’entri qualcosa, seppur minima, con l’Avanti di Lavitola? Hai mai sentito parlare di Costituzione Italiana e per caso qualcuno ti ha mai spiegato che questa prevede la tutela del pluralismo dell’informazione, che è sinonimo ne più ne meno di democrazia e cioè di tutela della diversità di opinione anche se è minoritaria? Ti piacerebbe un paese nelle cui edicole trovi solo Repubblica, Corriere della Sera, paccottiglia sportiva da Tuttosport a Il Romanista, Il sole 24 ore e i giornali di Berlusconi? Ebbene, questo è il rischio e la lotta de “IL MANIFESTO” (di cui sono orgogliosamente un abbonato) per non sparire è una lotta che ci riguarda tutti, per non finire schiacciati tra Grillo e Il Giornale, nella vostra ignoranza!

  • https://profiles.google.com/raffel.ibba/ab raffibb

    Bravo Lewis h. tonna e grazie
    ciao
    r

  • Lewis H. Tonna

    Ero entrato per aggiungere che con il manifesto ho l’unico rapporto di essere un lettore che fa parte di uno dei circoli (ricevendo quindi informazioni di prima mano), ma vedo che il commento è sparito -dopo che è stato pubblicato per un po’, quindi non è colpa di un filtro automatico.
    Ma che diavolo???

  • palmito

    @Lewis H. Tonna: si vede che i comunisti fanno ancora paura a qualcuno…forse è una buona notizia!

  • Lewis H. Tonna

    16:40 e ancora non ho capito che diavolo sia successo. Magari mi sono colpevolmente disinteressato di una procedura in mezzo alla quale si sono trovati altri commentatori, ogni tanto vede che si perdono dei commenti in coda di moderazione. Se qualcuno della redazione legge questo commento, torno a chiedere che torni su il pippone lunghissimo che ho scritto verso l’1. Grazie.

  • momo

    Sarei anch’io per la pluralità dell’informazione, poi ripenso alle cretinate che spara Norma Rangeri in tv…

  • unit

    La pluralità dell’informazione la si tutela (anche) aiutando economicamente delle testate con un pubblico ampio ma la cui esistenza è antieconomica. Invece NON si tutela un bel nulla a buttare via non so quanti soldi in un giornale che non legge più nessuno (20k copie, fa più copie “Il levriero da caccia”) per permettere ad un gruppo di giornalisti – evidentemente non troppo capaci – di darsi un tono.
    Oltretutto ricordo agli ultras del manifesto che siamo nel 2012 e non nel 1979, c’è internet per la pluralità dell’informazione.

  • passante

    Berlusconi e Agnelli, la pluralità dell’informazione, la democrazia, la Costituzione, gli autisti dei generali e la servitù degli ammiragli, la lotta contro la nostra ignoranza, un sacco di balle allucinanti per difendere un giornale comunista che campa grazie alla politica proprio come l’Avanti di Lavitola. Se fosse a rischio la Padania fareste il tifo per il boia, altro che riunirvi in preghiera nei ‘circoli manifestini’ e difendere il diritto alla propaganda falcemartello e rallegrarvi all’idea che i comunisti facciano ancora paura a qualcuno. Avete la coda di paglia di chi è abituato a discutere sentendosi a pripri dalla parte della ragione perché lui è comunista e i comunisti hanno sempre ragione e minacciando di spaccare tutto perché i comunisti devono per definizione fare la rivoluzione per vincere la lotta di classe; reagite con ridicola aggressività a domande semplicissime: cosa c’è di inaccettabile nel chiedere chi ci ha messo quanti soldi presi dove, nel Manifesto, e quante sono le copie davvero comprate da persone vere? E invece coi comunisti è sempre così: qualsiasi cosa dici è come se tocchi un vespaio, alla lunga stai zitto per quieto vivere.