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La torre Eiffel di Londra

La torre Eiffel di Londra

Tanto è così che chiameremo tutti l'enorme The Orbit, che si inaugura tra un mese alla vigilia delle Olimpiadi

25 giugno 2012

Sulla Lettura del Corriere della Sera della settimana scorsa, Vincenzo Trione ha raccontato la torre Orbit progettata dall’artista Anish Kapoor e costruita per le Olimpiadi, che dopo la ruota panoramica The Eye e il Millennium Dome (di diverso successo) si aggiunge al mobile panorama di Londra, con inaugurazione il 27 luglio.

Abbiamo bisogno di simboli: mai come ora. Ne sono consapevoli Anish Kapoor e Cecil Balmond, i quali, in occasione dei prossimi Giochi olimpici di Londra, hanno realizzato una maestosa opera pubblica, intitolata The Orbit (l’inaugurazione è fissata per il 27 luglio). Per capire di cosa si tratti, basta collegarsi a uno dei tanti siti che in questi giorni presentano l’evento. Dapprima, una fitta ramificazione di elementi. Poi, la stratificazione di un continuo e aggrovigliato reticolo di tubi di acciaio rosso. Un totem di 115 metri, che ha richiesto ingenti investimenti (in larga parte finanziato dalla società ArcelorMittal) e che ha già suscitato molte polemiche. Più alto della Statua della Libertà, solenne, si staglierà sullo skyline londinese, rivaleggiando con il London Eye e con il Big Ben.
Un’ardita costruzione, pensata da uno tra i maggiori scultori contemporanei (Kapoor) e da uno tra i più prestigiosi strutturisti del mondo (Balmond), che alimenterà subito infinite corrispondenze iconografiche. Non solo un’orbita imperscrutabile. Ma anche un parafulmine mascherato. Un serpente avvolto su se stesso. Una «massa contorta di interiora» (nelle intenzioni degli autori). Un imponente Golia infuocato (secondo il sindaco di Londra, Boris Johnson).

(continua a leggere sul sito della Lettura)

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  • latroux

    non so, a me pare che il “simbolo” sia tutto tranne piacevole allo sguardo! Sara’ perche’ si trova in una zona piuttosto squallida, ma IMHO e’ orribile. E trovarmelo davanti agli occhi ogni giorno mentre vado al lavoro non mi sta facendo cambiare opinione!

  • annaeffe

    Una “cagata pazzesca” (secondo il cittadino medio). Però è di acciaio, che al Mittal piace tanto. Ma veramentn abbiamo così tanto bisogno di simboli? E se proprio di simboli si ha bisogno, mettersi d’accordo sul significato del simbolo no?

  • callmeishmael

    A mio avviso è un orrore. Poi mi direte che anche la Tour Eiffel agli inizi era stata osteggiata e poi blabla, ma sta cosa sembra un traliccio dell’Enel piegato dal vento, non si può proprio vedere.

  • calvin2010

    Mai far fare ad uno scultore il lavoro di un architetto. Era molto meglio la proposta dell’italiano Carlo ratti.

  • latimo

    cittadino medio+1

  • nonsoforsedovrei

    l’ho visto ad aprile e non credevo ai miei occhi! dal vivo è ancora peggio!
    credevo e speravo che non fosse finito ai tempi… invece è proprio così
    Mostruoso… come del resto lo stadio!
    Se poi aggiungiamo che Londra non aveva bisogno dell’ennesimo stadio e figuriamoci delle olimpiadi!

  • colinmaillard

    la Tour Eiffel è sopravvalutata, è tale e quale a un traliccio dell’Enel se non fosse per la base. Questa Orbit è persino peggio

  • zooei

    Sembra una roba costruita negli anni ’60… il che di solito non è un complimento!

  • misopogon

    A me non dispiace.

  • bkkg

    A me piace un sacco, sia dai rendering che dalle foto, ma per dare un giudizio definitivo dovrei vederlo dal vivo

  • valerio

    La Tour Eiffel forse è sopravvalutata, ma quando l’hanno realizzata era una cosa piuttosto pazzesca mi sa.
    Questa altra torre vedremo.

  • pendolare

    @COLINMAILLARD questo è un traliccio dell’enel collassato su se stesso…

  • niniel

    Quando l’ho visto a Febbraio non capivo cosa fosse…il mio ragazzo ha commentato: “bella quella giostra, chissà come funziona”, io pensavo fosse il braciere olimpico (per assonanza con la torre che avevano fatto a Torino)…
    però…è completamente INUTILE! Ed è pessimo a vedersi. Bha…

  • http://www.amatelarchitettura.com qfwfq

    la torre Eifel era in ogni caso il simbolo di una Expo internazionale dove per la prima volta al mondo si fece un utilizzo intensivo dell’energia elettrica.
    Inoltre, con la grande industria che stava alla base della rivoluzione industriale, nel mondo si gareggiava a costruire ponti con strutture in ferro e acciaio per consentire lo sviluppo delle ferrovie e delle comunicazioni.
    Parigi con l’occasione acquisì l’appelaltivo di Ville Lumierre (scusare lo spelling).
    Per quanto fosse giudicata brutta dai Parigini, la T.E. aveva in se la potenza simbolica di rappresentare un’epoca, anticipandola, trasportandola ben oltre il valore estetico e facendola divenire essa stessa canone estetico mondiale (un oggetto totalmente inutile rappresentava la bellezza della funzionalità ingegneristica).
    Il giudizio estetico su questa torre andrebbe doverosamente sospeso, interrogandosi semmai su quali siano le simbologie che essa rappresenta, cercando di comprendere se siamo di fronte a una rappresentazione sufficientemente fedele della nostra società (o di quella in mostra durante le olimpiadi).
    A mio parere, dal poco che vedo, non si tratta di altro che di una banale riproposizione (intortata e rimescolata) di vecchi schemi culturali novecenteschi; se dovessi trovare una chiave interpretativa direi che si tratta del simbolo della fine di un’epoca, realizzato tardivamente quando il mondo ormai obbidisce a nuovi e diversi meccanismi (industriali, cultruali, mediatici), forse deliberatamente ignorati dagli autori.
    Se sopravviverà ai prossimi 10 anni potete scommettere che nessuno potrà mai più mettere in discussione la sua esistenza a questo mondo; nasceranno comitati in difesa della torre, che proclameranno la qualità dell’approccio e l’intelligenza degli scultori che seguvano una logica “ormai scomparsa”; tardo manieristi di un novecento agli sgoccioli.

  • francesca

    Va benissimo soprattutto perché non è uno di questi altri simboli, ma della penitenza e dell’espiazione dell’ombelico miserabilista ma ipertrofico:
    - un vasetto di yahourt detto “autoprodotto”
    - un orto detto “slow” o “biodinamico”
    - uno degli articoli nella “lista delle cose per cui vale la pena vivere” di Repubblica
    -

  • uqbal

    Anche io avevo pensato che fosse una giostra o una montagna russa. Parrebbe di no. Nelle foto, con i suoi colori e con le sue strutture, mi trasmette un senso di avvilimento e squallore che mi sembra non siano soltanto miei.
    La torre Eiffel, come giustamente scrive Qfwfq, aveva qualcosa da dire: una torre di ferro in un mondo ancora di pietra mostrava la leggerezza e la solidità delle nuove tecniche di costruzione, facendo sognare nuovi mondi e possibilità a tutti. Mostrava che l’acciaio e i bulloni erano lo strumento giusto perché la materia potesse ricalcare la fantasia creativa senza approssimazioni o rinunce.
    Qui invece abbiamo l’autoreferenzialità di due artisti che pensano che calare le loro idee astratte e vaghe nella materia determini automaticamente una produzione di senso e di bellezza. Non è così. I loro simboli e le loro fantasie non sono i nostri, e il monumento non vale a comunicarceli, perché quella vaghezza non parla al cuore di nessuno.
    Una cosa però va aggiunta: noi in Italia molto più difficilmente abbiamo il coraggio di fare errori così clamorosi. Le società vive sperimentano, e non è esperimento vero se si sa già bene dove si va a parare. A volte, come stavolta, ci si ritrova in mano un brutto traliccio storpio. Beh, pazienza, si va avanti, e ci si pensa meglio la prossima volta. Tenta e ritenta, alla fine ti ritrovi in mano il monumento che segna un’epoca.
    Noi non facciamo niente e al massimo di noi ci si ricorderà per qualche placca commemorativa di un restauro, se pure.

  • piccio

    stò affare è terribile,
    non si può né apprezzare né guardare,
    sembra un’incidente, un crollo, un qualcosa che non doveva accadere,
    e invece è volutamente costruito e ideato così,
    senza armonia,
    senza eleganza,
    senza un’appiglio a cui si possa abituare l’occhio,
    almeno l’Eiffel ha una simmetria e una grandezza che lo rendono maestoso per quanto rude, ma almeno è comprensibile,
    questo invece è incomprensibile, sgraziato, grezzo e completamente senza armonia e senso estetico,
    è proprio brutto,
    quasi irritante,
    spero lo buttino giù al più presto.

  • piccio

    adesso che ci penso potrebbero rimediare a tanta bruttezza però
    se coprissero tutti quei tubolare con dei pannelli di alluminio (simili a quelli che hanno usato per lo stadio Juve) cercando di dare una forma più fluente e delineata simile a un serpente o a un vortice potrebbero forse ottenere una bella struttura invece di sto ammasso di ferro incidentato

  • hippo

    A me piace, anche molto.
    Mi devo preoccupare?

  • debrando

    Boh, a me dalle foto sembra una struttura disordinata e frammentata. Magari dal vivo farà impressione, ma almeno avessero scelto colori più opportuni…

  • sire

    ma è finito così?

  • sire

    …poi prendono in giro noi pisani che non sappiamo fare le cose dritte…

  • werner58

    No, no, no, momento, io me ne guarderò molto bene dal chiamarla “Torre Eiffel di Londra” e i parigini potrebbero giustamente offendersi a un simile paragone.

    Ma questi presuntuosi moderni li hanno mai studiati Gaudì, Frank Lloyd Wright, perfino Le Corbusier… insomma, gente che sapeva unire la creatività alla funzione…

  • http://cinefilante.blogspot.com/ cinefilante

    ma è brutta un colpo!

  • pirataclo

    Farebbe cagare uno stitico

  • uqbal

    Pirataclo

    Allora sarà stata utile.

  • pirataclo

    C’è qualche stitico qui che ardisce provare?

  • zooei

    ma non è che i costruttori hanno letto male il progetto? io non ci posso proprio credere che sia stata progettata cosi’.

  • quique

    Io mentre la costruivo pensavo rappresentasse la fiamma olimpica e mi aspettavo una bella palla di fuoco in cima.
    E che smontassero dopo le olimpiadi. Bella merda e con lo Shard altra bella schifezza nella city. Rubbish

  • frabarele

    A me sembra un colossale dito medio…
    Ma avete letto tutto l’articolo linkato? Un fiume di parole senza contenuto. Come scrivere un testo riuscendo a dire nulla.

  • giovannim

    Un po’ di miniera per gli “artisti”.
    Compreso il “colto” Vincenzo Trione.
    Sei/otto mesi, catena al piede e badile in mano.
    Giusto per ricalibrare i loro supponenti ego con il pesante contingente.