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Chi era Alan Turing
— Scienza

Chi era Alan Turing

Il più ammirato precursore dell'informatica, genio della crittografia e perseguitato per la sua omosessualità, era nato cento anni fa e morì avvelenato da una mela

23 giugno 2012

Lo scienziato inglese Alan Turing fu un matematico, logico ed esperto crittografo, ritenuto uno dei più importanti studiosi e sperimentatori nel campo della matematica applicata e della prima informatica. Il suo nome è associato in particolare alla “macchina di Turing” e al “test di Turing”: la prima un modello teorico di macchina per calcolo ed elaborazioni le più diverse, il secondo una ricerca di criteri attraverso i quali distinguere un umano da una macchina attraverso le risposte che fornisce a questi criteri. È ritenuto uno dei fondatori dell’informatica moderna, precursore dell’idea di “intelligenza artificiale”, e colui che ha formalizzato l’idea di “algoritmo”.

(Conversazione tra sordi, il dialogo tra due chatbot)

Turing nacque a Londra il 23 giugno 1912, cento anni fa, e da diversi giorni le sue scoperte ed opere vengono celebrate e ricordate in tutto il mondo. Oggi Google ha messo online un elaborato “doodle” a lui dedicato e basato sulla “macchina di Turing”. Il suo lavoro non fu solo teorico, ma ebbe importantissime applicazioni soprattutto nel campo della crittografia, quando Turing fu impiegato con lo spionaggio delle forze armate britanniche nel decodificare i linguaggi militari usati dalla Gemania nazista. La sua vita ebbe degli sviluppi di grande dolore e tragedia legati alla persecuzione della sua omosessualità, che fu trattata come un crimine e perseguita con trattamenti forzati di ormoni: morì misteriosamente per un avvelenamento (mangiando una mela) quando aveva solo 41 anni. La versione ufficiale del suicidio è stata più volte contestata. Come sintomo della sua influenza sulla scienza dei computer, a lungo si è detto negli ultimi decenni che il simbolo di Apple della mela morsicata fosse un tributo a Turing, ma lo stesso Steve Jobs ha negato la ricostruzione.

Nel 2009, l’allora primo ministro britannico Gordon Brown si scusò ufficialmente a nome del suo paese per le persecuzioni omofobe contro Turing:

«Per conto del governo britannico, e di tutti coloro che vivono liberi grazie al lavoro di Alan, sono orgoglioso di dire: ci dispiace, ti saresti meritato di meglio»

Il doodle di oggi e la macchina di Turing
Il funzionamento del doodle di oggi non è forse di immediata comprensione, ma si può riassumere così: c’è una striscia di caselle, che possono essere vuote, con un “1″ o con uno “0″. Sotto c’è una lista di istruzioni: “scorri alla casella di destra”, “scorri alla casella di sinistra”, “scrivi 1″ o “scrivi 0″, “se trovi 1, allora fai quello che dice la prossima istruzione”. Spingendo il tasto verde si attiva il meccanismo, e la “macchina” segue le istruzioni, che possono essere modificate in alcuni punti (tasti in giallo) in modo da ottenere la sequenza in alto a destra (e illuminare una lettera della parola “Google”).

È un giochino che richiede una certa dose di pazienza e di logica: ma soprattutto, è una visualizzazione del principio di funzionamento della cosiddetta “macchina di Turing”, una delle prime e più interessanti intuizioni di Alan Turing.

Turing illustrò il suo funzionamento per la prima volta in un saggio completato nell’aprile del 1936, quando aveva solo 24 anni. Venne pubblicato nel 1937 sulla rivista Proceedings of the London Mathematical Society e aveva il titolo, piuttosto oscuro (ma ci torniamo) On Computable Numbers, with an Application to the Entscheidungsproblem. Nel saggio veniva lungamente esposto il funzionamento di una “macchina automatica” che, su una striscia infinita di caselle, ciascuna occupata da 0 o 1, eseguiva alcune operazioni in base a istruzioni predefinite, un po’ come il doodle di oggi.

La “macchina di Turing”, nel primo saggio degli anni Trenta, non venne ideata come puro esercizio mentale, ma neppure con in mente la costruzione concreta di un oggetto: Turing la pensò e la utilizzò per dare una risposta – attraverso una dimostrazione complessa che partiva dalla “macchina”, che non proviamo neppure a riassumere – a uno dei grandi problemi che i più grandi matematici e logici del tempo cercavano di risolvere da tempo, fin da quando il matematico e filosofo Gottfried Leibnitz lo pose intorno al 1700: il cosiddetto Entscheidunsproblem, o “problema della decisione”. L’importanza della dimostrazione di Turing di cui era parte la “macchina” è stata riassunta su Technology Review:

Come dimostrò Turing, il problema non è solo che alcuni enunciati matematici non si possono provare; in realtà, non si può inventare nessun metodo che possa determinare in tutti i casi se un certo enunciato è dimostrabile o no. Ovvero: ogni formula sulla lavagna può essere vera, può essere falsa, può essere indimostrabile… e spesso è impossibile determinare quale di queste possibilità. La matematica era fondamentalmente limitata, non dalla mente umana, ma dalla sua stessa natura.

Oltre a questi importanti effetti teorici, la macchina di Turing è la base matematica degli attuali computer digitali, anche se il reale funzionamento dei computer deve di più al lavoro successivo di un altro matematico, John von Neumann.

La morte di Alan Turing
Turing era omosessuale, e nel 1952, mentre era all’Università di Manchester, venne arrestato e accusato di “oscenità grave” a causa della sua relazione con un uomo di nome Arnold Murray. Turing aveva conosciuto Murray nel gennaio di quell’anno, ma lo aveva denunciato per furto dopo che quello aveva aiutato un complice ad entrargli in casa per rubare. Ammise la relazione con lui durante le indagini. La depenalizzazione del reato di “oscenità grave” tra uomini adulti in Inghilterra, che era stato stabilito con una legge del 1885 (il cosiddetto “emendamento di Labouchere”) avvenne solo nel 1967. In base a quella stessa legge venne mandato in carcere Oscar Wilde, nel 1895.

Turing non andò in prigione, accettando di essere castrato chimicamente attraverso un ciclo di estrogeni della durata di un anno. Questo ebbe su di lui un effetto devastante, dal punto di vista fisico e mentale. L’8 giugno 1954 venne trovato morto nel letto di casa sua, con una mela mezza mangiata sul tavolino di fianco al letto: secondo la leggenda – e conosciuta la sua passione per Biancaneve e i sette nani – quella mela era stata avvelenata dallo stesso Turing con il cianuro che fu certamente la causa della sua morte. La madre insistette sempre che la morte di Turing fosse stata accidentale (al contrario di quanto concluse l’inchiesta giudiziaria che parlò di suicidio) mentre il figlio cercava di placcare d’argento un cucchiaio. In precedenza, Turing aveva dorato artigianalmente un altro oggetto, togliendo l’oro da un orologio da taschino.

(foto DW)
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  • ilpost

    Corretta una iniziale confusione di date: torniamo a pregare chi gentilmente ha delle utili correzioni di usare la mail indicata qui e non lo spazio dei commenti: http://www.ilpost.it/moderazione-commenti/
    Grazie ancora.

  • http://trentasei.tumblr.com/ trentasei

    @ilpost : perché? L’articolo deve rimanere senza tracce di correzione / segni di (utili) note dei lettori nei commenti? A me piaceva quando scrivevate in corsivo nel commento “corretto, grazie”. Dovete/volete ora risultare sempre impeccabili senza alcun credito ai lettori? ;-)

  • beonerosso

    “Nel saggio veniva lungamente esposto il funzionamento di una “macchina automatica” che, su una striscia infinita di caselle, ciascuna occupata da 0 o 1,”.
    Non cambia di molto la sostanza, ma nella macchina di Turing le caselle possono essere occupate da simboli qualsiasi, non solo 0 e 1 (quindi uno potrebbe usare come insieme dei simboli i geroglifici).

  • ilpost

    Trentasei: no, e come suggerimento non pensare sempre male. Lo spazio dei commenti è un arricchimento per chi legge l’articolo, non un luogo di corrispondenze interne o ex voto (e questa risposta sta facendo eccezione, ma evidentemente non è abbastanza chiaro). E per rispondere alla tua supposizione, immaginiamo che i nostri lettori segnalino dei refusi per gentilezza e complice desiderio di correttezza e non per averne un misero riconoscimento online irrilevante per gli altri, e che cerchino in modi più impegnativi le loro gratificazioni: quando i commenti invece completano più seriamente ed estesamente l’articolo sono naturalmente interessanti per il Post e per tutti. In altri casi scriviamo tuttora “corretto, grazie” o – non sempre, se no davvero sarebbe come mandare un encomio solenne coi corazzieri a chi ti ha cortesemente tenuto la porta mentre uscivi – mandiamo una mail per ringraziare.

  • http://www.zingarate.com lowresolution

    Turing era un vero genio, probabilmente uno di quelli che hanno contribuito a cambiare la storia dell’umanità. Massimo rispetto e ammirazione.

  • http://trentasei.tumblr.com/ trentasei

    @ilpost mi correggo io, allora, e grazie della risposta. Iio lo vedevo solo come un modo normale di interazione, in cui era bello vedere anche il piccolo refuso e correzione, in cui assieme si sistema senza che ci sia da nasconder nulla: in una societa perfezionista, ammetto che mi piace veder piccoli segni di imperfezione che nulla tolgono alla qualita dell’articolo e anzi son chiari segni di collaborazione piu allargata. Un’idea diversa da quella di un Articolo pulito e perfetto corredato da commenti di integrazione, ma ci sta. faccio quindi ammenda e grazie ancora della risposta. Ps penso sia ovvio, ma se da quando avete aperto vi leggo, il giornale che fin qua avete fatto mi è piaciuto, motivo per cui affronto le cose in modo chiaro quando ho qualche dubbio, sempre con idea di confronto e scambio. Buona giornata e buon lavoro!

  • emme

    Chi volesse esercitarsi con una Macchina di Turing può provare qui.

  • http://piccoladorrit.blogspot.com piccoladorrit

    @Trentasei,ma perchè ti devi correggere? Bella la tua idea di un giornale online e bisognerebbe farne uno proprio come dici tu.

  • http://piccoladorrit.blogspot.com piccoladorrit

    @Il post, quando scrivi:
    “e non per averne un misero riconoscimento online irrilevante per gli altri, e che cerchino in modi più impegnativi le loro gratificazioni: “, forse sei un po’ gratuito nell’interpretare e stigmatizzare le motivazioni del povero – perchè così facilmetne da te bistrattabile – lettore.

  • http://www.gabrielebrombin.com gbrombin

    Entro in causa perché autore del commento cancellato: m’ha solo fatto girare un po’ le scatole il non vederlo più online, di botto e senza nessun avviso. Non mi importa nulla del riconoscimento pubblico, era un refuso palese che chiunque avrebbe potuto segnalare, spero i miei meriti nella vita siano altri. È in generale l’idea della cancellazione dei commenti che mi infastidisce, o della moderazione preventiva (per criteri spesso stupidi, ad esempio l’inserimento di linguaggio colorito –occavolo forse ci rientra anche stupido. E occavolo), specie perché fatta senza trasparenza o comunicazione, su pagine di cui avete il pieno controllo mentre l’utente non può nemmeno modificare un errore nel proprio commento.
    Ah, prima che lo diciate, sono cose che ho già segnalato privatamente, sia per quest’ultimo caso sia più in generale in precedenza, senza ricevere risposte.
    Poi vi si legge sempre con piacere e senza rancore, solo ci si limita nei commenti sapendo di poter incappare in editing totale o preventivo.

  • Wilson

    Ma proprio sulla lapide di Turing (ultima vittima dei fascisti negli strascichi di una guerra vinta grazie a lui quando a nessun altro) doveva partire questa discussione?
    ps: pur con qualche differenza sui singoli casi condivido la linea della direzione sui commenti.

  • http://www.zingarate.com lowresolution

    Quoto Wilson. Si possono cancellare i commenti off-topic (questo incluso)?
    Per favore, celebriamo un genio.

  • http://www.gabrielebrombin.com gbrombin

    Insomma ilPost aveva ragione a sostenere le ragioni degli scandalizzati.
    Per me si può cancellare tutto, spiegatemi magari dove non sarebbe stato OT.

  • http://piccoladorrit.blogspot.com piccoladorrit

    Ma proprio in omaggio a Turing, le cui vicende personali Il Post ha ricordato così bene, evitiamo le censure.

  • atlantropa

    “ultima vittima dei fascisti negli strascichi di una guerra vinta grazie a lui quando a nessun altro”?

    Turing è morto suicida dopo aver subito la castrazione chimica perchè colpevole, in base alle occidentalissime e democraticissime leggi del Regno Unito, del reato di “gross-indecency”.
    A proposito di quella condanna, solo qualche mese fa leggevo sul Guardian che per il governo inglese “a posthumous pardon was not considered appropriate as Alan Turing was properly convicted of what at the time was a criminal offence. He would have known that his offence was against the law and that he would be prosecuted”.
    In UK si temeva pure che Turing, in quanto omosessuale, potesse facilmente essere adescato e rivelare segreti militari ai sovietici.

    La seconda guerra mondiale in Europa si è decisa quasi esclusivamente sul fronte orientale, con a seguire (ma con distacco) le operazioni di bombardamento “”strategico”" sulla Germania; lì Enigma c’entrava abbastanza poco.

  • Wilson

    @atlatropa: il fatto che i fascisti fossero inglesi non li rende meno tali, e poi pure Hitler e Mussolini sono stati eletti e in paesi “occidentali”. Nonostante la propaganda post bellica il razzismo, l’omofobia, l’antisemitismo e l’eugenetica ed altri aspetti ideologici che ora definiamo (e giustamente, credo) fascisti erano patrimonio comune in tutta Europa e in America. Per fortuna quel periodo ci ha almeno insegnato quanto fossero indesiderabili, anche se non abbastanza rapidamente da salvare Turing e molti altri.
    ps: D’avvero lo sbarco in Normandia, la campagna italiana e soprattutto la partecipazione USA alla guerra (l’amministrazione si è convinta grazie all’intercettazione dell’invito di Hitler al Messico ad aprire un fronte americano, per questo dopo PH erano già relativamente pronti) non hanno avuto alcun peso?

  • atlantropa

    Caro Wilson, se le parole debbono conservare un briciolo di significato, qui il fascismo c’entra poco; c’entrano il moralismo, il perbenismo, l’ipocrisia, magari impastati con gli svarioni di un testo sacro (o di un suo commentario).
    Turing aveva denunciato un amante per furto, e l’autorità ha preferito occuparsi della sua indecenza.
    A mio parere voler identificare il fascismo con l’avercela con gli ebrei/omosessuali/altra minoranza è un errore: tutti ce l’avevano con gli ebrei (sull’antisemitismo in USA consiglio l’intervista ad Arthur Miller all’interno di Brief History of Disbelief), e tutti con gli omosessuali. Il discrimine è altrove.
    Parte dell’ipocrisia che condannò Turing, poi, c’è ancora oggi nel momento in cui il governo britannico (pur a valle delle rumorosissime ed importantissime scuse di Gordon Brown) va a negargli perdono postumo in quanto “colpevole per le leggi dell’epoca”.
    Qui [http://www.guardian.co.uk/uk/the-northerner/2012/feb/07/alan-turing-pardon-lord-mcnally-lord-sharkey-computers] trovi un’ottima chiosa: “if law is X on date D, and you knowingly break law X on date D, then you cannot be pardoned (no matter how wrong or flawed law X is).”

    Sorvolo su tutto il resto: per avere idea della sproporzione tra il fronte orientale e gli altri teatri di guerra è sufficiente wikipedia; sul secondo fronte, Eisenhower e Montgomery scommisero circa la possibilità che la guerra finisse entro l’anno; sul fronte italico, ho sentito dire che un manifesto di Vichy mostrava come una lumaca avrebbe risalito la nostra penisola più velocemente della linea del fronte.

  • http://twitter.com/FericV Spirindello

    e da qui la mezza mela con simbolo della Apple…

  • kundo1972

    Direi che non hai letto con attenzione l’articolo l’articolo. Anche

    Wozniak diede altra versione.

  • http://www.facebook.com/leo.pignoni Leo Pignoni

    Sono portato a credere che anche se fosse stato vero Jobs avrebbe negato comunque per paura di dover pagare dei diritti a qualcuno…

  • Teatro Libero

    Da lunedì 6 a domenica 12 maggio 2013 al Teatro Libero di Milano andrà in scena “Alan Turing e la mela avvelenata”, un emozionante omaggio al grande matematico britannicoi: un toccante dialogo tra il padre dell’Intelligenza Artificiale e sua madre, su cui incombe la voce del Tribunale che processa Turing per atti osceni e lo condanna alla castrazione chimica, decretandone la rovina.

    Info e prenotazioni 028323126 – biglietteria@teatrolibero.it