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Che cos'è Goldman Sachs, davvero

Che cos’è Goldman Sachs, davvero

di Davide Maria De Luca

Perché una banca d'investimento come molte altre, e meno grande di molte altre, è diventata sinonimo di “governo ombra del mondo”

21 giugno 2012

Se scrivete su Google “why Goldman Sachs is” otterrete due suggerimenti di ricerca: “evil” e “the best”. L’algoritmo di Google che regola i suggerimenti si basa sulle ricerche degli altri utenti. Per loro Goldman Sachs (GS) è il male o la migliore banca del mondo. O forse pensano che le due cose coincidano.

Internazionale ha tradotto questa settimana un articolo di Le Monde in cui si racconta l’ambiente predatorio e darwiniano in cui lavorano i dipendenti di GS. A settembre un sedicente trader indipendente accusò GS di essere il vero governo mondiale, confermando i sospetti di molti. Lo scorso marzo un dirigente si dimise inviando una pesantissima lettera al New York Times. Si dice spesso che il patrimonio totale di Goldman Sachs è pari al PIL annuale di Grecia, Irlanda e Portogallo messi insieme. Ma si tratta di numeri che possono facilmente ingannare: il patrimonio è uno stock, il PIL un flusso. Goldman Sachs è soltanto una delle numerose banche d’investimento che ci sono al mondo, e non è nemmeno la più grande.

Che cos’è Goldman Sachs
GS è descritta spesso come “un gigantesco calamaro vampiro attaccato alla faccia
dell’umanità che protende i suoi tentacoli succhiasangue verso qualunque cosa che odori di denaro”. Nessuna banca al mondo ha una fama peggiore, anche se GS non è propriamente una banca. Si tratta di una holding bancaria, cioè (per il diritto statunitense) di una società che controlla una o più banche. Questo passo è stato compiuto nel 2008, in seguito al fallimento di Lehman Brothers. Oggi, tramite le sue società, GS esercita ogni tipo di attività bancaria, compresa la raccolta dei risparmi dei privati (o attività di retail).

Circa due terzi dei profitti di Goldman Sachs arrivano dal settore investimenti e trading. Questa divisione si occupa di comprare e vendere titoli di ogni tipo (titoli di stato, obbligazioni societarie, futures, derivati) e compiere investimenti (come ad esempio la partecipazione che GS ha in Endemol, il produttore del Grande Fratello). Circa il 17 per cento dei profitti arrivano dall’attività di consulenza (in particolare consulenza su fusioni e acquisizioni, di cui GS è uno dei leader al mondo) e da quella di sottoscrittore (il ruolo di supporto, per esempio, a chi si vuole collocare in borsa, quello che fece Morgan Stanley per Facebook). Il resto dei profitti sono ottenuti dalla divisione della gestione patrimoniale, un servizio rivolto a tutte le classi di investitori, compresi i privati.

GS fu fondata nel 1869 da Marcus Goldman e suo genero Samuel Sachs, ed è diventata uno dei soggetti più importanti di Wall Street nel corso degli anni Ottanta. Stando al bilancio 2011, ha un fatturato di 28 miliardi di dollari, un utile netto di 4 miliardi e mezzo e possiede quasi mille miliardi di attivi patrimoniali (gli attivi, o asset, sono la somma totale di tutto il patrimonio posseduto da una società). Per fare un paragone, il PIL italiano nel 2011 è stato di 1.500 miliardi, poco meno del doppio di tutti gli asset in mano a GS.

La numerosa concorrenza
Goldman Sachs non è la sola banca ad avere questo tipo di risultati. GS fa parte della “bulge bracket”, la lista delle più grandi e profittevoli banche d’affari del mondo. La “bulge bracket” non è una classifica ufficiale, ma è compilata da addetti ai lavori e giornalisti finanziari. Secondo Thomson Reuters la lista al momento comprende: Bank of America, Merrill Lynch, Barclays, Citi, Credit Suisse, Deutsche Bank, Goldman Sachs, J.P. Morgan Chase, Morgan Stanley, UBS.

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  • ricette sbagliate

    e poi ci sarebbe quella cosuccia chiamata High Frequency Trading, che non fanno solo loro, ma nella quale sono probabilmente i più bravi.

    http://icebergfinanza.finanza.com/2009/07/26/high-frequency-trading-il-codice-da-vinci/

  • erossi

    Oltre a Gianni Letta e Mario Monti bisogna aggiungere Romano Prodi (Advisor di GS negli anni ’90); Massimo Tononi (gia’ Partner GS e Sottosegretario all’Economia nel Governo di Romano Prodi); e Mario Draghi (gia’ Vice Chairman Europa di GS).
    Per il resto avere dato dignita’ di stampa all’espressione “banca sionista” e’ sconcertante (che cos’e’ una banca sionista?!)

  • davidemariadeluca

    Aver riferito che molti ambienti utilizzano questa espressione non significa che l’autore la condivida. Credo anzi che un’espressione che sia commenta da sé e che aiuti comprendere il livello di buona parte del cosiddetto “cospirazionismo” ;)

  • dan1

    Al di là del contenuto su GS, l’articolo presenta diversi errori: Total Assets è Totale Attivo, non Patrimonio che è invece l’equity (ossia i mezzi propri, fonte di finanziamento degli asset, quindi tutt’altro). E sommare fra gli elementi dell’attivo il capitale è da bocciatura all’ esame di ragioneria. Capisco non si voglia entrare in tecnicismi e rendere la lettura agevole anche ai meno preparati sull’argomento, ma così perde di credibilità l’intero articolo.

  • giaime

    @Dan1: attivo patrimoniale è accettabile come definizione, ma effettivamente è fuorviante leggere che l’attivo patrimoniale è la somma del patrimonio posseduto. In senso lato, forse, si possono definire gli attivi come un patrimonio aziendale, ma probabilmente è più corretto definirli come le attività possedute dall’azienda. Anche se così uno digiuno di contabilità leggendo una definizione del genere ne sa quanto prima…

  • davidemariadeluca

    @Dan1
    @Gaime

    Mia la colpa di aver scritto quel paragrafo forse con un po’ troppa fretta e leggerezza, usando l’equazione scorretta attivo patrimoniale = patrimonio. Credo comunque che ai non specialisti a cui è diretto l’articolo il concetto sia comunque, tutto sommato, chiaro ;)

  • dan1

    @ Giaime @ Davide,

    ok, non è diretto a specialisti. Però il capitale nell’attivo no!! :)

  • http://nononoeno.wordpress.com/ akiro
  • azzeccagarbugli

    Da “Il passo indietro di Berlusconi? Costretto da un ricatto”.
    Di Franco Bechis.
    Libero, 13 novembre 2011
    “Il Pdl sembra choccato, sostanzialmente spalle al muro. Chi è stato testimone dell’incontro di Angelino Alfano con il commissario europeo Herman Van Rompuy è addirittura raggelato. Alfano è stato affabile, e come sempre ha cercato di sorridere spiegando che il Pdl non chiudeva le porte a Monti, ma che c’erano anche altre candidature e che in fondo, come ha dimostrato il caso Spagna, erano possibili anche le elezioni. Van Rompuy, che è piccolino e tignoso, ha allungato il braccino per dare la mano e commiatarsi subito da Alfano sibilando gelido: «Non esiste alcuna possibilità di elezioni». Alfano è rimasto di sasso. Chi ha accompagnato Van Rompuy all’uscita si è sentito dire: «Il vostro tempo è fino a lunedì. All’apertura dei mercati se non avete risolto con Monti, ci sono grandi banche internazionali pronte ad offrire quantità impressionanti di titoli di Stato italiani. Sembra che lo faccia la China investment banking, la Goldman Sachs e altri… Gli spread schizzerebbero e l’Italia si avvierebbe alla situazione greca».”

  • azzeccagarbugli

    Lo strano caso di Mister Drake
    di Marcello Veneziani,
    il Giornale, 1 novembre 2011

    Da italiano sono fiero che il governatore della Banca centrale europea – che oggi si insedia- sia italiano. Ma Draghi è fiero di essere italiano, anzi si sente italiano?

    Mister Drake è inglese dentro. Visse a Londra, fu vicepresidente della Goldman Sachs, fu sempre molto british. Ricordo (lo pubblicai in solitudine su L’Italia settimanale) quel 2 giugno del 1992 a bordo dello yacht Britannia di Sua Maestà la Regina quando alcuni big della finanza fecero la festa alla Repubblica italiana svendendola a pezzi.

    Decisero i destini del nostro Paese non nelle sedi istituzionali e in territorio italiano, ma su una nave che batteva bandiera britannica. Tra loro a bordo c’era Mario Draghi, allora direttore generale del Tesoro.

    Dopo quell’incontro ci furono cessioni, fu svalutata la lira e le finanziarie di Wall Street poterono accaparrarsi i pezzi forti dell’azienda Italia a prezzi scontati. La carriera politica di Prodi, senior partner della Goldman, nacque lì.

    Tre mesi dopo quel summit sullo yacht, in Assolombarda, Prodi suggerì, lui boiardo di Stato, di cedere anche le nostre banche d’interesse nazionale e privatizzare a man bassa. Intanto le grandi agenzie internazionali provvedevano a declassare il nostro Paese, favorendo la svendita.

    Vorrei dedicare la nomina di Draghi a due persone. A un sognatore della sovranità popolare della moneta che denunciò la Banca centrale, il professor Giacinto Auriti.
    E a un controverso governatore cattoitalo- ciociaro che contravvenne ai poteri forti e fu massacrato, Antonio Fazio.

    Auguri Mister Drake.

  • pablo72

    Ma se è per questo lo ha scritto anche MF Milano Finanza che è sta GS ad innescare le vendite di BTP che hanno portato alla caduta di B. Vedi http://goo.gl/Kwz0y

  • ilburbero

    Anche paragonare gli asset al pil è sbagliato, se dovessimo calcolarli, gli asset dello stato italia sono di gran lunga superiori a 2200 miliardi. Il pil può al massimo essere paragonato ai ricavi concettualmente, ma è sempre una forzatura!

  • azzeccagarbugli

    Credo che la vera portata della potenza “politica”, diretta o indiretta, di GS a livello internazionale (in certi club è come per le Case Reali, sono tutte imparemtate tra di loro), sia ben descritta da tre articoli.
    “Il vero conflitto di interessi in Italia va cercato nei giornali”.
    “Fondamentali buoni, il resto merda”.
    “Mario Monti, un mondialista alla guida dell’Italia”.
    Basta digitarne i titoli su un motore di ricerca.

  • 0111edizioni

    forse volevi scrivere “WHO” Goldman Sachs is? Why non ha alcun senso.