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Da dove vengono i guai di Nokia
— Economia

Da dove vengono i guai di Nokia

di Emanuele Menietti – @emenietti

Perché la società che un tempo era sinonimo di "cellulari" ha perso tre quarti del suo valore e dovrà tagliare 10mila posti di lavoro

15 giugno 2012

Le cose per Nokia continuano ad andare male e i suoi stessi dirigenti non sanno prevedere quanto a lungo potrà durare l’attuale crisi. Ieri la società produttrice di telefoni cellulari ha annunciato che nei prossimi mesi taglierà 10mila posti di lavoro in tutto il mondo, per ottimizzare le spese e per ristrutturare alcune sue divisioni. I responsabili di Nokia vogliono concentrarsi su un numero ridotto di prodotti e mercati, cercando di tornare competitivi e di contrastare la concorrenza di produttori come Apple e Samsung, che non lasciano molto spazio nel redditizio settore degli smartphone.

Fino a qualche anno fa sembrava impossibile che Nokia potesse conoscere una crisi così profonda. Per 14 anni di fila la società finlandese è stata il più grande produttore di telefoni cellulari al mondo. Poi arrivarono gli iPhone e gli altri smartphone e Nokia si mosse in ritardo, compiendo numerosi errori che le fecero perdere l’opportunità di mantenersi competitiva in un settore che esisteva da poco e che si stava evolvendo rapidamente. Oggi la società fatica a piazzare i propri prodotti di punta e inizia a perdere colpi anche nel campo dei cellulari tradizionali, che continuano a essere utilizzati da milioni di persone soprattutto nei mercati emergenti.

Oltre ad annunciare il taglio di 10mila dipendenti, circa un quinto della forza lavoro della divisione mobile, i responsabili di Nokia hanno messo in guardia gli investitori sulle prestazioni finanziarie future: si prospettano mesi difficili, molto probabilmente con perdite superiori a quelle fino a ora stimate. E, peggio ancora, allo stato attuale non è possibile fornire previsioni attendibili su quanto durerà il periodo in perdita. La notizia è stata accolta con preoccupazione in borsa: il titolo di Nokia ieri ha perso il 16 per cento a Wall Street, raggiungendo un valore di 2,35 dollari per azione. Si tratta del valore più basso per le azioni della società dal 1996, ricordano sul Wall Street Journal.

Nokia è al lavoro per uscire dalla propria crisi da più di un anno e mezzo. A settembre del 2010 decise di cambiare il proprio amministratore delegato, nominando Stephen Elop, un ex dirigente di Microsoft, con il compito di risollevare le sorti dell’azienda e di non perdere del tutto la grande occasione smartphone. Il compito di Elop si è rivelato molto più difficile del previsto e fino a ora non ha portato a grandi risultati. Da quando è amministratore delegato, il valore di mercato di Nokia si è ridotto di almeno tre quarti e ha raggiunto gli 8,8 miliardi di dollari. La cifra è del 92 per cento inferiore rispetto a quanto era stimato il valore della società ai tempi in cui Apple introdusse il suo primo modello di iPhone (metà 2007).

A inizio 2011, Elop utilizzò una similitudine efficace per spiegare in che stato si trovava Nokia: siamo come quel guardiano che si ritrova su una piattaforma petrolifera, che va a fuoco, e deve decidere se vincere le proprie paure e tuffarsi da trenta metri nelle acque gelate del mare, o rimanere dov’è, tra le fiamme. Elop decise di sfuggire all’incendio stringendo un accordo con Microsoft, che stava perfezionando il suo nuovo sistema operativo per smartphone. Nokia mandò praticamente in pensione Symbian, il suo storico sistema operativo, e si mise a collaborare con la società informatica per realizzare nuovi modelli con software e hardware il più integrati possibile. Per Nokia fu una scialuppa di salvataggio, per Microsoft la possibilità di legarsi a un importante produttore di cellulari, far rendere al meglio Windows Phone e fare più concorrenza agli iPhone e ai dispositivi Android.

A distanza di oltre un anno, con i conti del suo partner ancora in disordine e previsioni molto pessimistiche, Microsoft inizia a essere preoccupata per come stanno andando le cose. La società puntò molto su Nokia e ora si vede costretta ad aiutarla il più possibile, anche sul piano pubblicitario, per sostenere le vendite dei nuovi smartphone e non far naufragare il progetto. Secondo diversi analisti, una simile situazione non potrà andare avanti a lungo: se Nokia non riuscirà a riprendersi, Microsoft potrebbe orientarsi verso altre alternative per non rallentare la corsa del suo sistema operativo per smartphone.

Ieri Elop ha spiegato che la sua società sta studiando nuove soluzioni per superare la crisi, concentrandosi sul mercato degli smartphone anche grazie al sostegno di Microsoft. Nokia ridurrà la propria presenza in diverse aree, investendo tempo e risorse su un numero più ristretto di grandi mercati come Stati Uniti, parte dell’Europa e dell’Asia. Non è però chiaro come la società riuscirà a riprendere il primato nelle vendite di telefoni cellulari tradizionali. Secondo diverse società di analisi, la coreana Samsung nel primo trimestre di quest’anno ha superato Nokia diventando il primo produttore al mondo di telefoni cellulari.

La società finlandese aveva goduto di una base solida di vendite, dei telefoni cellulari classici, in numerosi mercati emergenti. In meno di due anni si è però verificato un sensibile cambiamento: in Indonesia, per esempio, la sua quota di mercato è passata dal 52 per cento del 2010 al 24 per cento rilevata a inizio anno. Qualcosa di simile è accaduto anche in altri paesi, con la conseguenza di far ridurre i ricavi della società. Le vendite diminuiscono, quindi anche le entrate, e per ridurre i costi rapidamente la scelta del taglio della forza lavoro sembra essere la più praticabile. La società ha del resto 53mila dipendenti nella propria divisione che si occupa di telefoni cellulari, un numero sproporzionato rispetto alle sue attuali ed effettive dimensioni sul mercato.

Riuscire a vendere un maggior numero di costosi smartphone significa, tra le altre cose, far aumentare più rapidamente i ricavi e compensare le minori vendite dei modelli tradizionali. Nokia in questi mesi ha riposto grandi speranze in Lumia, una serie di smartphone di alto livello che funzionano grazie a Windows Phone. La società dice di averne venduti due milioni di modelli nel primo trimestre di quest’anno, ma nello stesso periodo Apple ha venduto 35 milioni di suoi iPhone. Solo per quanto riguarda l’Europa occidentale, uno dei mercati più importanti per Nokia, gli analisti stimano che siano stati venduti meno di un milione di Lumia, mentre Apple ha venduto 7 milioni di iPhone, RIM (che è comunque in grosse difficoltà) circa 2,5 milioni di BlackBerry e i produttori che usano Android circa 15,5 milioni di dispositivi.

Sono dati deludenti, se non preoccupanti, per Nokia e lo sono ancora di più per Microsoft, che ha l’esigenza di far emergere il suo Windows Phone e di fargli guadagnare nuovi spazi. Si stima che il sistema operativo sia usato sul 2,2 per cento degli smartphone attivi in tutto il mondo, una quota minuscola se confrontata con il 59 per cento di Android (grazie alle sue diverse versioni e adattamenti) e il 23 per cento di iOS di Apple. La quota di Windows Phone è inoltre diminuita dello 0,4 per cento in un anno circa, rendendo ancora più difficili i piani di Microsoft e Nokia di raggiungere il 10 per cento.

Per dimostrare agli analisti e agli investitori che Nokia vuole reagire, oltre ad annunciare i tagli al personale e la riorganizzazione di alcune divisioni, Elop ha anche nominato come nuovo responsabile dell’area vendite Chris Weber, un suo ex collega quando lavorava in Microsoft. Le due società per ora sembrano essere determinate ad affrontare la sfida insieme, confortate anche dal sostegno di diversi operatori telefonici alla ricerca di alternative ai sistemi Apple e Google. Periodicamente circolano voci sulla possibilità che Microsoft decida di acquisire completamente Nokia per avviare una strategia più incisiva, ma si tratterebbe di una mossa molto impegnativa e dagli esiti difficili da prevedere considerate le attuali condizioni della società.

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  • maxvader

    Potremmo tra poco avere la risposta all’annosa domanda: l’unione di due perdenti crea un vincente?

  • fedromial

    A parte i CEO che si sono succeduti, tutti sapevano che bastava iniziare a creare smartphone con android montato sopra. Non ce ne sarebbe stato per nussuno!

  • iorek

    E non sorprende il dato riportato in paesi come l´indonesia: paesi in via di sviluppo, per definizione, passeranno dai cellulari minimo-indidpensabile a quelli piú appealing, anche solo come status symbol, come gli smartphone. Spero che il guardiano del faro abbia fatto testamento.

  • simone losi

    secondo me il guardiano è bruciato da un bel po!

  • LAzy

    Non sarei sorpreso se il valore di Nokia venga abbassato per favorirne l’acquisto da parte di Microsoft. Dopotutto negli ultimi anni, a fronte di chiusure e licenziamenti, si sono rafforzate parecchio la sede di San Diego (smartphone, ma non mi ricordo di nessun prodotto uscito da lì), oltre ovviamente a quella di Pechino (Symbian phones, il 50% dei prodotti nei primi 4 anni), depotenziando l’Europa.

  • Ryoga

    Istruttivo in quanto mostra che non ci puo’ mai sedere o le cose cambiano in fretta.
    Detto questo, non definirei certo Microsoft “perdente”, anche se la maniera in cui e’ riuscita a perdere tutte le quote di mercato che aveva per Windows mobile e’ stata sconcertante.

  • wiz.loz

    Quello che non riesco a capire è a cosa servano 50.000 dipendenti per progettare e produrre dei cellulari… non è che in passato sono cresciuti troppo? E scommetto che di persone che fanno davvero ricerca e sviluppo ce ne sia una percentuale minima, il resto saranno vari livelli di management che passano il tempo a passarsi le carte e a smanettare su Project e Power Point…

  • maxvader

    Microsoft è un perdente non tanto (o meglio non solo) sul mobile, dove aveva delle buone quote quando il mobile era ante litteram e non ha minimamente saputo espanderle o promuoverle con dei prodotti di una mediocrità assoluta (quantomeno dal punto di vista della user experience).
    E’ un perdente perché siamo nell’era post-PC e il suo business sono i PC.
    Ormai i PC non li vuole più nessuno, e questo lo dicono i numeri, la gente vuole dei tablet o degli smartphone.
    Loro non li fanno e non li sanno fare…

  • anto92

    @MAXVADER I PC non li vuole più nessuno? Dovresti forse considerare quali utenti non vogliono il PC. E credo che buona parte sia composta da utenti di Facebook & Co,i quali hanno semplicemente trovato un modo molto più facile di usarlo.
    Levato queste utenze restano quelli che usano il PC perché solo un PC può fare queste cose.

  • http://www.zingarate.com lowresolution

    Tutti i dati che visto negli ultimi tempi dicono che più o meno dall’arrivo dei tablet, i PC e in particolare i Laptop stanno perdendo quote mercato, lentamente, ma inesorabilmente. Se avete altri dati, segnalateli.

  • splarz

    Nokia aveva Symbian, aveva MeeGo, aveva le librerie Qt… tutto in fumo per windows phone.

  • richard77

    Fossi azionista Nokia, mi domanderei seriamente se Elop faccia gli interessi Nokia o Microsoft.
    Una delle prime mosse che ha fatto è affossare l’N900, che era Linux based (non Android, proprio Linux) e che a detta di chi l’ha provato era un prodotto promettente.

  • maragines

    Quello che dice Richard77 da da pensare.
    Erano l’azienda leader del mercato, dominavano, hanno trattato come deficienti quelli di Apple che hanno presentato iPhone (ricordo ancora le vignette satiriche che ridicolizzavano il prodotto distribuite dai venditori di Nokia e da Nokia stessa), hanno trattato come deficienti tutti quelli che non la pensavano come loro.
    Poi si sono accorti di essere loro quelli meno furbi del quartiere, e avendo risorse megagalattiche e ancora una posizione da dominatori hanno focalizzato tutto su un solo progetto e un solo obiettivo: il matrimonio mortale con Microsoft (che a Microsoft va benissimo ma… A loro?).
    *
    Nel mondo i loro competitori vengono da altri mercati (Apple e Samsung) e giocano su due cavalli contemporaneamente. Loro (e RIM) sono i soli che fanno telefoni, telefoni e quasi niente altro. E puntano su un solo progetto?! Con un partner (Windows) noto per aver fallito più e più volte nel mercato dei dispositivi mobili?
    **
    Non capirò mai perché non hanno puntato ad Android e tutto il resto (ancora Symbian, Linux, e persino Elop e tutto il resto). Se fossi azionista penserei persino ad una azione di responsabilità.
    ***
    Ah, io sono uno degli ex fedelissimi utenti Nokia. Facevano ottimi telefoni un tempo. Poi sempre peggiori. Poi sempre meno appetibili per le mie esigenze. Da quattro anni sono felice possessore dello stesso iPhone che continua ad andare benissimo, nessun telefono Nokia è durato più di due anni e mezzo. Morivano, semplicemente.

  • http://www.jarkkovalo.it/ Jarkko Valo

    Gli errori di Nokia partono da lontano, ma dopo aver inizialmente sottovalutato il fenomeno smartphone e l’importanza delle app stavano cominciando a vedere dei risultati grazie alla combinazione di Symbian con le librerie Qt e una strategia volta a invogliare gli sviluppatori.
    Il passaggio a MeeGo avrebbe definitivamente catturato le simpatie di una certa categoria di sviluppatori perché da una parte ci sarebbe stato il pinguino (in una versione più genuina rispetto ad Android) e dall’altra le Qt (anche loro open source e su cui, per esempio, si basa il KDE, l’ambiente grafico per Linux).
    Poi Elop ha deciso di passare a Windows Phone, di non fare un porting di Qt per questo ambiente e di conseguenza di buttare letteralmente nello scarico tutto quello che si era fatto alienandosi le simpatie di una bella fetta di sviluppatori di app. Ha parlato per mesi di ecosistema quando allo stesso tempo aveva raso al suolo quello che di buono si era cominciato a fare.
    Per non parlare dei tempi lunghissimi per riuscire a portare sul mercato il Lumia 800 che non era altro che una revisione dell’N9.
    Dal punto di vista della strategia Elop si è dimostrato veramente penoso.

  • delphotto

    @maragines: hai ragione. I nokia non si rompono….semplicemente MUOIONO!

  • http://photographic-blog.blogspot.com brendon

    A giudicare dalle recensioni, non mi sembra che il matrimonio con microsoft sia stato fallimentare, anzi… sono pochi due milioni di telefoni venduti? Date tempo al tempo, Rome wasn’t built in a day :)

  • http://photographic-blog.blogspot.com brendon

    Anche perchè diciamolo, questo duopolio è penoso: o iOS, o la sua brutta copia. Windows Phone è un sistema completamente nuovo, diverso dai due sopracitati, a partire dall’interfaccia. E’ giusto che ci siano alternative, e Nokia ha le carte in regola per rappresentare una valida alternativa. Certo, se speravano di rimettere in piedi la società in qualche mese, hanno fatto male i calcoli. Ci vuole tempo.

  • maragines

    Brendon: due milioni non sono pochi, sono tantissimi. Ma se mentre tu vendi due milioni di apparecchi il tuo concorrente ne vende trentacinque milioni, capirai anche tu che rischi di trovarti morto senza neanche accorgertene. Anche perché la tua “baracca” costa quanto quella del tuo concorrente che vende trentatré milioni di apparecchi in più, e in più, lui, il tuo concorrente, fa anche soldi con i computer.
    E tu no.
    *
    Quando hanno costruito Roma, non in un giorno, non c’era nessuno là, a competere per spazio e ricchezze. Ma ora sì… E quindi non puoi aspettare… A meno che non inizi a liberarti di migliaia di dipendenti… Appunto. Ma potrebbe essere una sine cura

  • svalbard

    Chi ha commentato prima di me sicuramente ne capisce di più e parla a ragion veduta; nel mio piccolo, la mia impressione è che Nokia, mentre riposava sugli allori del suo Symbian, non si è accorta che il mondo andava avanti, e lo stesso Symbian, che di fatto è stato un antesignano degli smartphone, pagava il fatto di essere troppo “chiuso “, troppo protetto e macchinoso per chi volesse svilupparci sopra qualcosa. Tutte cose che Android non ha avuto per principio (sull’Iphone non mi pronuncio per manifesta incompetenza ). Se Nokia avesse voluto investire di più sul suo patrimonio di sviluppatori ed appassionati che, con non poche fatiche, smanettavano su Symbian, Android lo avrebbe fatto lei. Invece ha scelto la via opposta (sistema chiuso e proprietario) e adesso ne paga le conseguenze. Mi spiace per tutta la gente che perderà il lavoro, ma non credo che il mondo la rimpiangerà troppo.

  • http://www.zingarate.com lowresolution

    Molti dei commenti sono centrati sul tema open, che non c’entra niente. Nel mondo mobile, conta poco. Anzi, il caso iOS dimostra che vince (in quel caso domina) chi blinda e controlla la piattaforma in modo adeguato. Gli errori di Nokia sono enormi e hanno radici nel passato. La scelta di Elop era tra un ecosistema e l’altro: Android o Windows. Nokia e Google sono concorrenti su alcuni prodotti (tra cui le mappe) e passare su Android sarebbe stata la fine Nokia, una tra tanti e neanche la più importante.
    La scelta WP non è affatto male, la piattaforma è interessante e Nokia ha potuto contare sul pieno appoggio di Microsoft, cosa che le ha fatto molto comodo e che non avrebbe avuto da Google. La serie Lumia sono prodotti più che validi. Il problema è che il Lumia arriva troppo tardi, molti danni sono già fatti e, come scrive l’articolo, Nokia sta perdendo nella fascia dei feature phone nei mercati emergenti dove ha sempre dominato. Questo non è un problema di piattaforma, ma commerciale. Sono tempi duri per Nokia.