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23 illustrazioni di Shout

Cioè Alessandro Gottardo, un bravo illustratore italiano i cui disegni fanno il giro del mondo

15 giugno 2012

Illustrazione per Runner Worlds ©Shout

Shout è un illustratore italiano che in realtà si chiama Alessandro Gottardo. Vive a Milano, è nato nel 1977 e collabora con giornali come il New York Times, il New Yorker, il Wall Street Journal, TIME, Esquire, Newsweek, Wired, Le Monde, l’Economist, la Süddeutsche Zeitung e molti altri.

Ha ricevuto diversi riconoscimenti internazionali che hanno premiato la sua bravura nel campo dell’illustrazione e ha esposto le sue opere in diverse città del mondo. Nel 2010 ha pubblicato con la casa editrice milanese 27_9 “Mono Shout”, una monografia che raccoglie tanti disegni che ha fatto e che riassume 10 anni di illustrazioni.

In ogni disegno di Shout è raccontato un mondo, una storia fatta dagli elementi che vediamo e da quelli che non vediamo. Ogni illustrazione si può guardare da più punti di vista ed è come se il racconto arrivasse solo passo dopo passo, con l’osservazione e la ricerca degli indizi che Shout ha nascosto nelle forme e nelle assenze.

Shout racconta che riceve moltissime mail di persone che vorrebbero fare il suo lavoro e che chiedono come si fa a diventare bravi illustratori. Così ha deciso di scrivere una guida, la Guida galattica per giovani illustratori, che serve ad avvicinarsi al mestiere e che spiega come fare a tradurre parole e concetti in disegni.

In questi giorni è in corso una mostra alla galleria De March di Milano, dove Shout espone illustrazioni speciali, fatte con la penna Bic. Il 15 Luglio a Cremona ci sarà una mostra particolare, invece: le illustrazioni verranno esposte nei luoghi dove di solito si mettono i cartelloni pubblicitari. Sarà quindi una mostra all’aperto e visibile a tutti. Tutti i progetti, le idee e le cose di Shout possono essere viste sul suo sito.

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  • giannigipi

    Bellone!

  • greta77

    :-) non so se si possa seguire una guida per diventare illustratori, certo, una guida può “guidare” all’osservazione da punti di vista non consueti.
    l’illustrazione, soprattutto quella che non è rivolta ai bambini, è una sintesi di concetti che poi diventano l’incipit di pensieri più elaborati. difatti lavori come quelli di Shout non sono solo descrittivi o narrativi, sono spunti per guardare oltre: per vedere il mondo nel volto di un astronauta o per lasciare che le luci illuminino la vista di due occhi. non si diventa illustratori. lo si è.

  • http://photographic-blog.blogspot.com brendon

    Bravissimo :)

  • http://finalmentedomenica.blogspot.com robiciattola

    mah, se uno è così bravo, non credo si possano dare consigli in merito. io penso sempre che la tecnica la si può imparare, certo, ma tutto il resto?il fascino di questa illustrazioni quissù, l’anima che hanno… sono tutto e quelle non le impari! sono innate.
    Io la penso così. Durante un corso di fotografia che ho fatto, c’erano ragazzetti tecnicamente avanzatissimi, con un paccone di soldi da spendere per l’attrezzatura. ma poi? niente anima… l’occhio, appunto, o ce l’hai o no. poi sì, lo puoi affinare, ma quella foto non uscirà mai dal frame!