Come se la cava il petrolio?

Un grafico dell'Economist spiega dove, come e perché stanno cambiando la produzione e i consumi

BP è la quarta società al mondo per ricavi annui (nel 2011 ha messo insieme 386 miliardi di dollari) e una delle sei più grandi compagnie petrolifere del pianeta. Sulla base dei dati raccolti durante la propria recente attività, la multinazionale ha diffuso il 13 giugno un rapporto sull’utilizzo dell’energia nel mondo, con particolare attenzione al mercato del petrolio. La guerra in Libia e la cosiddetta “primavera araba” hanno condizionato sensibilmente la disponibilità di scorte e hanno contribuito all’aumento del 40 per cento dei prezzi. Il petrolio di riferimento europeo (brent) ha raggiunto il proprio picco di 111 dollari durante il 2011. I prezzi più alti hanno influito sul consumo di petrolio, che è aumentato solamente dello 0,7 per cento rispetto alla media dell’1,2 per cento degli ultimi dieci anni.

Sulla base dei dati pubblicati da BP, l’Economist ha realizzato due grafici che analizzano l’andamento del petrolio nel 2011 (i dati sono espressi in migliaia di barili al giorno). Il primo grafico mostra la variazione nella produzione di petrolio rispetto al 2010, mentre il secondo la variazione nei consumi. In Cina il consumo continua ad aumentare e ha avuto una media di mezzo milione di barili al giorno. Variazioni significative ci sono state anche in Russia, India e Arabia Saudita. Il consumo è invece rallentato sensibilmente in altri paesi, complici la crisi economica e i prezzi più alti al barile. Tra le variazioni più significative in negativo ci sono quelle della Germania e degli Stati Uniti.

foto: AFP PHOTO/Ricardo STUCKERT/PRESIDENCIA

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