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I dieci paesi da visitare nel 2012

I dieci paesi da visitare nel 2012

Tra le scelte di Lonely Planet ci sono Cuba finché c'è Fidel, la Nuova Caledonia se sapete dov'è, e qualche paese non molto tranquillo

13 giugno 2012

In occasione dell’uscita della guida Best in Travel 2012, Lonely Planet ha pubblicato una classifica dei dieci paesi da visitare nel 2012. La lista è il risultato del lavoro dei redattori, ma sono stati presi in considerazione anche i consigli dei viaggiatori che li hanno contattati.
I dieci stati della lista sono stati scelti per quello che è successo nel paese durante l’anno, per il loro interesse culturale e naturalistico e anche sulla base dei costi da sostenere per visitarlo.

Tra le mete suggerite Cuba, “prima che sia troppo tardi”, la Giordania, Taiwan. Nella lista ci sono anche posti non proprio tranquilli, come l’Uganda e il Myanmar; l’Italia l’anno scorso c’era, quest’anno è fuori lista. Vi raccontiamo per immagini la classifica dei dieci paesi scelti da Lonely Planet.

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  • pablo72

    Non lo avete citato, ma anche quelle della Nuova Caledonia è un’opera di Renzo Piano.

  • mcstairs

    Iniziamo a girare TUTTA l’Italia, poi pensiamo al resto.

  • suppamax

    @macstairs
    Giriamo anche il resto del mondo, per apprezzare ancora di più quello che abbiamo in Italia

  • bkkg

    Se sogno il Buthan è anche grazie agli articoli del post

  • mcstairs

    @suppamax
    Parzialmente d’accordo. Diciamo che allora conviene girare posti peggiori dell’Italia, per smetterla di lamentarci della nostra terra.

  • suppamax

    @mcstairs
    Visitiamo anche i posti “migliori”, così da poter criticare con cognizione di causa.
    :)
    Viaggiare, vedere, conoscere… è sempre conveniente.

  • karl

    Ma solo a me sembra perverso consigliare di vedere un posto prima che la dittatura finisca?

  • conny

    ma, se il criterio non fosse così limpido ma, corrispondesse semplicemente alle edizioni della guide meno vendute nell’anno precedente?

  • jackg

    @Karl
    vai a Cuba 5 anni dopo che è rientrato il capitalismo, vedrai che figata…presente Haiti? eh

  • massibull

    @ Karl, non so se ti riferisci al Myanmar, io ci sono stato due anni fa e posso dire alcune cose:
    sul sito della Lonely Planet sono consultabili gratuitamente le pagine riguardo al problema “vado o non vado?” relativo al desiderio di non avallare ne aiutare la dittatura militare. uno le legge, ci sono ottime ragioni per andare e per non andare, poi uno decide con la sua testa. Io ho scelto di andare, zaino in spalla, e mi sono attenuto per quanto possibile ai suggerimenti perché il mio soggiorno fosse il più possibile d’aiuto per la gente del luogo e il meno possibile un sostegno economico o politico al regime. Sono fiero e contento della mia scelta e la rifarei altre mille volte. Ho conosciuto persone che tornano con costanza in Myanmar e moltissimi Birmani (me-ra-vi-glio-si), tutti convinti che il turismo sia non solo una risorsa indispensabile per molti lavoratori che non dipendono dal regime, e che possa essere una vera arma per scardinare il regime. La chiusura non ha mai fatto bene a nessuna popolazione, solo una maggiore apertura potrà aiutare la gente del Myanmar, e anche la NLD e Aung Sang Suu Kyi, un tempo favorevole al boicottagigio turistico, stanno cambiando idea. Certo se uno vuole andare in un resort, cerca la comodità, o lussuosi pacchetti all-inclusive, allora è meglio cercare da altre parti perché quelli si sono tutti soldi nelle tasche dei generali. Un turismo indipendente e consapevole, fa bene soprattutto prima che la dittatura finisca.
    Per quel che riguarda i pericoli, suggeriti nell’articolo, devo dire che mentre si gira il Myanmar, la parola pericolo è l’ultima che ti viene in mente. Un turista è sempre trattato come un ospite sacro. Sempre. Ovvio che ci possono essere zone a rischio (la costa a nord ora come ora), ma uno che decide per un certo tipo di viaggio ha il dovere di informarsi e c’è modo di farlo.
    Se uno vuol avere un idea di cosa poteva essere viaggiare nel sud-est asiatico una cinquantina di anni fa, in Myanmar può farsela. Paese incredibile.

  • lilly

    è arrivato il momento che anche Cuba e il Myanmar scendano su questo pianeta e si mischino a noi.A Cuba ci andrò dopo Fidel.Nel myanmar ci sono andata,tornata e ritornata:lo so,è l’ultima spiaggia dell’oriente vero,ma il prezzo della sua intensa atmosfera è troppo alto,per quella povera ed elegantissima popolazione.

  • karl

    In realtà mi riferivo a cuba e la persione non mi sembrava visitare il posto, ma visitare il posto prima che la dittatura finisca. E il turismo dittatoriale che mi sembra una perversione

  • massibull

    @Karl, ah ok. Perché anche in Myanmar c’è ancora la dittatura e la questione “vado o non vado” è un tema aperto tra chi desidera girare il sud est asiatico, dato che per un periodo la stessa NLD e Aung Suu dicevano “non venite”.

    A Cuba non ci sono stato e non posso dirlo con certezza, ma credo ci sia modo di viaggiare senza supportare troppo il regime, sulla questione “morale” del voler vedere qualcosa che esiste perché c’è una dittatura, io credo che un viaggiatore non debba porsi altri problemi che l’etica e le conseguenze delle sue azioni come viaggiatore. Il fatto che Cuba o il Myanmar (o la Korea del Nord) siano diversi a causa di una dittatura, è una situazione preesistente sulla quale non abbiamo potere. Il voler scegliere di vedere questa diversità fa parte della naturale curiosità del viaggiatore. Sta a noi solo cercare di capire se la nostra visita sarà più simile ad una visita ad una popolazione isolata (e un piccolo aiuto per chi lavora nel turismo in maniera indipendente) oppure un safari, una gita in un museo (magari a totale vantaggio del governo). Ci sono molti modi per visitare e soggiornare a Cuba immagino e ognuno comporta scelte e conseguenze differenti.
    Ma ecco il desiderio di vedere qualcosa di differente non mi pare perverso. Non si tratta di desiderare che si prolunghi la dittatura perché piace Cuba così com’è, si tratta di rendersi conto che esiste una situazione che sta finendo e che potrebbero essere gli ultimi anni (mesi?) prima di una cambio epocale. Oltretutto sono convinto che un certo turismo “consapevole” accelera inevitabilmente il processo di democratizzazione, per cui si va prima che cambi, accelerandone il cambio. Più che una perversione, un paradosso.

  • ricette sbagliate

    ma voi veramente pensate che una dittatura possa essere influenzata dal vostro andare o non andare in quel paese???? le rivoluzioni (o le contro-rivoluzioni) secondo voi le fanno i flussi turistici? detto questo, cari amici della lonely planet: io vado ovunque mi mandiate, ma in svizzera no! non c’è alcun motivo valido per andare in svizzera per puro turismo…

  • sire

    “la svizzera è il posto più brutto dove ho fatto sesso…dopo il belgio!”. cit.ma non mi ricordo nemmeno era se era un personaggio famoso.

  • http://seasunstories.blogspot.com seasunstories

    Nuova Caledonia, così bella e così lontana!