Twitter con il terremoto

Serena Danna riassume sul Corriere l'efficacia della distribuzione delle informazioni online durante le emergenze e i limiti della carenza di filtri e gerarchie

Sul Corriere della Sera di mercoledì c’è un commento di Serena Danna a come la nuova giornata di notizie sul terremoto, martedì, è stata seguita e gestita su Twitter: strumento assolutamente vincente per l’informazione in simili emergenze, ma con alcuni limiti di “partecipazione” indiscriminata.

Osservatori delle dinamiche online amano dire che Twitter, il popolare social network da 140 caratteri, dia il meglio di sé durante i terremoti. In parte è vero. La rapidità con cui le informazioni si diffondono e la solidarietà si organizza lasciano spesso stupiti. È successo la notte tra il 19 e il 20 maggio quando l’Emilia ha tremato per la prima volta. Chi usa Twitter e si trovava in una delle zone colpite lievemente dal sisma quella notte, ha avuto nel social network non solo una prova di realtà, ma un canale in linea diretta con il territorio.
Durante le tragiche ore di ieri, il social network ha rivelato, ancora una volta, questa attitudine. Se inizialmente i media tradizionali hanno fatto fatica a mappare le zone colpite dalle scosse, gli utenti hanno segnalato subito disagi, vittime e crolli. Campagne per raccogliere aiuti si sono susseguite durante la giornata a riprova che l’Italia, offline e online, in situazioni di emergenza sa riscoprire la solidarietà nazionale.
In seguito al blackout delle reti telefoniche in Emilia, gli utenti hanno diffuso istruzioni su come «aprire» le reti wi-fi private per permettere la comunicazione via Internet.

(continua a leggere sul sito del Corriere della Sera)

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