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Il terremoto in Emilia

di Emanuele Menietti - @emenietti

Di magnitudo 5.9 vicino a Finale Emilia (Modena), si è verificato dopo le 4 del mattino ed è stato seguito da altre scosse, avvertite in molte città del nord. Ci sono sei morti

Alle 4:03 di domenica mattina, c’è stato un terremoto di magnitudo 5.9 con epicentro a pochi chilometri di distanza da Finale Emilia, in provincia di Modena. Nelle ore seguenti ci sono state decine di altre scosse minori che hanno interessato la medesima area, causando seri danni agli edifici nel Ferrarese e nel Modenese. Due operai sono morti a Sant’Agostino, in provincia di Ferrara, sotto le macerie di un capannone industriale, all’interno del quale stavano svolgendo il loro turno di lavoro notturno. A Dosso, una frazione del comune ferrarese di Cento, un altro operaio è morto sotto le macerie di un capannone industriale. E sempre in provincia di Ferrara, a Bondeno, è morto un altro operaio a causa di un crollo. Una signora di 103 anni è morta a Sant’Agostino probabilmente a causa di alcuni calcinacci caduti durante il terremoto delle 4:03, mentre un’altra donna in provincia di Bologna è morta per un malore in seguito allo spavento per le scosse del terremoto. Si stima ci siano anche alcune decine di feriti, ma senza lesioni particolarmente gravi. Secondo la Protezione Civile, inoltre, non ci sono dispersi.

(Le foto del terremoto in Emilia)

Autorità locali e Protezione Civile si sono dati da fare nel corso della giornata per allestire centri di accoglienza, campi e luoghi di raccolta per gli sfollati, che sono diverse centinaia. Domani le scuole e gli altri edifici pubblici rimarranno chiusi in molte città delle province di Ferrara e Modena, a causa dell’inagibilità dei locali o per motivi di sicurezza. La Regione Emilia Romagna ha chiesto lo stato di emergenza al governo, che sarà formalizzato nel Consiglio dei ministri di martedì prossimo. Il presidente del consiglio, Mario Monti, anticiperà il proprio rientro a Roma dagli Stati Uniti, dove era impegnato al G8. Ha comunque dato pieni poteri al capo della Protezione Civile, Gabrielli.

(Il terremoto in Emilia visto dall’alto)

Il terremoto delle 4:03 e le seguenti scosse hanno causato seri danni a molti edifici storici nelle zone di Ferrara e Modena, lesionando anche alcuni edifici in provincia di Mantova e in altre aree più a est. Tra le zone più danneggiate c’è quella di San Felice sul Panaro, dove lo storico castello Estense ha subito gravi danni. A Sant’Agostino, il palazzo comunale ha subito gravi danni con il crollo di ampie porzioni dei suoi muri perimetrali. A Finale Emilia, la Torre dell’orologio già pesantemente danneggiata dal terremoto delle 4:03 è crollata in seguito a un’altra forte scossa di magnitudo 5.1 che si è verificata nel pomeriggio. Negli altri paesi della zona e nelle campagne circostanti ci sono vecchi palazzi, cascine e chiese lesionati.

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18.15 – La galleria fotografica del Post, con le immagini dall’Emilia, ha foto come quella qui sotto.

17:46 -

 

17:37 – Aldo Modonesi è assessore ai Lavori Pubblici, Mobilità, Patrimonio, Protezione Civile e Palio del Comune di Ferrara, e spiega su Twitter che

 

17:30 – RaiNews24 ha pubblicato un video che mostra il crollo di un’altra porzione dell’edificio del Municipio di Sant’Agostino, già notevolmente lesionato dal terremoto di questa notte.

17:22 – Il terremoto in Emilia visto dall’alto, in un video.

17:15 – Le condizioni del vigile del fuoco ferito a Finale Emilia sono definite “non preoccupanti”. L’uomo si trova nell’ospedale di Baggiovara (Modena).

17:04 – Associated Press ha messo insieme alcuni video realizzati nella giornata di oggi nelle aree maggiormente interessate dal terremoto in Emilia.

16:54 – Un inviato di SkyTg24 si trovava a Finale Emilia quando il vigile del fuoco è caduto a terra a causa del terremoto di magnitudo 5.1 del primo pomeriggio, e ha raccontato le operazioni di soccorso.

16:23 – INGV ha diffuso nel primo pomeriggio una relazione sui terremoti di oggi in Emilia [pdf], allegando anche una “mappa di scuotimento” (“shakemap”): «Le “shakemap” forniscono una stima approssimata dello scuotimento verificatosi a seguito di un terremoto avvalendosi dei dati di accelerazione (e velocità) del suolo registrati da accelerometri e sismometri installati nelle stazioni sismiche.»

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