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— rassegna

Lo Stato non rimborserà più i danni da calamità naturali

Saranno a carico dei singoli cittadini, che potranno premunirsi stipulando un'assicurazione, spiega Giovanna Cavalli sul Corriere della Sera

18 maggio 2012

Giovanna Cavalli scrive sul Corriere della Sera che un decreto della riforma della Protezione Civile – pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale – stabilisce che lo stato non pagherà più i danni provocati da catastrofi naturali agli edifici dei cittadini, che dovranno prevenirsi stipulando polizze assicurative.

«La calamità naturale sarà a carico del cittadino. In caso di terremoto, alluvione, tsunami e qualsivoglia altra catastrofe, non sarà più lo Stato a pagare i danni. A ricostruire l’edificio crollato o pieno di crepe, casa o azienda che sia, dovrà provvedere il proprietario. A sue spese. O stipulando, previdente, una relativa polizza di assicurazione.
La novità, enunciata chiaramente, si trova nel decreto legge n.59 sulla riforma della Protezione Civile pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale. In cui si afferma che «al fine di consentire l’avvio di un regime assicurativo per la copertura dei rischi derivanti da calamità naturali sui fabbricati a qualunque uso destinati, possono essere estese tutte le polizze assicurative contro qualsiasi tipo di fabbricato appartenente a privati». E questo per poter «garantire adeguati, tempestivi ed uniformi livelli di soddisfacimento delle esigenze di riparazione e ricostruzione». Cosa che lo Stato non può più permettersi per cronica carenza di fondi».

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  • piti

    Allora possiamo chiudere baracca con lo Stato. Se il terremoto mi distrugge la casa e lo Stato mi dà una tenda e un piatto di maccheroni per qualche settimana e poi arrivederci e grazie, che Stato è? Qual è il suo senso? E quale assicurazione privata pagherebbe la ricostruzione di ventimila alloggi distrutti o danneggiati? E se c’è contenzioso con l’assicurazione e lo Stato cessa i suoi aiuti dopo un paio di mesi, cosa succede al terremotato? E poi si potrà fissare per legge quanto l’assicurazione, in regime di libero mercato, può chiedere per assicurare questi rischi? No, perché con l’RC si è visto come è andata. E almeno nel caso dell’RC auto c’entra anche la responsabilità del conducente, nello stabilire la classe di rischio e il da pagarsi. Ma il terremoto non dipende mica da come ci si comporta.
    Se si vuole chiudere baracca lo si dica, ma diciamo anche che è una cosa vergognosa.

  • ro55ma

    @PITI, hai idea di come funziona negli altri Paesi? Essendo finiti i soldi di Pantalone (nella disponibilità “illimitata” che ha prodotto il debito attuale), quale sarebbe la soluzione che uno Stato democratico adotta – in caso di calamità – senza stampare soldi?

  • stefanom

    Perché, lo Stato da dove li prende i soldi adesso? Non siamo già noi a pagare? Come la mettiamo con la quota di tasse che già paghiamo proprio per far fronte a queste calamità?

    Mi dispiace, ma mi sento in dovere di riportare le parole di Margareth Tatcher,a proposito: “One of the great debates of our time is about how much of your money should be spent by the State, and how much you should keep to spend on your family. Let us never forget this fundamental truth: the State has no source of money other than the money people earn themselves. If the State wishes to spend more it can do so only by bothering your savings or by taxing you more. And it’s no good thinking that someone else will pay, that’s someone else is you.
    There is no such thing as public money, there is only tax-payers’ money.”
    E ha detto tutto.
    Cheers

  • vandario

    Ma allora perché continuare ad buttare via soldi per assicurare l’assistenza sanitaria dato che lo Stato non se lo può più permettere per la cronica carenza di fondi?

  • piti

    Stefanom, la differenza fra lo Stato che trae risorse dalle tasse e l’assicurazione privata è molto forte. A cominciare dal fine di lucro delle compagnie private, dettaglio accuratamente messo in ombra quando si parla di questo genere di cose. Lo Stato almeno sul piano teorico eroga quello che serve, nei limiti delle possibilità. Una compagnia privata tira a farsi pagare il massimo e ad erogare il minimo. Il che, a casa distrutta, non è precisamente un relax. Inoltre, le tasse si pagano in ragione diversa in base alla capacità contributiva, o almeno ci si prova. L’assicurazione chiede cento di premio a me che guadagno, per ipotesi diecimila euro al mese e a te che ne guadagni ottocento. La funzione redistributiva, su temi come le calamità, o la salute, costituisce una differenza enorme che, se perduta, peggiora la società.

  • Zei

    io sarei d’accordo se:
    1) lo stato mi detrae per intero ( e non solo in parte come per l’rc) i soldi che l’assicurazione mi fa pagare come premio
    meno servizi da parte sua = meno tasse da parte mia.
    se non ha più una spesa potenziale derivante dalle calamità naturali non ha nemmeno più bisogno di quei soldi.
    2) ci fossero delle tutele che proteggano i cittadini nel caso di insolvenza o fallimento dell’assicurazione.

    come al solito però il fatto che io sia d’accordo o meno, e le condizioni a cui sarei d’accordo sono perfettamente ininfluenti in quanto
    1) zitti zitti l’hanno già fatto
    2) possono praticamente fare quello che vogliono con atto unilaterale

    mi limito ad aggiungerla alla lista delle cose da ricordare alle prossime elezioni

  • ucc14

    L’Italia è forse l’unico stato in cui si ha il rimborso dei danni da calamità naturali. Questo negli anni ha fatto sì che quello delle emergenze diventasse un vero business (le risate di qualcuno durante il terremoto dell’Aquila, ve le ricordate, no?). Costruire con materiali scadenti e in zone a rischio perché tanto lo stato darà soldi in caso di emergenza è la prassi. Sicuramente non è con uno Stato che si fa avaro e non rimborsa i danni che si risolvono le cose. Invece di parlare di rilancio dell’economia attraverso grandi opere di cemento si dovrebbe avere il coraggio di fare grandi opere ma in difesa del territorio. Non è fantascienza, Roosevelt lo fece già negli anni ’30.

  • http://blogghetto.org michelelan

    tutti liberali, con il sedere degli altri, ora volete il comunismo in stile unione sovietica… Legge sacrosanta, le persone ora saranno obbligate ad avere case in posti giusti e costreuite bene, altrimenti le assicurazioni non potranno assicurarti.. Si chiama futuro baby…

  • http://www.mashiro.it mashiro

    Se si mettono d’accordo con le assicurazioni perché questo tipo di assicurazione costi una cifra ragionevolmente bassa per tutti non è neanche una brutta idea.
    Con questo metodo l’Aquila sarebbe per lo più già ricostruita tanto per dire..

  • ro55ma

    @MICHELELAN: +++1 :)

  • wiz.loz

    @PITI: ricordati che lo Stato non è un’entità fisica, non è un mostro cattivo a cui voi comunistoidi dovete succhiare tutta la linfa possibile… lo Stato siamo noi e paghiamo noi, in genere con un’aumento delle accise sul carburante, e paghiamo per nuove delle case già diroccate oltre a foraggiare politici, amici e amici degli amici. Cerca di smettere di vivere nel mondo dei sogni proletari e cerca di capire come vanno le cose nel mondo reale.

  • http://ilmiomanifesto.blogspot.com broono

    Quindi la benzina costerà (considerevolmente) meno?
    O non è (ovviamente) retroattiva e quindi la ricostruzione dell’irpinia, così come il 70% delle accise che riguardano terremoti alluvioni e cataclismi vari ed eventuali, continuamo a finanziarla?
    Perché va ricordato che non c’è affatto il principio della capacità contributiva, nel calcolo del prelievo dei fondi per, ma vengono presi a me come a chi guadagna 20k euro al mese attraverso una percentuale non inifluente del prezzo dei carburanti.
    Come funziona?

  • marcobo

    wiz
    sono di solito i buoni capitalistoidi che succhiano le linfe degli stati
    ricordalo

  • tobuto

    @piti:
    Sono d’accordo con te. Intanto che chiudo le finestre per evitare che mi entri la neve in casa, ti faccio un appunto. Spesso e volentieri lo stato, o meglio, il singolo apparato amministrativo, mira a farsi dare il più possibile a budget e a erogare il meno possibile (e mangiarsi il resto). Diciamo che non credo sia possibile fare una distinzione a priori tra pubblico e privato in termini di efficienza, efficacia e rispetto delle condizioni di contratto, ma bisogna valutare caso per caso.

  • wiz.loz

    @MARCOBO: embè? Cosa c’entra con questa discussione?

  • lucac

    Preferirei che fosse lo stato ad assicurarsi per queste cose. Poi ci pensa lui a vincere le cause con le assicurazioni.

  • uqbal

    Sono perplesso. Da un lato mi sembra un provvedimento da vampiri, d’altra parte anche Michelelan ha ragione: se so che paga Pantalone, non me ne importa niente, tutto sommato, di costruirmi casa sul greto fangoso di un fiume. Certo, si potrebbe pensare che anche con la garanzia dello Stato nessuno è così sciocco da costruire a cuor leggero la propria casa, ma la cronaca e uno sguardo ai paesaggi nazionali sembrano suggerire qualcosa di diverso.
    D’altra parte non mi sembra nemmeno che il sistema attuale abbia fornito granché, in termini di garanzie e supporto, agli Aquilani.
    La storia delle risate citate da Ucc14 non c’entrino, però: anche se attraverso le assicurazioni, quello delle assicurazioni rimane un business, anche se sicuramente sarebbe un business più funzionale, e non teso soltanto a mungere soldi pubblici in barba ai terremotati.
    Se si decide un’assicurazione obbligatoria, anche dal prezzo calmierato in qualche modo, per le famiglie si tratterà di fatto di qualcosa di molto simile ad una nuova tassa. Magari più sensata di altre, però non credo sarebbe una cifra proprio trascurabile.
    Boh: davvero prendere spunto dagli altri paesi sarebbe utile, e sarei grato al Post se volesse fare un approfondimento del genere.

  • uqbal

    Io ho trovato questo, googlando a casaccio, che sarebbe perfetto se non fosse del 2002
    http://www.autorita.bacinoserchio.it/files/ente/convegni/convegno_112002/Assicurazioni.pdf

  • debrando

    Ogni assicurazione stipulata in vita mia aveva tra le cluasole microscopiche l’esclusione per calamità naturali e affini… le faranno cambiare per legge senza aumentare i canoni esponenzialmente?

  • http://nononoeno.wordpress.com/ akiro

    @michelelan.
    Son d’accordo sul fatto che le case vadano costruite nei posti giusti e come si deve.
    Resta il fatto che all’Aquila o in qualsiasi altro posto le case anche se costruite come si deve sarebbero inservibili in seguito ad un terremoto o a qualsiasi altra catastrofe naturale (valanghe, alluvioni…). Le case sicure servono a farle restare in piedi il più possibile per salvaguardare le persone, ma l’immobile di per se che subisce una catastrofe poi non è detto che possa essere riutilizzato, anzi…
    Quindi quali posti sono sicuri?
    E comunque come dice DEBRANDO, in tutte le polizze assicurative le catastrofi naturali sono sempre state escluse da ogni sorta d’indennizzo.
    Adesso cresceranno esponenzialmente? E se una persona non ha i soldi per pagarsi il premio dell’assicurazione che si fa?
    Proprio vero “tutti liberali, con il sedere degli altri”.
    Che bella società si delinea.

  • andre89

    @Michelean
    E la gente che abita in case degli anni ’50-60 che fa? SI trasferisce? E io che abito in Calabria dove il rischio di terremoti è altissimo? Vado in Sardegna perchè Pantalone non ha più soldi?

  • zarathustra

    Facile parlare, tutti voi, che evidentemente non avete subito una calamita naturale. Io si, e volete sapere una cosa? Con il mutuo sulla casa da pagare, col cavolo che avrei potuto ricostruirla a L’Aquila. Sarei finito per strada insieme a tutta la famiglia.
    Se lo stato non serve più neanche ad aiutare chi è in difficoltà a questo punto a che serve? E chi cita la Tatcher si dimentica lo stato in cui ha ridotto il Servizio sanitario Nazionale?
    Certo che paghiamo le tasse proprio per questo motivo, perché se il terremoto ci sfascia la casa, se ci viene un tumore o se nostro figlio è disabile (teoricamente) lo stato ci è vicino.

  • uqbal

    Zarathustra

    Io non so esattamente cosa sia la cosa migliore, ma se tu fossi stato assicurato, tu avresti ricostruito la tua casa anche prima.

  • Ryoga

    Tutto bene finchè:
    1. i soldi risparmiati tornino ai cittadini in termini di tasse tagliate, affinchè questi possano pagarsi le polizze con tali soldi
    2. chiare regolamentazioni per le società assicuratrici, per evitare abusi al momento della stipula e della riscossione
    3. il mercato deve essere piú libero e con più concorrenza, o si regalano altri soldi al salotto buono