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Le foto di Horst Faas
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Le foto di Horst Faas

È morto ieri a 79 anni un leggendario fotografo di guerra, vincitore di due premi Pulitzer e autore di immagini bellissime e terribili

11 maggio 2012

È morto a 79 anni Horst Faas, grande fotografo dell’Associated Press, due volte premio Pulitzer, noto soprattutto per le sue foto durante la guerra in Vietnam ma autore di moltissimi altri lavori di grande qualità giornalistica. Faas era nato a Berlino, in Germania, nel 1933, e cominciò a lavorare con l’agenzia Keystone da giovanissimo: a 21 anni era già inviato nel sudest asiatico. A 23 anni entrò in Associated Press, e cominciò ad andare nei posti dove pochi volevano andare: Vietnam, Laos, Congo, Algeria, Cambogia, Bangladesh. Nel 1962 divenne il capo dei fotografi di AP nel sudest asiatico e visse a Saigon fino al 1974. Nel 1967 in Vietnam una granata lo ferì gravemente alle gambe e l’emorragia rischiò di ucciderlo, se non fosse stato per l’intervento tempestivo di un giovane medico militare americano. Vinse un primo Pulitzer nel 1965 per le sue foto durante la guerra in Vietnam e un secondo nel 1972 per le sue foto in Bangladesh.

Fu Faas a prendere la controversa decisione di diffondere le due foto più famose della guerra in Vietnam: quella che mostra il generale della polizia di Saigon, Nguyen Ngoc Loan, sparare alla testa di un prigioniero vietcong, e quella della bambina nuda che scappa dopo un bombardamento col napalm. Arruolò un gran numero di giovani e bravi fotografi, anche vietnamiti, e così Associated Press divenne in breve l’agenzia che offriva le fotografie migliori dal Vietnam. Faas “impose nuovi standard per chi decideva di raccontare una guerra con la macchina fotografica”, dice oggi l’Associated Press.

Era malato da tempo. Nel 2005 fu ricoverato ad Hanoi e trasferito prima a Bangkok e poi in Germania: a causa di un’emorragia spinale restò paralizzato dal bacino in giù. Nonostante fosse costretto a muoversi su una sedia a rotelle Faas continuò a viaggiare e partecipare a mostre e convegni fino al 2008, quando le sue condizioni di salute peggiorarono ulteriormente. Aveva una moglie e una figlia. Alcune delle sue fotografie mostrano morti, persone ferite e alcune immagini sono particolarmente crude: avvisàti.

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  • http://www.matteonobili.com teo76

    Ragazzi, gran qualità con il Post, non c’è dubbio, ma con le foto ci litigate ancora un po’ troppo: ad esempio in questa galleria non ci andava niente a metterle in un ordine sensato e non sparse come sono qui.
    :-)

  • pontazza

    Scusate ma sono un po’ confuso. Pubblicate questo articolo su un foto giornalista che ha raccontato la guerra del Vietnam e ha contribuito a diffondere immagini dal fronte, compiendo un lavoro assolutamente straordinario e realizzando degli scatti tanto veri quanto crudi (tanto che a fine post avvisate i lettori) e indelebili.
    Poi nella vostra sezione “Foto Post” pubblicate dei fotomontaggi che ritraggono, in molto casi, lo stesso tipo di scene (con tanto di mucchi di cadaveri), ma ridicolizzate: vedi la foto di Saigon e dello sbarco in Normandia.
    Onestamente non capisco la scelta “artistica” di chi ha pensato una cosa del genere, ma sinceramente non capisco nemmeno voi che celebrate un grande fotografo di guerra e ne ridicolizzate il lavoro qualche articolo più in la.

  • notpill

    Pontazza, dai su…

  • enrlodi

    VERGOGNA!!!
    Conobbi Horst Faas anni fa presentatomi da un comune amico…era e rimarrà una leggenda nella storia dell’Ap ma mi abbracciò commosso quando gli raccontai che avevo acquistato Requiem, il suo libro in memoria dei 135 fotoreporter scomparsi durante il conflitto vietnamita, un momento che non dimenticheò mai… Oggi nel triste giorno della sua dipartita se potesse farlo tornerebbe in vita per rendere omaggio a Eddie Adams, suo collega in AP ai tempi di Saigon, altro grandissimo fotoreporter di guerra e autore della fotografia in cui il generale sudvietnamita Loan giustizia con un colpo di pistola alla testa un vietcong catturato. E’un’immagine che ha fatto la storia di quella guerra, presente sui libri di storia e di storia della fotografia…peccato che nelle redazioni dei giornali italiani dove regna sovrana l’ignoranza sulla fotografia (e non solo…) non lo sappiano e hanno finito con l’attribuirla a Faas…sarebbe come dire che la Gioconda è stata dipinta dal coetaneo Botticelli e non da Leonardo. Nel “Mio Vietnam” un altro mito del giornalismo di guerra, Peter Arnett, a quel tempo capoufficio AP a Saigon poi inviato CNN nelle notti dei bombardamenti di Baghdad durante la prima guerra del Goldo, racconta: “…fra Horst e Eddie esisteva gelosia professionale ma quel giorno la misero da parte. Quando Horst (che era il responsabile del fotografico AP a Saigon) vide il negativo esclamò “Santo Dio!” poi lo passò a Eddie…” R.I.P.

  • plato

    @notpill
    la vecchiaia…
    -
    bella raccolta