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La lentezza dei risultati
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La lentezza dei risultati

Il paragone con gli altri paesi mostra a ogni turno elettorale l'incredibile inadeguatezza dei nostri sistemi di conteggio e di quelli degli istituti di statistica

8 maggio 2012

Complice la prossimità del voto francese, dove i risultati – era più facile, certo – erano stati dati per certi appena chiusi i seggi (e anche prima), nella giornata di lunedì moltissimi commenti di chi seguiva i risultati delle amministrative italiane sono stati dedicati alla lentezza nell’avere informazioni chiare (il responsabile dei dati a La7 chiedeva ancora cautela nell’interpretare i parziali tre ore dopo l’inizio degli scrutini, conclusi stamattina in molte città). Il tema è vecchio: negli altri paesi i risultati delle elezioni – sia dagli istituti statistici che dagli enti ufficiali – arrivano in tempi e con esattezze che in Italia ci sognamo, ogni volta rammaricandocene invano. Oggi ne scrive Giangiacomo Schiavi sul Corriere della Sera.

Se la modernità di un Paese si vede dalla macchina elettorale, beh, l’andamento lento dello spoglio nei seggi rischia di penalizzare ancora di più l’Italia, inchiodata ai ritardi anche quando si potrebbe farne a meno. In Francia e in Germania a pochi minuti dalla chiusura delle urne si proclamano già i vincitori, ma da noi, sei ore dopo la fine di un turno elettorale certamente meno impegnativo di altri, i risultati non ci sono o arrivano con il contagocce: tranne i grandi centri, dove le proiezioni si esercitano con buona approssimazione, il conteggio dei voti appare rallentato da intoppi e imprevisti, persino stop, con il blackout dello spoglio: scusate il ritardo, riprenderemo più tardi.
Va in scena a Como il primo caso di straordinaria agonia dello scrutinio, per controlli, contestazioni, complicate messe a punto: 16 candidati e 24 liste impongono un’attenzione speciale per evitare il rischio di errori, siamo d’accordo, ma non una pausa di riflessione lunga tre ore.

(continua a leggere sulla rassegna stampa del Sole 24 Ore)

(foto Lapresse)

- Se uno li sa fare, gli exit poll funzionano

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  • lorenzo72

    qualcuno poi potrebbe spiegare perché ci sono tanti seggi elettorali e perché si vota in un giorno e mezzo?

  • http://covatamalefica@gmail.com duffogrup

    @lorenzo72 perchè dare un paio di centoni a scrutatore è un modo per farsi degli amici

  • sascha

    Beh, negli Stati Uniti i risultati elettorali ‘veri’, come scoprimmo nel 2000, arrivano anche una settimana dopo il voto. Malgrado la bassa affluenza la macchina elettorale americana è la peggiore dell’Occidente. Poi ci sono paesi come la Gran Bretagna dove la democrazia è così avanzata che alle amministrative vota il 32% e quindi si fa prima.

  • giovannim

    Se la modernità elettorale può significare schede punzonate da contare meccanicamente e, per l’elezione di uno dei capi del mondo, in seguito ad anomalie, si arriva a ricontarle 5 o 6 volte, non ottenendo mai lo stesso risultato e fermandosi solo per sfinimento, beh… una volta tanto meglio pizza e mandolino.
    Poi, come giustamente osservato, la mezza giornata del lunedì è , quantomeno, anacronistica.

  • randolphcarter

    Si può dire che gli exit-pol in Italia non funzionano? Basta vedere i dati che davano su Palermo…

  • piti

    In generale, in Italia c’è un sacco di burocrazia elettorale. Ignoro se negli altri Paesi sia la stessa cosa, ma di certo noi abbiamo delle modalità per certi aspetti abbastanza ottocentesche. Poi spesso abbiamo un sacco di liste, e nelle tornate elettorali che prevedono la possibilità del voto disgiunto, si diventa abbastanza cretini a segnare per una scheda un voto di lista di qua e al candidato di là. Altra cosa, nelle elezioni che chiudono le urne alla sera c’è ‘sta cosa ridicola di partire in tromba, dalle ventidue in avanti, dopo che magari sei dentro ‘sto seggio da 15 ore. Così, se ci sono contestazioni, errori materiali, conti che non tornano magari per un solo voto, tocca fare le quattro di mattina, nelle condizioni di lucidità che si possono immaginare.

  • ellevu

    Mi sembra il classico caso degli specchietti agli indiani. Il sistema degli altri luccica quindi lo vogliamo anche noi. Per conto mio trovo:
    - Giusto votare anche il lunedì, esistono quelli che tra il fine settimana e il voto scelgono la prima comunque.
    - Giusto pensare il meccanismo per renderlo più veloce e ridurre tempi e seggi.
    - Sciocco farsi ammaliare dal conto alla rovescia francese!

  • karl

    bisognerebbe chiedersi perché i dati vanno comunicati via telefono e non via internet. O perché le comunicazioni ai seggi arrivano tramite fonogramma, cioè qualcuno telefona, qualcunaltro, di solito la bidella, risponde e sottodettatura scrive, poi prende il foglio fa il giro delle sezioni e ogni segretario a sua volta ricopia.

  • ricette sbagliate

    poi forse sarebbe il caso di chiedersi perchè in alcuni posti ci si mette di più che in altri, ad esempio a Palermo devono ancora finire in 17 sezioni su 600

  • stevem

    @ellevu, sono dubbioso solo sui due giorni di voto. Non so in quanti altri paesi al mondo si voti in due giorni, ma al di là della comodità degli elettori, ci sono dei costi associati a questa prassi che forse si potrebbero ottimizzare. Comunque i nostri seggi la domenica sono aperti fino alle 22, in Francia alle 18 chiudevano (tranne nelle città alle 20). Certo, non dico di far votare infrasettimana con in Inghilterra, e poi stupirsi che voti una persona su 3…

  • karl

    il fatto che al sud ci si metta di più non mi è mai stato chiaro.
    Se uno straripa nel giorno dopo viene pagato di più?
    se no che convenienza c’è ad andare per le lunghe a parità di pagamento.

  • lorenzo72

    @ellevu se uno sceglie il fine settimana in luogo del voto non vota.
    o arriva prima delle 22 della domenica, cosa che fanno quasi tutti quelli che fanno il fine settimana fuori porta.

  • http://www.boll.splinder.com bolla

    il voto al lunedi e’ la cosa migliore che hanno inserito negli ultimi anni, riguardo alle votazioni.

    e se si va avanti con gli scrutini, non e’ che si e’ pagati di piu’. e un tempo, quando si votava solo alla domenica, pagavano comunque di piu’ gli scrutatori che da quando c’è il lunedi, quindi non pensate a motivazioni di questo tipo.

    e infine, considerando le ore in cui si e’ impegnati tra sabato, domenica, e lunedi, ce ne vuole per considerare un guadagno la paga da scrutatore.

    pagano piu’ all’ortomercato.

  • http://nimesulide.tumblr.com trecool

    volevo solo dirvi di non preoccuparvi se tra un paio d’ore Orlando potrebbe avere il 10% in meno di voti.

    Al comune di Palermo stanno facendo un casino infinito e sembra abbiano sbagliato il numero a cui fare riferimento nel calcolo delle percentuali.

    La Legge elettorale regionale per i sindaci (diversa da quella italiana) prevede che il totale delle preferenze per il sindaco vada diviso per il TOTALE dei voti validi, comprese nulle, bianche e, soprattutto in questo caso, i voti alle liste senza espressione palese della preferenza per il nome del Sindaco.

    A Palermo tale dato è nell’ordine del 30% (?!) in più di schede valide. La lentezza di Palermo dovrebbe derivare da questo dato, perche nei seggi i presidenti non erano preparati sulla nuova Legge e i rappresentanti di lista se ne sono approfittati.

    In pratica Orlando passerebbe dal 47 al 36%, Ferrandelli dal 18% al 13% e a scendere gli altri. Cambia poco la sostanza, tanto la forma.

  • jackzz

    mi chiedo quanti – dei sapientoni commentatori – abbia mai fatto una volta non dico lo scrutatore, ma almeno il delegato di lista. Lasciando da parte i vecchini che scrivono in corsivo tremolante da elementari anni ’20, croci di troppo o scritte fuori dai margini contestate a seconda degli orientamenti (discussioni anche di 5 minuti, sommate per x schede), dico solo che il voto disgiunto (che nella mia città ieri è stato molto utilizzato, verona) e le modalità per farlo abbastanza complicate, fa si che spesso non ci si ritrovi con le somme, e si debba ricontrollare tutto. Insomma, l’importante è che le operazioni di voto siano celeri ed efficienti (vero ministro Bianco?), ci mettessero anche 48 ore a dare i risultati non vedo il problema, davanti ai successivi 5 anni direi che si può anche aspettare mezza giornata, con buona pace dei bulimici da liveblog. Insomma, concordo con Piti al 100% (forse bastava questo).

  • marquinho

    Un buon modo per accelerare le procedure è di superare il voto disgiunto vero incubo di ogni sezione elettorale. O si fa come alle provinciali chi vota un partito non può votare per il candidato presidente di un altro schieramento oppure sindaco e consiglio si votano con due schede diverse.

  • maragines

    perche nei seggi i presidenti non erano preparati sulla nuova Legge
    Ma la legge non era nuova… O no?
    **
    Io ho fatto tutto: presidente, segretario, scrutatore.
    E sì, preferisco il sistema della mia nazione a quello di altre che mi è stato descritto.
    E sì, è vero, pagano di più al mercato ortofrutticolo. E sì, fare i conti è sempre complicato, perché sei stanco, perché c’è la tensione di mezzo e perché contare sino a trecento dei fogli di carta è stancante… Anche ad organizzarsi viene lungo se fai il lavoro fatto bene.

  • alemanezinho

    In Brasile (mica in Svezia), che è paese con una buona dose di analfabetismo totale o di ritorno, si vota con le macchinette elettroniche e il risultato si sa meno di un’ora dopo la chiusura dei seggi. Evitando problemi di croci messe male o poco marcate ecc. Chi vuole annullare può annullare, chi digita il codice errato (appare la foto del candidato, oltre al nome), può sempre ripensarci prima di premere il tasto di conferma. I rischi di manipolazioni sono minimi (non sto ad entrare nei dettagli tecnici, ma è praticamente impossibile manipolare le macchinette) e ci sono comunque gli scrutatori e gli osservatori dei partiti a vigilare: e quanto a manipolazioni, pensiamo a quello che succede da noi ad ogni elezioni, con scatoloni di schede ritrovate nei container della spazzatura, seggi dove non ci sono schede bianche ecc. Non vedo perché sia meglio un sistema come il nostro, con schede-lenzuoli da ripiegare quattro volte e le matite copiative.

  • maragines

    ALEMANEZINHO: il sistema che adottiamo noi è migliore perché è democratico.
    E questo comporta che chiunque, chiunque sia moderatamente capace di intendere e volere, è in grado di comprenderlo, ricostruirlo e analizzarlo oltre che verificarne il buon funzionamento.
    *
    Mentre l’orrido sistema che indichi è, al di là delle comunque dubbie considerazioni in tema di sicurezza, un sistema non comprensibile e non ricostruibile i cui malfunzionamenti non sono percepibili dall’uomo della strada. Ci vuole un informatico esperto per capire come funziona e ci vuole un debug con i controfiocchi per verificare che abbia funzionato bene.
    Al punto che scrivi: non sto ad entrare nei dettagli tecnici, ma è praticamente impossibile manipolare le macchinette che è affermazione opinabile se non altro perché il numero di progetti informatici sicuri si può contare sulle dita di mezza mano. E anche ammettendo che sia sicuro è sicuro perché? Perché ci si deve affidare alla cieca fiducia di “uno” che dice “tranquilli è sicuro”.
    **
    Lo dice lui… Quindi sarà vero? Non è la democrazia che avevamo scritto.

  • biagio

    Secondo me il problema è di mentalità, nel senso che la marea di controlli incrociati che il presidente deve fare dopo la chiusura del seggio derivano dalla sostanziale sfiducia del legislatore nell’onestà dei componenti il seggio medesimo. Un po’ quello che succede nel rapporto col fisco: si parte dalla presunzione che ci sarà chi fa il furbo (presunzione ahimè piuttosto sensata, soprattutto al Sud, ma non solo).
    Naturalmente a questo vanno aggiunte leggi elettorali di un bizantinismo sfibrante.
    Quanto al voto al lunedì, lo trovo una totale stupidaggine: ti martellano per settimane prima della domenica fatidica, quindi sai benissimo che il tal giorno sei chiamato alle urne: se non vai, affari tuoi.

  • maragines

    quindi sai benissimo che il tal giorno sei chiamato alle urne: se non vai, affari tuoi.
    La presunzione di chi crede che tutti quanti non lavorino la domenica è disarmante. Come se non esistessero medici chiamati per urgenze in sala operatoria, marittimi che sono in nave la domenica, e via dicendo… Foss’anche una sola persona è opportuno meditare che si deve offrire a tutti la possibilità di votare.
    E certamente non vogliamo chiudere gli ospedali!

  • sascha

    Io comunque, in tanti anni di lavoro in questo campo, una cosa l’ho imparata: i morti aumentano nelle feste di fine anno – specie Natale – e diminuiscono nei giorni di elezioni. Traetene le conclusioni che volete…

  • alemanezinho

    @maragines
    L’orrido sistema, come lo chiami tu, permette che votino gli analfabeti, perché non hanno bisogno di saper leggere o scrivere il nome del candidato, basta che se ne ricordino la faccia e il numero (ad es. il 13 di Lula). Se fosse così facile manipolarlo, mi spieghi com’è che l’opposizione riesce a vincere le elezioni? Come ha fatto a vincere Lula, tanto osteggiato dalla “classe dominante”? Come mai il PT, ora al governo, non vince sempre in tutte le elezioni? Ma devo ricordartele io le tonnellate di schede ritrovate nei container, i ritardi del Viminale nell’elezione del 2006, i seggi dove non si registrano miracolosamente schede bianche? Questo sarebbe più democratico? Ma per piacere…

  • http://nimesulide.tumblr.com trecool

    @Maragines: La legge è stata modificata dall’ARS (Assemblea Regionale Siciliana) circa un anno fa per abolire il trascinamento automatico del voto dalla lista al sindaco dello schieramento.

    I geni non hanno previsto le 2 schede (una per il sindaco, l’altra per i consiglieri) e molta gente (il 30% circa) ha considerato che votare per la lista equivalesse a votare per il sindaco.

    La legge siciliana è quindi diversa da tutte le regioni non a statuto speciale, dato che queste possono legiferare in materia elettorale.

  • maragines

    TRECOOL: grazie non sapevo.
    ALEMANEZINHO: rileggi che poi capisci. Quanto all’analfabetismo in Italia e in più di un seggio non mi è mai capitato di avere questo problema… Ad ogni nazione la soluzione migliore?! Io non dico quale legge elettorale è migliore in Brasile sostengo che per l’Italia non voglio l’orrida legge brasiliana. E ho detto perché.

  • biagio

    @maragines

    Ti danno 14 ore per andare a votare: anche se lavori di domenica, il tempo lo trovi.

  • uqbal

    @Maragines

    Ho riletto anche io quel che hai scritto. Per capacitarmi di quel che dici.
    “Orrido”? “veramente democratico”? Ma chi sei, l’Uomo del Monte, per poter essere così sprezzante? Puoi dimostrare che le nostre casse di voti sono meno manipolabili di un sistema automatico, o basta inserire “orrido” nella frase e tutto passa in cavalleria?
    La parte veramente ridicola è quella dell’”uomo della strada”: tu propugni un sistema manifestamente inefficiente (dove con una matitina basta aggiungere un zero per cambiare un ordine di grandezza…) solo perché l’uomo della strada non capirebbe?
    1) Come lo definisci l’”uomo della strada”?
    2) Siccome in Italia ci sono analfabeti e ignoranti, diventa antidemocratico redigere un verbale?
    3) Il fatto che l’uomo della strada lo capisca lo rende più sicuro?
    In tutta sincerità, io vedo nei tuoi commenti l’atteggiamento tipico di chi pensa che una cosa sia migliore solo perché l’ha sempre fatta così.