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Il Fact Checking, in Italia, sul web
— Internet

Il Fact Checking, in Italia, sul web

di Adolfo Frediani - Fondazione

Un nuovo sito accessibile e utilizzabile da tutti per verificare ogni tipo di notizia (come si dovrebbe fare nei giornali)

27 aprile 2012

C’è una notizia o una dichiarazione, ad esempio questa: l’Antitrust ha chiesto una sospensione di 45 giorni sulla fusione tra Unipol e le società della Famiglia Ligresti. L’AD di Mediobanca Alberto Nagel sostiene che i 45 giorni non faranno slittare la ricapitalizzazione e sono coerenti con l’aumento di capitale fattibile nel mese di giugno.
È vero quanto dichiara Nagel?

Si passa alla verifica, il fact checking vero e proprio. Luca Testoni, direttore del mensile TopLegal e tra i fondatori di EticaNews, ritiene che sia una dichiarazione “molto semplicistica e tranquillizzante” e motiva il suo commento con dati della Borsa Italiana. Testoni per condividere notizia e verifica ha usato un nuovo strumento a disposizione sua e di chiunque voglia mettere in discussione, dati e fonti alla mano, affermazioni ufficiali, articoli, comunicati stampa: la piattaforma di Fact Checking della Fondazione <ahref di Trento che viene presentata ufficialmente sabato al Festival del Giornalismo di Perugia da Sergio Maistrello e Luca De Biase, che di ahref è presidente.

Il fact checking è una pratica che deriva dalla tradizione del giornalismo anglosassone: è un metodo empirico per dimostrare se dichiarazioni e fatti sono attendibili, attraverso la raccolta e il confronto di fonti. La nuova piattaforma di Fondazione <ahref trasforma una pratica professionale in attività critica cooperativa: attraverso il social networking è possibile collaborare con altri lettori o telespettatori per verificare la veridicità dei dati e delle notizie in circolazione. Il meccanismo è molto semplice: ci si registra e si può proporre una notizia o una dichiarazione, citando autore e fonte e mettendola a disposizione della comunità per il fact checking. Oppure si può sottoporre a verifica una notizia proposta da un altro utente, portando dati e fonti a sostegno della percentuale di attendibilità che si vuole attribuire alla notizia.

La piattaforma è ancora in fase di rodaggio ma ha già raccolto alcuni fact checking con le prime valutazioni che vale la pena segnalare: una dichiarazione di Passera sui vantaggi dell’aumento di produzione di idrocarburi e un’inchiesta sull’uso di facebook nelle univerisità (entrambe al momento ritenute vere solo al 25%); un comunicato stampa di Palazzo Chigi (inaffidabile); le rassicurazioni del viceminstro Grilli sullo spread (vere al 75%); un articolo di Sallusti su Boccassini, Berlusconi e bunga bunga (completamente inaffidabile). Questi fact checking sono solo i primi test ma dopo il lancio ufficiale, l’obiettivo è quello di coinvolgere una vasta rete online fatta di singoli cittadini, professionisti, gruppi e associazioni, il pubblico attivo della rete.

Ci piacerebbe ad esempio avere comunità online che collaborino per fare fact checking in tempo reale su dichiarazioni di politici durante trasmissioni televisive o durante una campagna elettorale. Quando la piattaforma sarà a regime si potranno verificare immediatamente le fonti e i personaggi più e meno attendibili nell’ecosistema dell’informazione italiana e i factcheckers più attivi, valorizzati da un meccanismo reputazionale che premia l’uso di fonti verificate e il gradimento della comunità. Non c’è quindi nessun meccanismo autoritario di censura ma un sistema democratico di valorizzazione degli utenti che lavorano in modo coerente con il metodo proposto da <ahref.

Un metodo di lavoro che si basa su un’idea semplice: chi decide di partecipare alla produzione di informazione condivisa sul web si assume una responsabilità e chi partecipa alla piattaforma di fact checking è consapevole dal momento dell’iscrizione dei quattro principi che proponiamo per un’informazione di qualità verificabile: accuratezza, imparzialità, indipendenza, legalità. La speranza di <ahref, che dello sviluppo della qualità dell’informazione in rete ha fatto la propria missione, è che il fact checking e gli altri civic media che sta sviluppando diventino strumenti diffusi e apprezzati dal crescente numero di cittadini che usano la rete per produrre e scambiare informazione.

(nella foto, la famosa falsa copertina del Corriere stampata dal giornale satirico Il Male)
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  • janalexander

    Molto bello, ma ci si può iscrivere anche solo come lettori e/o verificatori occasionali? Da un’occhiata rapida alla pagina di iscrizione mi pare sia orientato ai produttori di contenuti, ma io non sono un giornalista, sono solo un curioso ed eventualmente un verificatore se capita (cioè nel rarissimo caso in cui io sia presente proprio ad un evento descritto). Insomma, è un network solo per addetti ai lavori, o anche tutti gli altri?

  • twerty

    Dev’essere la giornata del Fact Checking oggi…

    Avevo appena terminato la lettura de Le favole, i fatti e la spazzatura sul web che ti becco sul Post prima La verità e Wikipedia e poi il presente articolo!