amministrative

Guida alle amministrative 2012

Le cose da sapere sulle dieci (più una) città principali in cui si vota il 6 e 7 maggio per eleggere sindaci e consigli comunali

I prossimi 6 e 7 maggio in molti comuni d’Italia si vota per eleggere sindaci, consiglieri comunali e circoscrizionali. La lista dei comuni chiamati al voto nelle Regioni a statuto ordinario si può leggere sul sito del ministero dell’Interno (pdf). Tra i capoluoghi di provincia chiamati al voto ci sono Alessandria, Asti, Cuneo, Belluno, La Spezia, Piacenza, Lucca, Frosinone, Rieti, Isernia, Brindisi, Taranto, Trani, Oristano, Catanzaro, Gorizia, Agrigento e Trapani. Le città più grandi in cui si vota, e quelle con lo scenario politico più incerto e interessante, sono quelle che seguono. Sono dieci più una, che non è un capoluogo di provincia ma che è stata al centro più volte di vicende di rilevanza nazionale.

Como
La candidata del centrodestra è Laura Bordoli, 51 anni, commercialista e non iscritta al PdL, che ha battuto alle primarie l’assessore uscente Sergio Gaddi. A Como il PdL ha espresso il sindaco nelle ultime quattro legislature. Il primo cittadino uscente, Stefano Bruni, ha fatto due mandati consecutivi e non è più eleggibile. Bruni guidava una giunta composta da PdL e Lega Nord ma a questo giro la Lega va da sola, candidando Alberto Mascetti, già consigliere comunale. Ci sono molti candidati, anche UdC e finiani corrono separatamente, così come la Destra, e ci sono diverse liste civiche e minori. Partito Democratico, IdV, SeL e liste civiche candidano Mario Lucini, capogruppo del PD in consiglio comunale. L’ex calciatore Pietro Vierchowod è candidato con una lista civica. Il Movimento 5 Stelle candida Luca Ceruti. Ieri c’è stato un dibattito organizzato dal quotidiano “La Provincia” al teatro Sociale di Como, stasera ce ne sarà un altro. Ci sono complessivamente 16 candidati a sindaco, 24 liste e 702 candidati consiglieri comunali. Praticamente tutti danno per scontato che si vada al ballottaggio.

Monza
Il candidato del PdL e della Destra è Andrea Mandelli, farmacista e presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani. Il suo principale sfidante è il sindaco uscente, il leghista Marco Maria Mariani, che si ricandida da solo. Anche l’UdC va da sola con Anna Martinetti. Il Movimento 5 Stelle candida Nicola Fuggetta. Partito Democratico, IdV, Federazione della Sinistra, SeL e liste civiche candidano Roberto Scanagatti, capogruppo del PD in Consiglio comunale, già vicesindaco e assessore durante precedenti legislature. Negli ultimi giorni sia Rosy Bindi che Antonio Di Pietro sono stati a Monza a sostenere Scanagatti.

Verona
Il sindaco uscente è il leghista Flavio Tosi, 42 anni, che negli ultimi tempi ha litigato con i vertici del suo partito per la sua volontà di presentare una lista civica che lo appoggiasse. Alla fine ha vinto lui, e oltre al sostegno della Lega Nord avrà l’appoggio di una “lista Tosi” (che si chiama ufficialmente “Civica per Verona – Tosi sindaco”) e di altre cinque liste (quattro civiche e i Pensionati). A livello nazionale, Tosi è noto per essere un sostenitore di Roberto Maroni. Nel 2007 si era presentato come candidato unico del centrodestra, ottenendo anche l’appoggio dell’allora Forza Italia: questa volta invece il PdL presenta un suo candidato, sostenuto anche da FLI e UdC, l’avvocato Luigi Castelletti, che è anche vicepresidente vicario di Unicredit e membro del cda dell’ABI. Ma parte del PdL appoggerà la rielezione di Tosi, fatto che ha portato Angelino Alfano a sospendere diversi esponenti locali del partito. I sondaggi dicono che Tosi potrebbe vincere al primo turno (come nel 2007), visto il suo grande vantaggio su tutti gli altri e anche sul candidato del centrosinistra, Michele Bertucco, netto vincitore delle primarie (le prime a Verona per un candidato sindaco). Bertucco ha 48 anni, è dipendente bancario e sindacalista ma è conosciuto soprattutto come dirigente di Legambiente. Il Movimento 5 Stelle candida Gianni Benciolini, docente universitario.

Genova
Il sindaco uscente, Marta Vincenzi, non si è ricandidata: ha perso le primarie contro Marco Doria, docente universitario e già consigliere comunale, che è il candidato di PD, SeL, IdV e liste civiche. La Lega Nord candida il consigliere regionale Edoardo Rixi, il Movimento 5 Stelle candida Paolo Putti, leader del movimento “No Gronda”. Il PdL candida Pierluigi Vinai – consulente del lavoro, democristiano, numerario dell’Opus Dei, considerato vicino a Scajola – insieme a liste civiche. Poi c’è Enrico Musso, docente universitario, sfidante di Marta Vincenzi nel 2007 per il centrodestra, senatore eletto nelle liste del PdL e poi passato al PLI, sostenuto dal Terzo Polo (ma da una sola lista, col suo nome). Le questioni aperte sono molte e una di queste riguarda una moschea la cui contestata costruzione era stata approvata dalla giunta Vincenzi e contestata dal centrodestra e dall’Italia dei Valori. Doria si è impegnato ad andare avanti col progetto.

Parma
Parma era amministrata dal 2002 da giunte di centrodestra, prima con Elvio Ubaldi e poi con Pietro Vignali: ma Vignali si è dovuto dimettere a settembre del 2011 per una serie di scandali di corruzione e presunte tangenti che hanno suscitato molte proteste e indignazione in città e che hanno coinvolto i membri della giunta e diversi dipendenti comunali. Dalle dimissioni di Vignali il comune è commissariato. Il centrosinistra è in vantaggio: il candidato è Vincenzo Bernazzoli, che è il presidente della provincia di Parma dal 2004, ha 56 anni e un passato da sindacalista nella CGIL. Il centrodestra, dopo gli scandali, è molto diviso e in difficoltà: l’UdC ricandida l’ex democristiano Elvio Ubaldi, 64 anni e già sindaco dal 1998 al 2007, un personaggio ancora oggi di primo piano della politica cittadina. È lui il principale sfidante di Bernazzoli, dato che i candidati della Lega Nord e del PdL non dovrebbero superare il 10 per cento dei voti ciascuno: è probabile che si vada al ballottaggio, dove il centrodestra dovrebbe ricompattarsi e avvicinarsi di parecchio alle percentuali del centrosinistra.

Lucca
Lucca è una città tradizionalmente democristiana in una regione tradizionalmente di sinistra, ricca grazie alle sue molte imprese di piccole dimensioni. Ma la crisi economica sta colpendo duramente la zona di Lucca e il panorama politico sembra essere vicino a un cambiamento, dopo decenni. Un sondaggio pubblicato a gennaio dava in vantaggio il candidato del centrosinistra, Alessandro Tambellini, 56 anni, insegnante in una scuola superiore e capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale. Il candidato del centrodestra è uno dei protagonisti della politica cittadina da quarant’anni: il sindaco uscente Mauro Favilla, 78 anni, già sindaco democristiano per tre mandati dal 1972 al 1985, brevemente nel 1988 e poi di nuovo dal 2007. Nel mezzo è stato senatore per quasi dieci anni.

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