Il Post
— photogallery

Disegnare col GPS

Ma anche con Google, una bici e un buon senso dell'orientamento

19 aprile 2012


Michael J. Wallace disegna con la sua bicicletta e un telefono GPS.
La sua storia da ciclista-artista è iniziata recentemente, nel 2010, quando ha ideato questa forma di esercizio sportivo-creativo-tecnologico: disegnare cose buffe usando come griglia le strade di una mappa, e per farlo andare in bicicletta e usare un sistema di tracciamento dei percorsi tramite GPS. I percorsi sono così disegnati su una mappa di Google delle vie della città attraversata, che è sempre Baltimora.

I disegni sono dei divertenti scarabocchi urbani e per Wallace delle vere e proprie opere d’arte (ne vende le riproduzioni e cerca sponsor), ma è interessante soprattutto la procedura con cui l’artista-ciclista li traccia: una vera e propria missione che nel suo sito spiega in dettaglio, con i consigli su come organizzare la spedizione e come allestire il mezzo con cui fare gli schizzi.

Attrezzatura consigliata:

- Una bottiglia d’acqua montata sulla bicicletta
- Cuffie per l’Ipod, non auricolari, da spostare sul collo in caso di situazioni particolari di traffico
- Mappa cartacea fissata con una molletta al manubrio della bicicletta
- Le chiavi di casa e un fischietto legati con un cordoncino al collo
- Occhiali da sole
- Maglietta di ricambio
- Calzoncini con le tasche
- Scarpe da ginnastica
- Una matita nel taschino della camicia per sistemare il percorso sulla fotocopia della mappa
- Un telefono GPS con un software adatto alla registrazione dei percorsi
- Qualche dollaro nell’altra tasca per comprare delle bibite dissetanti e per emergenze
- Una mountain bike
- Fiducia che il percorso andrà come si è pianificato prima di partire

Ogni disegno nel sito ha la sua scheda, un “Ride Journal” che descrive in dettaglio che cos’è, quanto tempo Wallace ha dovuto pedalare per farlo, le miglia percorse, le cose che ha visto, se ci sono stati dei problemi.

Ed è possibile seguire i suoi tragitti sul suo account Twitter @WallyGPX

 

TAG: , , , ,
  • deleau

    Gli Ok Go (banda Statunitense) avevano fatto una cosa simile per una loro clip un po’ di tempo fa. http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=YtMSzGZH5q0#t=308s

    C’è da dire che tutti i loro video sono particolarmente ingegnosi.

  • http://www.frassi.it pallmall

    La saggezza popolare lombarda ha un detto per attività del genere: “alzarsi presto per andare a cagare lontano”

  • http://www.corteitalia.it giak

    Grazie PALLMALL, la mia giornata è cominciata con una risata :)

  • milziade368

    Oggi a Roma, tra scioperi e manifestazioni, probabilmente avrebbe disegnato…. il punto di partenza (tentata).

  • randolphcarter

    La #F non mi piace, troppo facile tutta nel giardino…
    Mentre la #X è da suicida!!!

  • giovannim

    La vera creatività la ravviso nel modo improbabile, di certi commentatori, di attingere dal lessico italiano.
    Per inserire il sostantivo “artista” nel contesto descrittivo di certe vicende, ci vuole davvero fantasia.
    Oltre che una bella faccia tosta nel pretendere che l’operazione abbia poi, senso compiuto.

  • http://www.corteitalia.it giak

    @GIOVANNIM
    Premesso che PALLMALL sintetizza al meglio il mio pensiero, mi permetto però di aggiungere che l’idea di tracciare una linea su una rappresentazione virtuale del mondo attraverso, tra le altre cose, alcuni satelliti che ci ruotano sulla testa …. è affascinante. Io la ritengo arte, inventiva, creatività.

    Anche la #W non deve essere stata semplice !

  • http://www.bazinga.it Marco

    C’è da dire che la pratica è cominciata in modo più goliardico e molto meno artistico… c’è un sito a documentarlo http://www.gpscocks.com/

  • janalexander

    Ben prima del GPS, nel cartone animato di Lamù (Urusei Yatsura per i puristi), Ataru Moroboshi facendo jogging traccia involontariamente lungo le strade della città il disegno per evocare il diavolo. Altri artisti negli anni ’90 e forse prima disegnavano loghi in punti delle città che uniti tra loro seguendo i percorsi su una mappa formavano un disegno. I massoni, ben prima di tutti questi, costruivano edifici in modo che si unissero su disegni astrali, e via così dall’alba dei tempi. A me personalmente questi “artisti” non piacciono, sono dei furbi consapevoli di trovarsi nel post-post-moderno, un po’ come chi cerca di diventare famoso nei reality senza effettivamente fare niente di che. Ma come diceva Andy Warhol: “Non importa quanto ti sei sforzato per creare un’opera, importa quanto ti fai pagare”. Se ci sono dei polli che comprano… E ci sono sempre.