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Le novità sulle tasse in 10 punti

Le novità sulle tasse in 10 punti

Che cosa c'è - e che cosa non c'è - nel disegno di legge approvato ieri dal governo, dall'IMU al catasto, dal riordino delle detrazioni ai contanti

17 aprile 2012

Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri sera il disegno di legge sulla delega fiscale. Il testo si compone di 18 articoli e una sua ampia sintesi, predisposta dal governo, si può leggere qui. Il governo è stato delegato dal Parlamento a legiferare sulla questione, e col provvedimento varato ieri dal Consiglio dei ministri ha nove mesi di tempo per approvare definitivamente le misure. La riforma verrà attuata “a parità di gettito”, dice il comunicato del governo, quindi non bisogna attendere tra le conseguenze né un aumento né un calo della pressione fiscale: si tratta di un riordino e di un riequilibrio dell’attuale gettito fiscale. Nessuna di queste norme è da intendersi per fatta e finita, dato che serviranno ancora trattative e passaggi parlamentari.

Che cosa non c’è
Non c’è il “fondo taglia tasse” ed è la notizia con cui oggi aprono quasi tutti i giornali. Benché fosse nella bozza finale, nella delega fiscale varata dal Consiglio dei ministri non c’è l’istituzione di un fondo per ridurre le tasse basato sui proventi della lotta all’evasione fiscale. Lo strumento avrebbe concretizzato il principio per cui se tutti pagano le tasse, le tasse si abbassano per tutti, ma secondo Repubblica e il Corriere della Sera il governo ha ritenuto poco prudente vincolare la destinazione dei proventi di un gettito – che i prossimi governi potranno comunque decidere di utilizzare per tagliare l’imposizione fiscale. Inoltre fino al 2014, scrive il Corriere citando “fonti di Palazzo Chigi”, “i frutti della lotta al sommerso sono già vincolati alla riduzione del deficit pubblico e all’anticipo del pareggio di bilancio”.

Non ci sono nemmeno le annunciate – e contestate – tasse sugli assegni di ricerca e sulle borse dei dottorandi e dei corsisti delle facoltà universitarie di medicina.

IMU
Il punto più atteso riguardava la tassa sugli immobili, da settimane al centro di incertezze e polemiche tra governo centrale ed enti locali. Le aliquote di base erano state fissate dalla prima manovra del governo e i comuni possono aumentarle entro un determinato tetto. Le novità sono che sarà possibile pagare l’imposta sulla prima casa in tre rate (mentre quella sugli altri immobili in due, come previsto). Le scadenze per la prima casa sono 18 giugno, 17 settembre e 17 dicembre. Nel caso di coniugi separati, prima la tassa doveva essere pagata dal proprietario, ora invece da chi la abita. Le agevolazioni sulla prima casa si applicano per un solo immobile per ogni famiglia. L’imposta si potrà pagare anche alle poste e non solo col modello F24 in banca. Non pagheranno l’IMU gli immobili dichiarati inagibili dopo il terremoto all’Aquila. Resta apparentemente aperto un punto critico: se considerare sfitte le abitazioni lasciate dagli anziani in casa di riposo.

La revisione del catasto
Il governo e i comuni definiranno i valori del nuovo catasto sulla base dei valori medi del mercato immobiliare, basandosi progressivamente sui prezzi di mercato e abbandonando il criterio dei vani a favore dei metri quadri. Valori e rendite saranno periodicamente aggiornati.

Il riordino delle detrazioni
È uno dei punti più rilevanti dell’intera riforma. La delega attribuisce al governo il potere “ridurre, eliminare o riformare le spese fiscali che appaiono, in tutto o in parte, ingiustificate o superate alla luce delle mutate esigenze sociali ed economiche, o che costituiscono una duplicazione”: si tratta del riordino di detrazioni, sgravi, deduzioni e sconti fiscali che valgono circa 250 miliardi di euro l’anno e dentro i quali, secondo molti, si annidano evasione ed elusione fiscale. Gli sgravi prioritari saranno comunque mantenuti, così come le detrazioni dell’IRPEF. Parliamo dei capitoli “sensibili”: famiglia, salute, ambiente, ricerca, cultura.

Evasione fiscale
L’evasione fiscale sarà monitorata ogni anno allo scopo di stimare il cosiddetto “tax gap”, un dato sull’evasione confrontabile con quello di altri paesi. La delega parla poi di potenziamento degli strumenti di contrasto elettronico all’evasione, dalle banche dati alla tracciabilità.

Energia e tasse
Il governo si impegna a introdurre una tassa sulle emissioni di biossido di carbonio, la cosiddetta carbon tax, alleggerendo invece il peso sulle bollette energetiche dei finanziamenti per le rinnovabili. La delega inoltre riduce le accise sull’energia elettrica per le piccole e medie imprese, nel tentativo di ridurre per loro i costi di produzione.

IRPEF
I lavoratori autonomi, finora soggetti alla doppia tassazione (professionale e individuale), pageranno una sola tassa, l’IRI, Imposta sul Reddito Imprenditoriale, che sostituisce l’IRES. Lo stipendio del proprietario dell’impresa sarà deducibile.

Tasse sul “lusso”
Chi viaggia su aerei privati a noleggio pagherà 100 euro in più sui tragitti inferiori a 1500 chilometri e 200 euro per quelli superiori a 1500 chilometri. Ci sono sconti però per le tasse su aerei privati ed elicotteri varate con la prima manovra del governo Monti.

Pagamenti in contanti
C’è una nuova proroga per il divieto per enti e pubblica amministrazione di fare pagamenti in contanti sopra i 1000 euro, che slitta dal primo giugno al primo luglio (e comunque non riguarderebbe le tredicesime).

Patto di stabilità orizzontale
I comuni “virtuosi” potranno aiutare i comuni in difficoltà per sbloccare parte dei debiti, ottenendo un contributo speciale dallo Stato.

foto: Mauro Scrobogna /LaPresse

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  • http://www.zingarate.com lowresolution

    Tasse, ancora tasse e solo tasse: questo governo pensa di risolvere i problemi dello Stato soltanto aumentando la pressione fiscale. Per carità, alcuni provvedimenti sono anche giusti (come quello sul catatso), ma stiamo raschiando il fondo del barile e strangolando il paese che produce. Nessun taglio agli sprechi e ai costi dello Stato, nessuna privatizzazione, nessun alleggerimento della pressione dello Stato sulla vita economica e civile. Così non si cresce. Che delusione Monti.

  • giaime

    @Lowresolution: da una delega sul riordino del fisco ti aspettavi che si discutesse di pesca?

  • gillo

    @giaime: ti stimo.

  • http://riccardorusso.blogspot.com/ ric79

    A me piace in particolar modo la detrazione prima casa unica per nucleo famigliare.
    Conosco diverse famiglie torinesi, con marito residente in Liguria e moglie invece in Piemonte.. chissà come mai!

  • mattcav

    “tagliare gli sprechi” vuol dire licenziare la gente

  • http://www.zingarate.com lowresolution

    Da una delega sul “riordino fiscale” non mi aspettavo altre nuove tasse e un ulteriore aumento della pressione fiscale. Era stato promesso il fondo taglia tasse che è sparito. Ma a quanto pare a qualcuno piace pagare ancora più tasse. Se non “tagliamo gli sprechi”, chi continuerà a pagare?

  • fafner

    A me sembra interessante che l’IRPEF diventi di nome e di fatto l’imposta pagata solo dal reddito dipendente e assimilato: siccome stiamo parlando di chi tira avanti la baracca, un trattamento differenziato può essere equo. Potrebbe. Forse. Non tanto nel decreto delegato, ma in futuro.

  • http://nononoeno.wordpress.com/ akiro

    >alleggerendo invece il peso sulle bollette energetiche dei finanziamenti per le
    >rinnovabili.

    Sai che roba, se tagliano il 10% è tanto!
    http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002995.html
    Il fatto è che le rinnovabili sono un problema per ENEL & co. che vedono limitare i propri introiti (e pure lo stato…)

  • piti

    Sì, tagliare gli sprechi, frase che contiene un giudizio spesso non meritato, vuol dire licenziare la gente, come sottolinea giustamente Mattcav.

    Gli strumenti, per esempio la cessione del ramo d’azienda, per cui un Comune esternalizza un settore con tutti i dipendenti (volenti o nolenti) e poi chi s’è visto s’è visto) esistono e li hanno fatti apposta.

    Del tutto anodinamente, mi chiedo e chiedo. Buttare fuori da un dato impiego persone perlopiù dai 45-50 anni in su, che ha svolto lavori nella PA e quindi non replicabili, quasi mai, in altro tipo di imprese, a un’età in cui comunque non si assume nemmeno personale esperto nello specifico, persone a cui mancano minimo dieci anni alla pensione, ma anche quindici o venti, persone che come dice Guidalberto Guidi (non una crocerossina) sono destinati a restare esclusi per il resto della vita da ogni lavoro regolare, e forse pure non regolare, è conveniente? Perché per abbattere la famosa spesa, cosa si fa? Se ne buttano a mare tipo trecentomila? Mezzo milione? E Cameron li ha poi lasciati a casa mezzo milione di pubblici dipendenti? E poi?
    Al di là della soluzione di stampo vagamente paranazista, mi chiedo: li si assiste, poi, il manipolo del mezzo milione di licenziati? E quanto costa? Li si lascia morire di fare o con una corda al collo? Si pensa che un travet di 55 anni vada ad aprire una kebabberia a Londra?
    So che il fiume poco carsico del liberismo ghignante dirà, Che crepino. E’ tutto qui? O crediamo davvero che chi ha fatto un lavoro per datore di lavoro pubblico e quindi con contenuti del tutto specifici possa riciclarsi dopo i cinquant’anni come se ne avesse venti o trenta? O pensiamo che mezzo milione di esodati a viva forza non siano poi uno spettacolo e un vulnus che annulla ogni significato di senso in questo povero Paese?

  • rosdelio

    sconti però per le tasse su aerei privati ed elicotteri
    ne sentivamo proprio il bisogno!!!
    poveri cani proprietari di aerei ed elicotteri….

  • rosdelio

    sconti per le tasse su aerei privati ed elicotteri
    ne sentivamo proprio il bisogno!!!
    poveri cani proprietari di aerei ed elicotteri….

  • http://www.zingarate.com lowresolution

    Piti ti ringrazio per il tuo commento, spiega davvero tutto. Poi per favore non venite a fare gli indignati quando scoprite che c’è qualcuno che non vuole pagare il conto per questa gente che dobbiamo comunque mantenere.

  • gillo

    @piti: si può dire anche qualcosa della situazione attuale dei servizi offerti dalla P.A. rispetto ai costi senza essere considerati dei Goebbles?
    Si può avere l’ambizione di cambiare gli italiani e l’Italia oppure no? Cambiare l’Italia corrisponde anche a cambiare, in meglio certamente, la qualità della vita del “travet di 55 anni” che lavora nella P.A.? Ma Piti tu ci parli con ste persone? Ma sai quanto, consapevolmente o meno, non vedono l’ora di cambiare la propria vita, certamente, aiutati e formati al nuovo anche dallo Stato! Credi siano contenti di “strascinarsi” dolenti verso la pensione per altri 10/15 anni di vita? Mica briciole!!! 10 15 anni!!!
    Nel frattempo, da fedelissimo IRPEFFIANO proseguo, insieme a pochi altri IRPEFFIANI, a mantenere in piedi la baracca.
    Almeno finchè non crepo, visto quanto costo al mio datore di lavoro e visto quanto devo performare perchè il mio netto in busta sia accettabile.

  • piti

    Quando un evasore fiscale gira per la strada, va in ospedale, manda un figlio a scuola, chiama il 113, temo che ci sia da chiedersi chi si deve indignare e chi mantiene chi.

  • piti

    Gillo, con ‘ste persone io ci parlo più di te. Credimi.

  • Nicola

    Le tasse sono troppo elevate…questo è chiaro, le aziende soffocano!
    Sono sicuro che chi è al governo lo sa, voglio solo cercare di capire perchè non fanno niente…c’è qualcosa in programma? Hanno un piano d’azione per far ripartire il tutto? come possono pretendere di far partire l’economia con le tasse???
    Non capisco…

  • gillo

    @piti: 30% verità, 50%demagogia, 10%debolezza di argomenti. Cioè l’Italia dopo 20 anni di Berlusconi è lo scempio che è perchè non si pagano le tasse?
    Ci metto anche un 10% di delusione perchè solitamente sei ficcante nelle considerazioni.

  • ro55ma

    @GILLO, l’Italia dopo sessant’anni (non venti, non prendiamoci in giro:) di chiacchiere e distintivi – democristiani&Company – di cui hanno beneficiato e scaricato tutti, su pantalone, si arriva al capolinea.
    Invece ognuno oggi pensa di poter scaricare solo sugli altri (evasori indegni o travet da PA annoiati) il conto da pagare.
    E’ come quel gruppo enorme di italiani che beneficiano direttamente o indirettamente (sempre da decenni, altro che Berlusconi) di incarichi, commesse, raccomandazioni e favori che, nel dibattito sui “costi della politica”, improvvisamente spariscono. Diventano tutti dei Torquemadadènoatrj che sentenziano e propongono la lista di quelli da bruciare. Loro? ma chè stiamo a scherzare? Erano tutti a sgobbare e pagare tasse e votare l’unico onestobravo.
    Per cambiare la baracca (insieme) l’”elenco” va allargato e lacrime&sangue ce n’è per tutti, se siamo seri.

  • tobuto

    @piti:
    Non mi avevano avvertito che la Pubblica Amministrazione fosse diventata un servizio di welfare. Peraltro ha modalità di assegnazione dei sussidi perlomeno singolari.

  • piti

    A parte che le modalità di assegnazione si chiamano concorsi, e vincine uno tu se sei tanto bravo, così sto dentro il tuo noioso sarcasmo, quello di chi fa di tutto per non voler capire, il punto non è che la PA sia un welfare. Dico che fra le scelte alternative teoricamente possibili, quella di buttare a mare personale quasi mai riciclabile per competenze ed età non è o vantaggioso o onesto.
    Non è vantaggioso se poi la collettività deve far fronte per altra via alla sopravvivenza di mezzo mln di pubblici dipendenti sbattuti fuori.
    Non è onesto se si decide che le persone, alcune persone, sulla nave che si intende salvare sono zavorra o passeggeri di terza classe che non meritano il posto in scialuppa che si riserva, per esempio, ai ricchi.
    Dico in altre parole che i costi reali o simbolici, a seconda della soluzione che verrebbe data ai licenziati dalla PA sono probabilmente superiori ai vantaggi.
    Però capisco che ormai stanno quasi tutti a guardare questa cosa come si guarda la partenza di un GP di formula 1. Sperando di vedere un bel botto e divertirsi molto.

  • http://www.zingarate.com lowresolution

    Mi spiace Piti, ma sono in forte disaccordo: quando vado in un ospedale, scuola o altro servizio pubblico che non funziona penso che la colpa sia prima di tutto della cattiva amministrazione dei già tanti soldi che lo Stato raccoglie (anche dal sottoscritto) e che spreca in modo vergognoso. Penso ai fannulloni, agli imboscati, ai raccomandati, ai furbi, ai baroni, ai tanti Renzo Bossi e Micole Minetti che non fanno quello che devono e che sanno che mi stanno danneggiando. Ne ho incontrati tanti, li ho visti all’opera, e so bene di cosa parlo. E allora si, mi indigno. E sì, mentre tu li difendi, io volentieri li metterei in mezzo a una strada.

  • piti

    Però, quando leggo dei costi della PA da tagliare e si discute di licenziamenti, conseguenze, pro e contro, e poi mi vedo proporre come esempi due politici (fa senso, ma Renzo Bossi o Nicole Minetti due consiglieri regionali, non due dipendenti della Regione Lombardia), mi cascano le braccia.
    Stiamo parlando di mele e mi si risponde a pere.